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Bittersweet by Sarah Ockler


Perfect. First time I’m this close to a really cute guy in years—and by years I mean ever—and save for my adorable pink leg warmers and the lip balm I slicked on when I got here, I’m ninety-two percent hygienically unprepared. He probably thinks I’m a pig farmer or a pig wrestler or some other person who regularly interacts with pork products … 


 
“Bittersweet” è uscito a gennaio 2012 e la scrittrice è Sarah Ockler, quella di “Twenty boy summer” e ho deciso di darle una possibilità visto che quel libro mi era piaciuto abbastanza. Ma questo è semplicemente meraviglioso, era da un po’ che non mi capitava di leggere una storia così bella ed intensa.
Hudson Avery ha un biglietto diretto per raggiungere il suo futuro: diventare una pattinatrice sul ghiaccio professionista. Ma nella sera del suo grande debutto per iniziare la sua fantastica carriera manda tutto all’aria. Tre anni dopo, i genitori hanno divorziato, ha perso la sua migliore amica Kara, ha mollato il pattinaggio per diventare la regina dei cupcakes nella tavola calda Hurley’s di cui la madre è proprietaria ed è bloccata a Watonka la cittadina nella quale vive che sorge vicino al lago Fillmore al confine con il Canada. Ma tutto cambia quando si imbatte in Josh Blackthorn cocapitano dei Watonka Wolves, la squadra di hockey locale, che la becca mentre pattina da sola sul lago. Josh le chiede di aiutarlo nel pattinaggio ma Will Harper, l’altro capitano, estende la richiesta per tutta la squadra ed evitare la sconfitta in campionato per l’undicesimo anno di seguito. Lei accetta per allenarsi nel Baylor’s Rink, il campo di ghiaccio al coperto dove si prepara la squadra, perché vuole partecipare ad una competizione di pattinaggio per vincere una borsa di studio. Tra equivoci, litigi e cupcakes Josh e Hudson riusciranno a trovarsi davvero?
La Ockler mi ha piacevolmente sorpresa con questa storia, ammetto la verità ero piuttosto scettica, la trama piena di suspense e misteri mi aveva incuriosita ma l’altro libro che avevo letto non mi aveva convinta pienamente. Ma mi sono ricreduta, il libro è davvero speciale e nonostante lo schema classico, la trama si libera delle pastoie del triangolo, dell’ennesima YA romance e ci regala una storia emozionante e vera.
“There’s a fine line between bitter and sweet.” (c’è una linea sottile tra l’amaro e il dolce) penso che sia il riassunto perfetto di questo libro, dove il titolo è una special etichetta, e questo sentimento malinconico, triste ma anche sereno e dolce si unisce e avvolge l’intera storia, che non è divertente, passionale, ma si articola su più livelli, e la sofferenza, la rabbia e la mancanza di fiducia giocano un ruolo importante.
La storia ci viene raccontata con gli occhi di Hud ed è sostanzialmente solo lei la protagonista, gli altri le fanno da contorno, un contorno ricco e molto ben costruito, ma è lei la stella. Ho molto apprezzato il modo in cui la Ockler la caratterizza rendendola unica. Hud è piena di rimpianti per quella sera di tre anni prima e si ritiene responsabile per la fine della relazione tra i suoi genitori. La famiglia felice si è sgretolata di fronte al tradimento del padre che ha colto la prima occasione per mandare tutto all’aria e sfuggire verso storie brevi e fugaci, sentendo raramente i figli, se non per qualche sporadica email. E soprattutto è stato la causa dell’abbandono del ghiaccio da parte di Hudson totalmente sconfitta e allucinata. E si nasconde dietro i suoi cupcakes, creando sapori e combinazioni sempre nuove e speciali e trovando i Dani la sua nuova migliore amica che l’accompagna fedelmente nella vita di tutti i giorni. Dani è una ragazza con la passione per la fotografia lo spirito sereno, la battuta sempre pronta con la passione per le romance, che attacca bottone facilmente e non si lascia impressionare da nulla. È la BBF ideale quella che si inventa scuse per parlarti e consolarti, che ti sostiene anche se non crede in quello che fai e che non ti abbandona anche se ce l’ha a morte con te.
E  Hud crede di aver abbandonato il pattinaggio per colpa del padre, di essere bloccata in una citta che odia e che non può sopportare, che la madre la obblighi nel gestire una tavola calda a cui lei non è interessata ma che cerca di salvare in ogni modo lo stesso. E si ricrede, ha mille dubbi ma capisce che cosa vuole e dove vuole andare e trova il coraggio di ammetterlo a tutti coloro che la circondano.
Se Will è il playboy della situazione, hot con la colonia che indossa come segno di riconoscimento, Josh ha più il fascino del the boy next door, ma anche lui è sorprendentemente handsome, dal fisico impressionante (sono giocatori di hockey mica niente) ma soprattutto è dolcissimo. Con lui nascono svariati equivoci e incomprensioni e quando sembra che si stanno per avvicinare capita qualcosa che li allontana di nuovo, i dubbi del ragazzo, Will, Abbi. Ma per loro c’è qualcosa di più in serbo. Ma la romance non è davvero ciò intorno cui ruota la storia. Il rapporto con la famiglia di Hud gioca un ruolo importante, soprattutto quello con il fratellino Bug che ho davvero adorato. Cute, intelligentissimo, con la passione per lo spionaggio e i servizi segreti, mette a posto la sorella con uno sguardo o una battuta, cacciando idee improponibili e la maggior parte delle volte la sorella non ha la minima idea di cosa stia parlando.
Una cosa che mi ha colpito particolarmente del libro è l’ambientazione sia spaziale che temporale. Siamo nel cuore dell’inverno, in una cittadina sperduta al nord, in mezzo alla neve e al freddo. La neve che continua a cadere crea un contrasto impressionante con ciò che succede e gela gran parte delle situazioni in una fase di stallo che sembra scivolare via. E il lago Fillmore ghiacciato, la tavola calda, la scuola e il campo di hockey, tutto sembra convergere verso le paure e le emozioni di Hud in una sorta di ridondanza che aumenta il fascino della storia.
Il particolare da non dimenticare? Sicuramente “Bittersweet” by The Addicts (una canzone) che ricorrerà spesso nella storia, un jersey con la testa di un lupo femmina e una spilla a forma di coniglio.
Leggete “Bittersweet” questa storia dal sapore dolce/amaro (non a caso il titolo) che saprà arrivare dritta al vostro cuore con la sua sincerità disarmante. E comunque come si fa a rinunciare a un’intera squadra di hockey che espone i loro corpi per essere ogling? E voi sapete rinunciare ad un cupcake? Io di certo no.
Buona lettura guys!

