Please another book

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One to Love by Tia Louise

 

Still, he took a step in my direction. “Your speed and power are good, but your form is a mess.”

“I wasn’t really worried about form.”

“You should always worry about form.” His brow lowered. “How you practice is how you’ll fight.”

“One to love” è il quarto volume della serie di Tia Louise, mi ricordo ancora quando circa un anno fa mi ha contattata per leggere il suo libro d’esordio e me ne sono innamorata immediatamente. Non dico mai di no ad una romance intensa e passionale e quando poi vi si unisce la stima per la scrittrice che la porta nelle nostre librerie non posso negarmi il piacere di leggere. E se anche il mio preferito resterà Derek pure non posso negare che la Louise ha vinto ancora una volta.

 

Tatuaggi, cattivi ragazzi, amore…

Lotta, fama, fortuna…

Perdita.

È l’unica cosa che Kenny e Slayde hanno in comune. Fino alla notte in cui il Destino li unisce e ogni cosa cambia. La loro chimica è innegabile, il loro amore brilla luminoso, ma la storia è destinata a ripetersi?

È una storia sul combattimento, sull’innamorarsi. Racconta di cosa significa perdere tutto solo per ritrovarlo nel posto più impensabile. E parla di come non riesci mai a preventivare quando qualcuno ti colpisce.

 

Le trame della Louise sono sempre molto enigmatiche ma non ci si può sbagliare sull’argomento principe dei suoi libri, una bella storia d’amore. Non ci si può sbagliare, perché le sue storie sono sempre intente e piene di passione. Anche questa volta i due protagonisti racconta la loro storia in prima persona alternandosi nei capitoli e fornendoci il loro punto di vista sulle vicende. Non ho molto gradito alcuni capitoli in cui si ripetevano gli stessi fatti dai due punti di vista, ma in definitiva io adoro le storie in cui a parlare sono entrambi i protagonisti.

Avevamo già conosciuto Kenny in “One to keep”, la madre di Lane, il bimbo di Patrick, e mi è sempre piaciuta molto. È una ragazza che ha sofferto molto e che è stata privata dei suoi punti fermi. Sempre preda dell’impulsività, è una ragazza forte e determinata che non si lascia sopraffare dalla pericolosità di certe situazioni. Ha paura di rimettersi in gioco, ma sa anche che dopo cinque anni è finalmente giunto il momento di lasciarsi il passato alle spalle. Una personal trainer, con un passato da tatuatrice e una laurea in arte in sospeso, Kenny fa di tutto per sopravvivere e per tenere al sicuro suo figlio, il suo ragazzo più importante. Non è facile stare lontano dal bambino, ma sa di aver preso la decisione giusta, anche quando ne sente le mancanza. L’incontro con Slayde sarà provvidenziale per uscire dal suo guscio e tornare alla vita.

Slayde è un ex pugile professionista, arrivato all’apice della carriera e precipitato in un baratro profondissimo. Vittima di un padre abusivo e della sua rabbia esplosiva, è uno di quegli uomini che cercano sempre di scappare da sé stessi e riprendere in mano la propria vita. E’ forte e determinato e vuole solo vivere in pace, ricominciare e mettere un piede di fronte all’altro, uno alla volta, senza perdersi, senza lasciarsi sopraffare. Ma si sa che il passato torna sempre a riscuotere il conto. E sa anche che non può nascondere la verità in eterno. E quando esce allo scoperto, la caduta sarà terribile.

Mentre ritroviamo i personaggi dei libri precedenti ci sono delle new entry molto interessanti, come Doc, l’amico di Slayde, il filosofo carcerato che aiuterà Slayde a ritrovare sé stesso. Ma soprattutto Mariska, la migliore amica di Kenny, con capacità chiaroveggenti e un forte percezione dell’aura che porterà interessanti sviluppi e che non ha finito di sorprenderci.

Uno dei temi cardine di questo libro è il perdono e la capacità di superare i momenti più drammatici della propria vita e quelli degli altri. È anche un libro che parla di seconde possibilità e di azioni premeditate e già scritte, che aiutano i protagonisti a capire che sono davvero fatti l’uno per l’altra.

L’ambientazione è ben caratterizzata in Bayville una piccola cittadina ad un passo dall’oceano ed è proprio nell’oceano e sulla spiaggia che si svolgono le scene più intense del libro. Ma anche lo sfondo passa in secondo piano quando ci sono Slayde e Kenny sulla scena, soprattutto se hanno in mano della pittura…

Il particolare da non dimenticare? Un ciondolo a forma di uccello.

Una storia d’amore dal sapore agrodolce, dettata dal destino e costruita sul perdono, che resterà a lungo con voi. Kenny e Slayde non sono personaggi comuni e sicuramente lasciano il segno. Io non vedo l’ora di mettere le mani su “One to leave” che dovrebbe uscire entro l’inizio del 2015.

Buona lettura guys!

 

 

 

Ringrazio immensamente Tia Louise per avermi regalato la straordinaria opportunità di leggere la sua creatura in cambio della mia onesta opinione.

 

La Serie

- One to hold(Melissa + Derek)

- One to keep (Elaine + Patrick)

- One to protect (Melissa + Derek)

- One to love (Kenny + Slayde)

- One to leave (Stuart + ?)

TREVOR READ ALONG: Il regolamento

Non potete capire quanto io sia emozionata, perché si lo sono sempre in procinto di iniziare un nuovo Read Along, quando non so ancora come andrà e come reagirete, ma questo ce l’ho in mente da mesi, questo ha un significato tutto speciale. Sono così felice di essere qui, a raccontarvi di un libro, di condividere con voi un cammino. Lo faremo insieme, questa volta più che mai. Sono onoratissima di fare da madrina a questo libro, a questa meraviglia e non ho mai avuto un dubbio sul fatto che avrei organizzato un Read Along, l’unica incognita era sulla data di inizio. Sono veramente eccitatissima perché non vedo l’ora di immergermi in questa storia, e so già che sarà difficile seguire delle scadenze,  perché non abbiate timore la matematica farà vittime anche questa volta.

Come sempre cercherò di fare del mio meglio per seguire appieno lo sviluppo di questo RA, so già che sarò presa da mille faccende, ma darò il mille per mille per esserci, per regalarvi la migliore esperienza possibile. Ho mille idee che mi frullano per la testa, spero che Ella non mi mandi a quel paese.

Il Read Along è uno dei miei orgogli, una delle mie gemme, una di quelle cose di cui vado più fiera. Non potete capire quanto io tenga a questa creatura. Uno dei suoi frutti più preziosi è stata la Banda, ragazze che ogni giorno continuano a stupirmi, che ci sono sempre, che restano ancorate alla mia giornata con le loro idee e il loro sostegno. Se sono ancora qui, dopo più di un anno, ad organizzare un altro RA lo devo solo a loro, a quelle straordinarie ragazze che per prime hanno creduto in me. Lo devo a @dituttocuore, @Sily85, @ilovereading_, @ciaradh_, @Imma_Er e @airalsbooks che si sono unite a me con la lettura di Hybrid e non mi hanno più lasciato. Lo devo alle altre che piano piano si sono unite al gruppo, lo devo a mille libri che ci hanno accompagnato nel corso di mesi, libri più o meno belli, e lo devo ad un libro, un libro orrendo che ha cementificato la nostra amicizia, e ha dato modo di creare un gruppo stupendo. Non avete idea di quanto valga per me il vostro sostegno… sono speechless. Le parole mi hanno abbandonata. Grazie sempre per esserci.

Lo ripeto ad ogni occasione  ma sono i partecipanti che fanno il Read Along, se non ci foste voi, non ci sarebbe nessuna iniziativa. Perciò ancora grazie per commentare, sopportare i miei remind e non imprecare contro la scarsa originalità delle mie domande. Grazie anche per commentare in anticipo, per seguire le scadenze (tutti tranne  quella disgraziata di @Mirya_76 che amo, ma mi farà impazzire) e grazie semplicemente di essere qui. Siete voi che fate la differenza, non dimenticatelo. Sarebbe troppo facile per me scrivere un post con solo le mie opinioni personali, un  approfondimento più o meno accurato dei personaggi. Quello che rende speciale i nostri RA è la condivisione di ogni momento, la vostra costante PARTECIPAZIONE. Senza il vostro contributo non avrei il post. Significa tanto lavoro… ma anche immensa soddisfazione.

Perciò bando alla ciance… eccoci con il…

TREVOR READ ALONG

 

 

Stavolta vi beccate una mia creazione, non avevo voglia di rompere le scatole a nessuno, francamente io sono impegnatissima ma ho preferito spicciarmela da sola. Non sia mai che cammin facendo cambi idea e supplichi qualcuno di cambiare banner. Al momento vi beccate il mio obbrobrio. XD

IL LIBRO

Se non si era ancora capito il libro è MANUALE DELLA PERFETTA ADULTERA di Ella M. Endif. Sono affezionatissima a Ella, anche se la conosco da pochissimo, anche se non ho letto la fanfiction che ha dato i natali a questa storia. Mi sono affezionata a lei con la rapidità del lampo e lo stesso attacco parassita dell’edera. Ella ancora non mi ha mandato a quel paese, sono certa che lo farà presto, ma intanto mi godo la sua amicizia e cerco di ricambiare come posso. Perciò si ho preso questa decisione… e accompagnatemi! Tra l’altro potete ascoltarmi leggere il primo capitolo nel Terzo Appuntamento di Audio Anncleire.

