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Cover reveal: Sunrise by Mike Mullin

Sono qui per presentarvi un’altra copertina, queste sono proprio le giornate delle copertine per il mio blog, ma a questa tengo particolarmente, perché il libro che rappresenta è uno dei miei scrittori preferiti. Chi mi segue da tempo, sa che ho due scrittori preferiti, uomini, di ya, e chi mi segue da tempo sa anche nominarli. Per chi ha la memoria corta o non mi segue da molto…uno è John Green. L’altro è Mike Mullin.

Mike Mullin, uno scrittore emergente, scrive una stupendissima, stupendissima serie distopica, capitanata da “Ashfall” che ho iniziato a leggere grazie a @Soniadolfa ed è uno dei primi libri che abbia richiesto a Netgalley. In un viaggio che è iniziato nel 2011 e che porto avanti ancora, perché ho un amore spassionato per le distopie e per questo scrittore, è per me un vero onore partecipare a questo cover reveal. Sono fiera di annunciarvi la copertina di “SUNRISE” di Mike Mullin.

Eccola in esclusiva per voi:

Mentre continuo a fangirlare solo per l’emozione di poter partecipare a questo evento e continuo a sbavare sulla copertina da ieri per vostra informazione, coinvolgendo anche la mia mitica BBB @Sily85, a cui ho trasmesso l’amore viscerale per “Ashfall” & “Ashen Winters”, vi chiederete di cosa parli questo libro.

La super eruzione del vulcano di Yellowstone ha quasi spazzato via il genere umano. Ora, quasi un anno dopo l’eruzione, i sopravvissuti sono determinati a finire il lavoro. Le varie comunità si sono dichiarate guerra, bande di cannibali imperversano nelle campagne e quel poco di governo centrale che era sopravvissuto è crollato completamente. La radio non trasmette più. Malattie, freddo e fame sono i costanti compagni dei sopravvissuti.

Quando diventa evidente che la loro casa non è più sicura e gli adulti non possono affrontare una tale realtà, Alex e Darla devono creare una comunità che possa sopravvivere il disastro, un compito quasi impossibile che richiede più fegato e più intelligenza che mai – e un sacrificio impensabile. Se falliscono… loro, i loro cari e tutti i sopravvissuti potrebbero morire.

Questo epico finale ha il cuore di Ashfall, l’azione di Ashen Winter, e una profondità tutta sua, esaminando la responsabilità e il coraggio, civilizzazione e società, illuminato da una storia d’amore incrollabile che trascende il mondo post-apocalittico e ha una propria vita.

 

Manca ancora una data ufficiale di pubblicazione, anche se si parla di marzo 2014, e ieri Mike Mullin ci ha mandato una mail bellissima (io adoro quest’uomo) tenero, capace, pieno di inventiva e con una storia meravigliosa da raccontare. Sto letteralmente tremando per poter mettere le mani sopra “Sunrise” con l’ansia di un bambino la mattina di Natale. Il genio assoluto! XD

Dove trovare Sunrise:

Goodreads  |  Pre-Order on Amazon

Volete sapere qualcosa di Mike Mullin?

Ha una cintura nera di Songahm Taekwondo. Vive a Indianapolis con la moglie e tre gatti. Ashen Winter è il suo secondo romanzo. Il suo esordio, Ashfall, è stato nominato uno delle cinque migliori storie young adult del 2011 dal, National Public Radio, a Best Teen Book of 2011 by Kirkus Reviews, and a New Voices selection by the American Booksellers Association.

 Dove trovarlo:

Website  |  Twitter  |  Facebook 

*Giveaway Alert*

Uno dei miei miti personali, Mike Mullin, l’autore di Ashfall e Ashen Winter, ha organizzato un giveaway per “Darla’s Story" una novella che racconta le vicende di Darla, dall’eruzione del Vulcano fino all’incontro con Alex che non sono raccontante nei libri.

Andate sul suo blog e seguite i pochi semplici passi per partecipare. Non vorrete certo farvi scappare questa chance!

IL MESE DELLA DISTOPIA #6: Intervista con Mike Mullin

My guys, come anticipato all’inizio questa iniziativa voleva essere qualcosa di speciale, una vera e propria celebrazione di uno dei miei generi preferiti. Immergersi in un mondo che potrebbe realizzarsi se alcune delle cose che caratterizzano la nostra società peggiorassero in un battibaleno è qualcosa di sconvolgente nonché altamente istruttivo. Bisogna stare in guardia sui pericoli che minacciano il nostro benessere e lottare per ciò in cui crediamo anche se talvolta può essere difficile.

Una delle trilogie distopiche che più mi ha conquistato negli ultimi tempi è quella di Mike Mullin, uno dei pochi scrittori uomini per YA che seguo e adoro. Non è facile trovarne, sono delle perle rare ma vi assicuro che vale davvero la pena leggere i suoi libri. Devo annunciarvi che purtroppo “Ashfall” non è stato tradotto in italiano, io ho avuto il piacere di leggerlo in inglese, in anteprima grazie a Netgalley, grazie anche al passaparola di @Soniadolfa, la mitica Sonietta, che non smetterò mai di ringraziare per avermi fatto scoprire questa serie straordinaria.