Bittersweet by Sarah Ockler


Perfect. First time I’m this close to a really cute guy in years—and by years I mean ever—and save for my adorable pink leg warmers and the lip balm I slicked on when I got here, I’m ninety-two percent hygienically unprepared. He probably thinks I’m a pig farmer or a pig wrestler or some other person who regularly interacts with pork products …

 

“Bittersweet” è uscito a gennaio 2012 e la scrittrice è Sarah Ockler, quella di “Twenty boy summer” e ho deciso di darle una possibilità visto che quel libro mi era piaciuto abbastanza. Ma questo è semplicemente meraviglioso, era da un po’ che non mi capitava di leggere una storia così bella ed intensa.

Hudson Avery ha un biglietto diretto per raggiungere il suo futuro: diventare una pattinatrice sul ghiaccio professionista. Ma nella sera del suo grande debutto per iniziare la sua fantastica carriera manda tutto all’aria. Tre anni dopo, i genitori hanno divorziato, ha perso la sua migliore amica Kara, ha mollato il pattinaggio per diventare la regina dei cupcakes nella tavola calda Hurley’s di cui la madre è proprietaria ed è bloccata a Watonka la cittadina nella quale vive che sorge vicino al lago Fillmore al confine con il Canada. Ma tutto cambia quando si imbatte in Josh Blackthorn cocapitano dei Watonka Wolves, la squadra di hockey locale, che la becca mentre pattina da sola sul lago. Josh le chiede di aiutarlo nel pattinaggio ma Will Harper, l’altro capitano, estende la richiesta per tutta la squadra ed evitare la sconfitta in campionato per l’undicesimo anno di seguito. Lei accetta per allenarsi nel Baylor’s Rink, il campo di ghiaccio al coperto dove si prepara la squadra, perché vuole partecipare ad una competizione di pattinaggio per vincere una borsa di studio. Tra equivoci, litigi e cupcakes Josh e Hudson riusciranno a trovarsi davvero?

