Please another book

Showing posts tagged very cute guys

Mia’s heart by Courtney Cole

And truly, there should be a law or something against two such good-looking boys being in one spot. They make it hard to concentrate.

“Mia’s heart” è il romanzo compagno di “Dante’s girl” una delle letture che più mi avevano colpito nell’anno appena finito, della serie chiamata “The Paradise Diaries”. Diciamolo io ho un debole per un hot boy dal cuore tenero, dall’accento straniero e l’abilità di farti salire sulle nuvole. Courtney Cole ha colpito ancora con un seguito divertente e molto carino, che però non è riuscito a superare il primo volume.

La storia è quella di Mia Giannis la figlia del Ministro della Difesa e la migliore amica di Dante Giliberti, che si ritrova a iniziare il suo senior year senza il figlio del Presidente di Caberra e Reece la sua ragazza andati in America, in Kansas. Sola e sfiduciata passa le sue giornate con Gavin, l’altro membro del trio e Quinn l’amico di Reece venuto a Valese per uno scambio culturale e per finire la scuola superiore. Ma un terribile incidente la costringe a studiare chi è e cosa vuole e fare i conti con una famiglia e un ruolo che le sta stretto. Riuscirà ad essere felice?

La Cole ha creato una storia emozionante, rappresentando un parallelo tra la capitale di Caberra e il cuore sconquassato di Mia capace di riconoscere, dopo vari tentativi, chi è davvero. Questa è una storia di rinascita e di scoperta, un connubio tra il classico viaggio di formazione che si consuma solamente nella testa della ragazza e la storia d’amore che si sviluppa con Quinn. Non manca infatti niente a questa storia, che seppur fa i conti con i classici stereotipi di una ya romance, come pure il triangolo, non può che uscirne vincente. Anche in questo caso è la ragazza che racconta, Mia che ci fornisce uno spiraglio di sé stessa e della sua vita ingarbugliata. Essere la figlia di un ministro, ricco e famoso comporta delle responsabilità che Mia non vuole e la ragazza fa di tutto pur di allontanarsene, anche se irrimediabilmente ne finisce vittima. Il suo essere contro corrente, sempre vestita di nero, con una ciocca di capelli fucsia e un piercing che manda fuori di testa la madre, si trasforma in una trappola che la incatena ad ruolo a cui non può sfuggire. È una ribelle anche quando vorrebbe uniformarsi. L’incidente diventa un pretesto per riscoprire davvero la sua vera natura, e soprattutto cosa vuole con un dispiegamento di forze senza precedenti. Mia infatti deve fare i conti con il suo migliore amico Gavin e soprattutto con il giovane cowboy americano che arriva come un uragano a sconvolgere i suoi ormoni.

Perché si un hot boy non manca in storie del genere, altrimenti che gusto ci sarebbe ad immergersi nelle vite degli altri? Quinn però è il classico bravo ragazzo e nonostante il fisico scolpito alla perfezione, la sua parlata roca che fa venire i brividi, il suo profumo da vero maschio che  lavora sotto il sole, è comunque un ragazzo che tiene a posto le mani, che sa quando tirarsi indietro, ma anche quando intervenire per far valere le sue ragioni. Assolutamente da sbavo. Beh come sempre parto per la tangente. Ma anche Gavin ha il suo perché e farà perdere parecchio sonno a Mia che deve riconoscere che anche il ragazzo che conosce da una vita ha qualcosa di speciale.

Non manca il ritorno dei due protagonisti del libro precedente e naturalmente la comparsa in scena della bitch di turno Elena Kontou che non perderà occasione di dire la sua e mettere il bastone tra le ruote del nostro mitico quintetto.

L’ambientazione è ancora quella della bellissima isola nelle acque del  Mediterraneo piena di ulivi e dal fascino antico, con una tradizione secolare. Non mancano giri a cavallo, immersioni e naturalmente affascinanti imbarcazioni. Ricordiamoci che i tizi non hanno certo problemi di soldi. Le camminate al chiaro di luna e passeggiate in riva al mare completano il quadro romantico anche se tormentati delle ultime persone che si vorrebbero.

Il particolare da non dimenticare? Un paio di stivali da cowboy…perché? Leggete e scopritelo.

Una storia dolce amara, con un onda emotiva forte temperata da scene divertenti e spettacolari che non potranno certo lasciarvi indifferenti, soprattutto se si ha a che fare con un ragazzo come Quinn.

Io intanto aspetto ormai il nuovo libro  che ancora non ha né un titolo né una copertina che racconterà di come anche Gavin troverà il vero amore già promesso dalla Cole.

Buona lettura guys!

Taking chances by Molly McAdams

“If you think acting like you don’t exist isn’t the hardest thing I’ve ever done, you’re wrong. I hate not talking to you, I hate not bickering like we’re an old married couple and I hate not spending every day right next to you.”

 


“Taking chances” mi è capitato tra le mani mentre spulciavo Goodreads e come in gran parte delle situazioni mi fornisce sempre spunti molto interessanti per nuove letture. Penso di passare su questo sito gran parte del mio tempo e non mi stanco mai di scoprire nuovi libri da leggere per incrementare la mia già infinita lista da leggere. Già così ne ho fino al 2020 ma se continuo a fare scoperte potrei arrivare a ottanta anni e avere ancora libri nella mia pila. Btw “Taking chances” è un libro molto particolare, con una trama che sembra già sentita e che invece presenta una serie di situazioni impreviste e sconvolgenti che non si erano prese in considerazione. Insolito, ma molto interessante. E sono davvero molto felice di averlo letto.

Harper Jackson ha vissuto da sempre insieme a suo padre in una base militare, visto che lui è un sergente dei marines. Quando compie diciotto anni è pronta per lasciarlo e trasferirsi a San Diego (California) per frequentare il college. Lì conosce immediatamente Breanna, aka Bree, che la coinvolgerà nel suo gruppo di amici e la inizierà al magico mondo dei parties a casa del fratello Chase che condivide con altri ragazzi. Qui conoscerà  Drew, Brad  e Derek e lo stesso Chase che subito si invaghirà di lei, ma soprattutto Brandon Taylor. Harper si immergerà nella vita da sola e si ritroverà a iniziare una storia con Brandon ma non riuscirà a togliersi dalla testa Chase fino a che una sera di gennaio non finiranno insieme. Quella notte avrà più conseguenze di quelle che aveva preventivato all’inizio Harper e dovrà farci i conti. Riuscirà ad essere felice e a trovare il suo equilibrio?

Devo ammettere che avevo indovinato alcuni risvolti della trama dall’inizio ma questo mi ha solo spinta a continuare la lettura. Seppur non ami particolarmente i triangoli, sono pochissimi quelli che ho apprezzato davvero, in questo caso non posso proprio lamentarmi.

La McAdams è riuscita a scrivere una storia piena di suspense, che sembra non finire mai, ma che anzi si allunga sempre più.

Harper è la nuova arrivata in un ambiente e in un gruppo già consolidato, e se il suo background rischia di lasciarla nell’ombra e di tenerla fuori dal coro, il suo senso critico, il suo spirito di sopravvivenza e il suo humor le permettono di adattarsi immediatamente e i ragazzi la accettano senza riserve. Essere cresciuta in una base militare, senza o quasi nessun contatto con altre ragazze ma solo ed esclusivamente con un gruppo di maschioni che le fanno da fratelli maggiori come Jason Carter, le ha permesso di farsi le ossa e di sapere come trattare le minaccia di giovani ragazzi disinibiti e pieni di ormoni. Ma è assolutamente dolcissima, preparata a lottare per quello a cui crede e soprattutto a vivere per Gummy Bear aka Liam Chase. Chi è? Leggete e scopritelo, mica posso dire tutto no?

Ma la cosa più pazzesca sono proprio i due ragazzi protagonisti. Chase è il classico playboy, badass, presuntuoso, sconsiderato e privo di freni che si lancia da una ragazza all’altra senza pensare. Pieno di irriverenza, assolutamente incapace di una relazione seria, si trasforma in presenza di Harper, si affeziona immediatamente a lei e neanche i tatuaggi (gliene fa uno a lei stupendo ad un certo punto del racconto) e la sua aria da gradasso possono uccidere il suo fascino. Ama disegnare e ci tiene particolarmente a Harper che chiama nei modi più svariati, da Principessa a PG (che deriva dal sistema di rating dei film americani).