Quando pensavo a chi intervistare per il “Mese della Distopia” una delle prime persone a cui ho pensato è stato proprio Mike Mullin per la sua estrema disponibilità e la sua attività in rete. Ho inviato la mail molto in pensiero, non avrei mai immaginato che mi avrebbe risposto nell’arco di un giorno, accettando in maniera molto entusiasta la mia proposta e rispondendo alle mie domande in modo preciso e veloce. Prima di lasciare a lui la parola volevo invitarvi ad andare a leggere, se ancora non l’avete fatto, “Ashfall” e “Ashen Winter” i primi due libri della trilogia dove Mike descrive un mondo sconvolto dall’eruzione del vulcano che si trova sotto Yellowstone , dove gli abitanti devono fare i conti con la cenere che si deposita su qualsiasi cosa nel raggio di miglia e miglia e gli sconvolgimenti climatici che ne derivano. Un vero e proprio mondo post-apocalittico in cui seguiamo le vicende di Alex il protagonista un po’ imbranato, dal cuore d’oro e campione di Taekwondo. Durante il suo viaggio per ritrovare la sua famiglia incontrerà personaggi improbabili, modi ingegnosi per sopravvivere, ma soprattutto Darla, una ragazza formidabile, coraggiosa, che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno, con incredibili doti da meccanico e il sarcasmo sempre a portata di mano. Insieme faranno fronte al terribile inverno di cenere.

E ora vi lascio all’intervista a Mike Mullin:

- Qual è la tua definizione di distopia?

Il contrario di utopia. Ecco cos’è una società caratterizzata da squallore, repressione e paura, solitamente con alcuni elementi di controllo di un governo malvagio.

- Quali sono gli elementi che rendono Ashfall una distopia?

Penso che Ashfall sia un romanzo apocalittico, anche se certamente ha degli elementi distopici, in particolare i campi FEMA che ho descritto verso la fine del secondo libro.

- Che cosa ti ha avvicinato al mondo distopico?

Sono cresciuto leggendo libri distopici e post apocalittici. Alcuni dei miei preferiti comprendono “Z is for Zachariah”, “The Postman”, “The Day of the Triffids”, e “Alas, Babylon”. Così quando ho iniziato a scrivere per pubblicare quattro anni fa è stato naturale scrivere in quella direzione.

- Qual è l’elemento distopico che più ti sei divertito a scrivere?

Adoro le domande che iniziano con “Cosa succede se…” che interessano una apocalisse: come sopravvivranno le persone? Cosa mangeranno? Che sfide dovranno affrontare? Ho trascorso molto tempo a fare ricerche per i miei libri per rispondere in modo corretto a queste domande. Questo è il motivo per cui Ashfall è letto e apprezzato da geologi, survivalisti e altri scienziati del genere.

- Quanto verosimile pensi che sia il tuo libro?

Ho chiesto ad ogni geologo con cui ho parlato due domande: “ Il vulcano sotto Yellowstone erutterà di nuovo e quando?” ognuno di loro ha risposto che si erutterà di nuovo ma nessuno sa quando.

- Qual è il tuo libro distopico preferito e perché? Qual è la prima distopia che hai letto?

Probabilmente “The Road” di Cormac McCarthy. Ammiro la sua brutale visione del futuro e il suo modo elegante di scrivere. Non sono sicuro quale sia la prima distopia che abbia letto, probabilmente “Z is for Zachariah” quando ero al terza o quarta elementare.

- Se potessi scegliere un altro libro distopico in quale faresti vivere Alex?

Se Paolo Bacigalupi non stesse facendo un così straordinario lavoro scrivendo di una apocalisse ambientale, potrei provare a farlo io. Ma in questo caso il mio prossimo libro dopo The Ashfall Trilogy non sarà né apocalittico né distopico.

- Quanto è importante il mondo futuristico/catastrofico per la caratterizzazione dei tuoi personaggi? Nel senso è nata prima la storia o prima i protagonisti?

Sono partito con la storia dietro Ashfall e poi l’ho popolata con i personaggi. Tendo ad essere uno scrittore che si focalizza molto sulla trama e così ho continuato a lavorare sulla caratterizzazione anche nella quinta e sesta bozza.

- Secondo te cosa spinge i lettori ad avvicinarsi a questo tipo di libro?

Penso che i giovani abbiano bisogno delle distopie in questo momento perché sono coscienti che gli stiamo lasciando in eredità una distopia con il nostro uso intenso di combustibile fossile, cambiamenti climatici, sorveglianza eccessiva e l’incremento del controllo del governo e della società sulle loro vite. Il fatto che siano generalmente romanzi eccitanti, pieni di conflitto aiuta a renderli popolari.

- Puoi dirci qualcosa su “Sunrise”? Sono molto, molto curiosa.

Certo. Ci sto lavorando proprio adesso e sarà pubblicato a primavera del 2014. In Sunrise seguiremo Alex e Darla per tre anni mentre cercheranno di sopravvivere al lungo inverno vulcanico e cercheranno di costruirsi una casa nel mondo post-apocalittico che ho descritto in Ashfall e Ashen Winter.