 

 

 

La Trama:

Loreline Preston vuole essere felice: vuole che il suo matrimonio funzioni, che le montagne che circondano North Conway inizino a piacerle, che suo figlio cresca amato e sicuro di sé. Ryan sa che nulla si ottiene senza sacrificio, perché nulla le è stato regalato e sa che rigore, disciplina ed onestà sono gli unici mezzi che ha per mantenere unita la propria famiglia. Non teme la rinuncia, anche se questo significa riporre i suoi sogni in un cassetto. Non teme la lotta contro se stessa perché, per amore di suo figlio, ha ridotto la sua voce interiore al silenzio e si è convinta di non desiderare altro.

Trevor Knight è un uomo ambizioso: vive a Chicago e lavora in uno studio legale prestigioso. Sa cosa significa avere potere, sa come manipolare persone e situazioni per trarne sempre un vantaggio. Autocontrollo e perseveranza sono i suoi tratti distintivi. Non ha legami e non ne sente la mancanza. Anche con la sua famiglia d’origine mantiene rapporti distaccati e quando i fratelli gli chiedono aiuto per un problema burocratico della scuola d’infanzia che dirigono, è costretto a trasferirsi per un po’ a North Conway.

Un solo bacio con uno sconosciuto è l’unico momento di pazzia che Ryan è disposta a concedersi nella sua esistenza fatta di doveri, prima di tornare ad Andy e a un matrimonio che le si sta frantumando tra le mani. Un solo bacio non basta a Trevor, che pensava di avere già tutto ciò che desiderava e scopre, invece, di avere un vuoto che soldi, successo e bellezza non sono mai riusciti a colmare.

Il caso congiurerà contro di loro per farli incontrare ancora, perché la vita è imprevedibile, i progetti sono fatti per essere rivoluzionati e le certezze per essere messe in discussione. Ryan e Trevor riconosceranno nell’altro il completamento di se stessi, ma lotteranno a lungo prima di capire che smarrirsi del tutto è l’unica strada percorribile per ritrovarsi davvero.

 

Le iscrizioni ufficiali scadono il 19 OTTOBRE, ma se qualcuno si vuole unire in corso d’opera non verrà di certo fermato da me. :D Anzi chiunque è ben accetto e più ne siamo meglio è. Io sono troppo eccitata di leggere l’incredibile storia di Ryan e Trevor.

 

COME ISCRIVERSI

Aderendo o all’evento su Goodreads:  https://www.goodreads.com/event/show/944735-trevor-read-along

O all’evento sulla mia pagina FB:  https://www.facebook.com/events/1499600626956848/?ref=5

Potete invitare chi volete, sono ben accetti tutti. Più siamo meglio è! Diciamo che comunque generalmente faccio fede a Goodreads.

COME SI SVOLGERA’ IL RA

Un bel Read Along di tre settimane, so già che credete che siano tante. Il libro è composto da 31 capitoli… questa la divisione a cui sono giunta! Preparatevi che ho in serbo alcune sorpresine… insomma ci divertiremo!

- Prima Settimana dal 20 al 26 ottobre : Dal capitolo 1 al capitolo 10

- Seconda Settimana dal 27 ottobre al 2 novembre: Dal capitolo 11 al capitolo 20

- Terza Settimana dal 3 al 9 novembre: Dal capitolo 21 al capitolo 31

 

Anche per questo nuovo mese, il giorno del post riassuntivo è il lunedì. Questo per tutta una serie di motivi, che riguardano il mio studio, impegni presi in precedenza e questioni organizzative e soprattutto per il fatto che la domenica possiamo iniziare la discussione! XD

 

LE REGOLE

Durante la lettura che comincerà il 20 Ottobre , (così abbiamo una settimana per finire i capitoli) potrete commentare i vostri pensieri, citare le vostre frasi preferite in diversi modi:

Sulla mia pagina FB

- Su Goodreads

- Su Twitter

Su Twitter e sulla pagina FB potete usare hashtag #PABTrevRA (PAB sta per Please Another Book) i commenti e le frasi citate saranno da me raccolte e riunite nel post riassuntivo che pubblicherò:

- 27 ottobre

- 3 novembre

- 9 novembre

Visto che con il “Leonardo Read Along” è stata utilissima credo che utilizzerò anche questa volta la Tag Board per tenere dietro a tutti i commenti, basta che usate l’hashtag #PABTrevRA. Meno fatica per tutti!

 

LA PROMOZIONE

Ultima regola vorrei  che inseriste nei vostri blog il banner del Read Along per far sapere a tutti della vostra partecipazione all’iniziativa.

 

 

 

<a href=”http://pleaseanotherbook.tumblr.com/PABTrevRA “><img src=” http://i1155.photobucket.com/albums/p550/Anncleire/button-3.jpg" border="0" alt=" photo Lettersbannerino-1.png"/></a>

 

Se non siete blogger potete aggiungere lo stesso codice che trovare qui sopra alla vostra pagina GR come status durante la lettura o direttamente sulla recensione.

 

Un ultima cosa, alla fine di ogni settimana posterò, sulla mia pagina fb delle domande, per discutere insieme del libro e le cui risposte saranno inserite nel post riassuntivo. Tenete sempre d’occhio sia Twitter che FB per essere aggiornati sulle novità. Vi tempesterò di note di avviso, ma vi prego di comunicarmi sempre se non potete rispondere e/o partecipare.

 

Facile no? Voi dovete solo leggere e comunicare con me… e divertirvi! Ora su Twitter la cosa riesce bene, ma sarà mia premura seguire anche GR e FB e tenermi in contatto con tutti. Se qualcuno vuole scrivere un commento più lungo può sempre scrivermi per mail ladyjadis@hotmail.it

Tutto questo è ancora abbastanza in fasce, non so se sarà un successo o meno, io lo spero, adoro condividere con altri le mie esperienze. Se avete domande sapete dove trovarmi. Seguitemi e partecipate numerosi!

Stay tuned guys e ci vediamo il 20 Ottobre!

The time traveler’s wife by Audrey Niffenegger

 

Clare, I want to tell you, again, I love you. Our love has been the thread through the labyrinth, the net under the high-wire walker, the only real thing in this strange life of mine that I could ever trust. Tonight I feel that my love for you has more density in this world than I do, myself: as though it could linger on after me and surround you, keep you, hold you.

 

“The time travel’s wife” mi è stato suggerito da Alessia Esse, @endif1, la mia adorata @zikaren28 e ha ricevuto l’approvazione della mia straordinaria BBB @Sily85. Con tali raccomandazioni non temevo niente, sapevo che avrei adorato questo libro. E invece, purtroppo, sono incappata in una serie di difetti che non mi hanno permesso di apprezzare appieno il libro, e in definitiva mi hanno lasciato un po’ delusa. Forse perché lo stavo leggendo in contemporanea ad altri libri, forse perché ancora preda del book hangover di “The Winner’s Curse”, ma non sono riuscita ad amarlo.

 

Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare come un adulto di trentasei nel prato di casa. L’attrazione è istantanea, anche se in un primo momento Clare pensa che forse quell’uomo può essere un alieno o un angelo. Lo incontra di nuovo quando lei ha vent’anni e lui ventotto. Clare gli dice di sapere tutto di lui, mentre Henry non l’ha mai vista. Sembra impossibile, ma è proprio così. Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui comincia a viaggiare nel tempo. A volte sparisce per ritrovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro. È così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l’ha già sposata, o che conosce sua figlia prima ancora che sia nata… Un romanzo originalissimo e sorprendente che negli Stati Uniti ha raggiunto il successo con oltre un milione di copie vendute grazie al solo tam-tam dei lettori, stregati da questa delicata quanto imprevedibile storia d’amore.

 

Premetto che io adoro le storie di viaggi nel tempo, mi perdo in queste situazioni incredibilmente strane e complesse. Fin da quando ho letto “Timeline” mi lascio trasportare in mondi magici e irreali e mi perdo nelle possibilità che derivano dal cambiare il passato. Pur avendo incredibilmente apprezzato l’organico intreccio creato dalla Niffenegger, che risulta coerente e meraviglioso fino alla  fine, senza perdersi mai, pure mi sono sentita soffocare dai dettagli. Troppi episodi spezzettati, troppi particolari di una vita che evolve e si spezza intorno ad un incontro. Clare e Henry creano un mondo unico, una storia d’amore che davvero supera i confini dello spazio e del tempo e regala al lettore molti spunti di riflessione.

La storia è raccontata grazie ai punti di vista alternati dei due protagonisti, e resta sempre in qualche modo Clare al centro dell’attenzione. È lei che fa da fil rouge anche nei momenti più tragici, ed è lei il personaggio forte della storia. La vediamo bambina, adolescente, donna e in ogni situazione riesce a farsi coraggio e a sopportare l’attesa, l’attesa per l’arrivo di Henry, l’attesa per il suo ritorno. Clare è una donna che attende, ma non si lascia sopraffare dalla solitudine e dal senso di vuoto. È un’artista e da artista sa come convogliare la sua rabbia e le sue emozioni più intense in senso positivo. Clare non è una donna qualunque, fin da bambina sa quale sarebbe stato il suo futuro, ma in un certo qual modo riesce a plasmarlo da sé. È questo uno degli aspetti più sconvolgenti del libro, la riflessione continua tra il percorso già segnato e il libero arbitrio. Certe cose sono inevitabili, ma quanto contribuisce la nostra scelta personale?

