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Business as usual (Off the subject #3) by Denise Grover Swank: Book Launch & Review

 

 

 

 

 

“What makes this information so valuable to you that you’ll go through with so much humiliation to get it?”

She hesitates. “Have you ever loved someone so much you’d give up everything for them?”

 

Avrei dovuto postare il giorno della pubblicazione, il 10 aprile, ma per una serie di sfortunati eventi proprio quel giorno ho avuto talmente tante cose da fare che mi sono vista costretta a traslare l’iniziativa. Ho colto la palla ala balzo per ultimare anche la lettura del libro, “Business as usual” la nuova meraviglia new adult di Denise Grover Swank per regalarvi anche la mia recensione. Ringrazio come al solito anche InkSlinger PR per fornirmi sempre entusiasmanti occasioni come questa.  E meno male, perché questo è davvero un libro molto interessante e veramente bello.

 

Lexi Pendergraft ha rinunciato a trovare l’amore dopo un disastroso incontro con il suo ultimo ragazzo. Invece, si concentra su due cose: uno, preparare un programma estivo per ragazzi delle medie senza mezzi. E secondo capire il recente strano comportamento di suo fratello Reed. Il suo segreto sta distruggendo la sua relazione con la sua fidanzata Caroline, e Lexi farebbe di tutto per aiutarlo a salvarlo. Specialmente dopo che ha rinunciato al suo sogno per dare a Lexi una chance per un’esperienza al college semi normale, qualcosa che i genitori hanno minacciato di rubarle dopo il suo stupro dell’anno precedente.

Ben Masterson è determinato a finire il suo ultimo semestre del suo ultimo anno alla Southern University. Dopo aver perso la sua borsa di studio, sta soffrendo della mancanza di sonno mentre cerca di seguire i suoi corsi di ingegneria meccanica e lavorare a tre lavori part-time. Pensa di essere fortunato nel trovare un lavoro al laboratorio di matematica dell’università. L’unico problema è il suo capo, Reed Pendergraft.

Come parte di un ruolo in una recita del teatro locale, Lexi indossa una parrucca nera e sente una sicurezza che non ha sperimentato da un anno. Quando la indossa in un bar vicino al teatro, non pensa che Ben, uno dei baristi, possa riconoscerla. Mentre Ben è intrigato da quello che lei sta combinando, è abbastanza intelligente da rimanere lontano dalla sorella del suo capo iperprotettivo. Finché il fato non lo forza ad aiutarla, ma perché lei non gli dice la sua vera identità?

 

La Swank ha la capacità unica di creare storie uniche, con un velo di verità, al cardiopalma, dove i problemi si intrecciano con romance piene di romanticherie, ma anche di situazioni complicate e vere. Niente si accetta facilmente, bisogna lottare clamorosamente contro tutto quello che cerca di bloccare l’avanzata dei propri sentimenti. Facendo suo lo stratagemma di alternare i punti di vista dei due protagonisti, cosa che devo essere sincera, adoro immensamente, la Swank ci mostra la psicologia di entrambi i protagonisti, delineando due personalità forti, che non si lasciano fermare da nulla. Lexi è una vittima degli eventi, eventi terribili che l’hanno segnata e inevitabilmente cambiata, ma non per questo spezzata. Cerca di proteggersi come meglio può, creando una maschera di indifferenza e stanca allegria per tenere lontane le domande di chi le è vicino. Per andare avanti si getta a capofitto nel suo progetto dell’università estiva per i ragazzini delle medie, ingegnandosi a trovare soluzioni alternative per raccogliere fondi. Non è semplice, quando intorno a lei assistiamo ad un trionfo dell’indifferenza, eppure il suo carisma e la sua fede, raccolgono intorno a lei un gruppo affiatato che crede in lei e nella sua iniziativa. Il suo lavoro si triplica e allo stesso modo le sue attività assumono un ruolo sempre più importante. E proprio una di queste, la recita a teatro le fornisce il pretesto per uscire da quel guscio di ritirata vita sociale che aveva vissuto fino a quel momento. Un tocco, una parrucca ed ecco che le sue mancanze e le sue paure, non vengono messe a tacere certo, ma si sopiscono per darle modo di essere più intraprendente e acquisire sicurezza. Lexi piano piano si fa scudo di nuove esperienze, e nuovi incontri per tornare a vivere.

E in questo, fondamentale è sicuramente l’incontro con Ben. E allora eccolo Ben in tutto il suo rude splendore. Di certo non è il classico figlio di papà, l’uomo ricco e affascinante che ci si potrebbe aspettare. No Ben è un ragazzo come ce ne sono tanti, con la testa sulle spalle, affabile, coraggioso, altruista, rimasto vittima delle sue scelte e dei suoi colpi di testa. Una compagna poco raccomandabile, una scelta giusta e necessaria… e si è ritrovato con la vita distrutta e un ultimo semestre alla facoltà di ingegneria di fuoco. Costretto a giostrarsi tra tre lavori part time, con dei corsi che di semplice non hanno nulla, ve lo posso assicurare, Ben non si perde d’animo. Ma anche lui, come Lexi vive una situazione di stallo che non gli consente di godersi appieno la sua vita. Ben è pieno di rancore, livido per aver perso le occasioni che miglioravano la sua vita. Eppure… non si perde d’animo e quando incrocia per la prima volta gli occhi azzurri di Lexi parte per la tangente.

La storia cresce con calma, nutrendosi di sguardi accorati e incontri casuali che li portano a godere della compagnia dell’altro senza aspettarsi poi molto.

Ritroviamo anche tutti i personaggi dei libri precedenti che aggiungono colore ad una storia davvero bellissima e dolce amara, da leggere con attenzione, aspettandosi sempre un lieto fine con i fiocchi.

Il particolare da non dimenticare? Una borsetta…

Una storia meravigliosa, con un tocco di insperato realismo, che mostra uno spaccato di vita studentesca da non dimenticare, regalando al lettore dei personaggi unici e una love story con il sapore dell’incertezza. Tra serate al bar e audizioni per un appuntamento, la Swank è riuscita a creare un  racconto stupefacente da gustare in un lampo.

Non vedo l’ora di leggere le altre sue meraviglie.

Buona lettura guys!

 

Ringrazio immensamente Denise Grover Swank per avermi regalato la straordinaria opportunità di leggere questo libro in anteprima e avermi dato modo di amarlo. Ringrazio anche InkSlinger PR per avermi permesso di partecipare al book launch (anche se io sono in estremo ritardo).

 

 

 

Siete pronti per leggere un’anticipazione?

Tre…

Due…

Uno…

 

The song ends and I look across the room, hatred filling every pore of my body for the person who’s putting Alexa through this charade. Tina’s watching us with amusement. I look down into Alexa’s face and she steps away from me. Our song is done. Our commitment is up.

Only I’m not ready to let her go yet. Maybe I can save her at least part of her embarrassment.

I cradle her cheeks and stare into her eyes, looking for any sign that she finds my touch revolting. But her breath comes in short bursts and her pupils are dilated. My thumb strokes her right cheek bone, and it amazes me how smooth her skin is. I should stop prolonging my torture, but I don’t want to hurry this moment. I want to sear it into my brain.

I lower my face to hers and her mouth parts in anticipation. Our lips touch lightly and I run my tongue along her upper lip. Her hands return to my shoulders as she takes a step closer, pressing her chest to mine, her mouth parting as she sighs. My tongue accepts the invitation, twining with hers.

Her arms tighten around my neck and I slide a hand behind her head. Blood rushes to my groin and the way she’s pressed against me, she has to know I’m getting a hard-on, yet she doesn’t step away. She presses closer instead.

Still, I take my time with the kiss, making it last. I want more, so much more, but we’re on a dance floor, surrounded by at least thirty people, being watched intently by a group of perverts in the corner. I want to keep this pure. I want to take the thing Tina meant as a punishment for Alexa and turn it into something meaningful. At least for me. But the way Alexa clings to me tells me the experience has power for her too, even if it’s just because she’s sacrificing herself for some other guy.

I finally lift my head and stare into her lust-filled eyes and I want to curse the gods who put her in my path only to take her away.

“Thank you,” she breathes out with a sigh.

“Do think that was enough to appease her?”

Her eyes cloud with momentary confusion. “Oh…yeah.”

“If it’s not, I want you to promise me that you’ll ask me for help.” I sound like a pervert myself, but the thought of someone like Tattoo Guy pawing her nauseates me.