 

 

Volete conoscere qualcosa in più di Mike Mullin?

La sua Biografia

Il primo lavoro di Mike Mullin è stato quello di staccare le gomme da masticare da sotto i banchi di un liceo. Da allora le cose sono andate lentamente peggiorando. E’ stato quasi licenziato dal proprietario di una libreria per il suo pessimo gusto in fatto di orecchini. Ha lavorato in un posto che mostrava immagini di pannolini sporchi durante il pranzo (per tagliare i costi della caffetteria). Il nebuloso processo della compagnia successiva includeva mangiare termiti vive allevate dal entomologo residente in situ, cosicché non è durato molto neanche lì. Per un po’ Mike ha sistemato bottiglie di vino in una enoteca, a volte con risultati disastrosi. Oh e poi c’è stato il lavoro in cui sciami di vespe cercavano di rincorrerlo in cima a delle corde. Così è veramente molto riconoscente che la scrittura stia dando dei buoni risultati.

Mike ha una cintura nera in Songahm Taekwondo. Vive ad Indianapolis con la moglie e tre gatti. Ashen Winter è il suo secondo libro dopo l’entusiasmante debutto con Ashfall che è  stato nominato tra i cinque migliori YA libri del 2011 dal National Public Radio, il miglior libro per ragazzi del 2011 da Kirkus Reviews e una delle nuove voci dall’American Booksellers Association.

 

Potete trovare  Mike Mullin:

Website

Blog

Google+

Twitter

Facebook

Goodreads

Pinterest

 

Potete acquistare “Ashfall” e “Ashen Winter”:

Autographed Copies

Indiebound

Amazon

Barnes & Noble

The Book Depository

 

E ora potete leggere una piccola anticipazione di “Ashen Winter” (Mike mi ha concesso gentilmente il permesso per poterlo fare!)

Capitolo 1

Ten months had passed since I’d last seen the sun.

The rich blue of that final August sky was fading

from my memory. Colors are slippery: If you cover

your eyes and try to remember blue, you see black.

Now we had a yellowish gray sky, dark as a heavily

overcast day. Darla said Yellowstone’s eruption had

hurled billions of tons of fine ash and sulfur dioxide

into the stratosphere, and it might be years before

the sky returned to normal. I said the dim light was

depressing.

In April, we prayed for a break in the winter, a

warm spell to melt the four-foot blanket of snow

smothering my uncle’s farm. But April was colder than

March, May colder still. In June, the mercury in the

Farmall tractor thermometer hanging outside the kitchen

window fell below zero and stayed there. Every day we

watched the thin red line try to claw its way to zero. Every

day it failed.

No more snow fell, but none melted, either. We’d run

out of Chapstick months before. For a while we all wore

my Aunt Caroline’s lipstick, but now that was gone, too,

and our lips were cracked and bloody from the dry winter

air. The storms that had followed the eruption had spent

their fury, and drought clutched us in its dry fist. My

world was frozen, desiccated, and dead.

I was always cold. Cold as I worked during the day—

cutting wood, hauling snow to melt for water, or digging

for the corn buried under the snow and ash. Cold when I

went to bed. Cold when I got up in the morning despite

Darla snuggled against my side.

Before the volcano, if you’d told me that I’d be sleeping

every night beside a girl I loved, I’d have said you were

crazy. Mom would’ve filleted me and served the choice bits

as hors d’oeuvres if I’d ever so much as closed the door

with a girl in my room. Not that any girls would’ve wanted

to be alone with me. Before I met Darla, I’d had a total

of one real girlfriend, and she dumped me before we’d

done much more than make out.

I still didn’t think of myself as having a girlfriend.

That word was too trivial for what Darla meant to me.

When I met her on the road last year, I was bleeding,

starving, and ready to give up. Ready to die. Without each

other, we wouldn’t have escaped from Iowa, from the devastation

and chaos Yellowstone had caused. Now I wouldn’t

want to survive—to endure the desperate labor and daily

frostbite—without Darla.

But if Mom showed up now, fillet knife in hand, to

scold me for sleeping next to Darla, I’d hug her and savor

every second of the scolding. She and Dad had left my

uncle’s farm near Warren, Illinois, leaving my younger

sister Rebecca there with my aunt and uncle. Darla and I

had arrived at the farm in early October, five weeks after

my parents had left to look for me. No one had seen or

heard from them since.

And Mom wouldn’t find me sleeping alone with Darla,

anyway. In April, the falling temperature had forced us to

abandon the upstairs bedrooms at my uncle’s. Now Darla

and I slept in a clump with my aunt, uncle, two cousins,

and sister on the living room floor near the fire. A night

spent spooning with your girlfriend isn’t nearly so exciting

when your uncle is curled up against your other side.

We got the idea to sleep together from the ducks—

they’d been doing it all winter. But a few days after we

started imitating them, one of the ducks on the outside of

their pile in the barn froze to death. So we cleared everything

out of the main floor guest room, adjacent to the

living room, and started keeping the ducks and goats

inside at night. Our sleep was occasionally interrupted by

quacks and bleats. And I never got used to the stench of

the billies. Male goats stink worse than skunks.