La Ockler mi ha piacevolmente sorpresa con questa storia, ammetto la verità ero piuttosto scettica, la trama piena di suspense e misteri mi aveva incuriosita ma l’altro libro che avevo letto non mi aveva convinta pienamente. Ma mi sono ricreduta, il libro è davvero speciale e nonostante lo schema classico, la trama si libera delle pastoie del triangolo, dell’ennesima YA romance e ci regala una storia emozionante e vera.

“There’s a fine line between bitter and sweet.” (c’è una linea sottile tra l’amaro e il dolce) penso che sia il riassunto perfetto di questo libro, dove il titolo è una special etichetta, e questo sentimento malinconico, triste ma anche sereno e dolce si unisce e avvolge l’intera storia, che non è divertente, passionale, ma si articola su più livelli, e la sofferenza, la rabbia e la mancanza di fiducia giocano un ruolo importante.

La storia ci viene raccontata con gli occhi di Hud ed è sostanzialmente solo lei la protagonista, gli altri le fanno da contorno, un contorno ricco e molto ben costruito, ma è lei la stella. Ho molto apprezzato il modo in cui la Ockler la caratterizza rendendola unica. Hud è piena di rimpianti per quella sera di tre anni prima e si ritiene responsabile per la fine della relazione tra i suoi genitori. La famiglia felice si è sgretolata di fronte al tradimento del padre che ha colto la prima occasione per mandare tutto all’aria e sfuggire verso storie brevi e fugaci, sentendo raramente i figli, se non per qualche sporadica email. E soprattutto è stato la causa dell’abbandono del ghiaccio da parte di Hudson totalmente sconfitta e allucinata. E si nasconde dietro i suoi cupcakes, creando sapori e combinazioni sempre nuove e speciali e trovando i Dani la sua nuova migliore amica che l’accompagna fedelmente nella vita di tutti i giorni. Dani è una ragazza con la passione per la fotografia lo spirito sereno, la battuta sempre pronta con la passione per le romance, che attacca bottone facilmente e non si lascia impressionare da nulla. È la BBF ideale quella che si inventa scuse per parlarti e consolarti, che ti sostiene anche se non crede in quello che fai e che non ti abbandona anche se ce l’ha a morte con te.

E  Hud crede di aver abbandonato il pattinaggio per colpa del padre, di essere bloccata in una citta che odia e che non può sopportare, che la madre la obblighi nel gestire una tavola calda a cui lei non è interessata ma che cerca di salvare in ogni modo lo stesso. E si ricrede, ha mille dubbi ma capisce che cosa vuole e dove vuole andare e trova il coraggio di ammetterlo a tutti coloro che la circondano.

Se Will è il playboy della situazione, hot con la colonia che indossa come segno di riconoscimento, Josh ha più il fascino del the boy next door, ma anche lui è sorprendentemente handsome, dal fisico impressionante (sono giocatori di hockey mica niente) ma soprattutto è dolcissimo. Con lui nascono svariati equivoci e incomprensioni e quando sembra che si stanno per avvicinare capita qualcosa che li allontana di nuovo, i dubbi del ragazzo, Will, Abbi. Ma per loro c’è qualcosa di più in serbo. Ma la romance non è davvero ciò intorno cui ruota la storia. Il rapporto con la famiglia di Hud gioca un ruolo importante, soprattutto quello con il fratellino Bug che ho davvero adorato. Cute, intelligentissimo, con la passione per lo spionaggio e i servizi segreti, mette a posto la sorella con uno sguardo o una battuta, cacciando idee improponibili e la maggior parte delle volte la sorella non ha la minima idea di cosa stia parlando.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente del libro è l’ambientazione sia spaziale che temporale. Siamo nel cuore dell’inverno, in una cittadina sperduta al nord, in mezzo alla neve e al freddo. La neve che continua a cadere crea un contrasto impressionante con ciò che succede e gela gran parte delle situazioni in una fase di stallo che sembra scivolare via. E il lago Fillmore ghiacciato, la tavola calda, la scuola e il campo di hockey, tutto sembra convergere verso le paure e le emozioni di Hud in una sorta di ridondanza che aumenta il fascino della storia.

