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Cover lovers #7: Panic by Lauren Oliver

Oggi sono molto contenta di poter postare l’appuntamento settimanale con il meme che ho creato insieme alla mia straordinaria collega @Ilovereading_ del Blog Petrichor che vi invito a seguire calorosamente anche alla sua pagina fb (li posta anche una lista di libri gratis ogni giorno). Non era così scontato questa volta visti i miei problemi con internet di ieri. Ancora una volta devo RINGRAZIARE DAL PROFONDO DEL CUORE la mia adorata @Ilovereading_ che mi dimostra ogni giorno di più la sua vicinanza, il suo essermi vicina, il suo essere una grande collaboratrice. E non solo per sopportare tutte le mie richieste noiose di modifiche in fase di creazione banner, ma anche, in definitiva in qualunque aspetto del mio essere una blogger. Sul post per il suo giveaway ha scritto che la ispiro, io non mi rendo conto, non ho idea di avere un impatto coì grosso sulle persone che mi circondano, e resto sempre totalmente scandalizzata da quello che succede. L’altro giorno @ilovereading_ mi ha comunicato che ha iniziato ad essere molto più presente su twitter, che usava pochissimo, grazie a me, il che mi ha reso molto imbarazzata e allo stesso momento mi ha indotto a riflettere su di me, sul mio operato, su quello che faccio. Ogni volta quindi mi ritengo molto fortunata di poter contare su una persona assolutamente meravigliosa, incredibilmente straordinaria e inevitabilmente gentile come @ilovereading_ e con immenso orgoglio, oggi, sono di nuovo a presentarvi il nostro meme:

 

 

Di cosa si tratta? Cover Lovers: La copertina che ci ha fregato questa settimana è una rubrica che ci permette di presentare la copertina che di settimana in settimana ci ha indotte ad aderire ad un Blog Tour, richiedere un ARC, o semplicemente comprare un libro. In definitiva, la copertina che solo guardandola ha fatto aggiungere un libro (o due) alla lista delle cose da leggere.

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Il libro di oggi, il cover lovers di questa settima settimana, è una sorpresa per me, che neanche ci speravo più. Anzi avevo completamente archiviato il caso, credendolo irrisolvibile, uno di quei “cold case” che accumulano gli anfratti della mia memoria. Ne succedono sempre di tutti i colori, non sempre riesco a tener testa a tutto, non sempre sono in grado di ricordare le cose richieste, quelle a cui intendo partecipare. A questo livello ho una pessima organizzazione, cosa di cui @Ilovereading_ mi rimprovera continuamente, totalmente a ragione. Nonostante abbia un’agenda, pure c’è sempre qualcosa che scappa via. Quando poi ricevi sorprese del genere devi ricrederti e capire, che in fondo, tutto può succedere e qualcosa di buono lo stai facendo anche tu, anche se sei fermamente convinta di essere una Blogger Imperfetta, ma questa è un’altra storia.

Bando alle ciance, il mio cover lovers della settimana è… “Panic” di Lauren Oliver. Ammiriamo la copertina:

 

Aspetto qualche momento per darvi modo di riprendervi dalle imprecazioni…

Ho chiesto questo eARC, il libro infatti esce il 4 marzo 2014, su Edelweiss, ad HarperCollins, ben sapendo che non mi avrebbero mai approvato l’accesso. Invece, in uno di quei colpi di fortuna, come con Disney Hyperion, ecco che dopo un paio di mesi dalla richiesta, sono stata approvata, con mia somma sorpresa e incredibile gioia. Sono molto fortunata (se se c’ho proprio C*** XD)

 

Ma di cosa parla il libro?

Il Panico è iniziato, come molte altre cose in Carp, una cittadina in un vicolo cieco di 12000 abitati nel mezzo del nulla: perché era estate e non c’era niente di meglio da fare.

Heather non aveva mai pensato di competere in “Panico”, un gioco leggendario iniziato dagli studenti dell’ultimo anno di high school che stanno per diplomarsi, dove la posta in gioco è alta e la vincita è ancora più alta. Non si è mai considerata coraggiosa, il tipo di persona che potrebbe emergere in una lotta. Ma quando trova qualcosa, e qualcuno, per cui combattere, scoprirà che è molto più coraggiosa di quello che pensava.

Dodge non è mai stato spaventato da “Panico”. Il suo segreto gli da la forza per andare avanti lungo tutto il corso del gioco, è sicuro di questo. Ma quello che non sa è che non è l’unico con un segreto. Tutti hanno qualcosa per cui giocare. Per Heather e Dodge, il gioco porterà nuove alleanze, rivelazioni inaspettate e la possibilità del primo amore per entrambi – e la conoscenza che qualche volta le cose che temiamo di più sono quelle di cui abbiamo più bisogno.

 

Cioè non solo la copertina è stupenda, con questo sfondo nero, la ragazza di profilo che si staglia con questi capelli che sembrano quasi muoversi, e dare una sensazione di fuga, eppure di immobilità. Una copertina semplice, quasi minimale, eppure piena di significato. E poi la trama, il fatto che è firmata Lauren Oliver, e che quindi, in un certo qual modo non può essere una delusione.

A questo link potete trovare dei video della Lauren che legge un breve estratto da “Panic” che va da sé non vedo l’ora di leggere. Spero che a novembre, riesco a smaltire, molti dei eARC accumulati via Netgalley e via Edelweiss. Speriamo bene J

 

 

Ora, dalla scorsa settimana io e @Ilovereading_ abbiamo deciso di rendere il Cover Lovers ancora più emozionante inserendo una SFIDA. La scorsa settimana tra facebook, twitter e commenti hanno votato solo 3 persone, con mio sommo disappunto e… ha vinto @ilovereading_.  Questa volta voglio almeno 10 voti, questa volta… vorrei vincere!!!!

Potete commentare qui sul mio blog, su Petrichor o sulle nostre pagine fb DICHIARANDO ESPLICITAMENTE QUAL E’ LA VOSTRA COPERTINA PREFERITA. La prossima settimana nel post vi faremo sapere chi ha vinto.

Andate da @Ilovereading_, scoprite la sua copertina e votate la migliore. Io vado a mangiarmi le mani! XD

E voi da che copertina vi siete fatti fregare questa settimana? Fatemelo sapere in un commento, insieme alla vostra copertina preferita!

 

Vain di Fisher Amelie

My hands laid flat against the hard muscles in his back, still strained and warm from the danger we’d just endured. His t-shirt clung to him and I found myself running my hands up the ridges of muscles to his shoulders just to feel them before wrapping my arms around his neck. He held me tighter when I encircled my arms. “The windshield is done,” he breathed into my throat, bringing me back to reality.

“Vain” è entrato nelle cose da leggere solo ed esclusivamente grazie alla mia straordinaria ed inimitabile BBB, la mia adorata @Sily85, che mi aveva suggerito la lettura innumerevole tempo addietro, in un tentativo di convincimento che è stato rimandato per lungo tempo. Malissimo, perché mi devo sempre fidare dei consigli della mia BBB perché mi offre sempre spunti meravigliosi di lettura. E anche in questo caso, dopo miei tentennamenti iniziali, mi sono innamorata del libro, così tanto che ho partecipato al cover reveal del secondo libro della serie, “Greed”. Ma  questa è un’altra storia. E questo, rimane uno di quei libri da leggere.

 

Se state cercando una storia con una brava e umile ragazza,  che è stata ferita da qualcuno di cui pensava di potersi fidare, solo per scoprire che non è vulnerabile come pensava fosse e scopre un lato forte di sé stessa e si innamora del ragazzo che l’ha aiutata a riscoprirsi, e blah, blah, blah… allora odierete la mia storia.

Perché la mia non è la storia che leggete ogni volta che piegate indietro la copertina dell’ultimo romanzo di tendenza. Non è il tipico “Posso fare tutto, ora che ho trovato te/sono una non compresa ma un giorno mi troverai irresistibile per questo” racconto. Perché? Perché, per essere davvero onesta con voi, sono una strega.  Non c’è nulla che possa salvarmi in me. Uso i miei amici, faccio abuso di droghe, sono ossessionata dal sesso e vivo a Los Angeles. Sono l’incubo di tutte le fidanzate e la fantasia di ogni ragazzo.

Sono Sophie Price…e questa è la storia di come sono passata dall’essere la ragazza più invidiata del mondo alla ragazza che nessuno vuole intorno e perché non cambierei questa condizione per niente al mondo.