“Earth to Alex,” Darla said, drawing my attention

back to the barn where we were working. “Would the former

planet known as Alex please come in?”

“Former planet?” I asked.

“Yeah. I demoted you.”

“Like Pluto? What am I now?”

“Um, a dwarf planet, I think?”

“Hey! I’m not that short.”

“Whatever. Hold this wedge.”

I took one of the wooden wedges we’d just cut and

held it against the crack between the runner and bedstones

of our grain mill. Darla softly tapped the wedge in

my hand with a hammer, barely inserting its tip between

the stones. I picked up another wedge, and we worked our

way around the mill, trying to pry the runner stone free

with careful, even pressure.

Darla had built this bicycle-powered gristmill not long

after we arrived at the farm. In the bitter cold the night

before, the stones had frozen together. Now we were trying

to separate them without cracking the runner stone.

Replacing it would take more than a week’s labor.

Holding wedges for Darla left a lot of time to think.

We were planning a birthday party for my cousin Max

that night. He was turning thirteen. Everyone but Aunt

Caroline and I had celebrated a birthday since I arrived on

the farm. Darla had turned eighteen—two years older

than I. Well, really just a year and a half.

While Darla and I worked on the gristmill, Max,

Anna, and Rebecca were in the greenhouses caring for our

crop of kale. It was worth its weight in gold now—more,

actually, since gold was almost worthless. You couldn’t eat

gold or build anything useful with it, after all. Kale, by

contrast, would grow even if the temperature in the

greenhouses got close to freezing. And kale has tons of

vitamin C, the only cure for scurvy, which had become an

epidemic since the eruption.

When the weather had grown so cold that even the

kale started to die, Darla designed a wood-fired heating

system for the greenhouses. She found a description of a

similar system, a hypocaust, in one of my cousin Anna’s

books, Built to Last. It had taken almost a month of backbreaking

labor to build. A frozen dirt ramp led down to an

enclosed oven-like space where we built a fire every night.

A metal door with a small air intake covered the fire shelf.

Smoke and hot air from the fire flowed up into a winding

series of ducts buried under all three greenhouses, eventually

escaping at the far side. That way, the fire heated the

ground under our kale without filling the greenhouses

with smoke. On the downside, we had to keep the fire outside

the greenhouses burning every night.

So we had to cut more wood. Luckily, my uncle’s farm

backed up against Apple River Canyon State Park. We

never would have cut its trees in normal times, but now we

had no choice.

That’s where Uncle Paul and Aunt Caroline had gone

that day—to the edge of the leafless forest to cut firewood.

Darla said they were going out there to get some “alone”

time, but that didn’t seem likely to me. It was way too cold

to expose any more skin than you absolutely had to.

A crack of gunfire brought me crashing back to earth.

Darla froze and locked eyes with me. Then we heard

Anna scream.

Darla dropped her hammer, and we dashed to the side

door of the barn—the one that faced the greenhouses. I

eased it ajar and peered out.

Four men wearing ski masks and ragged forest camouflage

were clustered around the door to one of our greenhouses.

Max lay face down, a wide arc of blood staining

the snow beside him. One of the men was prodding Max

with his toe, his handgun trained on Max’s head. A man

wearing a bright blue scarf had Anna on the ground, his

knee in the small of her back. He was tying a gag around

her head. The third seemed to be supervising everything—

holding a shotgun at the ready. The last had a

machine pistol trained on Rebecca. Even from a distance,

I could see her shaking.

I held my clenched fists against my roiling stomach, as

if to hold it in, to hold myself together. Max. Was he

dead? He wasn’t moving.

“I’m going for help,” Darla said, and she was gone, racing

for the main barn door, which faced away from the

greenhouses.

Get it together, Alex, I told myself. Darla’s getting

help. Maybe there’s something you can do in the meantime.

The bandits were preoccupied with their task—none

of them were looking my way. I opened the side door

wider, dropped to my belly, and slithered through.

Immediately I wormed off the trodden path into the deep

snow. The snow slowed me down, but it also hid me.

When I thought I was close, I cautiously raised my head

above the level of the snow. The bandits had a homemade

toboggan, laden with lumpy canvas bags. They’d gagged

and bound Anna and Rebecca, stacking them on the toboggan

like cordwood. Machine Pistol was leaving one of the

greenhouses with a plastic sack overflowing with kale. He’d

harvested it so fast that he’d pulled up the roots. Blue Scarf

stepped over to Max’s body, hefted it, and tossed it on top

of the load. Blood pulsed from Max’s temple.

I blinked repeatedly, but my eyelids couldn’t clear the

gruesome scene. My body was coiled tight, caught on a

knife edge between two fears: I needed to help Max, to see

if he was even alive, but I couldn’t move, couldn’t approach

the sled without being seen.

The four bandits grabbed a knotted rope and started

hauling the toboggan away. Max’s blood drew an erratic

pink streak in the snow. I couldn’t let them abduct my

sister and cousins. Rebecca was the only family I had left.

I’d rather die than lie there in the snow and watch her

being taken. I had a black belt in taekwondo. I’d been

forced to use it during my flight from Iowa last year. But

trying to fight four of them at once? Suicide.