Brandon invece è dolcissimo, anche lui super super hot, pieno di tatuaggi, dal corpo da urlo, pieno di premure, si affeziona forse più all’idea di Harper, che alla vera sé stessa, almeno in un primo momento, ma per lei c’è sempre. Coinvolto in una serie di lotte nell’underground (un po’ come Trevis di Beautiful Disaster anche se non ha niente a che vedere con lui) riesce a dimostrarsi l’uomo adatto in qualsiasi situazione e non si può fare a meno di lui.

Bre, la migliore amica di Harper e i suoi genitori Claire e Robert, sono un punto vero di sostegno e di aiuto per Harper e la adottano in pieno quando capiscono che suo padre è più un’assenza che una presenza nella sua vita e le mostrano davvero cosa vuol dire essere una famiglia.

Vorrei citare solo altri due personaggi che mi hanno particolarmente colpito e che sono importanti nel corso della storia: Jason il fratello di Brandon e Konrad il ragazzo di Bree che dopo l’iniziale smarrimento accoglie nella sua vita.

Non ci sono tantissimi luoghi che emergono nel libro, ma tutti sono importanti per stabilire le relazioni che prendono piede per Harper e che fanno da sfondo a determinati momenti che vengono scanditi soprattutto dalla predominanza del rapporto ora con Chase ora con Brandon. Chi sceglierà alla fine Harper?

Il particolare da non dimenticare? Un anello con uno strano simbolo…chi lo regala a chi?

Questo è un libro che vi sconvolgerà e che merita sicuramente una lettura, che vi emozionerà, vi farà piangere e vi intenerirà. E come si fa a dire di no a due hot boys del genere?

Buona lettura guys!

What a boy needs by Nyrae Dawn

This is my crew. My people. And I hate that I have to leave them.

“What a boy needs” è il sequel di “What a boy wants” e posso assicurarvi che è quasi più bello. Non solo Nyrae Dawn ci ha regalato questo fantastico libro ma è riuscita a far di meglio rendendo Jaden un personaggio stupefacente. E poi voglio dire avete visto la copertina? Non è meravigliosa? Come quella del libro precedente ha il volto del protagonista ed è proprio da sbavo, perché suvvia il ragazzo si lascia guardare bene. Ma veniamo alla storia.

Sono passati diversi mesi dal matrimonio della madre di Sebastian e Jaden si sta lentamente allontanando dai suoi amici. Priscilla si è messa con un ragazzo, dopo che lui non è riuscito a farsi avanti e Sebastian e Aspen sono una coppia felice. Jaden si sente un escluso. Quando la madre rivela una notizia sconvolgente sulla sua identità Jay decide di andare in Texas e non seguire gli amici a New York se non per la vacanza dopo il diploma che hanno organizzato da una vita. Ma durante il viaggio Jaden sarà costretto a fare i conti con quello che vuole e con quello che è, e decidere se vale la pena provarci.

La Dawn è stata davvero brava a creare una storia, che per quanto si agganci alla precedente, visto che ha gli stessi personaggi, abbia una sua identità distinta. E questo non è avvenuto solo per il cambio di protagonista e voce narrante, ma anche perché Jaden è completamente diverso da Sebastian ed ha una propria dimensione.  Se Sebastian ha dei problemi nell’avere una relazione seria con gli elementi dell’altro sesso a causa dell’esperienza della madre e il suo unico scopo è quello di “andare” con una ragazza (l’hook-up” americano) per Jaden è diverso, i suoi problemi sono altri. Innanzitutto una famiglia che di lui se ne frega altamente e soprattutto il padre che lo considera un fallito e non fa che ricordaglielo ad ogni occasione con parole poco gentili e la madre che è talmente succube del marito che non fa nulla per difenderlo dai suoi attacchi verbali. Meno bravo a scuola, più menefreghista nei confronti della vita e soprattutto con una situazione economica più svantaggiata. Vive nella parte più malfamata della città, mentre il padre di Priscilla è il procuratore distrettuale, un pezzo grosso pieno di soldi. Jaden si sente un peso per gli amici e finisce per isolarsi sempre più. Ma Sebastian e gli altri non gliene danno possibilità. Il ragazzo si vergogna di quello che è e di quello che fa e l’unico modo che conosce per difendersi è la fuga. Adorabile con i suoi piercing,  con il suo atteggiamento superiore, ma il cuore tenero pronto a sfidare il mondo per proteggere le persone che ama.

Una cosa stupenda comunque è l’amicizia tra i due ragazzi, un supportarsi continuo, prendersi in giro, fare i cretini, ma esserci sempre e che Bastian riassume perfettamente:

 

“We’re like, Batman and Robin. Scooby and Shaggy. Actually, none of those duos have shit on us. We’re Sebastian and Jaden. Who am I going to get to help me watch the girls? I mean, who else could pull off that ‘I’m Sexy and I Know It,’ dance, but us?”

 

E se abbiamo avuto modo di conoscere Sebastian e Aspen ampiamente nel primo libro, qui compaiono naturalmente con Sebastian in tutto il suo splendore, riusciamo finalmente a conoscere meglio Priscilla. Con la sua parlata spagnola e i suoi “stupido”, il suo sempre bacchettare con Jaden, ma il suo essere forte e supportare il ragazzo di cui è innamorata da una vita anche se i suoi genitori non lo approvano. Si sa che al cuore non si comanda e lei cerca inevitabilmente di avvicinarsi a lui, di farlo confidare, di entrare nel suo mondo anche a costo di soffrire come un cane.

Lo sfondo è un viaggio on the road che li porta con la macchina di Sebastian dall’Oregon a New York passando per Salt Lake City e Chicago in una sorta di redenzione anche per Jaden che dovrà fare i conti con la caparbietà di Priscilla e i suoi sentimenti che ci sono sempre stati ma nascosti da incomprensioni, senso di colpa e di inadeguatezza. L’estate si prospetta difficile ma piena di colpi di scena di avvicinamenti e false partenze, ma di redenzione di Jaden che capisce quanto effettivamente vale.

Il particolare da non dimenticare? Una lattina di soda e una canzone da un altoparlante… perché? Leggete e scopritelo.

 

Consiglio assolutamente la lettura di questo eccezionale libro, come del precedente naturalmente, viste le eccellenti doti narrative della Dawn. Che ci ha fatto un ulteriore regalo la guida intitolata “The hook-up doctor’s guide” scritta da Sebastian con consigli su come rimorchiare un ragazzo, fantastica, con Bastian al suo meglio.

Leggete e amate Sebastian & Jaden non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

The Vincent Brothers by Abbi Glines

Sawyer: Funny. Go take your cute little ass to your room and get packing.

Me: Yes, sir.



“The Vincent Brothers” è il sequel di “The Vincent boys” e dire che lo aspettavo da un sacco di tempo è riduttivo. La Glines ci ha abituati troppo bene, non so come faccia a mantenere certi ritmi ma è straordinaria. E questo sequel è qualcosa di spettacolare.

Sawyer, Beau e Ashton hanno finito il loro senior year e sono pronti a godersi l’estate, l’ultima prima di iniziare il college. Sawyer è deciso ad andare in Florida per allontanarsi da suo fratello e dalla ragazza che ama da quando era un ragazzino mentre Beau e Ashton andranno in Alabama. Sawyer non ha ancora superato la rottura della sua unica storia ma quando in città arriva Lana, la cugina di Ash le cose cambiano. Lana è dolcissima e innamorata da sempre di Sawyer riuscirà a vincere il cuore di Sawyer?

Come capita sempre nelle storie della Glines i due ragazzi hanno un passato che li porta a fare determinate scelte, ma sono proprio queste che fanno la differenza in una persona, il fatto cioè di riuscire a rimanere se stessi anche quando tutto sembra lottare contro di noi. La bravura di questa scrittrice è quella di riuscire a sconvolgere gli schemi, di creare storie sempre fresche e originali anche se gli elementi di base sono sempre gli stessi. Chi mi segue da tempo sa quanto ami una bella storia d’amore e quanto ami in particolare le YA. La Glines ha vinto il mio cuore fin dall’inizio, ogni pagina è intrisa di sentimenti autentici.

La storia in questo caso è raccontata alternando i punti di vista di Lana e Sawyer e io adoro i punti di vista maschili, danno quel tocco in più che rendono il libro davvero speciale.

Lana è la cugina di Ash, anche lei ha finito il suo senior year ed è pronta per tentare il tutto per tutto con il ragazzo dei suoi sogni. Si impegna, si mette in tiro e ci prova con quello che è davvero lei, con i suoi pregi e i suoi difetti. Paragonata sempre a sua cugina, Lana vorrebbe per una volta essere la ragazza che viene al primo posto nel cuore di qualcuno. Naturalmente ha paura di fare qualcosa di sbagliato, non vuole soffrire, anche perché il ragazzo esce da una situazione difficile. Ma Lana è forte, è capace di capire quando è il caso di fare un passo indietro e ci tiene davvero a Sawyer.