She seems to understand my intention because she gives me a grateful look. Tears fill her eyes. “Thank you.”

I want to kiss her again, to take her out the back door and away from Tina and her vile crew, but that’s not what Alexa wants. I step back and interweave my fingers with hers. It takes every ounce of fortitude in my body to take her back to that table. When we get there, I pull out her chair to show this table full of disgusting low-lifes how to treat a woman.

Tina claps her hands. “I think there might be hope for you two yet.” She waggles her eyebrows at Alexa, then looks up at me. “I told you Reed’s—”

Alexa leans forward, her eyes wild. “I think I need another drink.”

I stare at her in disbelief. She’s trying to interrupt Tina because she thinks I don’t know who she really is—Alexa Pendergraft, baby sister to that asshole Reed Pendergraft. And with a sigh, I realize it’s better this way, all around, because I would throw everything away to get one shot with this girl.

 

 

 

Volete sapere qualcosa di Denise Grover Swank?

Autrice bestseller per il New York Times e USA Today è nata a Kansas City, Missouri e ha vissuto in quella zona fino ai diciotto anni. Poi è diventata una sorta di zingara nomade, vivendo in cinque città, quattro stati e dieci case nel corso di dieci anni prima di tornare a casa e mettere radici. Parla inglese e parlicchia lo spagnolo e il cinese che ha imparato attraverso un periodo di immersione intensiva con Nick Jr. I suoi hobby includono i commentare su Facebook (nella sua mente) e ballare in cucina con i suoi bambini. (piuttosto male se c’è da credere alla sua prole.) I suoi talenti nascosti includono il dono del giustificarsi e l’abilità di bere massive quantità di caffeina e addormentarsi dopo due minuti. La sua mancanza del senso dell’olfatto le permette di fare diversi compiti ingrati. Ha sei bambini e non ha ancora perso la sua sanità. O così vuole far credere.

Dove trovarla:

Website  |   Blog   |   Facebook  |  Twitter  |   Goodreads

 

Dove trovare il libro:

Goodreads  |   Amazon  |  Kobo

 

La Serie:

 

 

 

Maybe Someday by Colleen Hoover

“However, I’ve learned that the heart can’t be told when and who and how it should love. The heart does whatever the hell it wants to do. The only thing we can control is whether we give our lives and our minds the chance to catch up to our hearts.”

 

“Maybe Someday” è l’ultimo libro, uno standalone new adult, della mitica Colleen Hoover, l’autrice di “Hopeless” (Le coincidenze dell’amore) e “Slammed” (Tutto ciò che sappiamo dell’amore) e che mi ha sconvolto per la sua verità e allo stesso tempo mi è entrato nel cuore anche se io non lo volevo. Si tratta di una storia straordinaria e vera e di certo l’esperienza viene certamente moltiplicata con la musica di Griffin Peterson, che potete ascoltare sul sito dedicato alla soundtrack del libro. Non è facile finire il libro e restare indifferenti. La Hoover ha creato una storia veramente d’effetto che ti entra dentro e non ti molla.

 

A ventidue anni, l’aspirante musicista Sydney Blake ha una vita grandiose: è al college, ha un lavoro sicuro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo, Hunter, e condivide l’appartamento con la sua buona amica, Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori – e rimane sola a decider cosa fare della sua vita. Sydney diventa affascinata dal suo misterioso vicino, Ridge Lawson. Non può togliergli occhi di dosso o smettere di ascoltare il suono della sua chitarra quotidianamente mentre si trova fuori del suo balcone. Lei può sentire l’armonia e le vibrazioni nella sua musica. Ma c’è qualcosa di Ridge che Sydney non può ignorare: sembra che lui abbia finalmente trovato la sua musa. Quando il loro inevitabile incontro accade, si ritrovano presto con il bisogno di stare insieme in più modi diversi…

Dall’autrice bestselling numero uno del New York Times Colleen Hoover, un racconto appassionato di amicizia, tradimento e amore – e l’incantevole musica che ispira una giovane donna a rimettere insieme la sua vita.

 

Questo è un libro odiosamente bello, di quelli che leggi, ci imprechi contro, lo vorresti sbattere contro un muro e finisci per amare. Arrivare alla fine, gli ultimi cinque capitoli… E’ una storia stronza, è una storia che ti strazia il cuore, è il nuovo libro di una straordinaria narratrice che sa come parlare al cuore e come farsi odiare, amare e adorare in una stessa pagina. Non è una storia facile da leggere, bisogna iniziarla con la consapevolezza di dover raggiungere dei compromessi, che nonostante tutto c’è sempre un doppio modo di vedere le cose.

“A life of mediocrity is a waste of a life.”

Ed è questa probabilmente la verità più grande che ci lascia Colleen Hoover. Non si può lasciarsi andare, anche nel bel mezzo della tempesta si può e si deve prendere le armi in mano e affrontarla come meglio si può. E lo straccio di vita che leggiamo, che ci viene regalata alternando i punti di vista dei due protagonisti, è tutto fuorché mediocre. Se Sydney ha una vita sconvolta dalla fondamenta, Ridge soffre per altri motivi, non certo meno gravi, sicuramente più sconvolgenti. La sua vita è sempre stata una continua lotta, e ogni pezzo che aggiungiamo al mosaico che è la sua esistenza ne è la dimostrazione. Ogni volta che rivela qualcosa ci si rende conto che è un ragazzo coraggioso, sensibile ed eccezionale. In questo libro però ciò che conta davvero sono i sentimenti, le aspettative, la musica. Ed è la musica, in ogni sua sfumatura, fa da fil rouge a tutto il libro.

Ci sono momenti in cui non si può parlare, non si possono dire tante cose, dove in qualche modo devi lasciar parlare qualcun altro per te e allora, la musica diventa un mezzo di comunicazione potente e inverosimile che investe sia Sydney che Ridge. I due ragazzi si ritrovano concatenati l’uno all’altro, in modi che non avrebbero mai previsto.

“We try so hard to hide everything we’re really feeling from those who probably need to know our true feelings the most.”

Non sempre ciò che nasce come un incontro casuale e quasi senza un futuro resta bloccato nel reame delle possibilità. A volte, se una cosa deve succedere, succede, nonostante ci si sforzi di evitarlo. E allora Sydney e Ridge si ritrovano a combattere sentimenti che non si sarebbero mai aspettati, situazioni che si creano a prescindere e che in qualche modo restano inimmaginabili. E anche se virtualmente non succede nulla, anche se potrebbe sembrare che è tutto perfettamente integro e innocente, poi alla fine si verificano delle vere e proprie rivoluzioni.

“Words can sometimes have a far greater effect on a heart than a kiss.”

Non è facile fare i conti con dei sentimenti così inestimabili e preziosi che non hanno bisogno di gesti eclatanti ma solo di sguardi, di vita, di serate su un pavimento con una chitarra in mano e il bisogno spasmodico di scrivere. Ci sono solo due ragazzi che condividono lo stesso amore per la musica che si trovano e si vivono. Non ci sono mezzi termini, non ci sono episodi scontanti, è tutto un crescendo di amore e vita che non lascia nulla per scontato. Ridge e Sydney sono gli inconsapevoli protagonisti di una storia che è vita vera, di un racconto che potrebbe succedere e portarti via tutte le tue certezze.

Ridge, allora, lotta, lotta contro il suo cuore, la sua mente, le sue mani e le sue incompatibilità per avere solo un desiderio, un desiderio che è totalmente irrealizzabile.

“Never in all my life and in all my years of living in a world of silence have I wanted to hear something as much as I want to hear her sing right now. I want to hear her so bad it physically hurts.”

Non sono solo i protagonisti a rendere la storia meravigliosa, ma anche i personaggi secondari che aggiungono nuove sfumature ad una vicenda che ha dell’incredibile. A partire da Bridgette, la coinquilina pazza, che sembra sempre fare la cosa più assurda, ma che alla fine si rivela incredibilmente sincera. Poi insomma c’è Maggie, adorabilmente unica, impossibile da odiare, che entra subito nel cuore dei lettori, nonostante tutto. Ci sono dei personaggi che hanno dei ruoli difficili, eppure, in un qualche modo assurdo ti entrano dentro.  E come dimenticare Warren? Io l’ho adorato dal primo momento in cui compare. Generoso, divertente, irriverente, così protettivo nei confronti di Ridge, ma allo stesso momento capace di mettere tutto in discussione e di farsi in quattro pur di aiutare gli amici in difficoltà. Warren è davvero l’amico che vorresti al fianco per tutta la vita, soprattutto quando ti ricorda che:

“Sometimes in life, we need a few bad days in order to keep the good ones in perspective.”