Suddenly it struck me: All I had to do was slow them

down until Darla came with help. If I could get them to

talk … I stood up. “Stop!” I shouted.

All four of them turned. Three gun barrels swiveled

toward me. I sent fruitless orders to my knees to be still.

“Leave the girls. Take me instead.” I was relieved my

voice didn’t quaver. Much.

Handgun stalked toward me until he was less than

thirty feet away. His mouth twisted in a cruel leer, and he

raised his gun, aiming at my head.

Ringrazio immensamente Mike Mullin per la sua disponibilità, gentilezza e dedizione e per  il tempo che mi ha concesso. Sono molto orgogliosa di averlo avuto qui sul mio blog, non potete capire la mia emozione quando ho trovato la sua mail di risposta affermativa.

E in questa sede vorrei ringraziare anche la mitica @Sily85 che mi ha sostenuta e mi sta sostenendo in questa iniziativa con consigli ed entusiasmo, accogliendo la mia idea e esultando con me per ogni piccola conquista, per le mail di assenso e per essere sempre super awesome, sono onorata di conoscerla.

 

Stay tuned guys!

Ashen winter by Mike Mullin

“I’ve. Got. You” I whispered through clenched teeth.

Darla wrapped one arm around my shoulder. “Maybe you could pull me away from the water now, numbnuts?”



“Ashen Winter” è il secondo capolavoro di Mike Mullin e non l’avrei letto così subito (ad aprile) se non fosse stato per Netgalley, Tanglewood e @Soniadolfa che mi ha convinto a leggerlo per pagare un debito di onore. E devo ammettere che questa distopia è una delle migliori che abbia letto. True story. E Mike Mullin rocks.

Gli eventi riprendono lì dove finisce “Ashfall”. Darla e Alex sono arrivati sani e salvi nella fattoria dello zio del ragazzo dove ha potuto riabbracciare la sorella scoprendo che i genitori sono partiti per andare a cercarlo. La vita scorre abbastanza serena grazie alla fabbrica che conserva la carne di maiale e la scoperta della pianta che cresce nelle loro serre. L’unico problema è l’inverno glaciale che è sceso e che ha rivestito il mondo di uno strato spessissimo di neve sotto cui aleggia ancora la cenere. Alex dopo l’inverno, ad aprile, decide di partire per andare a cercare i suoi genitori e Darla decide di seguirlo. Una tragedia dietro l’altra li colpisce e Alex dovrà fare i conti con scelte difficili. Riuscirà a salvare chi ama e a ritornare sano e salvo dallo zio?

Mike Mullin è uno dei pochi scrittori maschili di YA che leggo e chi mi segue sul blog e/o su Goodreads sa quanto io lo adori. Non solo abbiamo gusti simili in fatto di lettura e seguo i suoi consigli, lo reputo anche un narratore molto competente, con un occhio lucido e una capacità di intreccio spettacolare.  “Ashen Winter” è anche migliore del primo volume e non mi ha minimamente deluso, ma tiene una tensione che difficilmente si trova in libri del genere. I colpi di scena si susseguono con la velocità del fulmine e si nota una crescita stupefacente nei personaggi.

Alex, il protagonista che racconta la storia in prima persona è davvero unico, a volte un po’ addormentato con qualche problema di concentrazione, si getta in situazioni più grandi di lui che a volte non è minimamente in grado di gestire ed è cresciuto molto dal libro precedente. Più riflessivo, in qualche modo più adulto, mantiene sempre quei lanci di generosità che spesso lo mettono in situazioni di pericolo pazzesche. Senza Darla sarebbe già finito nel fondo di un pozzo, a volte ci si ritrova a scuotere la testa per i suoi colpi di testa, ma nella maggior parte dei casi lo si segue facendo il tifo per lui, soprattutto quando si espone e ci mostra le sue mosse di taekwondo  che rendono i suoi salvataggi memorabili. Ma soprattutto forse proprio i suoi sentimenti per Darla che lo spingono avanti anche quando tutto congiura contro di lui, anche quando gli sembra impossibile respirare, anche quando lotta contro la morte, anche quando si ritrova di nuovo bloccato in un limbo.

Darla è uno di quei personaggi che ti restano sempre nel cuore, anche quando hai finito il libro da mesi, anche quando sei convinto di averne trovati altri migliori. Una grande ragazza soprattutto perché è lei che ha il controllo della situazione, è lei che prende il comando, è lei quasi che ha le palle per mandare avanti la spedizione. Il mio lato tecnico e ingegneristico esulta ogni volta che prende possesso di una macchina e che inizia a parlare nel suo gergo incomprensibile per Alex. Ma Darla è una ragazza e come tale si comporta. È una dura fuori, ma nasconde un animo tenero che si piega e si addolcisce quando si trova a contatto con il ragazzo, anche se lo redarguisce ogni due per tre quando non è abbastanza sveglio da salvarsi in situazioni difficili. Nella seconda parte del libro Darla deve affrontare una situazione complicata, ma come sempre riesce a cavarsela con le sue straordinarie doti di adattamento e la sua voglia di farcela sempre.