Henry al contrario di Clare è profondamente insicuro e incerto, meravigliosamente imperfetto nel suo continuo vagabondare nei meandri del tempo. Ossessionato dal suo passato, a cui torna volontariamente per analizzarlo da qualsiasi direzione, se ne lascia soffocare, e proprio questo sarà la sua rovina. Henry sa che cosa vuol dire l’umiliazione, cosa vuol dire essere completamente solo e senza speranza. Henry soffre per la sua incapacità di essere normale. E questo è un altro tema importante, come quello del viaggio.

Non c’è niente di perfetto, ogni svolta presenta difficoltà inaudite e errori e questi errori si ripercuotono su ogni aspetto delle vite dei due protagonisti. È un libro profondamente crudele, che non lascia spazio alla felicità, o meglio la felicità arriva dai gesti più semplici e consueti. Ogni tanto ci si frange di fronte all’inevitabilità della vita dei due protagonisti eppure, ogni gesto ha un significato più profondo, ogni passo prosegue un discorso già iniziato ed inevitabilmente porta ad una conclusione terribile.

I personaggi secondari sono un di più che conferiscono un canale ulteriore di comprensione, ma in effetti sono Clare e Henry al centro della scena e a volte anche la presenza dei famigliari resta sconcertante.

Chicago fa da sfondo a questa meravigliosa storia, la città ventosa, con i suoi teatri e le sue strade trafficate, la biblioteca in cui lavora Henry e la loro casa, quella trovata dopo tanti sacrifici. E non dimentichiamo il lago, ma soprattutto la radura della villa dei genitori di Clare. Quella radura che custodisce alcune delle scene  meglio riuscite della storia, quella radura da cui è cominciato tutto per Clare, e da cui prosegue per Henry. Ed è strano perché la storia scorre temporalmente in avanti per la donna ma è ricca di salti e interpolazioni per l’uomo e seppur scopriamo i tasselli che li hanno portati insieme al momento giusto, meravigliandoci ogni volta.

Il particolare da non dimenticare? Una valigia.

Una storia meravigliosamente complessa, che si perde nello spazio e nel tempo, un amore memorabile e pieno, che pone molti dubbi e rassicura sulla felicità che regala anche nei momenti più terribili. Un viaggio continuo alla scoperta del passato e del futuro, che unisce dubbi e speranze in una storia memorabile. Pare che la scrittrice stia lavorando ad un sequel. Sono curiosa di sapere che cosa si inventerà.

Buona lettura guys!

 

 

 

GIVER READ ALONG #1: Dal capitolo 1 al capitolo 11

 

 

 

Ciao guys, nonostante alcune mie velate minacce ad alcuni membri della Banda sono ancora qui, pronta per un nuovo recap, un nuovo Read Along e la consapevolezza che non vi libererete di me. Visto che volevo fare una pausa, ma alla fine non l’ho fatta. Vi premetto già che dopo il “Trevor Read Along” ci sarà un’interruzione, negli ultimi mesi di questo meraviglioso 2014, devo pensare a me, alla mia laurea, e ai benedetti ultimi esami. Sto combattendo, uscendone abbastanza sconfitta, tra “Compatibilità Elettromagnetica” e “Micro e Nano Elettronica” e… insomma la vita della studentessa di Ingegneria Elettronica curriculum Biomedico non è proprio delle più semplici. Ma bando alle ciance.

Grazie, grazie, grazie per essere così meravigliosi. Vi adoro, grazie per i commenti e l’entusiasmo, i mi piace e la vostra considerazione. Sto facendo il possibile per essere quanto più presente possibile ma non riesco ad esserlo quanto vorrei. Lo studio e la mia vita privata lottano contro di me. Il blog è un pezzo fondamentale di ciò che sono, e i Read Along il mezzo che mi ha permesso di conoscere alcune delle persone con cui parlo quotidianamente e che adoro, ed è per questo che ci tengo in maniera particolare. Purtroppo non riesco ad essere costante e a stare dietro a tutto. Ci vorrebbe un miracolo, miracolo che non sempre è alla portata di tutti. Si fa quel che si può, quello che ci aggrada di più. Il blog è davvero un pezzo importante di me e faccio di tutto per preservarlo.

Questo RA è breve, ma intenso e sono molto felice per la vostra partecipazione, per l’entusiasmo con cui rispondete alle domande, con cui le ponete, con la grinta con cui commentate. Io purtroppo non riesco a farmi piacere il libro, sarà perché è troppo young, perché sono in quel periodo in cui leggo solo romance, ma in effetti non è niente di speciale, e anzi mi sta lasciando molto scettica.

 

 

 

A quanto pare invece le ragazze sono molto entusiaste… ecco qualche commento!

@kikkasole: Il libro mi piace, solo piuttosto “triste” . A me un mondo così perfetto e privo di colori fa tristezza

@Mirya_76: Direi che il libro mi è piaciuto: sono al quarto della serie! A me è piaciuto molto, e gli altri tre anche. E’ tutto intrecciato molto bene.

@FriCat2: Cmq non saprei dire se mi sta deludendo o meno, certo è diverso da come mi aspettavo…

@Dorothy_257: Il libro mi piaaace!

@silviarocks94: Il libro non è che mi stia facendo impazzire, però per molti aspetti mi ha colpito!

 

Oggi sono un po’ di fretta e non mi dilungo molto con le mie chiacchiere, conto di farlo la prossima settimana, in cui ci saranno anche le nostre fotine. Grazie di tutto girls :*****

 

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E ora vi lascio al recap settimanale, come al solito NON POSSO GARANTIRE LO SPOILER FREE quindi accostatevi alla lettura con cautela. Come sempre vi ricordo che potete unirvi al RA in corso d’opera. Buona lettura!

 


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Dal capitolo 1 al capitolo 11: Un piccolo riassunto

Per Jonas sta per avvicinarsi l’incredibile momento dell’entrata nella vita adulta e mentre si strugge per sapere il proprio destino trascorre con la sua famiglia e i suoi amici gli ultimi momenti della sua libertà. Anche perché sarà scelto per qualcosa di molto importante e molto più grande di lui…

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 11: I nostri commenti su Twitter

Continuo ad usare la Tag Board visto la sua comodità e facilità di utilizzo. Questo mi risparmia anche le mail pazze che ero solita mandare per ricordare di inviarmi i Tweet. (si facevo queste cose -.-“) Potete trovare tutti i commenti taggati #PABGivRA qui:

 

http://twubs.com/PABGivRA

 

Vi ricordo che se il vostro profilo Twitter è settato come privato i vostri commenti non compariranno nell’elenco.

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 11: La discussione

 

Era da un po’ che non lo facevamo ma questa volta dopo aver chiesto se avevamo visto il film (la maggior parte di noi sta aspettando di finire il libro) @DiTuttoCuore  ha proposto una domanda di metà settimana. “A voi piace condividere con i vostri famigliari le vostre emozione, paure, pensieri o semplicemente la vostra giornata?”

Ecco le nostre risposte:

@dituttocuore: a me no, non ho mai raccontato ai miei famigliari la mia giornata o le mie paure emozioni, zero, ma proprio nulla  ho sempre pensato di aprirmi un po’… Ma non ci riesco proprio. Il mio boy è l’opposto di me.. se si compra lo spazzolino nuovo deve raccontarlo ai suoi genitori!! Lui condivide anche troppo!!

@anncleire: generalmente racconto a mia madre particolari insignificanti della mia giornata, mentre le cose più serie le tengo per me, o le condivido con le mie amiche più care. Non sono molto propensa alla condivisione

@SpeziaC: dipende… racconto sogni strani (NON i sogni porno), film che ho visto (tipo, ieri ho raccontato a mio padre che mi sono innamorata del film “la principessa e il ranocchio” in sub-ita. GUARDATELO!), aneddoti divertenti (tipo quando dormo con l’uomo e parlo nel sonno dandogli dello stupido idiota)… a volte parlo delle incazzature che mi venivano in ufficio, o per colpa di automobilisti idioti… io condivido facilmente cose stupide, insomma. Per quelle serie vado in difficoltà. E’ difficile che ne parli con i miei. Con l’uomo è già più facile. A lui dico davvero tutto (soprattutto i sogni porno).

@iltempodivivere: Generalmente, no. Preferisco farlo col mio moroso o gli amici invece che con la mia famiglia; i primi so che capiscono e mi appoggiano, gli altri no e se c’è una cosa che odio è esser giudicata per delle paure o per quel che penso.

@Mirya_76: Certo, sempre: mio marito ha accettato la cosa ben prima di sposarmi. Quando poi è arrivato il patato a fare la stessa cosa e si è ritrovato in mezzo a due persone che parlano in continuazione, il suddetto marito ha probabilmente rimpianto la scelta iniziale.

@Kikkasole: solo con mamma e papà. Con le mie sorelle invece ….No

@Dorothy_257: Dipende da come mi “gira”. Certe volte non la smetto di raccontare, altre invece mi chiudo in un mutismo assoluto.