 

Quando ho iniziato a leggere questo libro e Sophie mi si è presentata in tutto lo squallore della sua situazione, per un attimo ho pensato di mollare il libro. Sono sincera, c’era qualcosa che mi disturbava in questa ragazza masochista, autodistruttiva, che ha tutto e che non ha il minimo interesse nel mantenerlo. Insomma decide di buttarsi via per una notte di sesso o una sniffata di coca, gettando via la possibilità di combinare qualcosa di buono nella sua vita sgangherata. Sophie non è un personaggio facile, non ci nasconde niente e si discosta da subito dalla classica eroina di romance young adult sul limite del new adult. Insomma ha finito il liceo, deve andare al college, ha tutte le porte spalancate…fino a che un errore, un ultimo scacco matto non la costringono a modificare qualsiasi cosa, qualsiasi passo intrapreso fino a quel momento viene spazzato via dalla sua punizione. Una punizione esemplare, ma anche una cura per il suo cuore. Perché non appena Sophie approda in Africa, in questo mondo sconvolto dalla guerra e dalla povertà viene scossa nelle sue fondamenta. E in definitiva questo libro non parla di due giovani che si innamorano, ma investiga soprattutto sul viaggio emozionale e la crescita di Sophie, il suo riscoprirsi una giovane donna piena di passione e di sentimenti autentici. È il viaggio di formazione per eccellenza, con il viaggio fisico e il viaggio psicologico. Il tema del viaggio è uno di quelli che mi ha sempre affascinato perché le diverse circostanze e il nuovo ambiente fanno miracoli per il cambiamento di Sophie. Sophie deve partire, deve immergersi in una realtà che non le appartiene, spogliarsi dei vestiti firmati, degli accessori costosissimi, del make-up esagerato, dei ristoranti e locali lussuosi per vivere con semplicità e rispetto una realtà che non avrebbe mai immaginato. E Sophie riscopre il suo essere generosa e altruista, il suo non avere in mente solo i suoi soliti schemi per dimenticare e nascondere una mancanza profonda nella sua vita e si certo incontra Ian/Dingane. E il ragazzo ha un ruolo fondamentale, quello dello scatto, ma insomma è anche un ottimo esemplare di book boyfriend. Un ragazzo dal bell’aspetto, muscoloso, con il corpo scolpito dalla fatica fisica e non dalla palestra, con gli occhi che ti incantano e i capelli in cui vorresti passare la mano, Ian è molto più che un candy eye, uno da fissare. No Ian è uno di quei ragazzi che mette in gioco tutto, qualsiasi cosa pur di fare del bene. Dal passato tragico e misterioso, con un lato da bad boy che non si sarebbe mai immaginato, Ian non è un santo, anzi è uno di quei ragazzi che apprezzi ancora di più perché vero, speciale, unico, con quel suo sorriso speciale e la sua espressione corrucciata, il suo essere edito alla causa e il suo non arrendersi anche se potrebbe sembrare l’unica cosa da fare in determinate situazioni. Invece no Ian ci crede, e alla fine della festa ci crede anche Sophie.

In un connubio che unisce passione per la vita e amore, i due si trovano ma decidono di dedicare la propria vita a un progetto più grande di loro.

Le atmosfere africane sono spettacolari così come il contorno dei personaggi secondari che circonda Sophie, che comunque rimane la vera protagonista. L’inizio è un po’ lento, ma quando la storia entra nel vivo si resta senza parole. La caratterizzazione psicologica della ragazza è perfetta, così come i tempi che vengono dosati in maniera perfetta e si arriva alla fine con il magone, ma anche con un sorriso. Perché non si tratta di miracoli, ma di un risvegliarsi e prendere coscienza di sé e del mondo.

 

Il particolare da non dimenticare? Un ferro da stiro…

Un libro meraviglioso, da gustare con la consapevolezza di trovarsi davanti una storia con i fiocchi, che non ha niente di sdolcinato e finto, ma che in ogni riga trasuda un significato più profondo di quello che appare. Con una consapevolezza rara in libri del genere è una lettura da non lasciarsi scappare. Io intanto aspetto il 29 ottobre, il giorno di pubblicazione del secondo volume della serie “The Seven Deadly”, “Greed” dove il protagonista è Spencer uno degli amici più cari di Sophie…

Buona lettura guys!

Volete sapere qualcosa di Amelie Fisher?

È l’autrice di The Leaving Series, Callum & Harper and Thomas & January.  Ha iniziato la sua carriera come scrittrice come un copywriter per una compagnia di marketing su internet dove uno dei suoi clienti le ha detto: “Ehi sei divertente. Dovresti scrivere libri.” Al quale ha risposto “Hei esca da qui! È il bagno delle donne.” Mentre si lavava le mani e l’imbarazzo dal volto, ha pensato che forse aveva ragione. Così ha preso le migliaia di ore di storie scritte mentre cresceva, le ha messe in tasca, e ha iniziato a scrivere e scrivere e scrivere.

Dove trovarla:

Website  |  Blog  |  Twitter  |  Facebook  |  YouTube  |  Author Goodreads

E un piccolo pezzo tratto dal libro…

“Since this is your first time shooting, I’d recommend you hold the gun with both hands.”  I positioned my hands the way I thought I’d seen guys on TV held it.

“Like this?” He laughed. “No, uh, like this,” he said, grabbing both my hands and positioning them properly.

“You should always grip high on the backstrap. This’ll allow you leverage when the gun fires and it’ll prevent it from recoiling into your body.” My hands started to shake a little and he steadied them with his. “Your other hand should rest on top of this hand, right under the trigger guard and cup the back of your trigger hand.    

“You’ll need to stand with your feet and hips at shoulder width,” he explained, moving close behind me, flush with the back of my body, sending electric shocks careening through to my toes.  I spread my feet apart and stood still, staring at my target. Dingane didn’t say a word but slowly used his feet to spread my own a little farther apart. My breath hitched in my throat.   

“Comfortable?” he whispered in my ear.   

I swallowed. No. “Um, yes.”Dingane stepped from behind me and the breath I’d been holding whooshed from my lips.

First loves by Jean Stone

Meg sat up straight. “Maybe in some way we’re all victims of our lives. Maybe we make ourselves victims.”

“First loves” è uno di quei libri che ho aggiunto in uno dei miei moti matti e sconclusionati, che mi hanno preso e che non ho proprio potuto dire di no. Netgalley è sempre una fonte inesauribile di novità e di libri fenomenali e quando mi capita per le mani un’occasione, soprattutto quando si tratta di una romance, non posso certo lasciarmela scappare. E questa ne è valsa la pena.

 

Per ogni donna c’è un primo amore. E per Meg, Zoe e Alissa quell’amore non è mai stato dimenticato. Ora queste tre amiche hanno stipulato un passo. In sei mesi hanno giurato di riconnettersi con gli uomini che hanno toccato le loro vite tanto tempo fa.

Meg è baciata dal successo, ma vive una vita senza amore, perseguitata dall’unico uomo che ha mai voluto, un uomo che è ancora irresistibile… e apparentemente irraggiungibile, Zoe è stata una famosissima attrice, disperata di tornare sulla scena e spaventata di scoprire che cosa ne è stato del ragazzo del suo paese natale – la sola persona che significava più della fama per lei. Alissa, il tesoro della società di Atlanta, sembra avere tutto. Poi, in un momento scioccante, scopre che la sua vita è una farsa e che ha lasciato l’unico uomo che ha davvero amato. Ora queste donne rischieranno tutto – le loro famiglie, la loro reputazione e i loro cuori – per scommettere sulla magia del primo amore.

 

Questo è un libro complesso, che coinvolge tre donne e tre punti di vista, per costruire una trama ingarbugliata e assolutamente speciale, che unisce la storia di tre amori, alla vita di donne forti e indipendenti, che nonostante hanno tutto, vogliono di più. Perché una vita senza amore, è una vita piatta, privata dell’unica cosa che la rende meritevole di essere vissuta. Il primo amore non si scorda mai, ed è la verità. La prima volta che si provano sentimenti sconvolgenti e speciali per un’altra persona, la prima volta che si capisce cosa significa tenere davvero a qualcun altro al di fuori di noi stessi e della nostra famiglia, resta marchiato a fuoco dentro di noi. Sul primo amore sono stati scritti fiumi di parole e questo libro è molto interessante perché non solo riesuma dai ricordi il primo uomo di tre donne, ma fa di più, prova a far rivivere delle emozioni che si credevano dimenticate. C’è una cosa che accomuna le tre, proprio il fatto che certe sensazioni non sono mai state dimenticate, che quando le tre si raggomitolano sotto le coperte, di notte, ripensano ancora, come se fosse nel presente, all’uomo che le ha fatte cadere per la prima volta.