L’ingresso di nuovi personaggi è ciò che rende ancora più sensazionale il libro, perché aggiungono ancora più verve ad una storia in cui inseguimenti e scontri all’ultimo sangue  la fanno da padrone. È proprio questo il fascino della storia. L’evento catastrofico, lo scoppio del super vulcano, è solo l’inizio. In questo secondo volume tutto si va evolvendo e complicando, non c’è niente di statico, ad ogni passo c’è qualcosa che cambia e conduce verso l’oblio di una situazione critica. Non solo il clima, anche le suppellettili e il cibo che diminuisce, i militari e il nuovo governo che si va imponendo e sempre il disagio di un mondo allo scatafascio. Per sopravvivere bisogna legarsi alle persone a cui vogliamo più bene, coloro che ci proteggono e ci stimano anche quando commettiamo degli errori, perché li commettiamo tutti.

Il particolare da non dimenticare? Una catenina…chi la regala a chi? Leggete e scopritelo non ve ne pentirete.

“Ashen Winter” in uscita ad ottobre 2012 è una storia sconvolgente, una distopia con i fiocchi, che non potrà non affascinarvi, anche grazie alla straordinaria bravura di Mike Mullin, uno scrittore che adoro. Non c’è niente di scontato, avventura, esperienze al limite della morte, salvataggi dell’ultimo secondo e romance si vanno  ad accumulare e unire per realizzare una storia con i fiocchi.

Io intanto aspetto con impazienza il terzo e ultimo volume della saga per sapere come finisce la storia e di cui ancora non si conosce il titolo e che dovrebbe uscire il prossimo anno.

Leggete e amate Mike Mullin, non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Ringrazio immensamente e dal profondo del cuore Netgalley e Tanglewood per avermi concesso l’onore e il piacere di leggere in anteprima l’arc di “Ashen winter” rendendomi una blogger molto fortunata. Grazie mille.

Spot light #1

Ok ho deciso di dedicare un post ad un autore/autrice che mi ha particolarmente colpito e di cui vi elencherò i motivi per cui mi piace particolarmente. Il primo sarà Mike Mullin

5 motivi per cui adoro Mike Mullin

Allur perchè questo post? Perchè Netgalley ha concesso la grande opportunità di leggere anzitempo “Ashen winter" il sequel di "Ashfall" il primo straordinario libro di Mike Mullin. Per onorare la cosa e visto che potrò postare la recensione solo quando si avvicinerà il momento della pubblicazione vi indico i motivi per cui vale la pena leggere il primo libro. (questa la mia recensione http://pleaseanotherbook.tumblr.com/post/16641241790 )

  1. E’ uno degli scrittori maschili di YA che ci sono in giro, scrive benissimo e ha un ottimo gusto (avete visto le copertine dei suoi libri? sono FAVOLOSE!) è gentilissimo e risponde sempre a tutte le domande.
  2. Scrive una distopia, genere che adoro insieme alle YA romance, che ha è veramente ben congeniata.
  3. Il suo protagonista Alex è un ragazzo, particolare interessantissimo che ho imparato ad apprezzare i ragazzi si fanno molti meno problemi, sensibile e altruista.
  4. Si pone problemi intelligenti e la ragazza Darla, personaggio del libro si intende di motori e problemi tecnici al contrario di Alex che non capisce niente di queste cose e da ingegnere donna, in un mondo prettamente maschile, non posso che approvare.
  5. Legge e ama gli stessi libri che leggo e amo io. Abbiamo gusti totalmente simili.

Come faccio a non adorarlo? 

Non lo avete ancora fatto? Correte a procurarvi questo libro meraviglioso e seguite Mike Mullin, non ve ne pentirete. 

Stay tuned guys!

News

Pessima me, grazie alla mitica @soniadolfa che è più informata di me sono venuta a sapere che è stata svelata al mondo la copertina di “Ashen Winter" di Mike Mullin, seguito di "Ashfall" in uscita il prossimo ottobre.

Non è bellissima? “Ashfall” che io ho letto lo scorso autunno grazie a Netgalley è una piccola meraviglia che vi invito a leggere non solo perché è un mondo distopico ma anche perchè Mullin è di una bravura unica nonché gentile e disponibile con i fan. 

Stay tuned!

                                                 Ashfall by Mike Mullin
Ashfall è il primo romanzo di Mike Mullin in uscita ad Ottobre.  Considerando che il suo primo lavoro consisteva nel togliere la gomma da masticare da sotto i banchi di una high school si può dire che ne ha fatta di strada. Ottenendo dei risultati molto buoni per giunta.

Ashfall è la storia di Alex un sedicenne che si trova a vivere una catastrofe di immani dimensioni. Sotto Yellowstone c’è un supervulcano che improvvisamente erutta coprendo tutti gli Stati Uniti con un considerevole strato di cenere. Alex si trova a Cedar Fall, Iowa, in quel venerdì in cui il mondo cambia i suoi connotati, da solo perché la sua famiglia è a Warren, Illinois, a trovare uno zio, zio Paul. Inizia così il viaggio di Alex attraverso due stati, un viaggio lungo 140 miglia per ritrovare la sua famiglia. Un viaggio che lo condurrà a scelte difficili, a cambiare la sua visione del mondo ma soprattutto a conoscere l’amore con Darla. In un mondo sconvolto niente sarà più come prima e la violenza sarà all’ordine del giorno.