La maggior parte delle scene si svolge nell’appartamento di Ridge, eppure non mancano alcuni luoghi chiave, come il balcone su cui il ragazzo suona. L’ambientazione resta molto vaga, ma ciò che conta davvero, in fondo, sono i sentimenti tra Ridge e Sydney, che scoppiano repentini e spettacolari, come dei fuochi d’artificio.

Il particolare da non dimenticare? Un vestito blu…

But I must confess my interest
The way that you move when you’re in that dress
It’s making me feel like I want to be
The only man that you ever see

 

Meravigliosamente crudo e assolutamente magico, “Maybe someday” è un libro che non si dimentica, e anche se alcune tematiche vanno contro tutto ciò in cui credo, pure la Hoover mi ha conquistata, con il suo stile semplice, le sue frasi ad effetto, la sua elaborata meraviglia. Una storia destinata a lasciare il segno nei lettori, io ancora non sono riuscita a superarla.

Vi invito a guardare il book trailer del libro, con la colonna sonora di Griffin Peterson, perché è spettacolare. 

Io intanto aspetto agosto e “Ugly love” la nuova meraviglia fermata Colleen Hoover su cui non vedo l’ora di mettere le mani sopra.

Buona lettura guys!

 

 

 

Bad For You (Sea Breeze #7) by Abbi Glines

 

 

“Krit meet jealousy. It’s a bitter bitch.” Green said with an amused grin.

 

“Bad for you” è il sesto libro della serie “Sea Breeze” della mitica Abbi Glines, uscito il 1 aprile e vi assicuro che non si tratta di certo di uno scherzo. Avendo amato Jax, il protagonista del primo volume, non mi sarei mai aspettata di amare allo stesso modo, forse di più, un altro personaggio, e sicuramente non proprio Krit. Krit, il lead singer dei Jacksonville, la band locale che compare fin dal primo libro della serie, ha qualcosa di speciale e anche se è uno dei bad boy, uno di quei manwhore che vorresti solo eliminare dalla faccia della terra, finisci per amarlo, come nessun altro.

 

L’innocenza non è mai stata concepita per gli ossessionati…

La dipendenza è qualcosa che Krit Corbin ha accettato come parte della sua natura da molto tempo. Ha deciso di abbracciarla e fare il ditto medio a tutte le regole. Le donne sono sempre state la prima voce nella sua lista di vizi. Non riesce ad averne abbastanza. Essere il cantante di una rock band ha reso arrivare alla fonte della sua dipendenza molto più semplice.

Stare da sola è l’unica cosa che Blythe Denton conosce. La piccolo cittadina della famiglia del pastore che l’ha cresciuta non l’ha accettata come un membro della comunità. La moglie del pastore si è sempre assicurata che Blythe sapesse quanto immeritevole fosse di essere amata. Quando Blythe viene mandata via al college ha finalmente la possibilità di vivere senza sentirsi un peso non voluto, non vede l’ora di avere finalmente pace nella sua vita. Stare da sola non la preoccupa. Scappa dalla realtà con le storie che scrive. Ma il ragazzo tatuato che continua ad organizzare feste nell’appartamento sopra il suo la sta facendo diventare matta. Tanto per cominciare non la tratta come lei si aspetterebbe da una ragazzo con una donna diversa che pende dal suo braccio  ogni sera. Lei non assomiglia per niente alle donne meravigliose che vede sfilare dentro e fuori dal suo appartamento, ma per qualche strana ragione lui continua ad apparire alla sua porta.

Durante un party nel suo appartamento, arriva la nuova vicina di Krit con i suoi lunghi capelli castani attorcigliati in una coda disordinata e un paio d’occhiali appoggiati sul suo piccolo naso. E vuole che lui abbassi la musica, ma Krit la convince a rimanere.

Krit Corbin potrebbe aver trovato la sua grande ossessione. E Blythe Denton si accorge troppo tardi di essere stata reclamata.

 

Vi confido un segreto: I libri di Abbi Glines per me sono come un guilty pleasure, non leggo neanche più le trame, so quando escono e aspetto spaspodicamente quel giorno per averli tra le mani. Recensirli per me diventa difficile, perchè non riesco a rendermi conto se la mia opinione è fallata dalla mia ammirazione o se effettivamente leggere la Glines è un’esperienza straordinaria. Ogni libro puo’ essere letto come uno standalone, ma privarsi della conoscenza di anche solo uno dei suoi ragazzi non è consigliato. Poi se amate le romance non potete proprio farne a meno.

Tutto inizia da un incontro, semplice ma sconvolgente, capace di rivoluzionare la vita del più desiderato maschio single della zona. Niente viene risparmiato, la brutalità della vita, che ha sempre remato contro, soprattutto a Blythe, questa ragazza innocente e sempre trattata malissimo da una società che non la vede di buon occhio. Anche se la sua famiglia vive seguendo i dogmi della chiesa, pur ci si accorge di quanta falsità si nasconda dietro i gesti più semplici e i maltrattamenti si moltiplicano. Blythe sicuramente ha un carattere forte e una resistenza invidiabile contro la vita che lotta implacabile contro di lei, ma allo stesso tempo e di un’innocenza spaventosa che riversa contro un mare di pensieri negati e convinzioni campate per aria. L’unica consolazione della ragazza, che ha sempre lavorato sodo senza mai chiedere niente a nessuno, è la scrittura. Scrittura che vive non per colmare il vuoto della sua solitudine, ma per ampliarla e nutrirla. L’essere sempre da sola allora non è una negatività, ma una vera consolazione, un’arma, un punto di forza per uno spirito che ha sempre subito le angherie di una convivenza forzata. La situazione sembra surreale eppure la Glines riesce a caratterizzarla in maniera convincente. Il colpo di coda di un destino avverso riesce a trasformare un evento catastrofico in un cambiamento così totalizzante da fornire alla ragazza gli strumenti per liberarsi.

Dall’altro canto Krit, perché la Glines ha avuto la giusta idea ad alternare i punti di vista dei due protagonisti, è un uomo che si è sempre nascosto. Anche l’essere il frontman della band è una sorta di armatura che lo nasconde dagli sguardi implacabili della gente. Perché lui non è solo sesso e rock and roll, anche se all’apparenza potrebbe esserlo. E si vi starete dicendo che è la classica storia del bad boy redento, ma Krit aveva già dimostrato di essere molto più di un fusto tatuato già in “Misbehaving” anche se veniva messo in secondo piano da Jason.  Certo questo non lo giustifica dal suo comportamento sconsiderato, dal suo desiderio di stordirsi con amplessi senza significato e donne che si gettano ai suoi piedi solo perché è Krit Corbin. Il senso spietato è che Krit ha bisogno di una vera scossa… e Blythe è capace di dargliela

L’ambientazione è sempre quella, Sea Breeze con la sua duplice anima, quella ricca e mondana dell’isoletta dei vip e quella più periferica e disagiata dove gran parte dei ragazzi che abbiamo conosciuto nella serie provengono. Niente è facile, ma i sentimenti veri nascono anche e soprattutto dalle battaglie per la sopravvivenza.

Il particolare da non dimenticare? Una caraffa di the freddo.

In un connubio che sposa sentimenti e lotte, la  Glines è riuscita a costruire un’altra coppia indimenticabile. E anche se so che non sono i libri del secolo, la scrittrice dell’Alabama non mi ha mai tradito, regalandomi sempre storie d’amore ricche e avvincenti, capaci di sorprendermi e farmi innamorare di nuovo della sua scrittura e dei protagonisti che crea.

Io intanto aspetto il 3 giugno per “Hold on tight” il libro che avrà come protagonista Dewayne Falco uno della banda originale, molto amico di Marcus & Preston.

Buona lettura guys!

 

 

 

La Serie:

 

Breathe (Sadie+Jax)

Because of Low (Marcus+Low)

While it lasts (Eva+Cage)

Just for now (Preston+Amanda)

Sometimes it lasts (Eva+Cage)

Misbehaving (Jason+Jess)

Bad for you (Krit+Blythe)

Hold on tight (Dewayne+Sienna)

Misbehaving (Sea Breeze #6) by Abbi Glines

 

 

“He is Rory Gilmore’s wealthy boyfriend.” I managed to get out over another giggle.

