Grave mercy by Robin Lafevers “However will... - Please another book
Grave mercy by Robin Lafevers


“However will you play the game of seduction if you flinch so?” His voice is soft velvet along my skin. “You will be hard-pressed to gain my secrets if you cannot bear my touch.” Then he swears and pulls his hand away from me. “What is your convent thinking, sending such an innocent out in the world to play the strumpet?”



Leggere “Grave Mercy” è stata un’opportunità irripetibile concessami da Netgalley e sono davvero felice di dire che questo è un libro eccezionale, che vale sicuramente la pena leggere e anzi, non farlo è un delitto.

Ismae è stata data in sposa a Gullio un contadino violento e senza scrupoli. La strega erborista del paese, che già l’aveva salvata alla nascita, riesce a metterla in salvo e a farla portare nel convento di Saint Mortain posizionato su un isola davanti alla costa della Britannia. Ismae dimostra di essere una figlia di Mortain il dio della morte, una delle nove divinità degli antichi culti precristiani e viene ammessa come novizia nel convento. Dopo tre anni di preparazione finalmente viene mandata ad affrontare le sue prime missioni. Ma non sa che andrà a scontrarsi con Gavriel Duval, intimo consigliere della duchessa Anna, che il convento sta aiutando a proteggere dalle mire della reggente di Francia. Quando la sua abatessa la manda a casa di Duval per coordinare i loro sforzi e proteggere la duchessa, Ismae dovrà fare i conti non solo con il suo cuore ma anche con le sue convinzioni riguardo il suo compito e il ruolo del convento.

Robin LaFevers è stata capace di creare un piccolo capolavoro. La trama mi aveva incuriosita fin dalla prima lettura ma è stata la copertina a darmi il colpo di grazia con questa ragazza dal vestito rosso. Ciò che più mi ha colpito della storia è proprio il ruolo della donna e quindi in prima fila il ruolo di Ismae. Considerando l’epoca in cui è ambientato, quindicesimo secolo, una donna che è un’assassina, completamente indipendente e sicura di sé è completamente inaudito e inaspettato. Ismae sa come combattere, come usare un’arma, come proteggere sé stessa e gli altri. Ha un potere ben preciso che le ha affidato suo padre e che la porterà a salvarsi la pelle in diverse occasioni, e sa come riconoscere i veleni, come rendere impotente un uomo e come darsi da fare per salvare la sua patria. Quando vede il segno di Mortain agisce senza esitare, come una vera giustiziera. Ma è Duval che la mette in guardia sul rischio di seguire troppo ciecamente le indicazioni del convento, che d’altronde sono travisate. All’inizio Ismae è come uno spirito vendicativo pronto a eliminare senza indugio chi ha commesso un errore, chi si è macchiato di crimini orrendi. Ma ci dovrebbe essere una possibilità di salvarsi. D’altronde però è una ragazzina ingenua e inesperta gettata in un mondo sconosciuto di cui non conosce le regole. E se ha imparato che non può fidarsi degli uomini e continua a sfuggire da Duval, dall’altra parte si deve affidare a lui, anche se a volte è di una ingenuità e di una stupidità disarmante. Anche perché continua a sottovalutare l’uomo senza conoscerlo davvero. Quando poi capisce che non è lui il nemico è pronta a cooperare, cosa che il suo cuore aveva già deciso.
Gavriel Duval d’altronde non è un uomo da lasciare in disparte ed è capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro con cui si incontra. Perché non solo è un guerriero ma è anche un uomo affezionato, coraggioso che tiene alla sua famiglia e alla donna che ama. Non si arrende neanche quando è disperato e tutto sembra congiurare contro di lui. Non si tira indietro neanche di fronte alla morte. È un cavaliere nel significato medioevale del termine. Dedito alla guerra, ma capace anche di convincenti strategie politiche è l’uomo della situazione. Ed è capace anche di non avercela con la ragazza per il suo ruolo di assassina e per il suo ruolo di donna forte. Non lascia che l’orgoglio gli offuschi il cervello e si tira indietro al momento. Un uomo da avere al fianco nei momenti di pericolo, attivo, con la soluzione giusta al momento giusto che gioca d’anticipo e che non si lascia scoraggiare e cogliere di sorpresa da niente. Fantastico! Per non citare la sua bellezza sconvolgente che manda in tilt il piccolo cervellino di Ismae non abituata ad aver a che fare con uomini super hot e intelligenti.
I fedeli uomini di Duval Benebic de Waroch soprannominato the Beast e Raoul de Lornay sono due personaggi che non posso non citare non solo perché The Beast è divertentissimo e si allea con Ismae per prendere in giro de Lornay che è incredibilmente handsome, ma anche per la loro fedeltà a Duval che sarà di fondamentale importanza nel corso della storia.