Durante la lettura ci si perde totalmente nelle descrizioni di Mullin che devo dire sono assolutamente perfette e molto ad effetto. Si scorge un’accurata documentazione, a parte alcuni dettagli, sembra del tutto plausibile che un’eruzione vulcanica di tale dimensioni, faccia tali danni. E la cosa che sconvolge di più è questa cenere che continua a cadere ininterrottamente e che cambia il clima, fa ammalare gli animali, diviene il nemico principale perché si insinua in ogni buco libero.
I colori che regnano sovrani e che ammutoliscono più di tutto perché fanno da sfondo alla lotta per la sopravvivenza. Le persone messe alle strette sono capaci di qualsiasi cosa. Anche perché le autorità reagiscono attraverso la repressione dell’esercito e trovandoci in una zona dimenticata da qualsiasi missione di salvataggio, essendo concentrate in altre parti del paese, si ha che fare con una situazione al limite in cui i rifugiati sono solo merce di scambio.

Alex il protagonista all’inizio è il solito ragazzino che pensa che tutto gli sia dovuto, ma altra cosa che ho apprezzato del romanzo, è la crescita che compie attraverso le pagine. Questo ragazzo è capace di sacrificare metà del suo cibo per aiutare una famigliola in difficoltà, si batte coraggiosamente per salvare la ragazza che ama, fa delle scelte sbagliate, commette degli errori ma ne paga le conseguenze. Da quando lascia Cedar Fall con un paio di sci la strada è tutta in salita ma è sempre lui che tiene alto il morale, che infonde speranza e che in qualche modo spinge avanti.
La prima parte, quando ancora non ha incontrato Darla, è molto più introspettiva e necessaria per inquadrare il personaggio e per far familiarizzare il lettore con lui e impariamo le sue mosse di taekwondo e il suo modo di agire tutto istinto e poco cervello. Ma dopo il suo incontro con la ragazza apprezziamo anche il suo lato più romantico, tenero e appassionato.
Darla assume un ruolo centrale nella narrazione, non solo perché salva più di una volta la vita di Alex, ma perché è una ragazza estremamente forte, sicura di sé e assolutamente indipendente. Il suo modo ironico e sempre un po’ bitchy di rivolgersi a Alex è assolutamente spassosissimo e riesce sempre ad ammutolirlo con una parola, anche se alla fine è Alex quello che la spinge avanti e le fa forza. Ma i momenti in cui lei mostra le sue conoscenze tecniche riguardo motori, idraulica, agricoltura etc, mentre lui si trova senza parole a fissarla non capendo un tubo di quello che sta dicendo parlando il “Diesel truckish” sono senza prezzo.  

Si sente moltissimo la mano maschile dello scrittore durante la lettura ma devo dire che in questo caso è sicuramente più indicata. Lo si nota soprattutto nelle descrizioni in cui non si perde in dettagli inutili ma va dritto al punto. Lo si capisce quando Darla parla delle sue conoscenze e costruisce cose. Lo si capisce perché il protagonista è un ragazzo e ha bisogni diversi da quelli femminili. Ma Mullin è bravissimo a farci entrare nel suo cervello e ci comunica tutta una serie di impressioni che sarebbero state inavvicinabili per una donna. E soprattutto pone in rilievo un problema, o meglio una mancanza, che in altri tipi di romanzi non sarebbe stato necessario. Quali sono le priorità durante una marcia in una distesa sconfinata di cenere? Quando sei in un piccolo buco e hai una ragazza stretta a te che cosa pensi?
Ho semplicemente adorato questo romanzo. Alex è una ragazzo che nonostante i suoi difetti è adorabile e lo prendi subito in simpatia, e Darla è assolutamente irrinunciabile perché aggiunge quel tocco in più.
È un romanzo toccante in ogni senso perché affronta davvero ogni punto della nostra esistenza messo in crisi da una catastrofe: il cibo, un luogo dove dormire, la sicurezza, gli animali domestici, la famiglia.

Un YA post-apocalittico con i controfiocchi dove la romance si unisce al viaggio e alla lotta e dove il protagonista maschile dalla cui prospettiva seguiamo la vicenda ci mostra un diverso mondo di pensare. Lo ammetto da ragazza vedo le cose in modo differente.
Correte a procurarvi questo libro… io già non vedo l’ora di leggere il seguito.

Ringrazio molto Netgalley e Tanglewood per avermi dato la possibilità di leggere una copia di Ashfall in cambio di una mia recensione.
Good Luck Mike Mullin!

                                                 Ashfall by Mike Mullin

Ashfall è il primo romanzo di Mike Mullin in uscita ad Ottobre.  Considerando che il suo primo lavoro consisteva nel togliere la gomma da masticare da sotto i banchi di una high school si può dire che ne ha fatta di strada. Ottenendo dei risultati molto buoni per giunta.