Sawyer è il good guy della situazione. In “The Vincent Boys” è Beau il badass della situazione, lo sciupafemmine che cerca di soffocare i suoi sentimenti per Ash con mille altre ragazze. Gli si perdona tutto perché è davvero un hot boy, ma comunque ruba la ragazza al cugino/fratello. In questo sequel Sawyer ci appare più spericolato, più consapevole e anche meno ingessato. Lana smuove qualcosa dentro di lui, qualcosa che lui non aveva mai considerato quando stava con Ash. Sawyer agisce come un’altra persona, solo perché si lascia andare in una situazione che non può controllare. L’incognita, la fuga, l’incapacità si sapere cosa fare sono alcune delle cose che lo tormentano e che rendono il libro speciale. In fondo anche Sawyer è super handsome, scegliete tra i due Vincent boys è impossibile, ma in fondo, grazie alla Glines possiamo goderceli entrambi.

Il particolare da non dimenticare? Una lettera…già quanto può essere romantico?

Il libro è formidabile, una storia d’amore sconvolgente, che però parla anche di senso di colpa, del lasciarsi andare, di rapporti familiari, scopriamo qualcosa anche di Beau, e il significato più vero del titolo, uno sconvolgimento che non avevo preventivato e che mi ha fatto particolarmente tenerezza e che ho apprezzato tantissimo. Io non posso che consigliarvi la lettura di entrambi i libri che viaggiano a coppia e che sono davvero straordinari. Non potete resistere ai due Vincent brothers.

Di più, la Glines che è davvero super awesome sul suo blog ha pubblicato due epiloghi aggiuntivi sulle due coppie che vale la pena di leggere. Poi mi chiedono perché adoro questa donna. Gli appuntamenti con le prossime uscite sono diversi a partire da “While it last” uscito all’inizio di agosto 2012 e “Ceaseless” che uscirà il 18 settembre.

Leggete la Glines guys non ve ne pentirete!

Buona lettura!

Sawyer e Beau rock! Totally awesome <3


Dusty Reads #3

                                 

Dusty Reads è una rubrica settimanale creata da Giselle from Xpresso Reads che posta libri che sono rimasti per diverso tempo non letti sui propri scaffali. Per partecipare? Ecco le regole:

  • Books don’t have to be ‘x’ years old. If you’ve had the book for a few months without reading it, it’s dusty! ;) 
  • Search for other Dusty Reads post on the blog: click here.

Questa settimana ho scelto un libro che è rimasto nelle cose da leggere per un sacco di tempo con mio sommo dispiacere, perché ammetto che meritava molto prima la mia attenzione. Non sono mai stata più contenta di leggere un libro:

Hourglass by Myra McEntire


“I don’t know why not. Coffee runs through your veins instead of blood. I think it stunted your growth”.



“Hourglass” è uscito a luglio 2011 ma io ho aspettato tutto questo tempo per leggerlo. Male, infinitamente male, perché davvero mi ero persa un libro stupendo di quelli che ti restano nel cuore e non vuoi smettere di leggere. Di quelli che arrivi all’ultima pagina e pensi “Nooo è già finito!”. Aggiungeteci che parla di viaggi nel tempo e mi ha conquistata per la vita.

Emerson ha diciassette anni ed è tornata ad Ivy Springs ( in Tennessee ) per vivere col fratello Thomas, che fa l’architetto, e sua moglie Dru, dopo essere stata in collegio in Arizona. Emerson ha delle strane capacità può vedere dei strani personaggi dal passato. Pensa di essere pazza e il fratello si rivolge a varie persone da imbroglioni a professionisti seri per aiutarla. Ma non capisce esattamente cosa sono finché il fratello non viene contattato da Michael, un ragazzo di diciannove anni che dice di far parte di una organizzazione chiamata “Hourglass”.  Michael ha una missione da svolgere, ma non può farcela da solo, ha bisogno dell’aiuto di Emerson, ma non sarà facile per nessuno dei due perché la loro intesa è assolutamente innegabile e immediata. Emerson sarà posta di fronte ad una scelta difficile ma sarà disposta a rischiare il tutto per tutto per salvare il ragazzo che ama e compresa la sua vita.

Innanzitutto devo fare i complimenti a Myra McEntire assolutamente incredibile, con delle capacità narrative invidiabili e impeccabili. Racconta la storia dal punto di vista di Emerson ma ci regala uno scorcio molto ben riuscito, seppur marginale anche degli altri personaggi. Poi devo ammettere di averci messo un’enormità di tempo a capire che “Hourglass” è clessidra, shame on me! E poi vogliamo parlare della copertina? Non ho mai adorato così tanto un’ immagine davvero molto suggestiva e incredibilmente azzeccata al messaggio della storia. E poi la trama in sé che riunisce tutto quello che io cerco in un libro: azione, suspense, romance e paranormale. Perché il racconto non tratta solo di viaggi nel tempo in modo classico, ma li accorpa con delle capacità straordinarie legate alla manipolazione del tempo e degli elementi che si muovono con questi. È questo che rende “Hourglass” speciale tutto si confonde su più piani, intrecciando sottotrame e la macrostoria dell’organizzazione e del salvataggio di Liam Ballard con la sottotrama della conoscenza tra Emerson e Michael.

Emerson è un’eroina  di quelle che non incontri spesso, perché può dare l’impressione di essere la classica damsel in distress e in realtà non ha bisogno di un cavaliere con l’armatura scintillante. Ha un passato complicato, i genitori sono morti in un incidente e lei si è salvata, cadendo in una depressione inconsolabile. Ma Emerson è più forte di quello che crede e riesce a sopravvivere, anche quando incontra questi spettri o ripples come vengono definiti nel corso del racconto. Del resto è una ragazza che non si interessa di moda, che non ha particolari interessi se non quello di sopravvivere e finire il suo senior year. Ma tutto cambia inevitabilmente con l’incontro con Michael. Anche lui può rientrare nel cliché classico, hot boy, super protettivo ma anche capace di tirarsi indietro, affettuoso, sempre presente con quella sua espressione tipica “It’s a little more complicated than that” che da sui nervi a Emerson e che dice tutto e niente è assolutamente adorabile. Michael non è quello che sembra coraggioso, responsabile e preparato resiste alle tentazioni fino ad un certo punto ma ci tiene troppo alla ragazza per metterla in pericolo in qualche modo. Quello che mi piace di lui e che nonostante tutto fa decidere Emerson con la sua testa, senza influenzarla in alcun modo e che non si lascia fermare da niente. Se crede in qualcosa va fino in fondo. Michael è fondamentalmente un leader con tutte le caratteristiche per salvare il mondo. E visto che dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna Emerson è la ragazza giusta.

I personaggi secondari, ma che poi non sono neanche così secondari sono incredibili. Sul suo blog ho letto che la McEntire voleva creare un modello diverso di famiglia, dove le figure parentali non avessero un potere decisionale troppo forte e inderogabile nei confronti della figlia. Ecco perché il fratello maggiore, molto più grande, Thomas e sua moglie Dru. Thomas sicuramente è uno dei miei personaggi preferiti, forte, indipendente, con un senso di responsabilità molto forte anche nei confronti della comunità. Da architetto vuole restaurare tutti gli edifici più antichi della sua cittadina, compreso il ristorante che gestisce insieme alla moglie il “Phone Company” dove prima c’era la compagnia telefonica. Un’ottima figura di riferimento per Emerson che guarda a lui con ammirazione e rispetto. L’altro personaggio irrinunciabile è Lily, la migliore amica di Emerson, che lavora insieme alla nonna in un coffee shop che si chiama Murphy’s Law. Appassionata di fotografia, Lily è una amica fedele e fidata che sostiene Emerson anche nei suoi momenti di pazzia.

Da ultimo, ma non meno importante Kaleb, l’altro, che francamente non sono riuscita ad apprezzare a fondo nel suo ruolo di terzo lato del triangolo perché reputo che quel ruolo gli stia troppo stesso. E a quanto pare anche la McEntire la pensa così.

The villain? Super super cattivo meno male. Non voglio aggiungere nulla perché è bene che lo scopriate da soli, ma è ben riuscito e ha una caratterizzazione intensa, complicata ed è bene ricordarsi che niente è ciò che sembra.

Il particolare da non dimenticare? Una donna col vestito da Scarlett O’Hara che continua a far capolino.