Tre storie completamente diverse, tre esistenze che sembrano non scontrarsi, tre vite che diventano così ingarbugliate da finire per forgiare un rapporto d’amicizia, vera, di quelle che superano tutto. È proprio questo che rende la vicenda molto interessante, il fatto che sia corale e il fatto che non si limiti alla romance, ma anzi che questa sia solo la punta dell’iceberg che trova fondamento in qualcosa di più.

Meg è la donna d’affari, un avvocato di successo talmente agguerrito e spietato che i giornali la definiscono come la donna di ghiaccio. Irreprensibile e seria, ha solo il lavoro nella sua vita. Sempre molto seria e competitiva Meg non si lascia mai andare, neanche con il suo amico Danny, che chiaramente vuole di più. Meg è stata toccata da un uomo, Steven, e quando lo ha perso si è letteralmente chiusa all’amore. Portando avanti solo storie fugaci, prive di qualsiasi significato, continua a rimuginare le sue scelte, ma non si rende conto di aver perso molto puntando solo al suo lavoro. L’incontro con Zoe ed Alissa le mostrerà come la vita sia fatta di molto altro.

Ammetto che Zoe è il mio personaggio preferito, quello che delle tre mi ha colpito di più. Quella più avanti con gli anni, non è di certo quella con più esperienza. Il suo fidanzatino del liceo Jay con cui voleva condividere il sogno di una fortunata carriera artistica a Los Angeles è scomparso dalla sua vita proprio quando ha iniziato ad avere successo. Una carriera che l’ha resa popolarissima, tutti conoscono Zoe e desiderano avere un pezzo di lei. Ma un evento terribile l’ha costretta ritirarsi e ora che è pronta a riaffacciarsi sulle scene, con tutti i cambi di scenario che si possono immaginare, rispetto al mondo che ha sempre conosciuto lei, sente una certa nostalgia per il suo primo amore. Con un figlio adolescente che non si accontenta, e una carriera tutta da ridisegnare si accorgerà che rivangare il passato però non sempre è positivo, anzi a volte è totalmente sconvolgente.

Alissa è la classica donna sposata, ricca, che gioca a fare la benefattrice, dove le serate di beneficienza sono solo una facciata per mostrarsi al meglio, la più giovane, la più bella, la più desiderata. Ma quando si affaccia sulla scena dell’alta società sua figlia maggiore ecco che improvvisamente inizia a perdere il suo potere. Un marito, Robert che per anni le ha nascosto un segreto inconfessabile, un gruppo di donne che si rinfacciano il privilegio di essere la migliore, ecco che per Alissa diventa tutto troppo. E scappa nella spa dove incontra le altre e si fa promotrice della loro promessa. Intenzionata a ritrovare Eric, è disposta a qualsiasi cosa, tutto anche perdere i suoi privilegi. Segreti che non avrebbe mai pensato tornano a galla ed errori nel presente che sembrano assolutamente irreali e impossibili si fanno strada per trasformare la sua vita da borghese in un gioco pericoloso dove niente come sembra e dove perdere tutto diventa estremamente facile.

 

Il particolare da non dimenticare? Un ballo di beneficienza.

Una contemporary romance diversa dal solito, che indaga profondamente la possibilità di ricostruire qualcosa che si pensava perduto, la speranza di un nuovo incontro casuale e irreale e la necessità che diventa meraviglia e che trasforma completamente la prospettiva. Un romanzo corale che ha molto da dire e che vi lascerà senza parole.

Buona lettura guys!

 

Ringrazio Netgalley e Random House Publishing Group per avermi concesso l’opportunità di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia onesta opinione.

Book Launch: Smash into you by Shelly Crane

Avrei dovuto postare questo Book Launch ieri, ma purtroppo sono stata male e sono costretta a farlo solo oggi. Mi dispiace immensamente, ma certe cose non sono prevedibili.

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"I’ve made too many mistakes," I explained. "I’ve done…so many things I’m not proud of to survive." "So become a politician" he joked and gripped my shoulder. It burned under his palm from the sunburn.

 

“Smash into you” è anche in questo caso un libro che volevo dopo aver partecipato al Cover Reveal organizzato da AToMR Tours,  ma sono qui oggi a recensire questo libro grazie a InkSlinger Pr, con cui sto collaborando assiduamente e che mi sta regalando molte soddisfazioni. E posso dire, con molto orgoglio che anche in questo caso ho letto, grazie a loro, un libro meraviglioso.

 

Jude ha passato tutti i suoi ventitre anni della sua vita correndo. Da cosa, non è sicuro di saperlo. Sua madre ha cercato di tenerlo al sicuro, mantenendo un profilo basso, sempre con un costante trasferimento all’orizzonte, la paga della settimana sempre messa da parte. Ha cercato di instillare in lui che è speciale, senza però mai elaborare. Non si è mai sentito diverso. È così normale che si è sempre domandato se non fosse tutto solo nella testa di sua madre. Ma poi la donna viene uccisa e tutto quello che ha visto è l’ombra di un uomo che corre mentre la madre gli rivela le sue ultime tre parole. Tre parole che cambiano tutto il suo essere. “Never stop running” Non smettere di correre…

Ora si è semi sistemato in una grande città. Il college è enorme ed è facile camuffarsi. Sono passati tre mesi da quando si è dovuto trasferirsi perché “Biloxi”, come chiama l’uomo che ha ucciso sua madre, lo trova ancora una volta.

Poi Marley, una ragazza di diciotto anni che è allo stesso modo infuriante e completamente ignara di essere stupenda, va a sbattere con la macchina contro la sua. E poi entra prepotentemente nella sua vita e Jude realizza che qualunque cosa voglia Biloxi da lui, ce lo ha anche Marley. E ora vogliono entrambi.

 

 

Questo libro è molto intenso, non solo per la storia, ma anche per il modo in cui è stato scritto. Shelly Crane ha un modo unico di dipingere certe situazioni e renderle nostre, di presentarle al lettore e permettergli di innamorarsi di loro. È assolutamente imprevedibile, inizialmente non sono riuscita ad entrare in pieno nella storia e poi invece ci sono caduta con tutte le scarpe.

È Jude che racconta la storia in prima persona, è con lui che scappiamo, ed è con lui che conosciamo Marley. La Crane ha svolto un ottimo lavoro nel creare una psicologia maschile credibile e funzionante, che sicuramente non è scontata. La storia è tragica e naturalmente lascia tutti con le lacrime agli occhi. Ad ogni pagina succede qualcosa di destabilizzante, il ritmo è veloce, non c’è tregua né per Jude né per Marley.

Jude è un ragazzo che si è sempre fatto in quattro per sopravvivere, che ha svolto i lavori più svariati e strani per guadagnarsi il cibo e per salvarsi dalla furia di Biloxi, che non si fa scrupoli e anzi distrugge tutto quello che gli si para davanti, non si ferma neanche dall’entrare in un bar con una macchina. Jude è sempre stato solo da quando ha perso la madre e si è creato una corazza per nascondere i suoi sentimenti ma soprattutto per evitare di creare rapporti duraturi che potessero ritorcersi contro durante la sua fuga. Dalla vita precaria e instabile, Jude non ha niente, se non quel poco che riesce a racimolare in ogni città che visita prima di scappare per l’arrivo del suo nemico. Ha paura ma è anche incavolato per il fatto che non può fare altro che scappare e fuggire da chi lo vorrebbe nelle sue grinfie. Ma Jude è molto forte, capace di sopportare con uno stoicismo eccezionale una situazione che di divertente non ha nulla, riesce ad andare avanti, a ricominciare ad ogni Stop. L’arrivo di Marley nella sua vita, imprevisto, è come un raggio di sole. Nonostante i suoi mille tentativi di allontanarla e di privarsi della sua compagnia, le circostanze li riportano insieme e lui non può far niente, se non cedere all’inevitabile. La loro storia dura un po’ più di una settimana, eppure, in questo breve tempo, i due si avvicinano tantissimo e riescono a buttare giù molte delle barriere che li nascondono dagli altri.

Marley è vissuta per lungo tempo nel sistema, scaraventata da famiglia a famiglia, vivendo le peggiori esperienze possibili, ma non si è arresa, ha trovato un modo per sopravvivere e per cercare di migliorare la sua vita. La sua storia è struggente ma da anche modo di rendersi conto di quanto speciale sia. Nonostante le bastardate che le fa Jude, non smette di prendersene cura e di sostenerlo, perché si rende conto di quanto sia speciale, unico e inimitabile.

Sempre in viaggio, su una macchina, o in stanze di motel scadenti, Jude e Marley si incontrano, si innamorano e trovano un modo per sopravvivere e sfuggire alle contingenze che non smettono di spezzarli.