“Rory who?”

“Gilmore. My mother thinks all life’s problems can be solved via Gilmore Girls,” I said, and his confused expression was still there. “You do know what Gilmore Girl is, don’t you”

He shook his head.

“A television show. It ran for, like, seven seasons,” I explained.

Jason looked back at the apartment door Momma had walked into. “I’m so confused.”

I just laughed again and pressed a kiss to his lips.

 

“Misbehaving” è il sesto volume della serie Sea Breeze dell’unica e inimitabile Abbi Glines. “Breathe” è il primo libro che abbia letto della Glines e mi ha irrimediabilmente segnata. Non che sia chissà quale storia sconvolgente ma la sua bravura, a mio avviso, sta nel proporre al lettore una storia emozionante descrivendola in modo divino, senza ripetersi mai. Qui il protagonista maschile è Jason, il fratellino di Jax di Breathe e finalmente anche lui avrà il suo lieto fine.

 

Jason è stufo di vivere nell’ombra di suo fratello rock star. Così quando parte per Sea Breeze, Alabama, sta cercando una fuga molto meritata e la possibilità di liberarsi della sua invidia. Innamorarsi della ragazzaccia locale non era proprio nei piani. Ma mentre il nuovo duo si diverte nel sole dell’Alabama, Jason impara che anche se Jax è il musicista della famiglia, lui non è l’unico fratello che può entusiasmare il mondo di qualcuno.

 

Nonostante facciano tutti parte di una stessa serie, che prende il nome dalla cittadina in cui le varie vicende hanno luogo, pure ogni volume può essere letto a sé. Resta comunque un piacere leggerli tutti in fila con la consapevolezza di veder comparire di nuovo i personaggi che si è amato nel libro precedente. L’arma vincente è sempre quella di alternare il punto di vista dei due protagonisti, che intrecciandosi, creano una storia ancora più emozionante. Lo so, probabilmente sono di parte, ma la Glines ha questa capacità di narrare storie piene di passione, e saranno pure molto esplicite, ma di certo non mancano di sentimenti autentici. E anche se probabilmente non si tratta di capolavori letterari, pure riescono a colpire il cuore del lettore desideroso di romance. Ogni storia è un congegno ben oliato che riesce a impressionare. E allora ci troviamo davanti Jason, con i complessi non solo del fratello minore, ma la perpetua ombra gettata da Jax, il ragazzo di successo, la star della famiglia, capace di conquistare masse di adolescenti urlanti con solo un accenno della sua voce. Jason brama una libertà che non può permettersi, una vita che lo spinge a nascondersi. Vorrebbe non essere sempre costretto a confrontarsi con una famiglia che da lui pretende troppo. Jason è sempre stato un ragazzo con la testa sulle spalle, con a disposizione qualsiasi cosa. Ma è stanco di essere considerato solo il fratello di Jax. Vorrebbe essere preso sul serio come ragazzo a sé stante, indipendentemente da quello che succede nella sua famiglia. Ma la vera novità, il vero colpo di genio della Glines è stato quello di introdurre Jess, che non è la solita innocentina della situazione, ma al contrario è una bad girl. Se Jason è quanto di più dolce e sensibile ci possa essere, con un’educazione d’altri tempi, di quei ragazzi che ti aprono la portiera o si alzano quando vai al bagno, Jess è una dura. Cresciuta troppo in fretta, abituata a difendersi da un mondo che cerca tantissimo da lei, Jess non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno. Ed è pronta a sacrificare qualsiasi cosa per la donna che l’ha cresciuta e per la sua famiglia. Bellissima, è convinta di poter fare molte cose, di poter diventare qualcuno, in un ambiente che non lascia scampo. Intraprendente, sicura di sé, è una ragazza che va dritta per la sua strada, ma che ben presto cade vittima del fascino tranquillo di Jason. Ma è Jason che subisce, che si ritrova a fermarsi e a pensare alle conseguenze di un rapporto con una ragazza che si getta a capofitto nella vita, con una mazza da baseball, ed è pronta alla vendetta, senza farsi troppi scrupoli. Insomma il nostro Jason avrà del filo da torcere. Q

Quello che ne viene fuori è una storia romantica, di quelle che non si dimenticano, piena di svolte inaspettate, di gesti sofferti e di sentimenti contrastanti, dove l’amore vince sempre.

L’ambientazione è sempre la solita Sea Breeze, con il bar in cui si esibiscono i Jacksonville, gli amici di sempre, del gruppo solido di Marcus e compagnia, con nuove aggiunte e misteri da risolvere, anche se non manca un’incredibile viaggio nella grande mela. Insomma lo sfondo può essere sempre quello, ma la storia cambia sempre.  

Il particolare da non dimenticare? Un paio di stivali…

In un vortice di sentimenti senza fine, la Glines è riuscita a creare una storia sorprendente, in cui realtà e sogni si uniscono per regalare al lettore un’esperienza unica. E potete dirmi quello che volete ma la Glines è il mio punto fermo, se cerco una storia senza impegno sono certa che lei me la regalerà senza deludermi. Io intanto aspetto il 6 maggio per fiondarmi su “Rush too far” l’emozionante “Fallen too Far” narrato dal punto di vista di Rush, uscito in italiano per la Mondadori, il primo aprile come “Irraggiungibile”.

Buona lettura guys!

 

 

 

La Serie:

 

Breathe (Sadie+Jax)

Because of Low (Marcus+Low)

While it lasts (Eva+Cage)

Just for now (Preston+Amanda)

Sometimes it lasts (Eva+Cage)

Misbehaving (Jason+Jess)

Bad for you (Krit+Blythe)

Hold on tight (Dewayne+Sienna)

Wild (Forever Wild #6) di Magan Vernon

 

“I should have known that all roads would lead me back to the desert.”

 

“Wild” è uno di quei libri che chiudono perfettamente una serie, “Forever Wild”, in cui Magan Vernon è riuscita, non solo a superare i cliché, ma soprattutto ad intrigare il lettore, mantenerlo sempre nella storia e intrattenerlo con pochi elementi. Non dimentichiamocelo, si tratta di una romance e di questa segue le linee guida, navigando nelle acque di un genere veramente saturo di storie d’amore. Sicuramente ne esce vincente, ponendosi come una di quelle storie da divorare nei momenti di pausa.

 

Tutte le strade portano Valerie e Wes indietro nel deserto di Las Vegas dove si sono incontrati per la prima volta. Valerie è pronta a fare tutto il necessario per riprendersi il marito, anche se significa accettare l’aiuto di un vecchio amico e firmare un contratto di riservatezza. Ma niente è facile per Valerie e Wes nella loro pazza relazione e quando vengono colpiti da alcune sorprese extra devono capire se una notte sfrenata possa portarli ad essere per sempre sfrenati.

 

La storia riprende esattamente lì da dove si era fermata, senza indugi infatti Valerie vola a Las Vegas per riprendersi Wes, scappato dopo l’isteria della ragazza. Valerie non è cambiata, e come potrebbe esserlo d’altronde in una storia che si sviluppa nell’arco di un mese, ma in qualche modo riesce ad affrontare le sue paure. Valerie non è assolutamente la classica protagonista di una storia del genere. É formosa, insicura, forte fuori, capace di gestire con polso le situazioni difficili che il suo lavoro le pone davanti, ma nella vita private è assolutamente incapace di gestire le sue emozioni. Ci crede però al suo rapporto con Wes, ci crede così tanto da mettersi in gioco completamente. Non solo dilapida i suoi risparmi per volare nella città del peccato, ma cede alle lusinghe del capo del ragazzo per farsi perdonare la sua corsa. Questo ultimo capitolo della serie ha un asso nella manica, l’alternanza del punto di vista dei due protagonisti, che sicuramente aggiunge verve e tensione. Wes è quasi più insicuro di Valerie, a causa di un senso di inadeguatezza radicato in lui fin dalla sua terribile infanzia e giovinezza, che lo hanno lasciato a lottare, solo per realizzare i suoi sogni. La cosa che più lo ferisce è sapere che Valerie, la prima che crede in lui, non lo lasci spiegare le sue ragioni, ma al contrario scappi lasciandolo ancora una volta indifeso. I ruoli non sono ben definiti, tra Valerie e Wes c’è una relazione verosimile che chiama la parte più intima dei loro esseri. Cosa è più importante? L’orgoglio o la felicità? L’orgoglio è una brutta bestia di quelle che premono sul cuore e lo portano lontano. I due protagonisti allora si mettono in gioco, si scoprono, si confessano, e ammettono di aver sbagliato in una dichiarazione dolceamara. Una gara per gli addominali più sexy diventa allora il pretesto per un incontro, un matrimonio, ma soprattutto la scoperta di aver trovato la persona con cui trascorrere il resto della propria vita. Niente è facile e lineare, ogni giorno abbiamo un conto da pagare, obblighi da mantenere, ma sapere che a casa ti aspetta una persona pronta a sostenerti sempre, senza pretese, ma con tanta comprensione diventa lo scopo della vita, quello che vale la pensa di soddisfare. Mettersi in gioco è fondamentale, non arrendersi ed ecco che allora si cerca di arrivare ad un compromesso, senza perdere di vista sé stessi. Wes e Valerie si mettono in gioco e affrontano alcune situazioni difficili con lo spirito allegro che li ha sempre caratterizzati, anche quando temevano di non farcela.