Apprezzatissimo anche da Beth Revis, l’autrice di “Across the universe”, “Hourglass” è un libro che non può assolutamente mancare tra i vostri libri da leggere e/o letti perché è una storia a 360 gradi che cattura il lettore e lo porta in questa realtà assolutamente magica. Primo libro di una trilogia è quello che serve se amate non solo i viaggi nel tempo ma anche una storia d’amore che supera i confini del tempo. A giugno 2012 esce “Timepiece” secondo volume e non vedo l’ora di metterci le mani sopra anche perché viene raccontato dal punto di vista di Kaleb.

Correte a leggere la McEntire, non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Le due copertine…


Slow twitch by Liz Reinhardt


“Well, a lot of guys are just losers. And then there’s you and your brother. You’re kind of overwhelming, you know? Really good-looking, kind of bad-ass, kind of sweet, just really attractive. And there’re two of you. I just can see how she might have got caught up in…you two.”


“Slow Twitch” è uno dei libri che aspettavo in questo mese di aprile e che non vedevo l’ora di leggere dopo aver terminato l’ultima pagina di “Junk Miles”. La Reinhardt è riuscita ad arrivare dritta al mio cuore con questa trilogia e devo dire che ho finito questo libro con un po’ di malinconia e ne ho adorato ogni singola pagina, anzi forse anche più degli altri perché la scrittrice è riuscita a creare una storia stupenda, facendo evolvere i protagonisti in modo perfetto.

Il libro racconta l’estate di Brenna, Jake e Saxon. Mentre la ragazza è in Irlanda, a Dublino, al corso di scrittura creativa, Jake si trova a dover conoscere tutto il clan dei Maclean e soprattutto suo padre Gerald. Saxon invece viene mandato a Lodi a lavorare in una tavola calda come lavapiatti come ultima chance per disintossicarsi. Tutti e tre dovranno fare i conti con il loro passato e decidere cosa fare del proprio futuro, costruendo la propria vita e rimanendo fedeli a sé stessi. Perché niente rimane immutato.

Vorrei iniziare la recensione con questa citazione oltre a quella iniziale:

“The day I met Jake Kelly and Saxon Maclean, my heart thumped, strummed, sang, and dove through every single exhilarating hour of that entire day right up until I fell asleep that night. The moment I laid eyes on them, it was like I’d been waiting for the day I was supposed to meet them and the chemistry was like an electrical storm. I thought that it had to do with like. Or lust. Or chemistry. And I thought it happened because I was a girl and they were very attractive guys.”

 

Questo è l’inizio di tutto, quando Brenna torna dalla Danimarca, inizia il nuovo anno scolastico e conosce i due incredibili fratelli. Ma non è solo questo perché in fondo Brenna dimostra in ogni occasione di ragionare con la sua testa, di prendere le sue decisioni e commette la sua bella dose di errori. Brenna è una ragazza speciale, a dispetto di tutto. Con la sua passione per la moda e gli outfit originali, il suo costante chiedersi la spiegazione per una cosa, la sua incredibile capacità artistica, che sia disegnare, dipingere o creare magliette. In questa ultima parte di storia Brenna cresce ulteriormente diventa più sicura di sé e in grado di affrontare quello che la vita le porta davanti. Le conseguenze di “Junk Miles” ci sono e naturalmente sono determinanti per tutto il corso successivo. Ma Brenna sta in piedi da sola, questa è la sua storia, come lo può essere solo un libro del genere. Ma è proprio questo che mi ha fatto amare così tanto il libro: la Reinhardt non fa nulla per scolpire in una stupida perfezione fittizia i personaggi, ma anzi li modella come sarebbero in realtà pieni di problemi, contraddizioni, orgoglio e insicurezze. Ma anche forza, coraggio, affetto e impegno.

E sta proprio qui anche il significato del titolo. Infatti “Slow twitch” fa ancora una volta riferimento a termini usati nella corsa e indica un gruppo di fibre muscolari che determinano se una persona sia portata o meno per la corsa a lunga distanza, quella corsa cioè che possiamo vedere come la vita, una metafora azzeccatissima che nasconde più significati di quelli che credevo all’inizio.

Ma la vera novità di questo terzo volume è l’alternanza dei capitoli e dei punti di vista non solo di Brenna ma anche di Saxon e Jake. E i due quindi rivestono un ruolo ancora più importante.

Saxon all’inizio ci viene descritto con solo il suo nome, che in qualche modo rappresenta tutto il suo essere:

“Saxon?” Devon’s voice dripped with sarcasm, grudging respect, and the fascination that that particular name always seemed to dredge up in everyone.

Saxon è il badass per eccellenza, con i suoi capelli scuri, gli occhi neri che nascondono una punta dorata, la sigaretta tra le dita, le sue caramelle all’arancia, la sua aria sempre scazzata e la sua incredibile faccia tosta, ma è il mio personaggio preferito soprattutto perché è profondamente vero e geniale. Impreca su tutto appena arrivato a Lodi ma capisce ben presto che non può continuare ad essere sempre lo stesso e rinasce, o meglio smussa alcuni lati del suo carattere soprattutto con Zia Helena, questa vecchina adorabile che lo riempie di cibo e per cui fa un sacco di lavoretti. Saxon forse è colui che deve affrontare il cambiamento più difficile, perché implica anche la disintossicazione non solo fisica ma anche mentale e in questo sarà fondamentale Cadence la ragazza che lavora con lui nella tavola calda e che gli darà un sacco di filo da torcere e la prima a chiamarlo “Crackhead” e quando lo chiama per la prima volta col suo nome è una conquista. Ma non si può davvero essere ciechi al fascino del moro e ben presto riesce ad affascinare tutti.

Jake, beh Jake è l’altra faccia della medaglia e anche se è il good guy anche lui ha degli aspetti non proprio positivi. Conoscere la propria famiglia riapre vecchie ferite e lo costringono a mettersi in gioco, a capire chi è davvero e cosa vuole. Per il resto è sempre lui con i suoi capelli biondi, il fisico modellato dal duro lavoro e la paura di perdere Brenna.

Riappare Devon in Irlanda, colpo di scena imprevisto da parte della scrittrice che ci rivela qualcosa di lui che proprio non mi aspettavo compreso un inaspettato make over del suo look.

Ma la vera new entry di questo terzo volume è Evan Lennox che Devon e Brenna conoscono in Irlanda e che avrà un ruolo fondamentale con la sua pazzia, la sua personalità esplosiva, la sua capacità creativa e le sue aspettative. Very very awesome.

Il particolare da non dimenticare? Un bikini giallo, una cascata misteriosa e un paio di pattini a rotelle. Eh leggete e scoprite cosa vi aspetta!

Tra il verde dell’Irlanda e il caldo della cucina della tavola calda e la monotonia del lago della tenuta di famiglia dei Maclean “Slow twitch” è un frammento di vita talmente verosimile da poter essere accaduto davvero. La Reinhardt scrive come se avesse una telecamera in mano e ci regala emozioni uniche. L’amore non è in una sola direzione e non ha una sola forma è complesso e romantico e fare i conti con chi siamo e cosa vogliamo non è facile. Vivere e crescere ha mille sfumature diverse, ma è più facile farlo con le persone che amiamo.

Leggete e amate la saga di Brenna Blixen, non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Bittersweet by Sarah Ockler


Perfect. First time I’m this close to a really cute guy in years—and by years I mean ever—and save for my adorable pink leg warmers and the lip balm I slicked on when I got here, I’m ninety-two percent hygienically unprepared. He probably thinks I’m a pig farmer or a pig wrestler or some other person who regularly interacts with pork products … 


