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Dusty Reads #2

Dusty Reads è una rubrica settimanale creata da Giselle from Xpresso Reads che posta libri che sono rimasti per diverso tempo non letti sui propri scaffali. Per partecipare? Ecco le regole:

  • Books don’t have to be ‘x’ years old. If you’ve had the book for a few months without reading it, it’s dusty! ;) 
  • Search for other Dusty Reads post on the blog: click here.

Questa settimana ho scelto un libro che è rimasto secoli a marcire nelle mie cose da leggere, di cui avevo ricevuto una copia in anteprima da leggere e cioè:

Gone gone gone by Hannah Moskowitz


Mi è capitato il galley di “Gone gone gone” per le mani diverso tempo fa, ma è rimasto a languire nei to read per un sacco di tempo, sommersa com’ero da altro. Con il galley in scadenza ho deciso di dargli una possibilità. E sono contenta di averlo fatto perché la storia raccontata da Hannah Moskowitz è davvero molto emozionante.

Lo sfondo su cui si dipana il racconto è vero. Nell’ottobre 2002 è avvenuta davvero questa tragedia: un pazzo andava in giro con una pistola a sparare la gente nei parcheggi e nelle stazioni di rifornimento a Washington D.C. Nell’aria ancora la tragedia dell’11 settembre, mai dimenticato. E per questa Washington in preda alla paura si muovono Craig e Lio due ragazzi di quindici disastrati, ognuno con degli issues da risolvere e solo una certezza, il fatto di voler stare insieme.

La Moskowitz ha scritto questa storia super malinconica, dove i due ragazzi hanno mille problemi, alternando i due punti di vista e costruendo le vite, assolutamente verosimili dei due. Lio e Craig sono la personificazione di un disagio e di una paura profonda, che ha radici comuni con un’intera società. Un fatto epocale come l’11 settembre non si cancella in un’istante e ha ripercussioni profonde soprattutto sui membri più deboli e impressionabili.

Craig è logorroico, altissimo e nero (non sono proprio riuscita a immaginarmelo nero) tale per cui tutti gli chiedono se giochi a basket, come se essere alto e nero in America comporti praticare quello sport per default. Ha scoperto da giovanissimo di essere omosessuale ed è cresciuto con il suo vicino di casa Cody con cui ha scoperto tutte le tappe dell’amore. Si sa come si dice il primo amore non si scorda mai e Craig è ancora profondamente legato a Cody, soprattutto per come è finita con lui. Il padre di Cody è morto nella strage del Pentagono e il ragazzo è completamente impazzito dal dolore. Craig ha cercato di stargli vicino in ogni modo ma in definitiva la madre lo ha dovuto portare in una specie di manicomio. Craig ne è stato devastato anche perché il suo ragazzo lo trattava come uno straccio. Continuano a sentirsi per mail ma Craig ha trovato rifugio negli animali, trasformando la casa in una specie di zoo. E quando all’inizio della storia vanno dei ladri in casa e gli animali scappano via per Craig è come ricominciare tutto da capo l’unico in grado di consolarlo è Lio.

Lio al contrario di Craig ha la carnagione chiarissima ed è basso e dalla figura piccolissima che si confonde tra gli altri ragazzi, porta sempre il cappello e non parla mai se non raramente con Craig che cerca in tutti i modi di fargli esprimere la sua opinione.  Lio aveva un fratello gemello, entrambi hanno preso la leucemia e se lui è guarito, suo fratello è morto. Immaginate di portarvi dietro questo peso per il resto della vostra vita. Ma Lio è più forte di quello che ci si immagini. Si è trasferito a Washington da New York e per un newyorkese è diverso vivere l’11 settembre che per un altro qualsiasi cittadino americano e anche questo ha influito sulla sua personalità e il suo modo di pensare. Lio si aggrappa disperatamente a Craig che lo capisce al volo, ma che soprattutto prova dei sentimenti sinceri per lui.

Uno sei personaggi secondari che più mi ha colpito è Todd il fratello maggiore di Craig che lavora di notte ad una linea telefonica che contatta chi ha pensieri suicidi e che è un sostegno straordinario per il suo fratellino che sostiene e protegge in ogni occasione.

Il contorno alla storia di Lio e Craig è quello comune di una società in frantumi che cerca di superare le conseguenze di una tragedia e di fare i conti con il terrorismo. Non solo il pazzo che gira con la pistola destabilizza ogni punto cardinale di una popolazione già provata e incapace di trovare sostegno nelle forze dell’ordine che brancolano nel buio. È tutto confuso e privo di prospettiva, ma in qualche modo ciò che emerge sono i rapporti di amore e sostegno che si evolvono nelle vite dei protagonisti.

L’unica cosa che non ho capito è la copertina. Insolita ma secondo me inadatta a rappresentare il vero spirito del libro.

Il particolare da non dimenticare? Oddio è difficile perché in questo libro ogni dettaglio si cristallizza in un momento e non c’è quindi qualcosa che emerge se non la sensazione di sconfitta malinconica che percorre tutta la storia. Probabilmente non c’è.