Il particolare da non dimenticare? Una tenda…

Una storia breve ma intensa, che investiga su un incontro che trasforma le esistenze di due ragazzi in procinto di salpare per i lidi della maturità. Piena, ma leggera, è una di quelle serie che non smettono di incantare il lettore, che si scopre desideroso di sapere come finisce, mentre fa il tifo per due protagonisti che ce la mettono tutta per essere al top. Godibile e senza fronzoli, “Forever Wild” è una serie che lascia il segno da leggere d’un fiato.

Buona lettura guys!

 

 

Special review: My Clarity by M. Clarke

 

Sometimes life sucks big time. It takes you on a roller coaster ride, drags you through the mud, smears it on your face until it takes every bit of your air and you can’t breathe. But don’t ever let it take your beautiful smile away. Don’t ever let it stop you from being the beautiful person you are. Don’t ever let it stop you from seeing the beauty in the world.

“My Clarity” è una new adult romance, standalone della straordinaria M. Clarke, meglio conosciuta come Mary Ting. Mi ha conquistata fin dalla prima pagina e sono estremamente felice di aver ricevuto l’inaspettato e graditissimo dono di leggerlo in anteprima, perché si il libro esce a maggio. Era un po’ che questa storia bolliva nella testa della Clarke e devo dire che meritava davvero di essere raccontata . Una storia tenera e romantica che mi è rimasta nel cuore.

 

Ancora scossa dopo la morte del padre, Alexandria spera di trovare sia indipendenza che sollievo dal suo dolore partendo per il college. Però, la vita la sorprende quando scopre che la sua compagna di stanza non è la persona che immaginava fosse.

Gli unici interessi di Elijah sono fumare, i tatuaggi e correre con la macchina da corsa per avere denaro facile. Una vita dura lo hanno reso apatico e indifferente, finché Alexandria non entra nella sua vita. Quando i loro cammini si incontrano, il terremoto inizia.

Un incontro inevitabile, un’attrazione innegabile e una inaspettata possibilità di amare – saranno abbastanza?

 

Quando scegli un libro generalmente hai già un’idea in testa di cosa accadrà, ma non è mai come ti immagini. Quando ti sorprende, ti lasci avvolgere dai fatti, ti immergi in una trama che ti lascia in un mare di tenerezza, ma allo stesso tempo non ti culla, anzi ti sconvolge, ti turba, ti dona un insegnamento che non ti immagini. La Clarke ha sempre storie molto dolci in testa e le propone con la delicatezza di chi crede davvero nell’amore. Non giriamoci intorno, ci troviamo di fronte una romance con i fiocchi, una new adult, quel genere che va tanto di moda ultimamente. I protagonisti infatti sono tutti studenti del college, iscritti ad anni differenti, ma accumunati da quel senso di distacco che tanto caratterizza gli studenti americani che partono per il college e la voglia di farcela da soli. Uno degli aspetti che più mi è piaciuto è la narrazione a punti di vista alternati di Alexandria e Elijah che permette al lettore di immergersi visceralmente nella storia e viverla appieno, senza risultare troppo sdolcinato. La scrittrice infatti riesce a compensare mirabilmente gli elementi drammatici a quelli romantici in un mix irresistibile che guida il lettore in una storia appassionata, a tratti frustrante per la tensione sessuale che si crea, a tratti lacrimevole per il terremoto emotivo che Alexandria e Elijah scatenano insieme. Alexandria ha vissuto da pochissimo l’esperienza più traumatica della sua vita, la morte del padre, che la segna inevitabilmente, in un modo che non avrebbe mai creduto possibile. Il dolore è atroce che urla nel suo cuore, e dopo mesi, cerca di sollevarsi dal buco nero in cui è caduta, andando via per il college, trasferendosi nel vecchio appartamento del cugino. Elaborare il lutto, tornare a vivere senza il senso di colpa è la cosa più difficile che la ragazza abbia mai affrontato. Non solo perché comunque inizia delle nuove esperienze, e queste hanno sempre bisogno di un certo tempo per essere assorbite, ma anche perché incontra immediatamente Elijah… che di certo non passa inosservato, anzi, predomina la scena come solo un ragazzo bello e impossibile può fare. In realtà è tutta apparenza, perché Elijah è molto più di un pacco di muscoli capace di sciogliere con un’occhiata. Non c’è solo un aspetto fisico che urla attenzione, ma anche la sua gentilezza, il suo essere adorabilmente premuroso, un uomo fatto, ma che non teme di mostrarsi fragile, che la sofferenza l’ha vissuta e l’ha abbracciata anche se non l’ha totalmente metabolizzata. Perché c’è la facciata che si mostra al mondo… e poi c’è il nocciolo di chi siamo che si nasconde, si protegge, si esalta, in un connubio di sensi che non lascia indifferente, che in un certo senso compenetra gli strati e fugge per non dilaniarsi. È questo che rende la storia intensa e indimenticabile. Questo continuo scambio non solo di sguardi infocati ma di comprensione reciproca. Se Alexandria si lascia subito prendere dall’attrazione che in lei scoppia come un fuoco irrefrenabile, Elijah la nega, la combatte, la sviscera, cerca di non farla emergere ma essere costantemente in contatto non lascia spazio a molte scelte, non puoi far altro che vivere le emozioni che ti si scatenano dentro.

Alexandria è molto più consapevole di ciò che prova e lo abbraccia anche se le costa scelte difficili e privazioni, Elijah deve fare i conti con un passato che lo tormenta e che sembra farlo tornare indietro invece che avanti… in un continuo andirivieni di emozioni.

L’ambientazione non è ben definita, potrebbero ritrovarsi in qualunque città americana, con un college, ciò che conta però è il fulcro intorno cui ruotano tutte le vicende, casa di Elijah e la collocazione delle gare del ragazzo, che segnano sempre in maniera molto precisa le svolte nelle vicende, sottolineando i cambi che avvengono tra i due ragazzi. Non è solo correre per vincere o il pericolo che si corre anche solo stando sugli spalti, è quel guizzo di adrenalina che li percorre entrambi e li lascia con il fiato in gola, perché in fondo vogliono entrambi la stessa cosa.

Il particolare da non dimenticare? Un chitarra…

 

Magico, emozionante, rapido e tenero, “My Clarity” è un faro acceso nella notte, un libro irresistibile, una storia d’amore di quelle dal vago sapore immortale, che sembra scontata e invece regala sempre una sorpresa e una lacrima, per una storia che resta. Probabilmente questo è il mio libro preferito della Clarke/Ting che continuerò a rileggere all’infinito, senza staccarmene mai.

In uscita il prossimo maggio, vi consiglio di segnarvelo nel vostro calendario, davvero imperdibile. A maggior ragione perché si tratta di uno standalone senza ulteriori seguiti o romanzi compagni.

Buona lettura guys!

 

 

Ringrazio immensamente Mary Ting per avermi concesso la fantastica opportunità di leggere “My Clarity” in anteprima in cambio della mia onesta opinione. Ne sono felice e lusingata. Grazie mille!

Wild for you by Magan Vernon

 

“Because I met you and I didn’t have to keep chasing after something when I realized that the best thing I could ever have was right in front of me.”