 
“Bittersweet” è uscito a gennaio 2012 e la scrittrice è Sarah Ockler, quella di “Twenty boy summer” e ho deciso di darle una possibilità visto che quel libro mi era piaciuto abbastanza. Ma questo è semplicemente meraviglioso, era da un po’ che non mi capitava di leggere una storia così bella ed intensa.
Hudson Avery ha un biglietto diretto per raggiungere il suo futuro: diventare una pattinatrice sul ghiaccio professionista. Ma nella sera del suo grande debutto per iniziare la sua fantastica carriera manda tutto all’aria. Tre anni dopo, i genitori hanno divorziato, ha perso la sua migliore amica Kara, ha mollato il pattinaggio per diventare la regina dei cupcakes nella tavola calda Hurley’s di cui la madre è proprietaria ed è bloccata a Watonka la cittadina nella quale vive che sorge vicino al lago Fillmore al confine con il Canada. Ma tutto cambia quando si imbatte in Josh Blackthorn cocapitano dei Watonka Wolves, la squadra di hockey locale, che la becca mentre pattina da sola sul lago. Josh le chiede di aiutarlo nel pattinaggio ma Will Harper, l’altro capitano, estende la richiesta per tutta la squadra ed evitare la sconfitta in campionato per l’undicesimo anno di seguito. Lei accetta per allenarsi nel Baylor’s Rink, il campo di ghiaccio al coperto dove si prepara la squadra, perché vuole partecipare ad una competizione di pattinaggio per vincere una borsa di studio. Tra equivoci, litigi e cupcakes Josh e Hudson riusciranno a trovarsi davvero?
La Ockler mi ha piacevolmente sorpresa con questa storia, ammetto la verità ero piuttosto scettica, la trama piena di suspense e misteri mi aveva incuriosita ma l’altro libro che avevo letto non mi aveva convinta pienamente. Ma mi sono ricreduta, il libro è davvero speciale e nonostante lo schema classico, la trama si libera delle pastoie del triangolo, dell’ennesima YA romance e ci regala una storia emozionante e vera.
“There’s a fine line between bitter and sweet.” (c’è una linea sottile tra l’amaro e il dolce) penso che sia il riassunto perfetto di questo libro, dove il titolo è una special etichetta, e questo sentimento malinconico, triste ma anche sereno e dolce si unisce e avvolge l’intera storia, che non è divertente, passionale, ma si articola su più livelli, e la sofferenza, la rabbia e la mancanza di fiducia giocano un ruolo importante.
La storia ci viene raccontata con gli occhi di Hud ed è sostanzialmente solo lei la protagonista, gli altri le fanno da contorno, un contorno ricco e molto ben costruito, ma è lei la stella. Ho molto apprezzato il modo in cui la Ockler la caratterizza rendendola unica. Hud è piena di rimpianti per quella sera di tre anni prima e si ritiene responsabile per la fine della relazione tra i suoi genitori. La famiglia felice si è sgretolata di fronte al tradimento del padre che ha colto la prima occasione per mandare tutto all’aria e sfuggire verso storie brevi e fugaci, sentendo raramente i figli, se non per qualche sporadica email. E soprattutto è stato la causa dell’abbandono del ghiaccio da parte di Hudson totalmente sconfitta e allucinata. E si nasconde dietro i suoi cupcakes, creando sapori e combinazioni sempre nuove e speciali e trovando i Dani la sua nuova migliore amica che l’accompagna fedelmente nella vita di tutti i giorni. Dani è una ragazza con la passione per la fotografia lo spirito sereno, la battuta sempre pronta con la passione per le romance, che attacca bottone facilmente e non si lascia impressionare da nulla. È la BBF ideale quella che si inventa scuse per parlarti e consolarti, che ti sostiene anche se non crede in quello che fai e che non ti abbandona anche se ce l’ha a morte con te.
E  Hud crede di aver abbandonato il pattinaggio per colpa del padre, di essere bloccata in una citta che odia e che non può sopportare, che la madre la obblighi nel gestire una tavola calda a cui lei non è interessata ma che cerca di salvare in ogni modo lo stesso. E si ricrede, ha mille dubbi ma capisce che cosa vuole e dove vuole andare e trova il coraggio di ammetterlo a tutti coloro che la circondano.
Se Will è il playboy della situazione, hot con la colonia che indossa come segno di riconoscimento, Josh ha più il fascino del the boy next door, ma anche lui è sorprendentemente handsome, dal fisico impressionante (sono giocatori di hockey mica niente) ma soprattutto è dolcissimo. Con lui nascono svariati equivoci e incomprensioni e quando sembra che si stanno per avvicinare capita qualcosa che li allontana di nuovo, i dubbi del ragazzo, Will, Abbi. Ma per loro c’è qualcosa di più in serbo. Ma la romance non è davvero ciò intorno cui ruota la storia. Il rapporto con la famiglia di Hud gioca un ruolo importante, soprattutto quello con il fratellino Bug che ho davvero adorato. Cute, intelligentissimo, con la passione per lo spionaggio e i servizi segreti, mette a posto la sorella con uno sguardo o una battuta, cacciando idee improponibili e la maggior parte delle volte la sorella non ha la minima idea di cosa stia parlando.
Una cosa che mi ha colpito particolarmente del libro è l’ambientazione sia spaziale che temporale. Siamo nel cuore dell’inverno, in una cittadina sperduta al nord, in mezzo alla neve e al freddo. La neve che continua a cadere crea un contrasto impressionante con ciò che succede e gela gran parte delle situazioni in una fase di stallo che sembra scivolare via. E il lago Fillmore ghiacciato, la tavola calda, la scuola e il campo di hockey, tutto sembra convergere verso le paure e le emozioni di Hud in una sorta di ridondanza che aumenta il fascino della storia.
Il particolare da non dimenticare? Sicuramente “Bittersweet” by The Addicts (una canzone) che ricorrerà spesso nella storia, un jersey con la testa di un lupo femmina e una spilla a forma di coniglio.
Leggete “Bittersweet” questa storia dal sapore dolce/amaro (non a caso il titolo) che saprà arrivare dritta al vostro cuore con la sua sincerità disarmante. E comunque come si fa a rinunciare a un’intera squadra di hockey che espone i loro corpi per essere ogling? E voi sapete rinunciare ad un cupcake? Io di certo no.
Buona lettura guys!

Bittersweet by Sarah Ockler


Perfect. First time I’m this close to a really cute guy in years—and by years I mean ever—and save for my adorable pink leg warmers and the lip balm I slicked on when I got here, I’m ninety-two percent hygienically unprepared. He probably thinks I’m a pig farmer or a pig wrestler or some other person who regularly interacts with pork products …

 

“Bittersweet” è uscito a gennaio 2012 e la scrittrice è Sarah Ockler, quella di “Twenty boy summer” e ho deciso di darle una possibilità visto che quel libro mi era piaciuto abbastanza. Ma questo è semplicemente meraviglioso, era da un po’ che non mi capitava di leggere una storia così bella ed intensa.

Hudson Avery ha un biglietto diretto per raggiungere il suo futuro: diventare una pattinatrice sul ghiaccio professionista. Ma nella sera del suo grande debutto per iniziare la sua fantastica carriera manda tutto all’aria. Tre anni dopo, i genitori hanno divorziato, ha perso la sua migliore amica Kara, ha mollato il pattinaggio per diventare la regina dei cupcakes nella tavola calda Hurley’s di cui la madre è proprietaria ed è bloccata a Watonka la cittadina nella quale vive che sorge vicino al lago Fillmore al confine con il Canada. Ma tutto cambia quando si imbatte in Josh Blackthorn cocapitano dei Watonka Wolves, la squadra di hockey locale, che la becca mentre pattina da sola sul lago. Josh le chiede di aiutarlo nel pattinaggio ma Will Harper, l’altro capitano, estende la richiesta per tutta la squadra ed evitare la sconfitta in campionato per l’undicesimo anno di seguito. Lei accetta per allenarsi nel Baylor’s Rink, il campo di ghiaccio al coperto dove si prepara la squadra, perché vuole partecipare ad una competizione di pattinaggio per vincere una borsa di studio. Tra equivoci, litigi e cupcakes Josh e Hudson riusciranno a trovarsi davvero?

La Ockler mi ha piacevolmente sorpresa con questa storia, ammetto la verità ero piuttosto scettica, la trama piena di suspense e misteri mi aveva incuriosita ma l’altro libro che avevo letto non mi aveva convinta pienamente. Ma mi sono ricreduta, il libro è davvero speciale e nonostante lo schema classico, la trama si libera delle pastoie del triangolo, dell’ennesima YA romance e ci regala una storia emozionante e vera.

“There’s a fine line between bitter and sweet.” (c’è una linea sottile tra l’amaro e il dolce) penso che sia il riassunto perfetto di questo libro, dove il titolo è una special etichetta, e questo sentimento malinconico, triste ma anche sereno e dolce si unisce e avvolge l’intera storia, che non è divertente, passionale, ma si articola su più livelli, e la sofferenza, la rabbia e la mancanza di fiducia giocano un ruolo importante.