Il particolare da non dimenticare? Una forchetta…

 

Una storia stupefacente, dal passo veloce, dai sentimenti strazianti, che lascia il lettore attaccato alla pagina, che vuole conoscere di più della loro vicenda. I segreti si moltiplicano e non indovinerete mai quello che si nasconde nel libro. Lo adorato, la Crane è davvero stupefacente.

Buona lettura guys!

Ringrazio immensamente InkSlinger PR per avermi concesso l’opportunità di leggere questo libro in anteprima e di partecipare a questo Book Launch. Grazie.

 

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Dove trovare Shelly Crane

 

Twitter  |  Facebook  |  Goodreads  |  Website  |  Amazon  |  Barnes and Noble

 

 

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E ora un esclusivo except:

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I showed up to work with exactly thirty-seven seconds to spare. I blamed gorgeous-crash-into-me-girl. I swore my truck was acting funny and I had no cash to fix it.

                I nodded to Pepe, the owner, and winked at Mesha, the wife of the owner. She giggled behind her hand, and so our day began just like every other day. Pepe owned a feed store and the guy had muscles the size of tangerines. So, that was my job description. In fact, on occasion, he even called me that instead of-

                “Hey, we need muscle up here!”

                I shook my head. “Yep!”

                I trotted up front to help the dude in duds load thirteen bags of chicken feed. It wasn’t a glamorous job by any means, and the pay was caca, but it kept me fit and busy. That was what I needed. If I had to up and leave, I wouldn’t be leaving the guy in a jam because guys like me were a dime a dozen.

                The day wore on and at punch-out time, I felt a familiar hand reach across my back. Slither was more like it. “Hey, Jude.”

                “Mesha,” I mumbled back without turning and rolled my annoyed eyes. Were all women the same? They never wanted me for anything but a good time and then see ya later. Which was great for my life, but dang did it get old. Especially since the tune never changed.

                “Pepe’s playing cards tonight.” The insinuation hissed from her lips in what I’m sure she thought was a sexy whisper. It made my skin crawl.

                “That’s great for him.” I grabbed my metal lunchbox and turned the other way, the long way around the back, but it was worth it to evade her.

                “That’s it?” she practically yelled. “I thought you’d jump on it?”

                I stopped. Dang. She just caught me on a wrong day. I turned. “Why? Because of what you’ve got between your legs? Honey, there’s a hundred girls on speed dial. Sorry. I’m a busy guy.”

                And wait for it…”You’re such an ass, Jude! I was just testing you anyway!”

                I waved above my head and kept going. Women. Typical.

                I threw my lunchbox through the open truck window and prayed the truck would start as I climbed in. She sputtered, but held out, I’ll give her that. I tapped and rubbed the dash. “Come on, girl. Come on.”

                She cranked and I drove straight to the auto parts place. I popped the hood and waved away the heated smoke. I sighed and closed my eyes. Mother…this was going to cost a paycheck to fix, which I didn’t have to spare. I went inside and priced a radiator. I almost punched the man in his teeth when he told me the price. “Are they made with titanium now and I’m just out of the loop?”

                “Economy’s bad for everyone, son.”

                I held the counter with both hands and hung my head. “Well…dang.”

                “Look, uh, I might need a little help here tomorrow. If you come help me for the day, I’ll take half off the radiator, all right?”

                I looked up, unable to stop the incredulous look. People didn’t do good deeds for nothing. It just wasn’t the world we lived in any longer. But I looked up into the older man’s eyes and saw that he was serious. There was a story there. A son, maybe, a nephew, he was trying to make up for. I didn’t want to know. I didn’t want to get attached.

                “You serious?”

                “Dead,” he countered.

                I spoke slowly, “OK. I can be here at around two when I get off from my job. That all right?”

                “Yep. I need some help stocking the shelves, so that’s perfect. I’ll work you a full eight hours,” he warned.

                “It’s worth it.” I swallowed and hesitated. “Thank you.”             

                “Sure thing, son.”

                I nodded and turned to head back to my busted truck, not real sure what to think. But for now, I’d take it.

 

 

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a Rafflecopter giveaway

E guardate il Book Trailer:

LA MIA TOP TEN

…FORSE NON SONO PROPRIO DIECI

 

“Sometimes, you read a book and it fills you with this weird evangelical zeal, and you become convinced that the shattered world will never be put back together unless and until all living humans read the book.

And then there are books like An Imperial Affliction, which you can’t tell people about, books so special and rare and yours that advertising your affection feels like a betrayal.”

The Fault in Our Stars – John Green

 

 

 

Stavo pensando oggi ai miei libri, dovevo sistemare camera, il che comprende spolverare la libreria. Mi sono messa a riflettere sui miei preferiti, quei libri che mi hanno segnato e hanno completamente cambiato la mia vita o il mio modo di ragionare, che mi hanno aperto gli occhi su certi temi o mi hanno invitato a considerare certi altri. Perché leggere è sempre uno sforzo non solo psichico e cognitivo, ma anche e soprattutto emotivo. È uno di quegli affari che coinvolge tutta la persona, in ogni aspetto e in ogni ambito.

Leggere è il mio hobby preferito, o meglio, forse è il caso di dire che è il mio unico hobby. Sono monotematica, lo so, sono curiosa, impicciona, pigra e testarda, ma sono fermamente convinta che prendere un libro in mano serva a tutti… a tutti.

Ma ecco ho pensato… perché non condividere con voi i 10 libri che hanno cambiato la mia vita, senza un ordine preciso, così come mi venivano alla mente.

      Un uomo di Oriana Fallaci

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“Si sarebbe messo a ridere se gli avessero detto che il vero eroe non si arrende mai, che a distinguerlo dagli altri non è il gesto iniziale o la fierezza con cui affronta le torture e la morte, ma la costanza con cui si ripete, la pazienza con cui subisce e reagisce, l’orgoglio con cui nasconde le sue sofferenze e le ributta in faccia a chi gliele impone. Non rassegnarsi è il suo segreto, non considerarsi vittima, non mostrare agli altri tristezza o disperazione. E all’occorrenza ricorrere all’arma dell’ironia e della beffa: ovvie alleate di un uomo in catene.”

Ho letto questo libro a 16 anni, dietro consiglio di mia zia, altra appassionata lettrice. Racconta la storia di un uomo, Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, con cui la Fallaci ha vissuto una sconvolgente storia d’amore, il cui frutto, mai sbocciato, ha dato origine a “Lettera ad un bambino mai nato”.

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Sono affezionatissima a questo libro perché mi ha dato la possibilità di capire cosa significa amare, lottare per il proprio paese, sacrificarsi, anche se spesso è come combattere contro i mulini al vento di Don Chisciotte. Alekos è uno di quegli uomini passionali e idealisti, che finiscono per bruciare troppo presto, troppo in fretta. La Fallaci ha uno stile narrativo unico, che ti conquista dalla prima frase. E “Un uomo” è un viaggio emozionale di una portata unica, illuminante sotto più punti di vista e assolutamente indimenticabile.

 La saga di Harry Potter di J.K.Rowling

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“”L’incantesimo per respingere un Molliccio” continuò Lupin, “è semplice, ma richiede una grande forza mentale. Sapete, ciò che sconfigge un Molliccio sono le risate.””

Questa serie non ha segnato solo la mia adolescenza, ma ha per me un’importanza unica. I primi due volumi sono stati l’ultimo regalo di mia zia prima che esalasse l’ultimo respiro. Sto piangendo mentre scrivo, perché con lei ho anche visto il primo film a Natale 2002 e l’anno dopo ha chiuso gli occhi per sempre. Capite bene quanto sia importante per me. Ma non è solo questo, la Rowling ha una capacità straordinaria, quella di creare storie uniche, potenti. Ha creato un sogno. Ha preso un ragazzino abbandonato da tutti, che non ha nessuna evidente capacità e lo ha trasformato in un eroe. Non sto neanche a dire il favoloso lavoro simbolico che c’è dietro questa saga. L’idea, che è venuta alla Rowling mentre viaggiava in treno, è di una semplicità disarmante, ma al contempo ha richiesto uno sforzo creativo durato anni. Harry, Ron ed Hermione nutrono quell’amicizia che ho sempre voluto nella mia vita, ma che mi è sempre mancata. E sconfiggere il male, solo con la forza dell’amore, con la semplicità di un incantesimo che si impara al primo anno è di quanto più stupefacente possa esserci. Il mio preferito resta comunque “Harry Potter e il Prigioniero di Hazkaban”

      Breathe di Abbi Glines

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“”You’re my air”

I frowned at him. “Your air?”