Ashfall è la storia di Alex un sedicenne che si trova a vivere una catastrofe di immani dimensioni. Sotto Yellowstone c’è un supervulcano che improvvisamente erutta coprendo tutti gli Stati Uniti con un considerevole strato di cenere. Alex si trova a Cedar Fall, Iowa, in quel venerdì in cui il mondo cambia i suoi connotati, da solo perché la sua famiglia è a Warren, Illinois, a trovare uno zio, zio Paul. Inizia così il viaggio di Alex attraverso due stati, un viaggio lungo 140 miglia per ritrovare la sua famiglia. Un viaggio che lo condurrà a scelte difficili, a cambiare la sua visione del mondo ma soprattutto a conoscere l’amore con Darla. In un mondo sconvolto niente sarà più come prima e la violenza sarà all’ordine del giorno.

Durante la lettura ci si perde totalmente nelle descrizioni di Mullin che devo dire sono assolutamente perfette e molto ad effetto. Si scorge un’accurata documentazione, a parte alcuni dettagli, sembra del tutto plausibile che un’eruzione vulcanica di tale dimensioni, faccia tali danni. E la cosa che sconvolge di più è questa cenere che continua a cadere ininterrottamente e che cambia il clima, fa ammalare gli animali, diviene il nemico principale perché si insinua in ogni buco libero.

I colori che regnano sovrani e che ammutoliscono più di tutto perché fanno da sfondo alla lotta per la sopravvivenza. Le persone messe alle strette sono capaci di qualsiasi cosa. Anche perché le autorità reagiscono attraverso la repressione dell’esercito e trovandoci in una zona dimenticata da qualsiasi missione di salvataggio, essendo concentrate in altre parti del paese, si ha che fare con una situazione al limite in cui i rifugiati sono solo merce di scambio.

Alex il protagonista all’inizio è il solito ragazzino che pensa che tutto gli sia dovuto, ma altra cosa che ho apprezzato del romanzo, è la crescita che compie attraverso le pagine. Questo ragazzo è capace di sacrificare metà del suo cibo per aiutare una famigliola in difficoltà, si batte coraggiosamente per salvare la ragazza che ama, fa delle scelte sbagliate, commette degli errori ma ne paga le conseguenze. Da quando lascia Cedar Fall con un paio di sci la strada è tutta in salita ma è sempre lui che tiene alto il morale, che infonde speranza e che in qualche modo spinge avanti.

La prima parte, quando ancora non ha incontrato Darla, è molto più introspettiva e necessaria per inquadrare il personaggio e per far familiarizzare il lettore con lui e impariamo le sue mosse di taekwondo e il suo modo di agire tutto istinto e poco cervello. Ma dopo il suo incontro con la ragazza apprezziamo anche il suo lato più romantico, tenero e appassionato.

Darla assume un ruolo centrale nella narrazione, non solo perché salva più di una volta la vita di Alex, ma perché è una ragazza estremamente forte, sicura di sé e assolutamente indipendente. Il suo modo ironico e sempre un po’ bitchy di rivolgersi a Alex è assolutamente spassosissimo e riesce sempre ad ammutolirlo con una parola, anche se alla fine è Alex quello che la spinge avanti e le fa forza. Ma i momenti in cui lei mostra le sue conoscenze tecniche riguardo motori, idraulica, agricoltura etc, mentre lui si trova senza parole a fissarla non capendo un tubo di quello che sta dicendo parlando il “Diesel truckish” sono senza prezzo. 

Si sente moltissimo la mano maschile dello scrittore durante la lettura ma devo dire che in questo caso è sicuramente più indicata. Lo si nota soprattutto nelle descrizioni in cui non si perde in dettagli inutili ma va dritto al punto. Lo si capisce quando Darla parla delle sue conoscenze e costruisce cose. Lo si capisce perché il protagonista è un ragazzo e ha bisogni diversi da quelli femminili. Ma Mullin è bravissimo a farci entrare nel suo cervello e ci comunica tutta una serie di impressioni che sarebbero state inavvicinabili per una donna. E soprattutto pone in rilievo un problema, o meglio una mancanza, che in altri tipi di romanzi non sarebbe stato necessario. Quali sono le priorità durante una marcia in una distesa sconfinata di cenere? Quando sei in un piccolo buco e hai una ragazza stretta a te che cosa pensi?

Ho semplicemente adorato questo romanzo. Alex è una ragazzo che nonostante i suoi difetti è adorabile e lo prendi subito in simpatia, e Darla è assolutamente irrinunciabile perché aggiunge quel tocco in più.

È un romanzo toccante in ogni senso perché affronta davvero ogni punto della nostra esistenza messo in crisi da una catastrofe: il cibo, un luogo dove dormire, la sicurezza, gli animali domestici, la famiglia.

Un YA post-apocalittico con i controfiocchi dove la romance si unisce al viaggio e alla lotta e dove il protagonista maschile dalla cui prospettiva seguiamo la vicenda ci mostra un diverso mondo di pensare. Lo ammetto da ragazza vedo le cose in modo differente.

Correte a procurarvi questo libro… io già non vedo l’ora di leggere il seguito.

Ringrazio molto Netgalley e Tanglewood per avermi dato la possibilità di leggere una copia di Ashfall in cambio di una mia recensione.

Good Luck Mike Mullin!