Il particolare da non dimenticare? Un nastro per capelli con nove nodi. Cosa significa? Leggete e scopritelo.

Robin LaFevers un nome da ricordare e da tenere sott’occhio, perché questa donna è stata straordinaria nel creare una storia piena di azione, avventura e non di ultimo anche romance, tutti elementi che contribuiscono a creare una storia eccezionale. E se consideriamo la cornice di questa Britannia in lotta con la Francia, tra guerre, incontri a palazzo reale, inseguimenti a cavallo e avvelenamenti non si può non innamorarsi a prima lettura. Cosa che è successa anche a me. Ho esitato fino all’ultimo prima di immergermi completamente nella storia ma una volta incominciato non ho potuto mollarlo un momento perché davvero meraviglioso.
Io aspetto l’anno prossimo per il secondo volume della trilogia e voi mi raccomando  correte a procurarvi Grave Mercy (è uscito ad aprile), non ve ne pentirete.
Buona lettura guys!


Ringrazio Netgalley e Houghton Mifflin Harcourt per avermi concesso l’onore e il piacere di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia recensione. Mai come in questo caso è stato un regalo ben accetto.

Grave mercy by Robin Lafevers


“However will you play the game of seduction if you flinch so?” His voice is soft velvet along my skin. “You will be hard-pressed to gain my secrets if you cannot bear my touch.” Then he swears and pulls his hand away from me. “What is your convent thinking, sending such an innocent out in the world to play the strumpet?”



Leggere “Grave Mercy” è stata un’opportunità irripetibile concessami da Netgalley e sono davvero felice di dire che questo è un libro eccezionale, che vale sicuramente la pena leggere e anzi, non farlo è un delitto.

Ismae è stata data in sposa a Gullio un contadino violento e senza scrupoli. La strega erborista del paese, che già l’aveva salvata alla nascita, riesce a metterla in salvo e a farla portare nel convento di Saint Mortain posizionato su un isola davanti alla costa della Britannia. Ismae dimostra di essere una figlia di Mortain il dio della morte, una delle nove divinità degli antichi culti precristiani e viene ammessa come novizia nel convento. Dopo tre anni di preparazione finalmente viene mandata ad affrontare le sue prime missioni. Ma non sa che andrà a scontrarsi con Gavriel Duval, intimo consigliere della duchessa Anna, che il convento sta aiutando a proteggere dalle mire della reggente di Francia. Quando la sua abatessa la manda a casa di Duval per coordinare i loro sforzi e proteggere la duchessa, Ismae dovrà fare i conti non solo con il suo cuore ma anche con le sue convinzioni riguardo il suo compito e il ruolo del convento.