He grinned “’Girlfriend’ seems too a shallow word for what I feel for you””

 

Mi dispiace ma in questa lista non posso che inserire una delle mie scrittrici preferite. Potrei citare tutti i romanzi della Glines, ma questo è quello che ha sancito il mio amore per lei. Io amo le romance, ormai questo è risaputo. In questo libro la Glines unisce tutti gli elementi che mi fanno amare il genere: la rivisitazione in chiave moderna del mito di Cenerentola, il lui super figo personaggio famoso, l’ambientazione stupefacente, la caratterizzazione verosimile. Sadie e Jax vivono un sogno, un’estate che si trasforma in qualcosa di più. Questo libro in effetti non ha nulla di speciale, ma la Glines riesce a rendere speciale qualsiasi cosa.

Sing me to sleep di Angela Morrison

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““We need to go back. You’ve got to go to bed.”

“Sing me something you wrote first. I need a lullaby.”

I shrug my shoulders. “You first.”

He puts his arm around me and starts to hum, breaks into Ooohs. This voice is rich with texture—not that pure choir voice he used at the concert. The melody is entrancing, winds into my heart, makes me want to smile and cry at the same time. It fades away.

“That’s all I have.”

“I love it. What do you call it?”

“‘Beth’s Song.’””

Ci sono pochi libri che non sono riuscita a recensire da quando ho il blog e lo faccio assiduamente, perché emotivamente troppo disastrata per poterlo fare. Questo è uno di quei libri. È una di quelle storie che ti entrano nel cuore e non ne escono più. Ci sono due ragazzi Beth, una ragazza altissima, con dei difetti fisici che la rendono indesiderata a tutti, ma con la voce da usignolo. E Derek. Derek nasconde un segreto, un segreto così sconvolgente che spiazzerà tutti. Si parla di canto, di accettazione, di sentimenti, di vita vera. È un libro scritto divinamente, pieno di angst che vi farà piangere anche solo a pensarci. È perfetto, è commovente, dolce e irreale. Ambientato tra America ed Europa vi farà cambiare idea su tante cose. Se vi piacciono i libri che straziano il cuore, questo deve far parte della vostra collezione. L’ho letto due anni fa e ancora piango a pensarci.

 

The fault in our stars di John Green

 

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“I digress, but here’s the rub: The dead are visible only in the terrible lidless eye of memory. The living, thank heaven, retain the ability to surprise and to disappoint.”

 

Persino scegliere una citazione è stato difficile, perchè questo libro lo citerei tutto. Ho letto questo libro in una notte, l’ho iniziato la sera dopo cena e l’ho chiuso alle tre di notte, con le lacrime agli occhi, il cuore dilaniato e un amore sconfinato per Augustus. Questo libro, sulla falsa riga di “Sing me to sleep” tratta un tema difficile, con una delicatezza estrema. John Green è uno dei pochi autori uomini che scrivono YA che leggo ed ha una sensibilità che difficilmente si incontra. Hazel Grace e Augustus si incontrano e scoprono cosa significa vivere, vivere con quello che si ha, cercando di superare le difficoltà che la vita pone loro davanti. Pieno di angst e meraviglia è un altro di quei libri totalmente annientanti, che difficilmente non lasciano un segno. Scriverne la recensione è stato difficile, e poiché credo nello spoiler free a tutti i costi non aggiungo altro.

 

Me before you di Jojo Moyes

 

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“‘Georgina,’ Will said. ‘Meet Louisa Clark, my paid companion and shockingly inventive hairdresser. Louisa, meet my sister, Georgina. She appears to have flown all the way from Australia to shriek at me.’

‘Don’t be facile,’ Georgina said. ‘Mummy told me. She’s told me everything.’”

 

Altro libro pieno di angst, avrete capito che io adoro le storie tragiche che insegnano qualcosa. Se avete letto questo libro, saprete che è un colpo al cuore, che è un’altra di quelle storie che hanno molto da dire. La Moyes è inglese e lo si sente tra le pagine. Sono affezionata a questo libro anche per un altro motivo. Me lo sono trovato per la prima volta davanti in libreria, e ho deciso di leggerlo, insieme ad una mia carissima amica, Benedetta, una di quelle ragazze con cui condivido l’amore per la lettura, pensieri ed emozioni ed è il simbolo di un bellissimo weekend che abbiamo trascorso insieme a casa sua. Certi libri sono importanti non solo per il valore straordinario proprio intrinseco, ma anche e soprattutto per i ricordi che gli sono legati. Naturalmente Lou e Will hanno contribuito a rendermi caro questo libro così come il tema trattato. Non è facile per niente farlo con così tanta cognizione di causa e a ripensarci piango ancora. Si ho la lacrima facile.

 

Hopeless & Slammed di Colleen Hoover

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“Holder moves his hand closer to me on the bed between us and he wraps his pinky around mine as if he doesn’t have the strength to hold my entire hand. But it’s nice, because we’ve held hands before, but never pinkies…and I realize that this is another first we passed.

And realizing this doesn’t disappoint me, because I know that firsts don’t matter with him. He could kiss me for the first time, or the twentieth time, or the millionth time and I

wouldn’t care if it was a first or not, because I’m pretty sure we just broke the record for the best first kiss in the history of first kisses—without even kissing.”

 

“Well, you would realize…

Like I eventually realized…

That all the good things about her?

All the beautiful?

It’s not real.

It’s fake.

So you keep your ocean,

I’ll take the Lake.”

Non so scegliere tra i ragazzi creati dalla Hoover e li metto entrambi. Queste due serie mi sono entrate nel cuore, sia per la meraviglia che sono i due ragazzi, sia per le straordinarie doti creative della Hoover. E ammetto anche per un altro motivo. Questi due libri hanno fatto nascere l’acronimo BBB “Best book buddy” con cui definisco amorevolmente la mitica @Sily85 e tra parentesi ho letto entrambi dietro suo suggerimento. Holder, il protagonista di “Hopeless” è uno di quei ragazzi appassionati, teneri e forti che non si può non amare. Si nasconde dietro la maschera del bad boy, ma poi tutto è tranne che un cattivo ragazzo. Will, il protagonista di “Slammed” ha perso tutto ma non la speranza…e poi è un poeta, e mi ha fatto scoprire Marty e The Avett Brothers… insomma la Hoover è diventata in breve una delle mie scrittrici preferite.

 

La montagna incantata di Thomas Mann

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“…quella che chiamiamo NOIA è piuttosto un morboso accorciamento del tempo in seguito a monotonia: lunghi periodi di tempo, se non si interrompe l’uniformità, si restringono in modo da far paura. Se un giorno è come tutti, tutti sono come uno solo, e nell’uniformità perfetta la più lunga vita sarebbe vissuta come se fosse brevissima e svanirebbe all’improvviso.”

Io venero Thomas Mann in maniera quasi viscerale e unica. L’ho iniziato a leggere perché era nella lista delle letture consigliate per l’estate dal mio mitico prof di letteratura del liceo. Il primo che abbia letto è stato “I Buddenbrook” un romanzo familiare sull’ascesa e il declino di una famiglia dell’alta borghesia tedesca. Mann lo ha scritto a soli 24 anni ed è un vero e proprio capolavoro. Dopo di che ho divorato quasi tutti i suoi scritti, ma “La montagna incantata per me è sicuramente il più significativo. Quando l’ho letto me lo ha prestato quella che allora era la mia migliore amica, nell’estate in cui abbiamo condiviso tutto. Ci sono stati momenti difficili e Mann aveva una risposta per tutto: sulla morte, la malattia, il tempo, la vita. Si tratta delle vicende che si svolgono in un sanatorio per la cura della tubercolosi, di cui soffriva la moglie di Mann, in cima alle Alpi. È veramente molto lungo, alcuni pezzi sono di difficile comprensione, ma con questo libro Mann ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1929, questo vi dice la natura del  genio. Un libro intriso di simbolismo, in un periodo oscuro e terribile per la storia mondiale. Libro incantevole.

 

Pride and prejudice di Jane Austen

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“Miss Elisabeth, I have struggled in vain and I can bear it no longer. These past months have been a torment. I came to Rosings with the single object of seeing you… I had to see you. I have fought against my better judgment, my family’s expectations,  the inferiority of your birth by rank and circumstance. All these things I’m willing to put aside and ask you to end my agony.”