@anniecro: Non con i miei genitori, ma mia sorella è la prima persona su cui sento di poter contare in ogni momento. Se con ‘familiari’ intendi anche ‘amici’… beh, allora condivido fin troppo, soprattutto discorsi senza capo ne coda xD

@aniryllis: idem. Sono come te. Non mi piace raccontare la mia giornata XD

@Fricat2: Non sempre, ma forse è perché sono abbastanza riservata… certo nella famiglia di Jonas è davvero troppo strano, non riuscirei ad aprirmi allo stesso modo.

 

Queste invece le domande che ho proposto io per la discussione:

- Come avete scelto il lavoro o la scuola che state facendo?

@anncleire: Allo scientifico sono andata perché mi piaceva la matematica, ma una volta lì mi sono resa conto che potevo fare tutto, perché mi piacevano tutte le materie e me la cavavo bene in tutto tranne che in arte pratica e ed. fisica. Dopo la maturità ero indecisa come non mai  tra il turismo, l’arte, lettere e qualcosa di scientifico. Ho passato tante fasi dalla critica letteraria alla biologa marina, dall’astrofisica alla curatrice di un museo. Poi nell’estate 2008 ho visto un servizio alla tv su un occhio bionico, in progetto di sviluppo della Philips e lì ho scoperto un mondo, quello dell’ingegneria biomedica, per fortuna era vicina casa… e ora eccomi in procinto di finire la specialistica con una tesi sul malposizionamento di una protesi al ginocchio J tra alti e bassi sono felice della mia scelta. *tanta stima per tutti gli ingegneri*

@Kikkasole: Non sono stata io a scegliere, semplicemente sono stata scelta!

@Mirya_76: Predestinazione

@Rebe_91_: Ci sono finita per caso, alla mia università, lo ammetto senza vergogna. Il numero chiuso di entrambe e il loro programma simile ha scelto per me e se non sono entrata a quella che volevo, in tre anni ho scoperto di me tante cose che non avrei mai capito se non avessi deciso di provarci comunque. Forse è un pò vergognoso scegliere il proprio futuro per un caso, ma adesso so che sono più forte di quanto avessi mai pensato. Detto questo, sogno prima o poi di aprire un negozio di Cupcakes. E ingrasso facendo pratica…

@kiadalpi: la mia scelta dell’Università è stata un casino perché continuavo a cambiare idea. Poi ho scoperto ingegneria dell’informazione e organizzazione d’impresa, mi ci sono buttata e mi sta piacendo molto nonostante sia ancora un po perplessa su cosa mi stia dando di concreto.

@Sily85: sono inciampata nella mia professione inizialmente per caso ma ora so che è quella giusta e non la mollo più!

@dituttocuore: la prima scelta di scuola superiore è stata la scelta sbagliata perchè ancora immatura, avevo scelto una scuola per Perito aziendale e corrispondente in lingue estere, ho passato il primo anno ma con molta fatica, ho iniziato il secondo anno ma non andavo avanti ma indietro così ho cambiato scuola, ho perso un anno nel cambio e ho deciso di fare la scuola per Ottico poichè mi permetteva di avere un lavoro in mano senza fare l’università (non volevo proprio farla, ma invece…) così ho scelto anche il mio lavoro Ottico optometrista.

@veroluc84: Il liceo linguistico l’ho scelto perchè non volevo fare il classico e allo scientifico avrei fatto ridere i polli^_^

@FriCat2: La facoltà che ho scelto io è stata una delusione anche se ho avuto l’opportunità di capire cosa voglio dalla vita.. Mentre il lavoro che faccio non l’ho scelto io ma mi ha scelto e mi va bene così, sono più che soddisfatta  L’importante è fare qualcosa e io non so starmene con le mani in mano

@SpeziaC: ho scelto ragioneria perchè mi permetteva di non fare l’università per trovare lavoro. il lavoro…beh. diciamo che non sono schizzinosa. basta che mi paghino.

@anniecro: Sapevo che avrei fatto lo scientifico ancora in terza elementare (ora di religione ‘Cosa vuoi fare da grande?’. Prima ora nella scuola nuova. Unica bambina che non voleva fare la maestra o la ballerina… che guastafeste xD) perché avevo le idee molto chiare sul mio futuro e così mi sono fregata da sola xD non ho mai avuto la scusante del ‘non so cosa fare/non ho abbastanza motivazioni per andare avanti’, ma per fortuna non ne ho avuto bisogno perché sono un sacco soddisfatta di ciò che ho scelto

@Dorothy_257: Non ho scelto io il lavoro, è stata una combinazione di eventi a portarmi lì. E per ora non me ne pento affatto!

@zikaren28: Sempre voluto fare questo. Tra vari ostacoli ci sto riuscendo. Non ho idea del perchè, dove e quando è nato questo desiderio. So solo che ho sempre dato la stessa risposta fin da piccolina.

@maistatachiara: Ho scelto la mia attuale specialistica perché si avvicinava di più a quella che in realtà avrei voluto fare ma che, per questioni di percorso accademico, ho dovuto scartare. Non la migliore delle scelte, in effetti, ma così vanno le cose…

@iltempodivivere: Ho scelto Lingue perché aver la possibilità di far da tramite tra due culture diverse, due persone provenienti da luoghi diversi, è tra le cose che più amo. Mi fa sentore importante, non so se mi spiego. Non nel senso che mi fa stare al centro dell’attenzione, anzi, il contrario: mi permette di mettere in luce gli altri e la loro conversazione. Adesso, la magistrale è stata una scelta ardua. Avrei voluto fare Interpretariato, in Toscana non esiste, a Roma ho superato il test d’ingresso ben due volte ma in Italia le borse di studio sono pessime e vivere fuori casa per ragioni economiche mi è impossibile. Per cui, ho trovato Competenze testuali per l’editoria ed è stato amore a prima vista. Mi permette di unire l’amore per le lingue e per la lettura lanciandomi direttamente nel mondo delle case editrici. Non chiedo di meglio!

@silviarocks94: Io ho scelto ingegneria informatica perché è una cosa che mi ha sempre incuriosita, e poi ha abbastanza sbocchi professionali… Fino ad ora non mi sono pentita della mia scelta xD

@rosybart_: Ho scelto il liceo classico perché avevo una predisposizione per le materie umanistiche, ma soprattutto, odiavo la matematica e con due ore settimanali, credevo di poter stare tranquilla. Alla fine negli ultimi due anni ho studiato più per matematica che per latino. Per l’uni invece ho seguito la passione per le lingue.

@_sunfflower: Diciamo che il geometra è sempre stato un lavoro che trovavo affascinante, l’architettura in sé mi piace tanto e quando è stato il momento di scegliere non ho avuto dubbi su quale scegliere. Avevo intenzione di studiare design all’università, ma finite le superiori ho preferito fermarmi e fare la professione.

 

- Sapete andare in bicicletta?

@anncleire: Si so andare in bicicletta, anche se abitando in un Borgo, nel mezzo delle colline marchigiane non la prendo più tanto spesso… anzi mai in effetti. Ma da piccola certe corse con mia sorella.

@Kikkasole: Si. Ho imparato ad 11 anni. 1988: mio zio mi regalò la bicicletta Rossella, l’anno dopo ho imparato nel cortile di casa

@Mirya_76: Vivo nella città delle biciclette! Da noi sai andare in bicicletta quasi prima di saper camminare.

@Rebe_91_: So andare in bici e ogni tanto lo faccio, ma mai di notte perchè non so accendere i fanali!

@kiadalpi: certo! Ho macinato i chilometri a fare le gare sul vialetto di casa con mia sorella.

@Sily85: sì so andare in bici ma ci vado solo quando sono in vacanza in campagna o giù… XD

@dituttocuore: yes, e vorrei prendermi una bici già che non ce l’ho

@veroluc84: Si so andare in bicicletta, anche se non la uso praticamente mai, preferisco camminare.

@FriCat2: Non vado in bici da quand’ero piccola, probabilmente se ci provassi ora finire con le chiappe a terra

@SpeziaC: certo. da quando ho la macchina sono diventata di un pigro assoluto però. prima di poter guidare andavo praticamente ovunque in bici!

@anniecro: Bicicletta! Amo tantissimo biciclettare xD hai abbastanza tempo per guardarti in giro, ma non impieghi dieci minuti per percorrere una via

@Dorothy_257: Sì ma ci vado molto, molto, raramente. giusto in vacanza.

@zikaren28: Sono nata su due ruote!

@maistatachiara: Of course. Quest’anno, poi, sono praticamente costretta ad utilizzarla per spostarmi qui a Forlì!

@iltempodivivere: Probabilmente se salissi su una bici adesso, cadrei. Non ci vado da quando avevo cinque/sei anni e mi dispiace troppo ma girare qui in bicicletta è chiedere aiuto per suicidarsi.

@silviarocks94: Si, però è da tantissimo tempo che non la uso perché la mia città è praticamente una nemica delle bici, quindi sono un po’ fuori allenamento

@rosybart_: Si, amo andare in bici, mi rilassa un sacco.

@_sunfflower: Si, ho imparato quando avevo circa 3 o 4 anni e a 5 andavo già senza rotelle. Mi hanno insegnato mio nonno e mia sorella (che è due anni più grande), ho dei bellissimi ricordi.

 

- Qual era il vostro pupazzo preferito da piccoli, come si chiamava?

@anncleire: Da piccola avevo una bambola che si chiamava “Rosetta”… me la portavo dietro ovunque, la adoravo. Ce l’ho ancora da qualche parte, anche se mia sorella, per dispetto, me l’aveva deturpata, scarabocchiandole il viso con una penna, non sapete che pianti.