 

“Wild for you” è il quinto volume della serie “Forever Wild” della meravigliosa Magan Vernon, che ho imparato ad apprezzare tantissimo e che ad ogni episodio mi conquista un po’ di più. Può sembrare incredibile, fuori dal mondo ma è così. Sono completamente cotta e sono fortunata ad aver scoperto una scrittrice così brava e una serie deliziosa anche se troppo corta. Ma d’altronde è così che l’ha concepita la Vernon e non la cambierei di una virgola.

 

Le cose sembrano finalmente andare per il meglio tra Valerie e Wes. Valerie ha finalmente lasciato il suo lavoro e iniziato una nuova compagnia con le sue due più care colleghe e amiche e se quello non fosse abbastanza per abbassare il suo stress ha anche deciso di mostrare finalmente i suoi veri sentimenti per Wes. E quando questi sono reciprocati ogni cosa sembra finire al suo posto per la ragazza che una volta pensava di non poterne combinare una giusta. Ma ci sono segreti che Wes le sta tenendo nascosti e che coinvolgono il suo vecchio amico di letto, Max Green, e quando verranno alla luce potrebbero mettere fine a Mr. e Mrs. Wild.

 

Spesso per fare una storia non ci vuole molto, non ci vogliono dettagli elaborati, mondi futuristici ed elementi paranormali. A volte invece anche le idee più semplici possono risultare geniali e regalare il massimo dell’esperienza. È questo proprio il caso della Vernon che pure avendo una trama molto semplice riesce a incantare il lettore che non riesce a smettere di leggere. Ormai si è affezionato ai personaggi e brama di sapere come va a finire. Questo volume che è sempre narrato dal punto di vista di Valerie che si ritrova a vivere nuove esperienze che la cambiano completamente. Prima di tutto il nuovo lavoro, che condivide con le  sue colleghe e che presenta nuove sfide che le permettono di crescere come persona e come pubblicista, ma soprattutto il suo rapporto con Wes. C’è una vera svolta, che deriva dalla consapevolezza dei sentimenti dell’altro e quindi di conseguenza del loro amore, sono molto più sicuri e impegnati, e sono seriamente intenzionati a provarci e a vivere la loro storia senza impegni, cercando di portare avanti la loro relazioni senza la famosa scadenza. Valerie è sempre lei con le sue insicurezze e la sua grinta. Una donna in carriera che sa quello che vuole e allo stesso tempo di perde in un bicchiere d’acqua quando si parla di sentimenti. Essendo sempre stata usata dagli uomini per il loro piacere, ora di fronte si trova Wes, attento ed educato, che le porta lo scatolone delle sue cose dell’ufficio, sempre premuroso e disponibile e Valerie non riesce a capacitarsi che lui la vuole sul serio, che non ci sono secondi fini ma lei è insicura e finisce per trovarsi in mezzo a due fuochi. Non dimentichiamoci infatti di Max Green, uno dei suoi clienti… che di certo non vuole farsi portare via la donna dal primo arrivato. Max è il classico uomo d’affari pieno di mezzi, a cui basta schioccare le dita per avere donne tremanti e adoranti ai suoi piedi. Valerie, che pure non si lascia impressionare, pure ne è rimasta vittima, anche se cerca in tutti i modi di fargli capire che lei ora è con Wes. Le cose non prendono una bella piega, perché Max non si lascia scappare l’occasione per raccontare gli eventi passati, rigirandoli a modo suo, provocando l’inevitabile.

Wes è adorabile e non si può non innamorarsi di lui. Pur essendo uno squattrinato sognatore, pure si dà da fare come può sia per contribuire alle spese sia per sostenere Valerie che in qualche modo ne ha bisogno. Pur essendo forte, sa riconoscere quando è il momento di tirarsi indietro e quando è ora di lasciar perdere. Wes è un personaggio che si discosta completamente dai protagonisti maschili a cui ci hanno abituati fino a questo momento e proprio per questo viene riportato ad una dimensione molto più umana e abbordabile e lo rendono subito simpatico. Wes non è il maschio alfa dominante e stronzo. Wes è il ragazzo della porta accanto che sogna di sfondare nel mondo musicale, che non si fa problemi a cucinare e a sacrificarsi, ma che non si vergogna di essere un ragazzo tenero e allo stesso tempo incredibilmente forte.

Lo sfondo è sempre quello di Chicago, la città ventosa che emerge in ogni sfumatura soprattutto nei suoi aspetti più glamour, anche se poi alla fine la storia ruota intorno all’appartamento di Valerie. Anche se la Vernon ha annunciato molte sorprese nel prossimo volume.

Il particolare da non dimenticare? Dei lego sul pavimento.

Passionale, divertente e assolutamente irresistibile, questa è la serie adatta per i momenti di relax e divertimento, che non lascia nulla al caso ma che allo stesso tempo non impegna la mente, regalando un protagonista maschile su cui veramente sbavare. Io intanto aspetto pazientemente la pubblicazione dell’ultimo volume, “Wild” che dovrebbe uscire entro marzo, non vedo l’ora!

Buona lettura guys!

 

 

 

 

 

Allegiant di Veronica Roth

 

Tobias can take care of himself, but in an attack, surviving is an accident. It doesn’t take skill to stand in a place where no bullets find you, or to fire into the dark and hit a man you didn’t see. It is all luck, or providence, depending on what you believe. And I don’t know—have never known—exactly what I believe.

 

“Allegiant” è il volume conclusivo della fantastica trilogia distopica di Veronica Roth, che chiude l’arco narrativo iniziato con “Divergent”. Ho aspettato tantissimo per leggerlo, sia perché ero sommersa dai libri da leggere, sia perché avevo paura.  Quando hai molto amato una storia, e attendi spasmodicamente il seguito, hai sempre il timore di una delusione. Nella tua mente hai un modello di come vorresti che la storia si concludesse e sai in un qualche modo assurdo che non sarà mai come l’hai immaginata tu. Anche in questo caso la storia mi ha sconvolta, e per mia fortuna sono riuscita a rimanere lontana dagli spoiler, ma nonostante sia totalmente diversa da quello che mi aspettavo, pure è riuscita ad incantarmi, scuotermi e l’ho apprezzata molto.

 

La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

 

Sarà difficile per me scrivere questa recensione, sia per la difficoltà di rimanere spoiler free, sia perché sono ancora senza parole. La storia inizia immediatamente dopo la conclusione di “Insurgent” e ne assistiamo alle conseguenze. Le fazioni sono state gettate all’aria da Evelyn, la verità su Chicago e la voglia di scoprire che cosa si celi dietro la palizzata che circonda la città, questa la situazione che si ritrovano a vivere Tris e Tobias. La vera novità è proprio la narrazione alternata, in prima persona, dei due protagonisti, e che ci regala uno sguardo più aperto e ampio sulle vicende. Entrare nella testa di Four è stata davvero interessante, anche perché ne esce fuori un personaggio multisfaccettato, che illumina il lettore e gli regala un personaggio che non risulta mai banale e che anzi pone accento sul fatto che Tris a volte lo abbia completamente idealizzato e il ragazzo è molto più umano e ha molte più debolezze di quello che abbiamo sempre pensato. È affascinante scoprire come Tobias sia un ragazzo come gli altri. Certo sconvolgente per coraggio e inventiva, forza fisica e astuzia nei combattimenti, ma in fondo anche lui è bisognoso d’amore e ha le sue debolezze. Debolezze che lo rendono ancora più vicino ai lettori. Sconvolge la sua tenerezza e allo stesso tempo la sua forza. Tris allo stesso tempo è cambiata totalmente dal primo volume, ha assimilato la sua natura di Dauntless, con il coraggio, lo spirito di sacrificio e la sua voglia di proteggere chi ama.

I belong to the people I love,

and they belong to me

Ed è questo che caratterizza le sue azioni e il suo modo di fare, che la rendono la vera leader del gruppo. Perché se Tobias è un guerriero, colui che impugna le armi e parte per le azioni diversive, Tris ragiona, usa il suo istinto per percepire i pericoli e mettere in guardia tutti. Tris allora diventa il vero simbolo della resistenza, che lotta per la libertà e la fine dell’oppressione, oppressione che neanche la fine del sistema delle fazioni sembra aver spezzato. I pericoli sono dietro l’angolo e anche l’agognata verità, la spiegazione della vera ragione della loro esistenza, è un’arma a doppio taglio, un tassello che si aggiunge in un equilibrio precario, l’ultima carta che si aggiunge ad un castello in procinto di crollare miseramente, con l’ingenuità e la perdita di fiducia che deriva dalla fine del mondo così come i personaggi lo hanno conosciuto fino a quel momento. Il dentro e il fuori, i divergenti e le fazioni, in un unico caleidoscopio di umanità che deve essere salvata a qualsiasi costo.