 

Scelgo “Orgoglio e Pregiudizio” ma avrei potuto scegliere qualsiasi altro romanzo di Jane Austen. Chi ama le storie romantiche come me non può non passare per la Austen, caposaldo del genere. Scrittrice inglese dal fascino intramontabile, è una delle prime a creare storie che in qualche modo vanno a burlarsi della società segreta. E se l’unico problema di un giovane uomo facoltoso è trovare una donzella degna con cui passare il resto della sua vita, per la Austen spesso questo significa lottare.   Figlia di un pastore, non vista benissimo dalla società del suo tempo, la Austen ha creato un mito senza tempo. Uno degli argomenti che mi lega ad una mia compagna di studi, ciau Lau, la Austen è la stella del periodo eduardiano, con la quadriglia, le trine e il perbenismo di una società che si nasconde dietro i pettegolezzi. Questa scrittrice fu una delle prime ad abbandonare lo pseudonimo maschile ed appropriarsi della maternità dei suoi scritti. Una rivoluzione, quasi quanto la capitolazione di Mr. Darcy ai piedi di Elisabeth.

 

The Hunger Games di Suzanne Collins

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““Say they didn’t. Say the supplies were gone. How long would they last?” I say. “I mean, it’s the Hunger Games, right?”

“But, Katniss, they’re not hungry,” says Rue.

“No, they’re not. That’s the problem,” I agree. And for the first time, I have a plan. A plan that isn’t motivated by the need for flight and evasion. An offensive plan. “I think we’re going to have to fix that, Rue.””

 

Non posso non citare questa trilogia, visto che è quella che mi ha iniziato ai distopici ya, solo dopo questi sono venuti “Divergent” e “Delirium” e se mi sono appassionata al genere è solo per la bravura e il genio della Collins. L’ho letto quando avevo iniziato con la lettura in lingua da pochissimo e pensate che per gran parte del primo libro ero convinta che “baker” si traducesse con “macellaio” quando poi usa il fango per le decorazioni mi sono chiesta “ma i macellai che diamine decorano?” solo allora mi sono decisa ad andare a consultare il vocabolario. A parte questo aneddoto divertente, questo libro è magico e quanto di meglio si possa desiderare. Tra lotta, fame, guerra, amore e amicizia viene esplorato qualsiasi aspetto della vita umana in un mondo post-apocalittico, violento e senza scrupoli che lascia i protagonisti stremati. E questa trilogia è una delle poche che si conclude in modo definitivo e perfetto. Ne ho lette altre i cui finali lasciano parecchio a desiderare.

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Questi sono i libri che mi hanno segnata, cambiata e che sono rimasti dentro di me e probabilmente non mi lasceranno mai. Ce ne sono altri che avrei voluto mettere, ma quando ho pensato “più questo o più quello” alla fine hanno trionfato questi.

Quali sono rimasti fuori? Probabilmente ce ne sono ancora altri…

- Piccole donne di Loise Alcott il primo libro serio che abbia letto

- Demian di Hermann Hesse che ho letto perché presente nella ff di Blue Smoke “Due sotto il tetto” che non è una ff è una storia talmente magica, bella e stupefacente che non si può non amarla (un tempo avevo scritto i “Dieci motivi per leggere Due Sotto il tetto” talmente adoro questa storia)

- The Sea of Tranquility di Katja Millay un libro che è l’angst fatta persona ma che è veramente bellissimo.

- Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquéz altro premio nobel, altra saga familiare di un valore stupefacente, altro libro che mi è rimasto nel cuore.

- Seta di Alessandro Baricco perché lo avete mai letto? Breve, ma intenso, con le atmosfere orientaleggianti e lo spazio tutto italiano. Meraviglioso.

- Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello perché tutti noi indossiamo una maschera e parlare di teatro oggi è una sfida. Il teatro è sinonimo di cultura a tutti gli effetti, e io che ci vivo d’inverno praticamente a teatro lo so bene.

- I Malavoglia di Giovanni Verga perché siamo italiani e un po’ di orgoglio nazionale ci vuole e perché la marea è un qualcosa che mi ha sempre affascinato.

- L’ombra del vento di Crlos Ruiz Zafon avete letto questo libro? No? Fatelo perché è bellissimo, se amate le biblioteche non potete non leggerlo.

- Flatlandia di Abbott libro che ho letto per la mia tesina della maturità sugli universi paralleli, che ha trasformato il mio modo di vedere ed esaminare la prospettiva… stupendo!

- Il gabbiano Jonathan Livingston di Bach perché questa è una straordinaria storia di amicizia, sacrifico, ideali e sogni. Un libro di una semplicità e al contempo di una complessità unica.

 

Quali sono i libri che vi hanno segnato, sono nel vostro cuore e ricorderete per sempre?

 

 

 

The Legacy of Eden by Nelle Davy

This is your home, no matter what happens outside of it or wherever you go, this will always be home for you.



“The legacy of Eden” l’ho scoperto per caso in uno di quei momenti in cui aggiungo libri a matto senza prestare particolare attenzione, anche se forse in questo caso forse ci voleva. Mi sono lasciata convincere ad iniziare la lettura per via del fatto che si tratta di una storia familiare dagli inizi del novecento ai giorni nostri e c’era una matriarca con una forte influenza. La storia effettivamente è interessante anche se non è riuscita a prendermi come mi aspettavo.

Meredith è l’ultima erede di una grande famiglia gli Hathaway proprietari di una fattoria Aurelia nel bel mezzo dello Ohio. Dopo che l’ultimo abitante è scomparso distruggendone il fasto Meredith deve tornare nella casa per recuperare gli oggetti che le sono più cari mentre percorrerà in un viaggio nella storia della famiglia. A partire da Lavina, la nonna alla sorella Ava in una rivelazione che non farà altro che sconvolgere il lettore, impotente di fronte ad una catastrofe annunciata. Ma il peso dei rimorsi non è facile da trasportare.

Devo dare merito a Nelle Devy di aver costruito una storia organica che si sviluppa in un grande arco temporale, caratterizzando i vari personaggi in modo coerente e completo. Ognuno ha una personalità diversa, che contribuisce a formare una famiglia complicata e disfunzionale sempre guidata dagli schemi della matriarca. Uno dei difetti del libro è la narrazione estenuante e spesso molto lenta che indugia su particolari che contribuiscono ad arricchire la storia ma spesso inutili ai fini della narrazione. Alcuni episodi delineano i personaggi in modo minuzioso anche quando non sarebbe necessario.

La cosa che ho apprezzato di più però è la grande importanza dei personaggi femminili i veri fautori delle vicende e che eclissano inevitabilmente i personaggi maschili spesso deboli e incapaci di prendere decisioni forti. Lo stesso Cal Hathaway, il marito di Lavinia che appare all’inizio come un duro, alla fine si lascia manipolare un po’ da tutti e soprattutto dalla primogenita Julia e da Lavinia stessa, vera anima di Aurelia e anche in qualche modo la causa della tragedia.

Meredith racconta le vicende in prima persona, le sue e quelle delle sue sorelle Ava e Claudia, ma è l’unica a conoscere i fatti antecedenti alla sua situazione grazie ai racconti della nonna in punto di morte. Molto spesso si fa di tutto per conservare le apparenze, nascondere la testa sotto la sabbia e ignorare i problemi fino a che non esplodono in faccia con tutta la loro potenza. Tutti commettono degli errori, si lasciano trascinare nell’oblio ma tutti si aggrappano ad Aurelia come se potesse salvarli tutti, invece inevitabilmente sarà il catalizzatore di tutte le disgrazie.

L’Ohio invece è lo sfondo perfetto per una storia brutale e tradizionale, di quelle legate alla terra e alla campagna. Con i suoi campi coltivati, la sua vita di provincia, la chiusura di gente che nasce e muore nello stesso paese senza muoversi mai e capace di critica in modo atroce scelte sbagliate, rinfacciandole fino alla morte e rivangandole anche a distanza di anni, giudicando con una maschera ogni misero dettaglio. Aurelia potrebbe trovarsi in qualunque paese e se ne distanzia con una presunzione che farà solo cadere i suoi abitanti in modo più forte.

Il particolare da non dimenticare? Una torta…perché? Leggete e scopritelo.

Nonostante tutto consiglio la lettura di questo libro, di una storia che smuove le convenzioni e mostra i successi e le disgrazie di una famiglia vera, di quelle che si possono incontrare dovunque, perché ammettiamolo gli Hathaway sognano manie di grandezza, vogliono scappare ma alla fine sono tutti legati, senza via di scampo ad Aurelia. Un nome, una garanzia.

Buona lettura guys!

Ringrazio Endweiss e Harlequin Mira per avermi concesso l’opportunità di leggere questo libro in cambio della mia onesta opinione.


What a boy needs by Nyrae Dawn

This is my crew. My people. And I hate that I have to leave them.