@Kikkasole: non gli ho dato un nome, o forse si ma non me lo ricordo? Mah… Comunque era, anzi è visto che esiste ancora, un topolino aranciogiallo brillante

@Mirya_76: La mia è stata un’infanzia da film horror. Non mi è mai stato concesso un pupazzo. Ma per rasserenarvi, vi assicuro che non mi hanno mai rinchiuso in uno scantinato: casa mia non l’aveva.

@Rebe_91_: Il mio pupazzo preferito è un orsacchiotto bianco con la salopette gialla. Si chiama Toto ed è stato il pupazzo che papà mi ha portato in ospedale appena nata. Sta ancora in posizione d’onore sulla mensola sopra al letto!

@kiadalpi: ho una marea di peluche! Da sempre ho una scimmia che si chiama Gink e ha un buco nella coda perché da piccola la mangiavo per Addormentarmi. Ora come ora ho un ricco alto 50 cm che si chiama Sgrufolo e mi è stato regalato dall’uomo.

@Sily85: il mio pelouche preferito in assoluto è Tigro, una tigre della Trudy..poi ci sono Lama, Cesira, Dorotea, Spillo e taaaanti altri

@dituttocuore: mmmm non avevo un pupazzo preferito… (Tutt’ora mi lamento che non ho mai avuto il peluche dalla nascita - si vede che non mi piacevano! Ma ora a 30anni ce l’ho! Si chiama Bruno ed è un orso bianco dell’ikea che mi ha fatto compagnia nei miei 5anni di solitudine a Milano.

@veroluc84: Da piccolissima avevo un cane di peluches di nome Gioau che in seguito ho scoperto essere il nome di un giocatore della Lazio di quegli anni(mio padre che provava ad indottrinarmi).Poi è arrivato Holly, il mio orsacchiotto bianco(adoravo Holly e Benji) che mi portavo praticamente ovunque e ci dormivo insieme. Ora è nella mia camera da letto sopra il portagioie e guai a chi me lo tocca!

@FriCat2: Il mio pupazzo preferito si chiama Y, non l’ho mai lasciato, ancora oggi ha un posto fisso sul mio letto

@SpeziaC: ommioddio. io sono PIENA di pupazzi. ho dei pupazzi IN TUTTA CAMERA. non posso scegliere il mio preferito! al momento dormo (lo ammetto, ho 22 anni e dormo con un pupazzo) con un mini cane che mi ha regalato l’uomo.

@anniecro: Il mio orsacchiotto ‘Smile’. Ha questo nome perché era l’unico orsacchiotto che avessi mai visto col sorriso. La storia che lo accompagna non è per nulla allegra ed è stato la mia ancora di salvezza in molte occasioni. In valigia (in realtà nella giacca xD ) ho però portato una palla-delfino che mi ha regalato una carissima amica. È tanto imbarazzante quanto adorabile (sto parlando del peluche ..credo)

@Dorothy_257: Ne ho avuti molti, ma quello che ancora oggi occupa un posto speciale è Pingu. Un piccolissimo pinguino super colorato, è il mio pinguino viaggiatore!

@zikaren28: Un orsacchiotto. Banale, vero? Non gli ho dato mai un nome, però. E ce l’ho ancora. Bruttino, tutto strappato, ma guai chi me lo tocca! E’ il mio orsacchiotto!

@maistatachiara: Il mio pupazzo preferito, quando ero piccola, era un gigantesco coniglio rosa e azzurro che si chiamava - viva l’originalità - Coniglione!

@iltempodivivere: Non ricordo un pupazzo preferito. Ne ho sempre avuti tanti, ne ho ancora tanti, ma non uno che fosse l’unico da avere sempre accanto. Adesso però ho sul comodino Ciop che era del moroso da piccolo e da lì non lo sposto proprio!

@silviarocks94: Era un orsacchiotto rosso con la pancia bianca e le zampe gialle (un po’ bruttino xD) però non ricordo il nome che gli avevo dato, dovrei chiederlo a mia madre.. Però a pensarci bene non avevo una grandissima passione per gli animali di peluche, preferivo di gran lunga quelli veri come il cricetino che ho avuto per un periodo di tempo che si chiamava pallino xD

@rosybart_: Avevo un orsacchiotto bianco che portavo ovunque, ma non gli ho mai dato un nome.

@_sunfflower: Argomento intoccabile. Ho 22 anni e dormo con lo stesso pupazzo da 20, è un cane dalmata piccolo. Lo porto ovunque, in tutti i miei viaggi, lui è sempre in valigia, per me è impossibile dormire senza. A volte ci provo a lasciarlo a casa, ma mi rigiro sempre a prenderlo perché sento che mi manca qualcosa. Anche quando il mio ragazzo dorme a casa mia, Pippo (così si chiama) è nel letto con noi.

 

Grazie girls… alla prossima settimana :*************

Aspettando… MANUALE DELLA PERFETTA ADULTERA

Manca solo una settimana alla pubblicazione di uno dei libri più attesi in questo autunno che stenta ad arrivare. Mancano una manciata di giorni all’arrivo nei nostri e-reader della pubblicazione di Ella M. Endif, “MANUALE DELLA PERFETTA ADULTERA”. Non si tratta di un libro come gli altri. Seppur venga da una famosissima ff pubblicata su Efp, “Una sera… per caso” pure ne ha perso qualsiasi connotato. Preparatevi a vedere una storia completamente diversa, una storia che non vi sareste mai immaginati.

È un libro potente, di quelli che non lasciano spazio a certezze. È un libro che induce alla riflessione, che pone tantissime domande, che ti lascia aggrappato a mille paure. Non è un libro facile, perché solo in apparenza potrebbe sembrare una storia d’amore. In realtà nasconde molto altro. E’ una storia di riscatto, di rivincita, di scoperta. È una storia così meravigliosamente umana che lascia interdetti. È la storia di una famiglia, di un mistero che intreccia situazioni di diversi tipi. È una storia di cambiamento. E si ci sono parti erotiche, si ci sono scene passionali, ma il Manuale è un pretesto, l’attrazione un mezzo, la conoscenza reciproca un faro nella notte. 

 

 

5 buoni motivi per leggere questo libro:

1) Innanzitutto Ella è una scrittrice di immenso valore. Ha lo stile pulito di chi va dritto al punto, ma al contempo costellato di metafore e concetti complicati.

2) Ryan, la protagonista femminile. Ryan ha il coraggio di chi sceglie di ribellarsi e la fiducia incrollabile in suo figlio. È una madre e da madre ha il senso del sacrificio e della veglia.

3) Trevor, il protagonista maschile. Non è solo un bellissimo bellimbusto. Ha l’animo del cavaliere, anche se gli ci vuole un po’ per capire cosa vuole. Ottenebrato dalla sua vita di Chicago non capisce che cosa ha davanti. Ma ha la voce, il fisico, e il carattere per diventare il vostro book boyfriend preferito.

4) La Trama. Nasconde molto più di quello che si lascia intendere dalla sinossi. Non è lineare, ma complessa, intrigata, misteriosa e affascinante. E sexy… con il tono caldo di Trevor *smirk*

5) I temi. È una storia che intrattiene inducendo la riflessione, non si è passivi nella lettura, Ella vi conduce nella lettura e vi pone delle domande, su cui pensare e concentrarsi.

 

 

 

Per questa volta vi risparmio la trama… e aspettandovi il 15 per una sorpresa vi lascio al Terzo Capitolo che Ella è stata così meravigliosa da regalarci!

Qui trovate il Primo Capitolo e qui il Secondo!

Vi ricordo che MANUALE DELLA PERFETTA ADULTERA di Ella M. Endif esce il 15 OTTOBRE e che potete prenotarlo su Amazon, e aggiungerlo su Goodreads.

Il 20 Ottobre inizierà il “Trevor Read Along”… tenetevi pronti. Lo so che l’ansia di leggere è immensa… un abbraccio!

BLOG TOUR: Infinito (La Trilogia di Lilac #3) di Alessia Esse

Sono qui oggi per presentarvi la terza tappa del Blog Tour di Infinito il terzo volume de “La Trilogia di Lilac” di Alessia Esse e credetemi quando vi dico che per me si tratta di un onore di inestimabile valore. Sono molto affezionata a questa trilogia. Ho fatto il tifo per Lilac dal primo momento in cui ho saputo della sua esistenza e per me, Alessia, è una scrittrice eccezionale. Tante volte mi sono chiesta come mi sarei sentita ad arrivare alla fine… e non ho parole. Sono emozionalmente instabile, ho trascorso gran parte del tempo ad urlare “No! No, non è possibile, no!” come ho twittato stamattina. Sono sconvolta. E incredula, e convinta che la scrittrice campana sia un genio.

 

 

 

Ora vi lascio subito con le altre tappe del blog tour, Denise ha già postato il prologo di Infinito e Veronica invece la playlist. Alessia ha consigliato di ascoltare la playlist SOLO dopo la lettura del libro.

3 OttobreReading is Believing

6 OttobreShe was in Wonderland

8 OttobrePlease Another Book

10 OttobreLibri & Popcorn

13 OttobreCoffee & Books

15 OttobreLibri da Favola

17 OttobreIl Profumo dei Libri

Libri da favola ha anche organizzato un “Gruppo di Lettura” in cui Alessia partecipa attivamente… vi consiglio di dargli un’occhiata!