 

Invito alla lettura di questa storia strappalacrime, assolutamente atroce, ma vera in un modo in cui può esserlo solo un libro del genere. Una storia di aiuto, sostegno e speranza per superare le piccole e grandi tragedie quotidiane. La Moskowitz è una grande scrittrice capace di cogliere storie profondamente strazianti e trasformarle in storie straordinarie da leggere indiscutibilmente.

Ringrazio immensamente Simon & Schuster per avermi dato l’occasione di leggere questo libro in anteprima.

Dusty Reads #1

                                                 

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Dusty Reads è una rubrica settimanale creata da Giselle from Xpresso Reads che posta libri che sono rimasti per diverso tempo non letti sui propri scaffali. Per partecipare? Ecco le regole:

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Ufficialmente la cosa dovrebbe essere settimanale, e avere un giorno ben preciso, ma si sa che non sono mai puntuale quindi le mie  recensioni saranno molto random. Per questa volta ho scelto:

                              



Cloaked by Alex Flinn

A lie can travel halfway ’round the world while the truth is still putting on its shoes. That’s been attributed to Mark Twain, but no one’s sure if he actually said it.

“Cloaked” è il classico esempio di libro capitato per caso nelle cartelle delle cose da leggere.  L’autrice è Alex Flinn, la stessa di “Beastly” che ho semplicemente adorato, e ho deciso di dargli una chance, possibilità ben guadagnata.

Johnny Marco è il figlio di una lunga generazione di calzolai e aiuta sua madre nel loro negozio in un prestigioso albergo di Miami. La sua vita è piuttosto piatta, lavora, va a scuola, non ha mai lasciato la Florida e passa gran parte del tempo con Meg, la sua migliore amica che lavora nel coffee shop vicino al suo negozio. Ma tutto cambia quando arriva la principessa di Aloria Victoriana che gli rivela l’esistenza della magia e gli chiede di trovare suo fratello Philippe trasformato in un rospo da una strega malvagia Sieglinde in cambio di una ricompensa e della sua mano. Jonny accetta e parte alla ricerca del rospo, con un mantello magico, sfidando giganti, liberando cigni, rubando uccelli d’oro per volpi parlanti e capendo che ciò che vuole e ciò che ha sempre avuto vicino.

La Flinn è una maestra nel riportare in vita fiabe dal sapore antico, trasducendole in chiave moderna legandole con una bravura fuori dal comune. Non è semplice amalgamare i vari elementi per creare una storia interessante e avvolgente. Ma in questo caso le diverse parti si uniscono per creare qualcosa di unico.

Johnny è un bravo ragazzo, con la simpatia, la diligenza e i valori del classico next door boy. Ma naturalmente non è solo questo che lo rende un protagonista eccezionale, che vale la pena di leggere nonostante le perplessità.

Non è da tutti accettare un compito pieno di pericoli e di situazioni incredibili, saltare in una realtà incerta dove tutto può accadere, ma conservare sempre e comunque i valori e i principi che ci sono stati insegnati. L’onestà, il rispetto, la considerazione verso il prossimo che lo porta a rigettare l’omicidio e il furto. Ma è un ingenuone che casca nelle trappole come una pera matura, ma è dolce e affettuoso, si fa in quattro per aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto sa accettare aiuto quando non è in grado di salvarsi da solo. Appassionatissimo di scarpe è capace di realizzarle e progettarle da solo come un vero artista e colleziona citazioni che le contengono con un entusiasmo unico. Il racconto è costellato di queste chicche che lui e Meg si lanciano l’un l’altro in una sfida che diventa sempre più entusiasmante, soprattutto se andiamo a considerare il fatto che sottolineano i loro momenti più intensi.

Meg è un personaggio eccezionale, una di quelle ragazze coraggiose e intrepide, pronte a salvare il ragazzo in difficoltà senza scomporsi. Nonostante Johnny cerchi di difenderla, Meg non ha nulla della damsel in distress. Dotata di capacità fuori dal comune, nasconde la sua vera natura e si rende misteriosa e irresistibile. Se non ci fosse lei gran parte della storia e del fascino del racconto andrebbe perso.

Uno dei personaggi secondari che voglio citare è Cornelius un topo incredibile che aiuta Johnny nella ricerca del rospo e che è troppo simpatico.

Uno degli elementi originali del racconto è l’utilizzo di una dizione scorretta e particolare per far presente l’accento francese dei principi di Aloria che aiutano a distanziarli dai personaggi comuni  e ad elevarli nel loro ruolo di reali.

Il particolare da non dimenticare? Un opale incastonato in un anello, e il tramonto a Mallory Square. So so romantic!

Nonostante la trama sia scontata dall’inizio e come in tutte le fiabe si conosca già la fine, il viaggio per arrivarci è interessante e ricco di avventura, di certo non ci si annoia e la Flinn riesce a mantenere l’attenzione del lettore non fosse altro per la continua apparizione delle scarpe e per gli scivoloni di Johnny redarguito ogni due per tre da chi ne sa più di lui. Il fascino di una bella favola con l’”happily ever after” non ha prezzo.

Buona lettura guys!