“What a boy needs” è il sequel di “What a boy wants” e posso assicurarvi che è quasi più bello. Non solo Nyrae Dawn ci ha regalato questo fantastico libro ma è riuscita a far di meglio rendendo Jaden un personaggio stupefacente. E poi voglio dire avete visto la copertina? Non è meravigliosa? Come quella del libro precedente ha il volto del protagonista ed è proprio da sbavo, perché suvvia il ragazzo si lascia guardare bene. Ma veniamo alla storia.

Sono passati diversi mesi dal matrimonio della madre di Sebastian e Jaden si sta lentamente allontanando dai suoi amici. Priscilla si è messa con un ragazzo, dopo che lui non è riuscito a farsi avanti e Sebastian e Aspen sono una coppia felice. Jaden si sente un escluso. Quando la madre rivela una notizia sconvolgente sulla sua identità Jay decide di andare in Texas e non seguire gli amici a New York se non per la vacanza dopo il diploma che hanno organizzato da una vita. Ma durante il viaggio Jaden sarà costretto a fare i conti con quello che vuole e con quello che è, e decidere se vale la pena provarci.

La Dawn è stata davvero brava a creare una storia, che per quanto si agganci alla precedente, visto che ha gli stessi personaggi, abbia una sua identità distinta. E questo non è avvenuto solo per il cambio di protagonista e voce narrante, ma anche perché Jaden è completamente diverso da Sebastian ed ha una propria dimensione.  Se Sebastian ha dei problemi nell’avere una relazione seria con gli elementi dell’altro sesso a causa dell’esperienza della madre e il suo unico scopo è quello di “andare” con una ragazza (l’hook-up” americano) per Jaden è diverso, i suoi problemi sono altri. Innanzitutto una famiglia che di lui se ne frega altamente e soprattutto il padre che lo considera un fallito e non fa che ricordaglielo ad ogni occasione con parole poco gentili e la madre che è talmente succube del marito che non fa nulla per difenderlo dai suoi attacchi verbali. Meno bravo a scuola, più menefreghista nei confronti della vita e soprattutto con una situazione economica più svantaggiata. Vive nella parte più malfamata della città, mentre il padre di Priscilla è il procuratore distrettuale, un pezzo grosso pieno di soldi. Jaden si sente un peso per gli amici e finisce per isolarsi sempre più. Ma Sebastian e gli altri non gliene danno possibilità. Il ragazzo si vergogna di quello che è e di quello che fa e l’unico modo che conosce per difendersi è la fuga. Adorabile con i suoi piercing,  con il suo atteggiamento superiore, ma il cuore tenero pronto a sfidare il mondo per proteggere le persone che ama.

Una cosa stupenda comunque è l’amicizia tra i due ragazzi, un supportarsi continuo, prendersi in giro, fare i cretini, ma esserci sempre e che Bastian riassume perfettamente:

 

“We’re like, Batman and Robin. Scooby and Shaggy. Actually, none of those duos have shit on us. We’re Sebastian and Jaden. Who am I going to get to help me watch the girls? I mean, who else could pull off that ‘I’m Sexy and I Know It,’ dance, but us?”

 

E se abbiamo avuto modo di conoscere Sebastian e Aspen ampiamente nel primo libro, qui compaiono naturalmente con Sebastian in tutto il suo splendore, riusciamo finalmente a conoscere meglio Priscilla. Con la sua parlata spagnola e i suoi “stupido”, il suo sempre bacchettare con Jaden, ma il suo essere forte e supportare il ragazzo di cui è innamorata da una vita anche se i suoi genitori non lo approvano. Si sa che al cuore non si comanda e lei cerca inevitabilmente di avvicinarsi a lui, di farlo confidare, di entrare nel suo mondo anche a costo di soffrire come un cane.

Lo sfondo è un viaggio on the road che li porta con la macchina di Sebastian dall’Oregon a New York passando per Salt Lake City e Chicago in una sorta di redenzione anche per Jaden che dovrà fare i conti con la caparbietà di Priscilla e i suoi sentimenti che ci sono sempre stati ma nascosti da incomprensioni, senso di colpa e di inadeguatezza. L’estate si prospetta difficile ma piena di colpi di scena di avvicinamenti e false partenze, ma di redenzione di Jaden che capisce quanto effettivamente vale.

Il particolare da non dimenticare? Una lattina di soda e una canzone da un altoparlante… perché? Leggete e scopritelo.

 

Consiglio assolutamente la lettura di questo eccezionale libro, come del precedente naturalmente, viste le eccellenti doti narrative della Dawn. Che ci ha fatto un ulteriore regalo la guida intitolata “The hook-up doctor’s guide” scritta da Sebastian con consigli su come rimorchiare un ragazzo, fantastica, con Bastian al suo meglio.

Leggete e amate Sebastian & Jaden non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Between you and me by Emma Mclaughlin and Nicola Kraus

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“Between you and me” è finito per caso nelle cose da leggere come mi capita spesso, soprattutto con i libri di Netgalley che richiedo random. E devo dire che è molto interessante anche perché io ero convinta che si trattasse di una romance e invece non ha nulla a che vedere con quello, ma mi ha interessato molto soprattutto per la vicenda profondamente reale, su quanto sia difficile fare i conti con il successo e con una famiglia oppressiva.

Logan Wade ha 25 anni vive a New York dopo essere scappata da un paesino dell’Oklahoma dove era totalmente infelice. Ma si sente bloccata in una vita che non lo appartiene in un appartamento che divide in affitto con un’altra ragazza menefreghista e un lavoro che non la soddisfa. Così quando l’assistente della cugina Kelsey Wade, una famosissima cantante, la chiama per andare a trovare la Kelsey a Los Angeles, Logan coglie l’occasione al volo. Ben presto si ritrova a ricoprire il ruolo di assistente e tutto fare in una lenta spirale che la porterà sempre più ad essere invischiata nella vita di Kelsey e nelle conseguenze delle sue azioni e di quelle della sua famiglia. Spetterà a lei decidere se ne vale davvero la pena.

Il libro è particolarmente intenso e mi ha stupito non poco, anche perché davvero mi aspettavo di trovarmi davanti una romance. Invece al centro delle vicende c’è il rapporto tra Logan e Kelsey, e cosa significa la celebrità per Kelsey. È un libro che lascia parecchio amaro in bocca, sia per come si conclude, sia per come si svolge. Non c’è una risposta definitiva, ma mille sfumature di grigio soprattutto quando nella carriera di Kelsey sono coinvolti i suoi genitori. A 24 anni non ha mai vissuto come una donna indipendente, il padre e la madre decidono quasi tutto quello che la riguarda, quali interviste deve rilasciare, quali pubblicità scegliere, persino i tour sono gestiti completamente da loro, cos’ come make up, vestiti e la location dei video musicali. L’unica scelta che riesce a compiere è sposarsi con Aaron ma anche quella si rivelerà un completo disastro perché Michelle e Addy riusciranno a mettere bocca anche lì. Kelsey è una ragazza che si ritrova a gestire il successo nel mondo della musica da giovanissima senza aver mai essersi allontanata da ciò che conosce, senza sperimentare, ma abbandonandosi nelle mani del padre che gli gestisce anche gli orari dei pasti. Sull’orlo del collasso, prova a ribellarsi anche grazie all’aiuto di Logan ma anni di abusi non possono essere cancellati.

Logan, la narratrice inconsapevole di una tragedia, cerca di fare del suo meglio, ma nasconde un terribile segreto, sono anni che non vedeva la cugina a causa di un terribile scontro tra le due famigli, i padri sono fratelli. Ma Logan vive staticamente in una vita insoddisfacente con una profonda malinconia per la cugina con cui trascorreva un sacco di tempo insieme. Non le interessa particolarmente del fatto che sia famosa anche se naturalmente accetta di immergersi in quel mondo fatto di lusso, feste, vip e privilegi. Ma lei non conosce riposo, perché lavora dietro le quinte affinché tutto sia perfetto per quando arriva la star, e si impegna immensamente anche se continuamente criticata. Ma si accorge del disagio crescente che circonda Kelsey anche se tenta disperatamente di andarle incontro e di darle una mano. E anche quando cerca di scappare con Finn non riesce mai ad essere definitiva perché Kelsey tocca corde profonde nel suo cuore. Ma Finn è molto più interessante di Aaron e anzi ha un ruolo fondamentale nella storia anche se sembra marginale, perché di sostegno vero per Logan.

Devo essere sincera Aaron mi ha delusa tantissimo molto più di Michelle e Addy, che in qualche modo è il cattivo della situazione, perché avevo grandi speranze in lui e invece le ha distrutte con un colpo di coda, anche se non posso biasimarlo più di tanto perché anche lui si trova immischiato in una situazione difficile, non sempre piacevole, che si chiude su tutti i protagonisti fin quasi a soffocarli, scappare è quasi impossibile.