La mia tappa??? La mia tappa miei carissimi prevede un ESTRATTO da Infinito… yep avete letto bene… eccolo per voi!

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Dal capitolo 2:

La mia domanda viene interrotta dai passi di una donna che si avvicina. E’ alta e snella, con lunghi capelli verdi fermati in una coda alta. La frangia bianca, in contrasto con i capelli, copre interamente la fronte. La donna indossa un vestito turchese, la cui gonna aderente fascia i fianchi tondi. Fra le mani ha un tablet.

Finora non avevo mai visto la ministra della Scienza dal vivo.

“Polluce,” dice Vega G alla nuova arrivata. “Eccoti.”

Il viso della ministra è curato e perfetto come quello di una donna che si è sottoposta più volte alla chirurgia estetica, ma i suoi occhi – grigi e piccoli – mostrano una donna matura, probabilmente della stessa età di Vega G. E, quindi, di mia nonna.

Chi era, Polluce, nel gruppo fondato da Giovanna, Unite Per Sirio? Che ruolo ha avuto nella diffusione del virus? Lei e mia nonna erano amiche?

“Stavo controllando i risultati dei test effettuati un’ora fa,” dice la ministra, riportandomi al presente. Il suo italiano è perfetto. “Ho sentito la tua voce, cara, e ho pensato di unirmi a voi.”

“Ti presento Elia e Lilac,” dice Vega G, spostandosi di un passo per lasciarci l’opportunità di stringere la mano alla donna.

“Buongiorno, ministra,” dico, con tutta la riverenza che riesco a fingere.

“Buongiorno.” Fa una pausa, prima di sorridere ad Elia. “Benvenuto al Centro Helios,” dice mentre stringe la sua mano.

Polluce solleva il tablet, prima di voltarsi verso i letti. “Immagino siate qui per conoscere le condizioni dei nostri nuovi ospiti.”

“Elia e Lilac avranno accesso a ogni informazione a cui io ho accesso,” dice Vega G. “Diagnosi, cura, prognosi e progressi di ogni singolo uomo proveniente dalla vecchia capitale.”

 

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E ora… siete pronti per la mia review???

 

 

“Ho imparato che per vedere bene è necessario tutto” dico ripensando alla domanda che mi fece nel suo salotto. “Gli occhi, il cuore, a volte anche il mirino di un fucile. Credo sia questo il senso della vita. Per vedere bene, per capire, sono queste le cose necessarie: la mia mente e il mio cuore”.

“Infinito” è il volume conclusivo della trilogia distopica di Alessia Esse e quella che mi appresto a scrivere è sicuramente una delle recensioni più difficili che abbia mai iniziato. Sono scossa, con le lacrime e felice, perché Alessia ancora una volta non mi ha deluso. Questo libro è terribilmente bello e crudelmente perfetto. E non cambierei una virgola.

                                                                                            

Lilac Zinna e Margot Riford hanno una missione: smantellare il governo di Vega G. Le ragazze hanno un piano: Lilac distruggerà l’USP dall’interno, fingendosi alleata della Presidentessa, mentre Margot raggiungerà la Francia per raccontare alle donne la verità sulla Sindrome. Il piano è difficile, ma Lilac e Margot hanno degli alleati: Lilac ha Elia al suo fianco, e Margot non sarà sola quando partirà da Pontenero per tornare a Malorai.
Ciò che le due non hanno messo in conto, però, è che nel mondo creato da Vega G le sorprese sono sempre dietro l’angolo, assieme a nuove verità che, nell’ultimo libro de La Trilogia di Lilac, stravolgeranno e - in alcuni casi - distruggeranno la vita dei protagonisti.
Insieme, Lilac e Margot lotteranno per impedire che il peggio accada; per evitare che la Presidentessa porti a termine il suo vero progetto.

 

All’inizio tutto era PERFETTO, poi il SEGRETO è venuto a galla e alla fine ci si immerge nell’INFINITO, nell’alfa e nell’omega di un mondo sapientemente costruito. In wordbuilding è eccezionale, tutte le domande trovano risposta e non ci viene negato niente. Non abbiamo di fronte a noi un libro semplice, è un libro oscuro, in cui tutti i personaggi pagano lo scotto di SCELTE, scelte che tutti compiono dall’inizio della Sindrome, al Periodo Oscuro all’inevitabilità di una tirannia. Sono Lilac e Baguette che si alternano nella narrazione, sempre rigorosamente in prima persona e al presente, quel presente che scalpita e che deve fare i conti con un passato che non è morto, ma che quasi risorge dalle sue ceneri. Entrambe le ragazze compiono un viaggio, che consente loro di evolversi e di prepararsi per lo scontro finale. Lilac non è più la ragazzina spaventata del primo volume e se già nel secondo aveva preso coscienza, qui si riveste del cappotto che costruisce il suo amore e lo culla, lo protegge e lotta. Lilac è rigorosa, diligente, un’idealista, forse, ma capace di dare una seconda, una terza e una quarta possibilità. Non si sfugge al dolore, colpisce e colpisce forte, ma è la capacità di perdono che stupisce e rincuora.

Baguette resterà il mio personaggio preferito, molto più di Lilac, forse perché mi sento affine a lei, perché ha lo spirito della ribelle e il cuore d’oro di un’amica preziosa, perché si ribella, perché è una dura. Certi suoi infervorati discorsi, certi suoi modi di fare rimarranno nel mio cuore sempre.

“E tu sei già una donna forte e decisa, Baguette. Non avere alcun dubbio a tal proposito.”

È Baguette in fondo quella che non crolla, è lei che tiene uniti i pezzi di una storia che rischia di naufragare. Ed è meraviglioso leggere di lei, dei suoi progressi, del suo amore.

“Elia è una quercia, e le querce non si piegano mai.” E non c’è una definizione migliore per lui, non nel mio immaginario. Elia è lo scheletro su cui si basa tutto, e non per come è venuto al mondo ma per quello che è, per quel moto che lo spinge a combattere e a ribellarsi, che lo fa essere speciale e insostituibile… e perché #Eliaquasinudo fa più di un’apparizione.

E come dimenticare Rita? È una di quelle donne sagge, di quelle donne che non si lasciano intimorire, che sanno, che non dimenticano, che hanno il potere di comandare anche senza dire una parola. E ritroviamo tutti, Francesca Zinna e il Capitano Strada, Irene e Wilson, Eloisa e Thomas e tra vecchie conoscenze e nuove apparizioni, Polluce e Sofia, troviamo un corollario di comprimari che lottano, perché la vita è anche lotta, e come afferma Vega G. “Se fosse umana, la Storia indosserebbe sempre un vestito rosso, come il sangue degli uomini e delle donne morti in nome di ricchezza, potere, indipendenza, diritti.”

Ed è questa una delle cose che più ho apprezzato di tutta la Trilogia di Lilac, si tratta di una storia di libertà e fiducia, di lotta e ribellione. Non c’è solo sangue e massacro, c’è anche speranza, ci sono le strette di mano e gli abbracci, c’è tutto un mondo che non nega la sua voglia di girare per le strade senza filo spinato.

L’ambientazione è ricca e varia e vediamo posti che non abbiamo mai visto. Alessia non si perde in inutili descrizioni, tutto ciò che ci mostra e dipinge con le sue parole resta ancorato per costruire un’immagine ricca e indimenticabile. È essenziale, ma per questo non incompleto. Leggere ha la magia della ricostruzione e le lacrime della sofferenza dei ricordi.

Il particolare da non dimenticare? Un pezzo di pizza.

“Infinito” è IL LIBRO, quello che non vuoi che finisca, quello che conclude una storia per aprire un mondo di possibilità. È una storia d’umanità, di scelte, di vita. Perché la vita è una strada e va percorsa fino alla fine. Questo è un libro che respira vita propria, su cui rifletti a lungo, perché rivela verità scomode e difficili. È un racconto che non lascia spazi a dubbi e incertezze, perché bisogna scendere in campo.  È un WTF continuo, una costruzione arzigogolata, un cammino difficile, un cumulo di misteri che escono fuori dalle pagine senza che il lettore se ne renda conto. Indimenticabile!

Buona lettura guys!

 

 

 

La Serie “La Trilogia di Lilac”:

- Perfetto  (recensione + intervista)

- L’ultima voce

- Segreto

- F.R. 983

- Infinito 

- Petali di Rosa

 

Volete sapere qualcosa di Alessia Esse?

Vive in provincia di Salerno, circondata dalle colline e dal mare. E’ nata il 3 agosto del 1983. Ha iniziato scrivendo fanfiction per il fandom di Twilight con il nicknameStupid Lamb. L’idea per scrivere Perfetto le è venuta nel 2008, dopo un esame universitario, in cui si è ritrovata a pensare “quanto sarebbe bello il mondo senza uomini!” e da lì ha iniziato a fantasticare su una storia…

Dove trovarla:

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La Straniera (Outlander #1) by Diana Gabaldon

 

“Ho giurato davanti a Dio di proteggere questa donna e se mi state dicendo di considerare la vostra autorità più grande di quella dell’Onnipotente, devo informarvi che non la penso così.”

 

“La Straniera” è il primo volume della notissima serie di Diana Gabaldon e io non ne avevo mai sentito parlare prima dell’arrivo sui nostri schermi della serie tv “Outlander”.