Quello che emerge è naturalmente il rapporto tra Tris e Tobias che in qualche modo sono una forza della natura:

I was so afraid that we would just keep colliding over and

over again if we stayed together, and that eventually the

impact would break me. But now I know

I am like the blade and he is like the whetstone—

I am too strong to break so easily, and I become better,

sharper, every time I touch him.

Ma allo stesso tempo questo ci dimostra  come non serve stare insieme, che in un mondo allo sfascio sono le singole azioni che fanno la differenza, quelle inevitabili che sconvolgono l’esistenza, quelle, che in un qualche modo assurdo regalano una pace che non c’è. La lotta insorta in “Insurgent” non è stata vinta, anzi i pericoli si moltiplicano e Tris e Tobias devono fare in modo di salvare tutti, con l’aiuto degli amici di sempre e nuovi alleati insperati. La mia preferita resta sempre Christina con il suo umorismo spiccio e il suo modo di fare unico e irrepetibile, scontroso, diretto, quasi fastidioso, ma sempre leale e sincero.

Ma il vero messaggio del libro risiede nel valore del SACRIFICIO:

She taught me all about real sacrifice.

That it should be done from love,

not misplaced disgust for another person’s genetics.

That it should be done from necessity,

not without exhausting all other options.

That it should be done for people who need your strength

because they don’t have enough of their own.

Ed è questo che bisogna tenere in mente durante la lettura, che tutti hanno un compito e per svolgerlo bisogna fare delle scelte, scelte che non avevamo preso in considerazione, che non ci aspettavamo, ma che inevitabilmente ci formano e ci rendono persone migliori.

La Roth ci dà tutte le risposte alle domande disseminate nei libri precedenti, ma la sua visione non è fissata in un punto, si muove oltre, si proietta nel futuro e indefinitiva ci dono una storia reale, che ha il sapore della guerra e in qualche modo è la soluzione che si merita, nonostante tutto. Si può recriminare molto, ma credo che la Roth abbia preso una decisione ed è stata coerente. Tutto nella storia è al posto giusto, ogni tassello compone un puzzle di eroismo e di amore e in un qualche modo assurdo se ne ama ogni pezzo. Non ci sono scelte a metà, la fine è definitiva, ma speranzosa e unica, che lascia con le braccia strette intorno al corpo, lacrime infinite e amore.

Il particolare da non dimenticare? Una scatola piena di siero…

La conclusione di una trilogia non è mai semplice, soprattutto se ci troviamo in un mondo distopico bersagliato dalla guerra e dalle ingiustizie che derivano dagli sconvolgimenti di un sistema in crisi. Ma la Roth è stata brava nel creare una trama convincente, dei personaggi forti, coraggiosi e positivi, che restano insieme nonostante le difficoltà e non è scesa a compromessi. Una storia potente e meravigliosa, che nonostante le lacrime resta piena e vigile, anche nei momenti più disperati. Ogni tassello è importante, ogni capitolo fondamentale. E alla fine non c’è pentimento, solo la consapevolezza di aver letto una distopia young adult con i fiocchi.

In attesa dell’uscita del film tratto da “Divergent” attendo anche il prossimo libro della Roth, mentre cerco di asciugare le lacrime che continuano a scorrere ogni volta che penso ad “Allegiant”.

Vi ricordo che la traduzione italiana di “Allegiant” uscirà il 18 marzo per DeAgostini YA. È rimasto poco, forza e coraggio!

Buona lettura guys!

 

La serie:

The Wild Side by Magan Vernon

 

I grabbed his hand, pulling him closer to me and forcing his eyes to meet mine. “Then pretend is just you and me. I’ll sit right there in the front. Look at me and no one else. It’ll just be us. Back at my apartment. We’ll take it slow.”  Just like he wanted it the other night. Slow. When he say that he was mine.

 

“The Wild Side” è il quarto volume della serie “Forever Wild” della straordinaria Magan Vernon, uscito il 21 gennaio, mi era completamente passato di mente, ma di certo non potevo lasciarmi scappare l’occasione di leggerlo. Un volume ricco di avvenimenti e molto importante della serie, che rispetta le aspettative e che in qualche modo anzi, le supera, creando una storia emozionante, che si scrolla di dosso i cliché per regalare al lettore poche ore di assoluto relax e divertimento.

 

Niente della vita di Valerie è rimasto lo stesso dopo aver sposato Wild Wes. Quando le sue due più care amiche di lavoro le lanciano addosso una bomba, non dovrebbe essere davvero sorpresa. Ma le loro notizie implicano il fatto che deve rispondere al suo vecchio amico di letto, Max Green. E tutto questo giusto in tempo per una visita dalla sua sorellina Melanie e il suo ragazzo John “John Boy” Walden. Ora Valerie deve solo capire dove la porterà camminare nel lato selvaggio e se vale la pena rimanere la signora Wild per la sua carriera e per il suo cuore.

La Vernon mi ha completamente conquistata con questa serie, semplice, senza complicazioni, che mi ha regalato molte emozioni. Sarà che sono io una romantica senza speranza e adoro le storie di amori che sembrano impossibili e hanno bisogno solo di un po’ di amore per sbocciare. Sarà che lo stile della scrittrice è semplice e senza pretese e coinvolge il lettore immediatamente. Sarà che in qualche modo la storia è più complicata di quello che potrebbe sembrare. Considerate anche la scelta di dividere la storia, che poteva davvero stare in un unico libro, in sei capitoli staccati che escono con cadenza ravvicinata, ogni tre settimane, per aumentare il fascino e l’ansia di sapere che cosa accade. La costruzione come una novella è azzeccata, si legge in un soffio e la storia si gode appieno. Il che la rende ancora più appetibile, considerando che in una serata si può leggere facilmente.

La storia, dopo il terzo volume narrato da Wes, torna nella mani di Valerie, sconvolta sia dal comportamento del ragazzo, che le mostra un lato che lei non aveva proprio preso in considerazione, sia dalle notizie che le piovono addosso. Veniamo a conoscere un po’ meglio il suo lavoro e le sue relazioni fuori dalla scena sessuale, sia per quanto riguarda le sue colleghe, sia con i clienti. Valerie sarà anche giovane e con poca esperienza, ma si sa far valere, mostrando il suo lato umano, considerato e forte, che non si piega di fronte al mondo maschile, quello dei PR, dei pubblicisti, che si impongono su un mercato che ne ha piene le tasche di uomini pieni di ego e di quella sfacciataggine che non si smuove neanche dopo l’evidenza della potenza di un’altra idea. Valerie è davvero l’esempio della donna in carriera, certa delle sue scelte ma allo stesso tempo insicura di sé e di quello che vuole nella vita privata… perché vuoi o non vuoi ne resta schiacciata, soprattutto se si considera il peso delle sue scelte. Wes è un punto interrogativo forte, che cosa prova davvero? Che pensa? Si lascia investire da dubbi e indecisioni anche con l’evidenza di gesti che le dovrebbero dimostrare quanto Wes ci tenga a lei. Come la gelosia nei confronti di Max Green, che come nella più classica delle situazioni, vuole quello che non può avere e si inventa mille modi pur di intromettersi nella vita di Valerie. E a Wes non resta che subire, salvo poi farsi sentire, forte e chiaro.

Una bella sorpresa nella serie è l’arrivo, quasi imprevisto, ma necessario di Melanie, la sorella di Valerie, e il suo ragazzo John “John Boy” Walden, i protagonisti del new adult della Vernon “The Only One” (romanzo carinissimo di cui potete leggere la recensione qui). Melanie sarà in grado di vedere oltre la facciata di Valerie e indirizzarla verso la retta via, nonostante paure e tentennamenti.

Insomma lo sfondo della Chicago piena di vita, la città ventosa che si inalbera verso lidi nascosti è sempre una piccola meraviglia, che lascia incantare e che non dimentica niente. Neanche i momenti più passionali e veri tra Valerie e Wes.

 

Il particolare da non dimenticare? Una notte di karaoke.