Il particolare da non dimenticare? Un ciondolo a forma di K.

A dispetto di tutto ho apprezzato il libro, forse proprio perché è diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai letto, e perché per una volta il succo della storia è una situazione difficile in cui capire cosa fare è particolarmente difficile, sembra quasi impossibile credere che il successo viene sempre accompagnato da scelte difficili, situazioni imbarazzanti e scene impossibili da dimenticare.

Buona lettura guys!

Ringrazio infinitamente Netgalley e Simon and Schuster per avermi concesso l’opportunità di leggere questo libro in anteprima in cambio di una mia recensione.

Starring me by Krista McGee

                               

“Starring me” è rimasto diverso tempo a vegetare nelle cose da leggere e quando ho iniziato la lettura mi sono ritrovata a chiedermi perché diamine avevo voluto leggerlo. Il libro ha un’ampia componente cristiana e per quanto io sia aperta di mente e creda, beh non sono riuscita molto ad apprezzarlo. In alcuni passaggi era estremamente semplicistico e con un’ottica un po’ infantile.

Chad è una giovane rock star di diciassette anni che è stata scelta per un programma televisivo per teenagers dove poter recitare, cantare e ballare. I suoi genitori vogliono scegliere una coprotagonista che sia cristiana e capace di condividere appieno il suo tempo con Chad. La produzione decide allora di convocare delle selezioni per trovare una ragazza talentuosa all’altezza delle aspettative dei genitori di Chad. Vengono scelte dieci ragazze che vengono mandate a vivere per un mese in una casa ad Orlando (Florida) insieme a Flora la governante della famiglia di Chad che deve scegliere la ragazza. Tra le dieci candidate c’è anche Kara alle prime armi, ma piena di vita e di entusiasmo. Chi verrà scelta? Riuscirà Kara a realizzare il suo sogno?

Krista McGee ha avuto una bella idea, originale e piena di inventiva ma in confronto con altri libri YA manca di verve e di vita. I protagonisti sono molto pacati, non sembrano neanche avere diciassette anni. Ad un certo punto mi sono ritrovata a chiedermi “ma non è che questi hanno 13 anni?”, perché si fanno cose straordinarie, Chad è un giovane cantante con molto successo, ma tutti non pensano che a pregare, a studiare, a lavorare. Niente feste, bevute, e scene da film e se da un lato può essere rinfrescante dall’altro non offre al lettore particolare divertimento. Nonostante l’ironia, gli episodi divertenti e i pezzi comici che le ragazze devono recitare per sfidarsi, il libro è particolarmente piatto e senza incentivi alla lettura. Avevo indovinato la trama dalle prime pagine, la trama è abbastanza scontata e tutto in qualche modo è predicibile. Una delle poche cose che ho apprezzato davvero è stata l’alternanza dei punti di vista, che come mi segue da un po’sa, letteralmente adoro, soprattutto per quanto riguarda i punti di vista maschili, anche se in questo caso quelli di Kara erano molto più interessanti.

I ruoli poi in questo caso sono capovolti. In “Starring me” la vera forza del libro è sicuramente Kara, non solo perché è colei che deve affrontare un cambiamento, una rinascita, una sorta di viaggio di formazione, una crescita personale, e colei che deve fare i conti con diverse situazioni difficile, ma anche perché Kara è un personaggio estremamente positivo. Pieno di vita, incredibile, generosa, capace di strappare un sorriso anche nei momenti più disperati, impegnata, capace di investire il suo tempo in maniera saggia e soprattutto in grado di imparare dai suoi errori. Una ragazza unica, circondata da tante mini bitch, tanto per essere gentili.

Chad mi è rimasto antipatico fin dal primo incontro sulla carta, perché è un po’ prevenuto, condizionato dai suoi genitori e forse perché mi piacciono di più i bad boy redenti, o comunque che hanno un minimo di verve. Se un ragazzo è già arrivato non nasconde nessun mistero non attira la mia attenzione e beh, cosa devo dirvi, preferisco i ragazzi un po’ più attivi.

Ma il mio personaggio preferito sicuramente è Flora la collaboratrice della famiglia di Chad che si interessa in prima persona, che inserisce la Austen in quasi tutte le conversazioni, o comunque una citazione di un altro grande della letteratura e che fa da guida a Kara, indispensabile per la storia.

Così come pure Addy e Jonathon, rispettivamente la migliore amica/o di Kara e Chad. Adorabili nel loro conoscersi, stare insieme, ma senza affrettare le cose.

Il particolare da non dimenticare? Jane Austen…ha una risposta per tutto.

Il libro è carino, la romance è leggera ma non ha un ruolo preminente, i temi fondamentali sono la scoperta di sé, la religione, la famiglia, come rapportarsi con i propri sogni e come fare a realizzarli, anche perché i due protagonisti non sono certo adolescenti normali. L’alternanza dei punti di vista fornisce un ulteriore motivo di intrattenimento, anche se io preferisco più azione, in tutti i campi, e non mi riferisco a quello fisico, forza datemi un po’ di credito.

Se volete un po’ di distrazione e un libro da consigliare anche ai più giovani, i protagonisti non sembrano neanche diciassettenni, “Starring me” è il libro che fa per voi.

Buona lettura guys!

Ringrazio Netgalley e Thomas Nelson per avermi concesso la possibilità di leggere questo libro in cambio della mia opinione.

His Kiss by Melanie Marks
La storia è brevissima e ho deciso di leggerla in un attimo di follia, dopo aver trovato una grande occasione per procurarmelo e perchè davvero io sono incapace di resistere ad una YA romance, o una romance in genere se per questo e chi mi segue lo sa.Le componenti per fare il mio genere preferito ci sono tutte:- una protagonista femminile un po’ ingenua, che si accontenta della strada più semplice ma che sotto sotto è capace di rivoltare le carte, come in una mano di poker per vincere la partita. Che in fondo ci ha capito tutto anche se finge di nascondersi dietro i suoi principi, dietro la strada più facile, dietro la comodità- un hot boy, che ha del badass, ma che in fondo in fondo ha il cuore tenero, che farebbe di tutto per lei, basto solo che lei esprimi un desiderio, da sempre cotto di lei, la cui stronzaggine è solo una facciata per non arenare nell’high school che pretende che i ragazzi siano al di sopra di certi sentimentalismi. Ma che in fondo sono capaci di miracoli- Una serie di imprevisti che prima li allontanano e che finiscono inevitabilmente per ricongiungerli sotto la stella dell’amore corrisposto e ricercato, in un contesto che in fondo in fondo lo proibirebbe. - E la suspense che invade ogni singola pagine, seppur nella brevità di questa storia che si consuma in un lampo e vive nella gloria di un bacio. Perchè finisce così come inizia, con un bacio, perché “his kiss is so hot”*Sviene*Chi ama le storie appassionate, piene di contraddizioni ma anche di dolcezza e passione non può farsi scappare questa storia breve.Buona lettura guys!

His Kiss by Melanie Marks

La storia è brevissima e ho deciso di leggerla in un attimo di follia, dopo aver trovato una grande occasione per procurarmelo e perchè davvero io sono incapace di resistere ad una YA romance, o una romance in genere se per questo e chi mi segue lo sa.

Le componenti per fare il mio genere preferito ci sono tutte:
- una protagonista femminile un po’ ingenua, che si accontenta della strada più semplice ma che sotto sotto è capace di rivoltare le carte, come in una mano di poker per vincere la partita. Che in fondo ci ha capito tutto anche se finge di nascondersi dietro i suoi principi, dietro la strada più facile, dietro la comodità
- un hot boy, che ha del badass, ma che in fondo in fondo ha il cuore tenero, che farebbe di tutto per lei, basto solo che lei esprimi un desiderio, da sempre cotto di lei, la cui stronzaggine è solo una facciata per non arenare nell’high school che pretende che i ragazzi siano al di sopra di certi sentimentalismi. Ma che in fondo sono capaci di miracoli
- Una serie di imprevisti che prima li allontanano e che finiscono inevitabilmente per ricongiungerli sotto la stella dell’amore corrisposto e ricercato, in un contesto che in fondo in fondo lo proibirebbe. 
- E la suspense che invade ogni singola pagine, seppur nella brevità di questa storia che si consuma in un lampo e vive nella gloria di un bacio. Perchè finisce così come inizia, con un bacio, perché “his kiss is so hot”
*Sviene*

Chi ama le storie appassionate, piene di contraddizioni ma anche di dolcezza e passione non può farsi scappare questa storia breve.

Buona lettura guys!