Il particolare da non dimenticare? Sicuramente “Bittersweet” by The Addicts (una canzone) che ricorrerà spesso nella storia, un jersey con la testa di un lupo femmina e una spilla a forma di coniglio.

Leggete “Bittersweet” questa storia dal sapore dolce/amaro (non a caso il titolo) che saprà arrivare dritta al vostro cuore con la sua sincerità disarmante. E comunque come si fa a rinunciare a un’intera squadra di hockey che espone i loro corpi per essere ogling? E voi sapete rinunciare ad un cupcake? Io di certo no.

Buona lettura guys!


Twenty boy summer by Sarah Ockler


“Twenty boy summer” è un libro che sembra banale ma che invece nasconde mille sfaccettature e induce a riflettere.

Prima c’erano Anna, Frankie e Matt. Un trio inseparabile, migliori amici, Frankie e Matt fratello e sorella e Anna quasi come se lo fosse. Dopo Frankie e Anna.
I genitori di Frankie decidono di tornare in vacanza in California, a Zanzibar beach e portarsi dietro Anna che li ha aiutati a tenere in piedi la loro figlia. Le due amiche sono decise a vivere A.B.S.E. Absolute best summer ever (la miglior estate di sempre) e davanti allo specchio in un negozio organizzano un contest, trovare un ragazzo per ogni giorno di vacanza, appunto twenty (20) boys, in modo tale da trovarne uno adatto per Anna, per perdere l’Albatros, la sua verginità. La mente di Anna è persa altrove, nascondere il suo segreto, ma alla fine cede. L’estate, però, prenderà le proprie decisioni e le porterà su strade diverse.

Anna è una ragazza forte che cerca di far forza a Frankie.  Lei non ha perso un fratello, un figlio, solo il suo migliore amico, che nel frattempo era diventato qualcosa di più. Un mese di felicità precipitato nel baratro dei rimorsi e dei “se solo se”. Ma dentro soffre e ingoia solo per essere di sostegno incondizionato a Frankie che si mette su una maschera e si nasconde dietro make up e ricerca di ragazzi con cui flirtare solo per non pensare realmente al vuoto che sente dentro di sé.
E alla fine Anna riesce ad andare avanti e a costruire la perfetta storia estiva di quelle che vivi in vacanza e ti porti nel cuore anche se cade nel nulla. E nonostante tutto sa che deve lasciar andare Matt, anche se è difficile, anche se fa un male cane.

Mentre leggevo mi sono chiesta tante volte dove volesse andare a parare l’autrice con questa storia e solo alla fine quando finalmente ci troviamo davanti il necklace di Matt si riesce a capire e devo dire che ero piuttosto titubante. Ammetto che la storia non introduce rivoluzioni eclatanti nel genere degli YA, non è la storia  del secolo, ma si legge bene, in modo scorrevole, come dicevo prima induce a riflettere.
Ho odiato Frankie fin dall’inizio, nel ruolo della migliore-amica-supermodella-mentre-la-protagonista-si- sente-un-cesso-e-si-rivela-una-figona è insopportabile. Ottusa, che si lascia prendere dal risentimento e dall’aspetto sbrilluccicoso delle cose, e anche nel momento della redenzione, volevo solo sbatterla fuori dalla storia.
Il ritratto che emerge di Matt è quello del ragazzo perfetto, innamorato, incredibilmente dolce e una delle cose che ho apprezzato del libro però è che Sam, la cotta estiva, non sparisce in confronto a lui, ma anzi diviene di reale sostegno per Anna.
Ci sono delle scene meravigliose, molto intense e le descrizioni dell’oceano sono incredibilmente vive e luminose, le ho apprezzate davvero molto.