La storia ci viene raccontata con gli occhi di Hud ed è sostanzialmente solo lei la protagonista, gli altri le fanno da contorno, un contorno ricco e molto ben costruito, ma è lei la stella. Ho molto apprezzato il modo in cui la Ockler la caratterizza rendendola unica. Hud è piena di rimpianti per quella sera di tre anni prima e si ritiene responsabile per la fine della relazione tra i suoi genitori. La famiglia felice si è sgretolata di fronte al tradimento del padre che ha colto la prima occasione per mandare tutto all’aria e sfuggire verso storie brevi e fugaci, sentendo raramente i figli, se non per qualche sporadica email. E soprattutto è stato la causa dell’abbandono del ghiaccio da parte di Hudson totalmente sconfitta e allucinata. E si nasconde dietro i suoi cupcakes, creando sapori e combinazioni sempre nuove e speciali e trovando i Dani la sua nuova migliore amica che l’accompagna fedelmente nella vita di tutti i giorni. Dani è una ragazza con la passione per la fotografia lo spirito sereno, la battuta sempre pronta con la passione per le romance, che attacca bottone facilmente e non si lascia impressionare da nulla. È la BBF ideale quella che si inventa scuse per parlarti e consolarti, che ti sostiene anche se non crede in quello che fai e che non ti abbandona anche se ce l’ha a morte con te.

E  Hud crede di aver abbandonato il pattinaggio per colpa del padre, di essere bloccata in una citta che odia e che non può sopportare, che la madre la obblighi nel gestire una tavola calda a cui lei non è interessata ma che cerca di salvare in ogni modo lo stesso. E si ricrede, ha mille dubbi ma capisce che cosa vuole e dove vuole andare e trova il coraggio di ammetterlo a tutti coloro che la circondano.

Se Will è il playboy della situazione, hot con la colonia che indossa come segno di riconoscimento, Josh ha più il fascino del the boy next door, ma anche lui è sorprendentemente handsome, dal fisico impressionante (sono giocatori di hockey mica niente) ma soprattutto è dolcissimo. Con lui nascono svariati equivoci e incomprensioni e quando sembra che si stanno per avvicinare capita qualcosa che li allontana di nuovo, i dubbi del ragazzo, Will, Abbi. Ma per loro c’è qualcosa di più in serbo. Ma la romance non è davvero ciò intorno cui ruota la storia. Il rapporto con la famiglia di Hud gioca un ruolo importante, soprattutto quello con il fratellino Bug che ho davvero adorato. Cute, intelligentissimo, con la passione per lo spionaggio e i servizi segreti, mette a posto la sorella con uno sguardo o una battuta, cacciando idee improponibili e la maggior parte delle volte la sorella non ha la minima idea di cosa stia parlando.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente del libro è l’ambientazione sia spaziale che temporale. Siamo nel cuore dell’inverno, in una cittadina sperduta al nord, in mezzo alla neve e al freddo. La neve che continua a cadere crea un contrasto impressionante con ciò che succede e gela gran parte delle situazioni in una fase di stallo che sembra scivolare via. E il lago Fillmore ghiacciato, la tavola calda, la scuola e il campo di hockey, tutto sembra convergere verso le paure e le emozioni di Hud in una sorta di ridondanza che aumenta il fascino della storia.

Il particolare da non dimenticare? Sicuramente “Bittersweet” by The Addicts (una canzone) che ricorrerà spesso nella storia, un jersey con la testa di un lupo femmina e una spilla a forma di coniglio.

Leggete “Bittersweet” questa storia dal sapore dolce/amaro (non a caso il titolo) che saprà arrivare dritta al vostro cuore con la sua sincerità disarmante. E comunque come si fa a rinunciare a un’intera squadra di hockey che espone i loro corpi per essere ogling? E voi sapete rinunciare ad un cupcake? Io di certo no.

Buona lettura guys!


Halflings by Heather Burch


“It could be spelled a-b-c-d and it wouldn’t help me. I have no idea what that is.”



“Halflings” è rimasto veramente per lungo tempo in attesa di essere letto e devo dire che me ne sono pentita tantissimo perché merita davvero una lettura. Uscito il 6 febbraio è davvero un libro meraviglioso.

Nikki Youngblood è una ragazza di diciassette anni e un giorno viene accerchiata da dei lupi pericolosissimi. Viene salvata da un gruppo di ragazzi, di cui non ricorda niente se non un paio di occhi color dell’oceano. Piano piano viene a conoscenza di chi sono: Raven, Mace e Vine gli halflings o i lost boys come si chiamano loro. I figli di angeli caduti e umani, una razza che non appartiene né al reame paradisiaco, né alla terra costretti a vagare senza tregua, lottando al cospetto di Dio. Nikki è la loro missione, ma Mace e Raven se ne scoprono innamorati e sono pronti a tutto pur di proteggerla perché Nikki si ritrova in mezzo ad una guerra tra bene e male e deve scegliere il lato da cui stare, anche perché non è una ragazza comune e le sue origini restano un mistero.

La Burch è stata eccezionale nel creare una storia molto particolare con elementi già visti in altri contesti. Diciamoci la verità. Mezzi angeli, demoni e quant’altro vengono citati in chissà quanti altri libri. La bravura, come ho già scritto in altre occasioni, sta nell’utilizzare al meglio gli elementi che si hanno per creare qualcosa di nuovo, o comunque dal sapore diverso, di modo da invogliare il lettore. Devo essere sincera, avevo procrastinato la lettura perché non ero molto convinta della trama, ma visto i tempi brevi prima della scadenza del galley ho deciso di dargli una chance. Mi è capitato spesso di trovare in questo modo della vere chicche, anche perché raramente quando scelgo un libro toppo alla grande, di solito le mie intuizioni si rivelano giuste. E sono contenta di aver fatto centro anche con questa storia.
“Halflings” è l’incredibile storia di due mondi che si scontrano. Se Mace, Raven e Vine fanno parte di un reame al di fuori della normalità Nikki è profondamente legata alla terra, crede senza dubbio nella scienza e se non ha prove tangibili nega all’impossibile. Nikki è completamente disinteressata a tutte le sciocchezze che interessano le comuni teenagers e pensa al suo mondo insieme al cane Bo, le passeggiate nel bosco, non le interessano i vestiti femminili e si nasconde in un paio di jeans da uomo e t-shirt extra large nonostante le prediche della sua migliore amica. I genitori si occupano della vendita di armi da antiquariato, un lavoro insolito che permette loro di arrivare a fine mese. Nikki poi guida una moto e le piace spingersi oltre i confini del suo paese per correre senza controllo. Ma Nikki ha un dono, quello del disegno, che durante la storia si rivelerà molto importante.
I ragazzi sono speciali, ognuno a modo loro. Accumunati dai capelli biondi e gli occhi chiari il loro modo di fare e il loro carattere li rende riconoscibili e perfettamente fini a sé stessi. Mace è il good boy, ligio alle regole, vuole portare a termine il loro compito senza crearsi problemi. La loro razza non ha una casa, non ha un luogo che può contenerli. Vagano due mondi senza possederne alcuno. Sono macchiati dal peccato dei loro genitori e sono costretti a scontarlo. L’unica cosa che possono fare è combattere la causa che gli viene affidata loro da “The Throne” il creatore di tutte le cose. Portare a termine il loro compito dovrebbe aiutarli a salvarsi e Mace prende questa responsabilità molto seriamente. Gli occhi color dell’oceano sono i suoi, e la sua personalità dolce e appassionata lo rendono un ragazzo irresistibile. Lui è il tipico salvatore della patria, che si precipita a salvare una damsel in distress qualsiasi cosa accada.
Raven invece è il bad boy per eccellenza, il fascino del badass e del proibito. Appena lo guardi in faccia ti rendi immediatamente conto del fatto che sia pericoloso, ma affascinante. E si sa come una ragazza possa perdersi tra le braccia di un bastardo patentato. Se poi come Raven ha i suoi momenti d’oro in cui si comporta in maniera assolutamente perfetta possiamo giustificare i dubbi di Nikki no? Anche perché lui è convinto nella forza della ragazza e la tratta da pari allenandola alla lotta e gettandola in mezzo alla mischia senza tirarla indietro di fronte al pericolo, ma confidando sul fatto che Nikki se la saprà cavare.
Se Mace in qualche modo riesce a convivere con il suo destino di diseredato, Raven lo disprezza e vorrebbe fare qualsiasi cosa pur di liberarsene e la sua rabbia e la sua stizza sono insopportabili. Ma entrambi sanno che non si possono arrendere e se Mace è pronto a rinunciare a tutto Raven ha bisogno di suo “fratello”.
La sfilza dei personaggi secondari è infinita a partire da Vine che è il più piccolo dei lost boys e al contrario di quello che sembra non è così insignificante. Ricordatevi di Damon Vessels e non aggiungo altro.