 

Un altro episodio mozzafiato, che lascia con il fiato sospeso, le sfide non sono certo finite, ma che lascia intravedere la possibilità del lieto fine. Meravigliosamente tenero e passionale, un pezzo del puzzle che si aggiunge ad una serie poco pretenziosa e assolutamente indimenticabile, che vale davvero la pena leggere in una notte tempestosa. È giù uscito qualche giorno fa, “Wild for you”, il quinto volume, che è altrettanto bello, e non vedo l’ora di poter mettere le mani su “Wild” l’ultimo volume della serie, in uscita all’inizio di marzo.

Buona lettura guys!

Recensione in anteprima: Tyler and Stella by Heidi Joy Tretheway

 

Tyler pulls back from me slightly and tips up my chin with a crooked finger, forcing my brown eyes to meet his. “You’re no disaster, Stella. You’re special. You’ve got moxie.”

I snort a laugh. “Moxie? That’s a weird old word.”

“Are you telling me you’re a shrinking violet posing as a kickass girl?”

 

Tyler and Stella” è il secondo volume della serie “Tattoo Thief” della meravigliosa Heidi Joy Tretheway e sono molto molto felice di aver potuto leggere questo libro in anteprima proprio grazie all’autrice che me lo ha proposto. Non pensavo che il secondo potesse piacermi più del primo ma invece succede. Una storia bellissima che ci insegna che la fama e il successo arrivano sempre con un prezzo, che non sempre siamo disposti a pagare.

 

Stella Ramsey ha sempre detto che i cattivi ragazzi non possono spezzarti il cuore. Non chiamano, non ti fanno le coccole e non mandano fiori – ma cosa ti aspetti? Per Stella, nessun legame significa nessun rimpianto.  Quando la più grande storia della sua carriera scombinata da giornalista musicale quasi rovina completamente la sua relazione con la sua migliore amica, Stella ha una possibilità di redimersi. Tyler Walsh potrebbe essere quella chance.  Stella promette qualsiasi cosa al bassista della rock band Tattoo Thief in cambio di accesso dietro le quinte. Ma Tyler non vuole qualsiasi cosa. Lui vuole tutto – ed è più di quello che Stella è preparata a dare. Quando il segreto esplosivo di Tyler spinge Stella al centro dell’attenzione mediatica, deve scegliere tra il vendere una storia e dire la verità – ed esporre anche la verità su sé stessa.

Tyler & Stella (Tattoo Thief #2) è una storia di attrazione, bugie e sacrificio, che rivela quanto l’amore può perdonare.

 

Quando leggi mucchi e mucchi di storie d’amore è facile incorrere in flop clamorosi, in storie che ti lasciano sempre con quella sorta di amaro in bocca perché non come te le aspettavi. Anche quando non hai molte aspettative e vuoi solo una storia romantica, pure potresti leggere delle storie fotocopia. Eppure la Tretheway riesce a creare una storia convincente e passionale, che strizza l’occhio ai temi classici della romance e poi la sconvolge con dettagli che non avresti mai immaginato.

Anche in questo caso è la protagonista femminile che racconta la storia con le sue mancanze e frustrazioni e con la sua parte di verità ed è un resoconto parziale, ma allo stesso tempo completo, perché è prima di tutto di Stella, di chi è e cosa  vuole, la storia di come si redime e di come capisce che finora ha vissuto a metà. La storia torna un po’ indietro, dagli ultimi capitoli del primo volume, per regalarci proprio la prospettiva di Stella sull’atto che avrebbe dovuto farle fare un avanzamento di carriera e invece l’ha solo portata a dubitare di sé stessa e mandato in frantumi una delle poche relazioni stabili della sua vita. Stella è una ragazza segnata, che cerca in qualunque modo di cancellare il passato. La maggior parte del tempo trascorre nel tentativo di reinventarsi e con il suo lavoro di critica musicale di terz’ordine e il suo modo di fare con l’altro sesso che la porta ad immergersi in storie passeggere e superficiali che la lasciano scossa, incredula e desiderosa di passare alla prossima. Con una naturale predilezione per la vodka che consuma sia per coraggio che per stordirsi, Stella è arrivata ad un punto in cui le cose non possono continuare così. Con una sistemazione provvisoria a casa di un collega e i sensi di colpa per quello che ha combinato a Beryl, la sua migliore amica, Stella deve trovare un modo per rimediare. Quello che non aveva preso in considerazione è l’apparizione di Tyler, il bassista della famosissima band “The Tattoo Thief” che fornisce il pretesto per salvare la sua faccia con il capo, ma allo stesso tempo gli regala molto altro.

Tyler infatti non è il classico bad boy, quelli che Stella è abituata a dare la caccia, Tyler mostra il vero volto di chi nella musica ci crede e ci mette tutto sé stesso. Considerando che è il frontman il membro del gruppo che riceve più attenzioni, Tyler è il pacifista, colui che interviene per sedare gli animi, ma non ha meno bravura degli altri. Sono molti i segreti che si porta dietro, che veniamo a conoscere nel corso della lettura ma in un certo qual modo si mostra subito per quello che è. All’apparenza solo un bell’imbusto tatuato, con un fisico da urlo ma ne viene fuori un ritratto tenerissimo, in cui Tyler è timido e  insicuro, con la propensione a prendersi cura di tutti tranne che di sé stesso e quella giusta quantità di sexyness che lo rendono molto molto swoonworthy… insomma un uomo che riesce a conquistare dalla prima apparizione, e a cui non si può dire di no. Dagli slanci generosi improvvisi, gli sguardi di fuoco che farebbero sciogliere qualsiasi cuore, anche il più freddo riesce a guadagnarsi la fiducia di Stella, che pure lo guarda con stupore e indifferenza. Le cose non sono semplici, per nessuno dei due. Entrambi devono scoprire che cosa significa davvero mettersi in gioco e imparare ad amarsi per quello che sono, con pregi e difetti, errori  e scelte giuste, perché in fondo è questa la vita vera. Un continuo compromesso con noi stessi, per non soccombere, per non lasciarci vincere dalla disperazione. È normale commettere degli errori, fidarsi delle persone sbagliate, ma è sempre importante credere nelle seconde occasioni, nell’impegnarsi quotidianamente al porre rimedio  lì dove si era toppato a cercare sempre di fare la cosa giusta. E a volte ci vuole un po’ di sano egoismo, perché se non stiamo bene noi, non possiamo aiutare neanche gli altri. La cosa bellissima di questo libro, non è tanto la storia d’amore, che pure ha momenti magici ed è veramente molto ben concepita, ma il fatto che si parli degli aspetti negativi della fama, di problemi seri senza scadere nel banale, ma senza essere bacchettoni e riconoscere sempre l’importanza delle parole e delle azioni. I fatti prima delle storie, le affermazioni reali dai racconti dei giornalisti, i fatti vissuti contro le improvvisazioni di qualche scribacchino. E un crescere continuamente. La Trethway poi è straordinaria nel suo stile  semplice ma efficace, con una narrazione che non lascia spazio a dubbi e regala sempre tantissimo.

Le vicende si svolgono a New York, in piena estate, con il 4 luglio e i festeggiamenti per l’indipendenza e il ritorno sulle scene dei The Tattoo Thief che non perdono occasione di mostrare il loro vero volto e la loro proverbiale bravura da rock band.

Il particolare da non dimenticare? Delle tende arancioni…

In uscita il 20 febbraio, questa è una serie da non lasciarsi scappare, tra concerti e appuntamenti disastrosi, prove e false partenze, che regala delle storie d’amore passionali e indimenticabili, in piena scena, ma allo stesso tempo con momenti molto intimi e commoventi, che regalano moltissimo al lettore. Una storia che vi sconvolgerà e che apre il cuore, con due protagonisti da ricordare.

Buona lettura guys!

 

Ringrazio immensamente Heidi Joy Tretheway per avermi concesso la meravigliosa opportunità di leggere in anteprima il suo libro in cambio della mia onesta opinione. Davvero grazie infinite!

 

 

Volete sapere qualcosa di Heidi Joy Tretheway?

Vive nella Happy Valley fuori la Sunnyside Road. Giura che non se lo è inventata. È ossessionata con il raccontare storie. La sua carriera include marketing, giornalismo, e alcuni deliziosi anni in una colonna di cucina. Il giornalismo l’ha portata nel backstage di alcune rock band, dove ha imparato che qualche volta i problemi con il guardaroba sono proprio quelli che la rock star intende. Potete trovarla spesso con il marito e loro due bimbi, cucinando, pescando e esplorando il nord-ovest, costruendo epiche fortezze nel loro salotto.

Heidi Joy lives in Happy Valley off. She swears she did not make that up.

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