 

Ho iniziato a vedere le gesta di Claire e Jamie (oh Jamie quel pezzo di manzo interpretato da Sam Heughan) con la convinzione che non avrei mai aperto il libro. Poi la notizia sconcertante dell’interruzione di metà stagione e la ripresa il 4 APRILE, mi hanno dissuasa. Dovevo sapere cosa succedeva. E non me ne sono minimamente pentita.

 

Nel 1945 Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra, in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata la giovane donna attraversa un cerchio di pietre antiche, che si trovano in quella zona.

All’improvviso si ritrova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire si trova coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore.

 

 

Non avevo grosse aspettative riguardo questo libro. L’ho preso in mano solo con la voglia di avere informazioni utili per arrivare ad aprile sana di mente. Ma devo dire che: 1) mi sono pentita amaramente di averlo letto in italiano, trovare “Sassone” al posto di “Sassenach” pronunciato da Jamie con il suo caratteristico sorriso, mi ha sconvolto,

 

2) mi sono dovuta ricredere. Mi è piaciuto un mondo. Sono sincera, io adoro le storie di viaggi nel tempo e nonostante l’inizio incerto, ho letto il libro velocemente, rabbrividendo, invocando il nome di Jamie e storcendo le labbra di fronte alle torture. E mi è piaciuto, e molto.

È Claire che racconta la sua storia in prima persona dalla seconda luna di miele in Scozia, nel 1945, insieme a Frank Randall, fino al suo burrascoso arrivo nelle Highlands della Scozia del 1743, in mezzo a guerre, scontri tra clan e la riscossa dei Dragoni Rossi Inglesi. Straniera sia geograficamente che mentalmente, Claire deve destreggiarsi tra tradimenti e spie e trovare un modo per tornare a casa. Claire è una donna pragmatica, che non si tira indietro di fronte ai pericoli, anzi spesso vi ci si getta a capofitto. Non riesce a capire come sia arrivata al castello di Leoch, eppure, tra i MacKenzie trova il suo posto. Le sue conoscenze mediche le saranno di immenso aiuto per adattarsi ad un ambiente che di ospitale non ha nulla. La caccia alle streghe, gli uomini padroni, la rivolta contro il governo centrale, usanze barbare come la caccia al cinghiale e le punizioni fisiche per i colpevoli, sono pane quotidiano. Claire ha la capacità di guardare oltre, ma essere allo stesso tempo egoista e incerta. Finché non è costretta a conoscere più a fondo l’altra figura principale della storia.

 

Quando compare, di lui sappiamo poco e nulla, solo a metà libro veniamo a scoprire il suo vero nome, sto parlando di James Alexander Malcom MacKenzie Fraser (nella testa lo sento con l’accento di Sam *-*), amichevolmente detto Jamie.

Il giovane scozzese non solo si erge a protettore di Claire ma ne invade la vita e l’intimità costruendo i presupposti per una storia d’amore sconvolgente e impressionante che supera le distanze del tempo, delle consuetudini e dei ruoli. Jamie è coraggioso, testardo, leale, ci sa fare con i cavalli, è bellissimo con le spalle larghe e i ribelli riccioli rossi e non sa stare zitto. Questa ultima caratteristica sarà la sua rovina in più di un’occasione. Ma ha la propensione dell’eroe, del guerriero, del cavaliere che salva una damselle in distress. È un uomo affascinante, colto e gentile, ma anche rozzo e leggermente lunatico, insomma è pur sempre un abitante delle Highlands scozzesi del diciottesimo secolo. Eppure non se ne può negare il fascino e la premura, neanche nei momenti peggiori.

 

Straordinario anche il corollario dei personaggi secondari che allargano lo scenario. Al centro ci sono Claire e Jamie, ma intorno ci sono i MacKeanzie Collum e Douglas e i membri della comunità, ci sono i clan, i raduni, i giuramenti. Ci sono le giubbe rosse, gli aggressori inglesi, ci sono donne e uomini, tradizioni e responsabilità. C’è Jenny che ho adorato. E c’è il terrificante Black Jack, il capitano Jonathan Randall, il capitano della guarnigione inglese stanziata in Scozia, uno di quegli esseri che speri che non siano mai nati e che invece camminano imperturbabili. Terribile.

Ho passato metà del tempo ad invocare il nome di Jamie. Perché inevitabilmente ci sono delle scene atroci e queste sono uno dei motivi per cui non posso dare un voto pieno al libro. Ci sono scene eccessive, scene in cui non riuscivo ad andare avanti, scene che per quanto rappresentanti una situazione fin troppo reale, mi hanno impedito di essere serena.

 

Ma il sapore della Scozia settecentesca, degli uomini in kilt con il dirk, il tipico pugnale, in mano, i riti e le tradizioni, sono eccezionali. Le descrizioni, puntuali e coincise contribuiscono a rendere quasi magica l’atmosfera. In fondo il paranormale e la magia hanno una parte in tutto questo. Le superstizioni e i luoghi comuni la fanno da padrone, anche quando tutto sembra incerto. La campagna inglese, quelle colline e i boschi, il castello, le proprietà terriere e Fort Williams. Tutto contribuisce a rendere reale e inquietante la storia. Perché è qui che la Gabaldon diventa fenomenale, unendo invenzione e realtà storica, ricostruendo in maniera corretta una realtà scomparsa da quasi trecento anni. Una tradizione impeccabile, che si unisce a scene inventate, e personaggi che riempiono la pagina fin quasi ad uscirne. E non so se parlo perché condizionata dalla visione di “Outlander” che comunque mi ha fornito un immaginario già consolidato quando ho iniziato la lettura, ma mi sono immersa nel libro e non volevo più uscirne.

 

Il particolare da non dimenticare? Una collana di perle…

Una storia che supera i confini del tempo, di una Straniera che supera paure e apprensioni e abbraccia una vita che non avrebbe mai immaginato. Una storia d’amore meravigliosa, con un uomo, Jamie, indimenticabile e che ti resta a lungo nella mente. Leggete la Straniera… io vado alla ricerca del secondo volume come una disperata… perché devo sapere.

 

Vi consiglio di leggere anche la recensione di @fritzerina sul suo blog “A Public Perspective” (occhio è in inglese) se non vi sono bastate le mie parole, che è molto più capace della sottoscritta.

Buona lettura guys!

 

 

 

La Serie “Outlander”:

- Untitled (prequel)

- Outlander  in italiano “La Straniera

- Dragonfly in amber  in italiano “L’amuleto d’ambra

- Voyager  in italiano “Il cerchio di pietra

- Drums of Autumn  in italiano “Tamburi d’autunno

- The Fiery Cross in italiano “La croce di fuoco

- A breath of snow and ashes in italiano “Nevi infuocate

- An Echo in the Bone in italiano “Destini incrociati

- The Space Between (novella)

- Written in my own heart’s blood

- A leaf on the wind of all hallows (novella)

- Untitled 

 

*le gif presenti in questo post sono state trovate su internet e appartengono ai loro legittimi proprietari. Qualora fosse un problema verranno immediatamente eliminate*

Cover Lovers #36: Red Queen by Victoria Aveyard

È martedì e questo significa un nuovo appuntamento con il meme che ho creato insieme alla mia straordinaria collega @Ilovereading_, del Blog Petrichor che vi invito a seguire calorosamente anche alla sua pagina fb. Dopo la dipartita di mesi, sono di nuovo qui, pronta a non lasciar perdere questa rubrica. Spero di mantenere la stessa costanza di sempre, spero di non perdere di nuovo la voglia e il tempo per questa piccola creatura a cui sono molto affezionata. Ma bando alle ciance… Sono molto orgogliosa quindi di presentarvi il nostro meme:

 

 

Di cosa si tratta? Cover Lovers: La copertina che ci ha fregato questa settimana è una rubrica che ci permette di presentare la copertina che di settimana in settimana ci ha indotte ad aderire ad un Blog Tour, richiedere un ARC, o semplicemente comprare un libro. In definitiva, la copertina che solo guardandola ha fatto aggiungere un libro (o due) alla lista delle cose da leggere.

 

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Altra cover, altra distopia, altro regalo di Edelweiss e HarperTeen. Si  tratta di un altro libro che ho scoperto mentre divagavo sul sito, la mia perdizione, quasi quanto Goodreads. A dire il vero dovrei smettermela di aggirarmici visto che non ho tempo per leggere i libri che sono in lista da tempo, figuratevi quelli che non dovrebbero neanche entrarci. Ma ormai lo sapete, io a una cover non riesco proprio a dire di no. E nella maggior parte dei casi neanche leggo le trame. Spesso se non fosse per questa rubrica non saprei di che parlano finché non vengono letti. Dovrei proprio togliermelo questo viziaccio visto che sono invasa dai libri e non ho più spazio *soffre*

Ma… santo il digitale che mi permette quanto meno di intasare la cartella del mio computer.

La cover che mi ha fregato questa settimana è quella di “Red Queen” il primo volume di una nuova serie (maledetta me non leggo abbastanza serie?) di Victoria Aveyard. Ma vediamola:

 

 

Io la trovo favolosa nella sua estrema semplicità. Uno sfondo celestino su cui risalta, spietata la corona contornata di sangue. Quasi inquietante… e vagamente malvagia. “Il potere è un gioco pericoloso”, in fondo!

 

Di cosa parla il libro?