Il particolare che più mi rimarrà impresso è questo:
“Whenever we’d pass a penny on the sidewalk, Matt wouldn’t touch it. “Let someone else have a lucky day,” he’d say. I used to tease him and tell him that someday when he got to the great beyond, there’d be a room stuffed full of all the pennies he’d left for other people.”
 
Dopo attenta valutazione, il libro mi è piaciuto e la prossima volta che andrò sulla spiaggia cercherò i vetri rossi. Sono rarissimi, se li troverò, li raccoglierò e penserò a Matt.

Twenty boy summer by Sarah Ockler

“Twenty boy summer” è un libro che sembra banale ma che invece nasconde mille sfaccettature e induce a riflettere.

Prima c’erano Anna, Frankie e Matt. Un trio inseparabile, migliori amici, Frankie e Matt fratello e sorella e Anna quasi come se lo fosse. Dopo Frankie e Anna.

I genitori di Frankie decidono di tornare in vacanza in California, a Zanzibar beach e portarsi dietro Anna che li ha aiutati a tenere in piedi la loro figlia. Le due amiche sono decise a vivere A.B.S.E. Absolute best summer ever (la miglior estate di sempre) e davanti allo specchio in un negozio organizzano un contest, trovare un ragazzo per ogni giorno di vacanza, appunto twenty (20) boys, in modo tale da trovarne uno adatto per Anna, per perdere l’Albatros, la sua verginità. La mente di Anna è persa altrove, nascondere il suo segreto, ma alla fine cede. L’estate, però, prenderà le proprie decisioni e le porterà su strade diverse.

Anna è una ragazza forte che cerca di far forza a Frankie.  Lei non ha perso un fratello, un figlio, solo il suo migliore amico, che nel frattempo era diventato qualcosa di più. Un mese di felicità precipitato nel baratro dei rimorsi e dei “se solo se”. Ma dentro soffre e ingoia solo per essere di sostegno incondizionato a Frankie che si mette su una maschera e si nasconde dietro make up e ricerca di ragazzi con cui flirtare solo per non pensare realmente al vuoto che sente dentro di sé.

E alla fine Anna riesce ad andare avanti e a costruire la perfetta storia estiva di quelle che vivi in vacanza e ti porti nel cuore anche se cade nel nulla. E nonostante tutto sa che deve lasciar andare Matt, anche se è difficile, anche se fa un male cane.

Mentre leggevo mi sono chiesta tante volte dove volesse andare a parare l’autrice con questa storia e solo alla fine quando finalmente ci troviamo davanti il necklace di Matt si riesce a capire e devo dire che ero piuttosto titubante. Ammetto che la storia non introduce rivoluzioni eclatanti nel genere degli YA, non è la storia  del secolo, ma si legge bene, in modo scorrevole, come dicevo prima induce a riflettere.

Ho odiato Frankie fin dall’inizio, nel ruolo della migliore-amica-supermodella-mentre-la-protagonista-si- sente-un-cesso-e-si-rivela-una-figona è insopportabile. Ottusa, che si lascia prendere dal risentimento e dall’aspetto sbrilluccicoso delle cose, e anche nel momento della redenzione, volevo solo sbatterla fuori dalla storia.

Il ritratto che emerge di Matt è quello del ragazzo perfetto, innamorato, incredibilmente dolce e una delle cose che ho apprezzato del libro però è che Sam, la cotta estiva, non sparisce in confronto a lui, ma anzi diviene di reale sostegno per Anna.

Ci sono delle scene meravigliose, molto intense e le descrizioni dell’oceano sono incredibilmente vive e luminose, le ho apprezzate davvero molto.

Il particolare che più mi rimarrà impresso è questo:

Whenever we’d pass a penny on the sidewalk, Matt wouldn’t touch it. “Let someone else have a lucky day,” he’d say. I used to tease him and tell him that someday when he got to the great beyond, there’d be a room stuffed full of all the pennies he’d left for other people.”

 

Dopo attenta valutazione, il libro mi è piaciuto e la prossima volta che andrò sulla spiaggia cercherò i vetri rossi. Sono rarissimi, se li troverò, li raccoglierò e penserò a Matt.