Robin LaFevers è stata capace di creare un piccolo capolavoro. La trama mi aveva incuriosita fin dalla prima lettura ma è stata la copertina a darmi il colpo di grazia con questa ragazza dal vestito rosso. Ciò che più mi ha colpito della storia è proprio il ruolo della donna e quindi in prima fila il ruolo di Ismae. Considerando l’epoca in cui è ambientato, quindicesimo secolo, una donna che è un’assassina, completamente indipendente e sicura di sé è completamente inaudito e inaspettato. Ismae sa come combattere, come usare un’arma, come proteggere sé stessa e gli altri. Ha un potere ben preciso che le ha affidato suo padre e che la porterà a salvarsi la pelle in diverse occasioni, e sa come riconoscere i veleni, come rendere impotente un uomo e come darsi da fare per salvare la sua patria. Quando vede il segno di Mortain agisce senza esitare, come una vera giustiziera. Ma è Duval che la mette in guardia sul rischio di seguire troppo ciecamente le indicazioni del convento, che d’altronde sono travisate. All’inizio Ismae è come uno spirito vendicativo pronto a eliminare senza indugio chi ha commesso un errore, chi si è macchiato di crimini orrendi. Ma ci dovrebbe essere una possibilità di salvarsi. D’altronde però è una ragazzina ingenua e inesperta gettata in un mondo sconosciuto di cui non conosce le regole. E se ha imparato che non può fidarsi degli uomini e continua a sfuggire da Duval, dall’altra parte si deve affidare a lui, anche se a volte è di una ingenuità e di una stupidità disarmante. Anche perché continua a sottovalutare l’uomo senza conoscerlo davvero. Quando poi capisce che non è lui il nemico è pronta a cooperare, cosa che il suo cuore aveva già deciso.

Gavriel Duval d’altronde non è un uomo da lasciare in disparte ed è capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro con cui si incontra. Perché non solo è un guerriero ma è anche un uomo affezionato, coraggioso che tiene alla sua famiglia e alla donna che ama. Non si arrende neanche quando è disperato e tutto sembra congiurare contro di lui. Non si tira indietro neanche di fronte alla morte. È un cavaliere nel significato medioevale del termine. Dedito alla guerra, ma capace anche di convincenti strategie politiche è l’uomo della situazione. Ed è capace anche di non avercela con la ragazza per il suo ruolo di assassina e per il suo ruolo di donna forte. Non lascia che l’orgoglio gli offuschi il cervello e si tira indietro al momento. Un uomo da avere al fianco nei momenti di pericolo, attivo, con la soluzione giusta al momento giusto che gioca d’anticipo e che non si lascia scoraggiare e cogliere di sorpresa da niente. Fantastico! Per non citare la sua bellezza sconvolgente che manda in tilt il piccolo cervellino di Ismae non abituata ad aver a che fare con uomini super hot e intelligenti.

I fedeli uomini di Duval Benebic de Waroch soprannominato the Beast e Raoul de Lornay sono due personaggi che non posso non citare non solo perché The Beast è divertentissimo e si allea con Ismae per prendere in giro de Lornay che è incredibilmente handsome, ma anche per la loro fedeltà a Duval che sarà di fondamentale importanza nel corso della storia.

Il particolare da non dimenticare? Un nastro per capelli con nove nodi. Cosa significa? Leggete e scopritelo.

Robin LaFevers un nome da ricordare e da tenere sott’occhio, perché questa donna è stata straordinaria nel creare una storia piena di azione, avventura e non di ultimo anche romance, tutti elementi che contribuiscono a creare una storia eccezionale. E se consideriamo la cornice di questa Britannia in lotta con la Francia, tra guerre, incontri a palazzo reale, inseguimenti a cavallo e avvelenamenti non si può non innamorarsi a prima lettura. Cosa che è successa anche a me. Ho esitato fino all’ultimo prima di immergermi completamente nella storia ma una volta incominciato non ho potuto mollarlo un momento perché davvero meraviglioso.

Io aspetto l’anno prossimo per il secondo volume della trilogia e voi mi raccomando  correte a procurarvi Grave Mercy (è uscito ad aprile), non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Ringrazio Netgalley e Houghton Mifflin Harcourt per avermi concesso l’onore e il piacere di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia recensione. Mai come in questo caso è stato un regalo ben accetto.

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