I Reds colpiti dalla povertà sono comuni, vivendo sotto le regole dei Silvers, un elite di guerrieri con poteri da dei. Per Mare Barrow, una ragazza Red di diciassette anni proveniente da The Stilts, sembra che niente potrà mai cambiare.

Mare si ritrova a lavorare nel Silver Palace, al centro di quelli che odia di più. Scopre in fretta che, nonostante il suo sangue rosso, possiede anche lei un potere mortale. Uno che minaccia di distruggere il contro dei Silvers. Ma il potere è un gioco pericoloso. E in questo mondo diviso dal sangue chi vincerà?

 

Ammetto che la trama non dice niente e che assomiglia a quelle di tante  altre distopie, ma mi incuriosisce parecchio e non potevo dire di no ad una copertina.

E voi? Da che copertina vi siete lasciati fregare questa settimana? Ditemelo in un commento!

The Curse Breakers (The Curse Keepers #2) by Denise Grover Swank

 

“You’re the bait, love.”

“That’s reassuring.” But true. “If things get too intense, maybe we can lure them to the water and Big Nasty will come save me.” I snorted. “It’s a sad day when you hope a giant evil snake will save you.”

“Indeed.”

 

“The Curse Breakers” è il secondo capitolo della saga di Denise Grover Swank, che ho avuto la fortuna di scoprire grazie a Netgalley e 47North che mi hanno accolto sotto la loro ala protettrice. Non pensavo che la Swank si potesse superare ma mi devo ricredere. Ero un po’ incerta per il triangolo, continuo a tifare per Collin, ma l’originalità di questa storia che unisce il paranormale alle antiche tradizioni della cultura nativa indiana-americana mi ha lasciato senza parole e sono pronta per l’ultimo libro.

 

Per più di quattrocento anni, i Curse Keepers hanno protetto la barriera tra il reame umano e quello degli spiriti. Tutto questo cambia il giorno in cui Ellie Lancaster incontra Collin Dailey. La profezia domanda che loro debbano proteggere il mondo dal male… anche se questo scatena una passione che minaccia di consumarli entrambi.

Ora Ellie affronta una nuova spaventosa vita, abbandonata dall’uomo che ama e tormentata da spiriti malevoli che sprigionano la loro vendetta sulla terra. La sua unica possibilità di proteggere l’umanità – e sé stessa – dalla caccia dei demoni e di dichiarare suo il marchio del dio Ahone. Trovarlo significa fidarsi del David Preston, un bellissimo professore di storia dei nativi americani il cui scetticismo è superato dalla sua attrazione per Ellie. Insieme devono finire quello che i Curse Keepers hanno iniziato, sconfiggendo le forze oscure affrontando l’inferno sulla terra – scoprire la verità sul destino di Ellie.

 

Questo è un libro di passaggio, e come tutti i libri di mezzo è un po’ debole. Non ha un ritmo particolarmente incalzante, ma non per questo è noioso, anzi. La Swank ci investe di informazioni più o meno importanti, e compiamo un viaggio, lo stesso di Ellie mentre piano piano il quadro si arricchisce di simboli, mitologia e nuovi elementi. È Ellie che racconta la sua storia in prima persona, è con lei che ci avventuriamo in un mondo che non conosciamo. La ragazza sta ancora superando gli eventi conclusivi del primo volume e si ritrova sola, alle prese con un mondo che non capisce e che la coglie impreparata ad ogni svolta. Ellie è coraggiosa, è  una donna e non vuole lasciarsi mettere i piedi sopra anche se non capisce quanto sia pericoloso mettersi contro i demoni che sono usciti dall’inferno indiano. Ma è sola e di qualcuno deve pur fidarsi. Collin si è rivelato inaffidabile e incapace di impegnarsi, che sia in una relazione passionale o in un accordo semi professionale. D’altronde è sempre stato abituato a fare tutto da solo e proteggere solo la sua testa. Ellie è intenzionata a salvare i suoi cari e tutta l’umanità anche se questo significa, inevitabilmente, sacrificare sé stessa. Ed è questo che differisce profondamente i due ragazzi. Se Collin è astuto e calcolatore, Ellie è istintiva e passionale e generalmente agisce sempre prima di pensare. Non si ferma a riflettere e anche quando lo fa, finisce per mettersi nei guai. Ellie viaggia alla cieca con pochi ricordi sparsi dal padre e tanti facili errori. Anche i suoi tentativi di chiedere aiuto a Collin si frangono contro le ostinate convinzioni del ragazzo e l’unica cosa che può fare per mettersi in salvo è cercare aiuto altrove. Aiuto provvidenziale che le arriva dalla new entry David Preston. Inizialmente non sono stata particolarmente contenta di vedermelo davanti ma poi mi sono resa conto che il personaggio di David ha molto  potenziale. Non solo perché  inevitabilmente con Ellie forma più di un’alleanza per sconfiggere gli spiriti e i demoni che si aggirano per le strade del North Carolina, ma anche perché è l’esatto opposto di Collin e forma un’insospettabile triangolo. Lo so che molti di voi storceranno il naso contro questa scelta della Swank ma devo dire che nonostante tutto è stata veramente azzeccata. David è formale, accorto, premuroso, intelligente e non si lascia fermare da niente, neanche dalla sua incapacità di prestare un aiuto fisico a Ellie. È uno di quegli uomini rarissimi che non si perdono nel reame della stronzaggine ma si ergono per essere di conforto. David è l’uomo perfetto, ma a volte neanche questo è sufficiente.

Tra nuovi personaggi che si fanno largo, restano inevitabilmente anche i vecchi a partire dalla mitica Claire, la migliore amica di Ellie che io adoro e Myra, la sua matrigna, dolcissima e forte.

Tra la Lost Colony riemersa dal tempo e i luoghi simbolo di Manteo, Ellie ha un bel daffare a scoprire la verità, il simbolo di Ahone e soprattutto il mistero che ancora avvolge la maledizione.

Il particolare da non dimenticare? Un orologio da taschino…

Un libro ricco di antiche leggende e tradizioni, che segna l’immaginario del lettore e gli regala un urban fantasy pieno di fascino e di un pizzico di romance, per lasciarlo con la voglia di leggere ancora. Per fortuna è già uscito “The Curse Defiers” e la Swank ha confermato che ci sarà un quarto volume nell’autunno 2015. Non vedo l’ora! Lo stile narrativo della scrittrice è semplicemente una garanzia.

Buona lettura guys!

 

 

 

Ringrazio immensamente Netgalley e 47North per avermi regalato la straordinaria opportunità di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia onesta opinione. Un bellissimo regalo come sempre.

 

 

 

La Serie “The Curse Keepers”:

- This Place is Death

- This change everything

- The Curse Keepers

- The Curse Breakers

- The Curse Defiers

- Untitled

Aspettando il… MANUALE DELLA PERFETTA ADULTERA

Vi ricordate qualche giorno fa che ho pubblicato la copertina del libro d’esordio della meravigliosa Ella M. Endif???

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Bene… manca pochissimo all’uscita del Manuale, giusto un paio di settimane al 15 ottobre. Non state fremendo tutti come me??? No perché io non sto più nella pelle!!!!

 

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Loreline Preston vuole essere felice: vuole che il suo matrimonio funzioni, che le montagne che circondano North Conway inizino a piacerle, che suo figlio cresca amato e sicuro di sé. Ryan sa che nulla si ottiene senza sacrificio, perché nulla le è stato regalato e sa che rigore, disciplina ed onestà sono gli unici mezzi che ha per mantenere unita la propria famiglia. Non teme la rinuncia, anche se questo significa riporre i suoi sogni in un cassetto. Non teme la lotta contro se stessa perché, per amore di suo figlio, ha ridotto la sua voce interiore al silenzio e si è convinta di non desiderare altro.

Trevor Knight è un uomo ambizioso: vive a Chicago e lavora in uno studio legale prestigioso. Sa cosa significa avere potere, sa come manipolare persone e situazioni per trarne sempre un vantaggio. Autocontrollo e perseveranza sono i suoi tratti distintivi. Non ha legami e non ne sente la mancanza. Anche con la sua famiglia d’origine mantiene rapporti distaccati e quando i fratelli gli chiedono aiuto per un problema burocratico della scuola d’infanzia che dirigono, è costretto a trasferirsi per un po’ a North Conway.

Un solo bacio con uno sconosciuto è l’unico momento di pazzia che Ryan è disposta a concedersi nella sua esistenza fatta di doveri, prima di tornare ad Andy e a un matrimonio che le si sta frantumando tra le mani. Un solo bacio non basta a Trevor, che pensava di avere già tutto ciò che desiderava e scopre, invece, di avere un vuoto che soldi, successo e bellezza non sono mai riusciti a colmare.

Il caso congiurerà contro di loro per farli incontrare ancora, perché la vita è imprevedibile, i progetti sono fatti per essere rivoluzionati e le certezze per essere messe in discussione. Ryan e Trevor riconosceranno nell’altro il completamento di se stessi, ma lotteranno a lungo prima di capire che smarrirsi del tutto è l’unica strada percorribile per ritrovarsi davvero.

 

Siccome io sono awesome, Ella è iper awesome e mi accontenta anche se le rompo le scatole… in esclusiva  per voi il SECONDO CAPITOLO del MANUALE!!!!!! Vi amo! Buona lettura!

 

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State facendo il conto alla rovescia per il 15 ottobre si? E segnatevi il 20 ottobre per il TREVOR READ ALONG!