Solitamente odio le narrazioni in terza persona ma in questo caso ho molto apprezzato la scelta narrativa della Burch che ha saputo coniugare più punti di vista mantenendo un’unità di fondo impressionante. La narrazione che procede in un unico blocco compatto è impressionante. Pagine che volano senza neanche che ce se ne accorga.

Il particolare da non dimenticare? Una mostra ad una galleria d’arte.

Consiglio vivamente il libro agli amanti del paranormal, a chi ama un bel triangolo con bad boy e il god guy, a chi impazzisce per angeli e demoni e a chi semplicemente cerca una bella storia da leggere con tanto di seguito in uscita entro l’anno, “Halflings” infatti è il primo volume di una serie. Se siete insicuri e non vi ho convinto ad iniziare la lettura la Burch ha pubblicato una storia breve, a dicembre, che fa da prequel al libro intitolata “The Making of a Halfling” disponibile come ebook per Zondervan. Molto interessante anche per saperne di più della routine dei lost boys.
Buona lettura guys!

Io intanto ringrazio Netgalley e Zondervan per avermi concesso l’onore e il privilegio di leggere questo libro in cambio della mia opinione. Thanks!

Halflings by Heather Burch


“It could be spelled a-b-c-d and it wouldn’t help me. I have no idea what that is.”



“Halflings” è rimasto veramente per lungo tempo in attesa di essere letto e devo dire che me ne sono pentita tantissimo perché merita davvero una lettura. Uscito il 6 febbraio è davvero un libro meraviglioso.

Nikki Youngblood è una ragazza di diciassette anni e un giorno viene accerchiata da dei lupi pericolosissimi. Viene salvata da un gruppo di ragazzi, di cui non ricorda niente se non un paio di occhi color dell’oceano. Piano piano viene a conoscenza di chi sono: Raven, Mace e Vine gli halflings o i lost boys come si chiamano loro. I figli di angeli caduti e umani, una razza che non appartiene né al reame paradisiaco, né alla terra costretti a vagare senza tregua, lottando al cospetto di Dio. Nikki è la loro missione, ma Mace e Raven se ne scoprono innamorati e sono pronti a tutto pur di proteggerla perché Nikki si ritrova in mezzo ad una guerra tra bene e male e deve scegliere il lato da cui stare, anche perché non è una ragazza comune e le sue origini restano un mistero.

La Burch è stata eccezionale nel creare una storia molto particolare con elementi già visti in altri contesti. Diciamoci la verità. Mezzi angeli, demoni e quant’altro vengono citati in chissà quanti altri libri. La bravura, come ho già scritto in altre occasioni, sta nell’utilizzare al meglio gli elementi che si hanno per creare qualcosa di nuovo, o comunque dal sapore diverso, di modo da invogliare il lettore. Devo essere sincera, avevo procrastinato la lettura perché non ero molto convinta della trama, ma visto i tempi brevi prima della scadenza del galley ho deciso di dargli una chance. Mi è capitato spesso di trovare in questo modo della vere chicche, anche perché raramente quando scelgo un libro toppo alla grande, di solito le mie intuizioni si rivelano giuste. E sono contenta di aver fatto centro anche con questa storia.

“Halflings” è l’incredibile storia di due mondi che si scontrano. Se Mace, Raven e Vine fanno parte di un reame al di fuori della normalità Nikki è profondamente legata alla terra, crede senza dubbio nella scienza e se non ha prove tangibili nega all’impossibile. Nikki è completamente disinteressata a tutte le sciocchezze che interessano le comuni teenagers e pensa al suo mondo insieme al cane Bo, le passeggiate nel bosco, non le interessano i vestiti femminili e si nasconde in un paio di jeans da uomo e t-shirt extra large nonostante le prediche della sua migliore amica. I genitori si occupano della vendita di armi da antiquariato, un lavoro insolito che permette loro di arrivare a fine mese. Nikki poi guida una moto e le piace spingersi oltre i confini del suo paese per correre senza controllo. Ma Nikki ha un dono, quello del disegno, che durante la storia si rivelerà molto importante.

I ragazzi sono speciali, ognuno a modo loro. Accumunati dai capelli biondi e gli occhi chiari il loro modo di fare e il loro carattere li rende riconoscibili e perfettamente fini a sé stessi. Mace è il good boy, ligio alle regole, vuole portare a termine il loro compito senza crearsi problemi. La loro razza non ha una casa, non ha un luogo che può contenerli. Vagano due mondi senza possederne alcuno. Sono macchiati dal peccato dei loro genitori e sono costretti a scontarlo. L’unica cosa che possono fare è combattere la causa che gli viene affidata loro da “The Throne” il creatore di tutte le cose. Portare a termine il loro compito dovrebbe aiutarli a salvarsi e Mace prende questa responsabilità molto seriamente. Gli occhi color dell’oceano sono i suoi, e la sua personalità dolce e appassionata lo rendono un ragazzo irresistibile. Lui è il tipico salvatore della patria, che si precipita a salvare una damsel in distress qualsiasi cosa accada.

Raven invece è il bad boy per eccellenza, il fascino del badass e del proibito. Appena lo guardi in faccia ti rendi immediatamente conto del fatto che sia pericoloso, ma affascinante. E si sa come una ragazza possa perdersi tra le braccia di un bastardo patentato. Se poi come Raven ha i suoi momenti d’oro in cui si comporta in maniera assolutamente perfetta possiamo giustificare i dubbi di Nikki no? Anche perché lui è convinto nella forza della ragazza e la tratta da pari allenandola alla lotta e gettandola in mezzo alla mischia senza tirarla indietro di fronte al pericolo, ma confidando sul fatto che Nikki se la saprà cavare.

Se Mace in qualche modo riesce a convivere con il suo destino di diseredato, Raven lo disprezza e vorrebbe fare qualsiasi cosa pur di liberarsene e la sua rabbia e la sua stizza sono insopportabili. Ma entrambi sanno che non si possono arrendere e se Mace è pronto a rinunciare a tutto Raven ha bisogno di suo “fratello”.

La sfilza dei personaggi secondari è infinita a partire da Vine che è il più piccolo dei lost boys e al contrario di quello che sembra non è così insignificante. Ricordatevi di Damon Vessels e non aggiungo altro.

Solitamente odio le narrazioni in terza persona ma in questo caso ho molto apprezzato la scelta narrativa della Burch che ha saputo coniugare più punti di vista mantenendo un’unità di fondo impressionante. La narrazione che procede in un unico blocco compatto è impressionante. Pagine che volano senza neanche che ce se ne accorga.

Il particolare da non dimenticare? Una mostra ad una galleria d’arte.

Consiglio vivamente il libro agli amanti del paranormal, a chi ama un bel triangolo con bad boy e il god guy, a chi impazzisce per angeli e demoni e a chi semplicemente cerca una bella storia da leggere con tanto di seguito in uscita entro l’anno, “Halflings” infatti è il primo volume di una serie. Se siete insicuri e non vi ho convinto ad iniziare la lettura la Burch ha pubblicato una storia breve, a dicembre, che fa da prequel al libro intitolata “The Making of a Halfling” disponibile come ebook per Zondervan. Molto interessante anche per saperne di più della routine dei lost boys.

Buona lettura guys!

Io intanto ringrazio Netgalley e Zondervan per avermi concesso l’onore e il privilegio di leggere questo libro in cambio della mia opinione. Thanks!


Junk Miles by Liz Reinhardt



“But I sensed that he was hurt. By my not caring. And if my gut was right, and I had a pretty dead-on gut, then he was acting out to get my attention, trying to get me to care about him.”
 
“He didn’t see me. I could see his face. He was smiling, his gray eyes crinkled, his eyetooth crooked and perfect. My heart swelled, until he caught sight of me. It was like an eclipse. All of the warmth and laughter and general happiness was gone.”





“Junk miles” è il seguito di “Double clutch” e non potevo di certo non leggerlo di volata curiosa di sapere come procedevano le cose per Brenna, rimasta con il fiato sospeso alla fine del volume precedente. E sono felice di poter dire che la Reinhardt non si è smentita donandoci l’ennesima fantastica storia.

Sono passati un paio di mesi dalla fine di “Double Clutch”, è Natale e Jack e Brenna sono inseparabili e felici. Ma come regalo Brenna riceve dalla madre un viaggio a Parigi per tutte le vacanze. E chi si siede vicino a lei durante il viaggio aereo incastrato nel viaggio oltreoceano? Già…proprio Saxon. L’attrazione tra di loro è innegabile e Brenna decide di provarci con lui. Ma è davvero ciò che vuole? E ha perso per sempre Jake con la sua decisione?

Come “Double clutch” che significa prendere due inspirazioni e fare una sola espirazione, anche “Junk miles” viene da termini della corsa campestre e significa correre a vuoto, non al massimo delle proprie potenzialità. E anche in questo caso si presta bene a descrivere la condizione di Brenna in bilico, ancora una volta tra i due ragazzi che si contendono il suo cuore. E se alla fine di “Double clutch” Brenna sceglie Jake, ancora una volta Saxon ci mette il suo zampino. Ma Brenna è pronta a rischiare e a mettersi in gioco, non vuole vivere nel rimpianto, vuole sapere come sarebbe stare con Saxon il badass che non si smentisce mai anche quando è al meglio delle sue possibilità. In realtà scopriamo un lato ancora più scuro ma anche un amore sconfinato per il suo alter ego. Non voglio rivelarvi il segreto di “Double clutch” anche se sicuramente se state leggendo questa recensione ci siete già passati. Sappiate solo che le cose non sono mai facili e che soprattutto Jake si rivela per quello che è. Un ragazzo normale dolce e affettuoso ma che viene ferito profondamente anche se i suoi sentimenti sono puri e sinceri.
Sia Jake che Saxon confermano anche in questo secondo volume come non ci sia niente di scontato, di ben definito e come il carattere di una persona sia dato dalla sovrapposizione di più linee che si intrecciano e rendono la nostra personalità complessa e affascinante. E anche se in definitiva i ruoli interpretati dai due ragazzi sono distinti e ben discernibili, il good guy e il bad boy, entrambi ci mostrano come nessuno dei due sia al di sopra di qualsiasi colpa. Persino Jake ha i suoi momenti.
Lo sfondo di Parigi che ci accompagna nei primi capitoli dovrebbe essere romantico, invece Saxon è capace di rendere folle anche l’esperienza più semplice e Jake è sempre irresistibile con la sua capacità comunicativa che supera le parole ma che blocca e fa riflettere in modi in cui non potevo neanche immaginare.
Ma ciò che rende indimenticabile gli scritti della Reinhardt sono le sue idee e il suo modo di raccontare. Anche la fine, non è un finale definitivo di quelli che ti immagini con l’”happily ever after”. No qui ci sono le incognite della vita che scorre. I due libri sono come una telecamera che registra un frammento di vita e ce la regala, si ferma in un certo momento ma le vite dei protagonisti continuano e sopravvivono all’ultima pagina del racconto. “Junk miles” è una di quelle storie su cui continui a riflettere perché ti lascia in bocca il gusto dell’inespresso, o perlomeno del fatto che dopo c’è ancora qualcosa. La magia della storia sta proprio in questo. Molte volte leggo degli YA che mi fanno pensare “Cielo ma chi è che si comporta così? In quale universo parallelo?” in questo caso invece tutto è semplice, non costruito ad arte, ci si identifica con Brenna in maniera efficace e non si può resistere al fascino esercitato da Saxon e Jake, indimenticabili.
Per non dimenticare il rapporto con i genitori di Brenna, che aggiunge fascino ad un racconto che già di per sé è particolarmente speciale.

Il particolare da non dimenticare? Il prom…eh il ballo di fine anno con chi ci va Brenna?

Consiglio sicuramente la lettura di questa serie che si è rivelata speciale e degna di nota in mondo come quello degli YA dove si è pieni di triangoli, storie d’amore complicate e che sembrano impossibili. Ma tutti i protagonisti sono assolutamente meravigliosi.
Intanto io attendo il promesso “Slow twitch” terzo volume della serie, dove il protagonista dovrebbe essere Saxon. Non vedo l’ora. Eh.
Jake o Saxon…questo è il dilemma!
Buona lettura guys!
 

Junk Miles by Liz Reinhardt



“But I sensed that he was hurt. By my not caring. And if my gut was right, and I had a pretty dead-on gut, then he was acting out to get my attention, trying to get me to care about him.”

 

“He didn’t see me. I could see his face. He was smiling, his gray eyes crinkled, his eyetooth crooked and perfect. My heart swelled, until he caught sight of me. It was like an eclipse. All of the warmth and laughter and general happiness was gone.





“Junk miles” è il seguito di “Double clutch” e non potevo di certo non leggerlo di volata curiosa di sapere come procedevano le cose per Brenna, rimasta con il fiato sospeso alla fine del volume precedente. E sono felice di poter dire che la Reinhardt non si è smentita donandoci l’ennesima fantastica storia.

Sono passati un paio di mesi dalla fine di “Double Clutch”, è Natale e Jack e Brenna sono inseparabili e felici. Ma come regalo Brenna riceve dalla madre un viaggio a Parigi per tutte le vacanze. E chi si siede vicino a lei durante il viaggio aereo incastrato nel viaggio oltreoceano? Già…proprio Saxon. L’attrazione tra di loro è innegabile e Brenna decide di provarci con lui. Ma è davvero ciò che vuole? E ha perso per sempre Jake con la sua decisione?

Come “Double clutch” che significa prendere due inspirazioni e fare una sola espirazione, anche “Junk miles” viene da termini della corsa campestre e significa correre a vuoto, non al massimo delle proprie potenzialità. E anche in questo caso si presta bene a descrivere la condizione di Brenna in bilico, ancora una volta tra i due ragazzi che si contendono il suo cuore. E se alla fine di “Double clutch” Brenna sceglie Jake, ancora una volta Saxon ci mette il suo zampino. Ma Brenna è pronta a rischiare e a mettersi in gioco, non vuole vivere nel rimpianto, vuole sapere come sarebbe stare con Saxon il badass che non si smentisce mai anche quando è al meglio delle sue possibilità. In realtà scopriamo un lato ancora più scuro ma anche un amore sconfinato per il suo alter ego. Non voglio rivelarvi il segreto di “Double clutch” anche se sicuramente se state leggendo questa recensione ci siete già passati. Sappiate solo che le cose non sono mai facili e che soprattutto Jake si rivela per quello che è. Un ragazzo normale dolce e affettuoso ma che viene ferito profondamente anche se i suoi sentimenti sono puri e sinceri.

Sia Jake che Saxon confermano anche in questo secondo volume come non ci sia niente di scontato, di ben definito e come il carattere di una persona sia dato dalla sovrapposizione di più linee che si intrecciano e rendono la nostra personalità complessa e affascinante. E anche se in definitiva i ruoli interpretati dai due ragazzi sono distinti e ben discernibili, il good guy e il bad boy, entrambi ci mostrano come nessuno dei due sia al di sopra di qualsiasi colpa. Persino Jake ha i suoi momenti.

Lo sfondo di Parigi che ci accompagna nei primi capitoli dovrebbe essere romantico, invece Saxon è capace di rendere folle anche l’esperienza più semplice e Jake è sempre irresistibile con la sua capacità comunicativa che supera le parole ma che blocca e fa riflettere in modi in cui non potevo neanche immaginare.

Ma ciò che rende indimenticabile gli scritti della Reinhardt sono le sue idee e il suo modo di raccontare. Anche la fine, non è un finale definitivo di quelli che ti immagini con l’”happily ever after”. No qui ci sono le incognite della vita che scorre. I due libri sono come una telecamera che registra un frammento di vita e ce la regala, si ferma in un certo momento ma le vite dei protagonisti continuano e sopravvivono all’ultima pagina del racconto. “Junk miles” è una di quelle storie su cui continui a riflettere perché ti lascia in bocca il gusto dell’inespresso, o perlomeno del fatto che dopo c’è ancora qualcosa. La magia della storia sta proprio in questo. Molte volte leggo degli YA che mi fanno pensare “Cielo ma chi è che si comporta così? In quale universo parallelo?” in questo caso invece tutto è semplice, non costruito ad arte, ci si identifica con Brenna in maniera efficace e non si può resistere al fascino esercitato da Saxon e Jake, indimenticabili.

Per non dimenticare il rapporto con i genitori di Brenna, che aggiunge fascino ad un racconto che già di per sé è particolarmente speciale.

Il particolare da non dimenticare? Il prom…eh il ballo di fine anno con chi ci va Brenna?

Consiglio sicuramente la lettura di questa serie che si è rivelata speciale e degna di nota in mondo come quello degli YA dove si è pieni di triangoli, storie d’amore complicate e che sembrano impossibili. Ma tutti i protagonisti sono assolutamente meravigliosi.

Intanto io attendo il promesso “Slow twitch” terzo volume della serie, dove il protagonista dovrebbe essere Saxon. Non vedo l’ora. Eh.

Jake o Saxon…questo è il dilemma!

Buona lettura guys!