Please another book

Read,love,live

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Dusty Reads #3

                                 

Dusty Reads è una rubrica settimanale creata da Giselle from Xpresso Reads che posta libri che sono rimasti per diverso tempo non letti sui propri scaffali. Per partecipare? Ecco le regole:

  • Books don’t have to be ‘x’ years old. If you’ve had the book for a few months without reading it, it’s dusty! ;) 
  • Search for other Dusty Reads post on the blog: click here.

Questa settimana ho scelto un libro che è rimasto nelle cose da leggere per un sacco di tempo con mio sommo dispiacere, perché ammetto che meritava molto prima la mia attenzione. Non sono mai stata più contenta di leggere un libro:

Hourglass by Myra McEntire


“I don’t know why not. Coffee runs through your veins instead of blood. I think it stunted your growth”.



“Hourglass” è uscito a luglio 2011 ma io ho aspettato tutto questo tempo per leggerlo. Male, infinitamente male, perché davvero mi ero persa un libro stupendo di quelli che ti restano nel cuore e non vuoi smettere di leggere. Di quelli che arrivi all’ultima pagina e pensi “Nooo è già finito!”. Aggiungeteci che parla di viaggi nel tempo e mi ha conquistata per la vita.

Emerson ha diciassette anni ed è tornata ad Ivy Springs ( in Tennessee ) per vivere col fratello Thomas, che fa l’architetto, e sua moglie Dru, dopo essere stata in collegio in Arizona. Emerson ha delle strane capacità può vedere dei strani personaggi dal passato. Pensa di essere pazza e il fratello si rivolge a varie persone da imbroglioni a professionisti seri per aiutarla. Ma non capisce esattamente cosa sono finché il fratello non viene contattato da Michael, un ragazzo di diciannove anni che dice di far parte di una organizzazione chiamata “Hourglass”.  Michael ha una missione da svolgere, ma non può farcela da solo, ha bisogno dell’aiuto di Emerson, ma non sarà facile per nessuno dei due perché la loro intesa è assolutamente innegabile e immediata. Emerson sarà posta di fronte ad una scelta difficile ma sarà disposta a rischiare il tutto per tutto per salvare il ragazzo che ama e compresa la sua vita.

Innanzitutto devo fare i complimenti a Myra McEntire assolutamente incredibile, con delle capacità narrative invidiabili e impeccabili. Racconta la storia dal punto di vista di Emerson ma ci regala uno scorcio molto ben riuscito, seppur marginale anche degli altri personaggi. Poi devo ammettere di averci messo un’enormità di tempo a capire che “Hourglass” è clessidra, shame on me! E poi vogliamo parlare della copertina? Non ho mai adorato così tanto un’ immagine davvero molto suggestiva e incredibilmente azzeccata al messaggio della storia. E poi la trama in sé che riunisce tutto quello che io cerco in un libro: azione, suspense, romance e paranormale. Perché il racconto non tratta solo di viaggi nel tempo in modo classico, ma li accorpa con delle capacità straordinarie legate alla manipolazione del tempo e degli elementi che si muovono con questi. È questo che rende “Hourglass” speciale tutto si confonde su più piani, intrecciando sottotrame e la macrostoria dell’organizzazione e del salvataggio di Liam Ballard con la sottotrama della conoscenza tra Emerson e Michael.

Emerson è un’eroina  di quelle che non incontri spesso, perché può dare l’impressione di essere la classica damsel in distress e in realtà non ha bisogno di un cavaliere con l’armatura scintillante. Ha un passato complicato, i genitori sono morti in un incidente e lei si è salvata, cadendo in una depressione inconsolabile. Ma Emerson è più forte di quello che crede e riesce a sopravvivere, anche quando incontra questi spettri o ripples come vengono definiti nel corso del racconto. Del resto è una ragazza che non si interessa di moda, che non ha particolari interessi se non quello di sopravvivere e finire il suo senior year. Ma tutto cambia inevitabilmente con l’incontro con Michael. Anche lui può rientrare nel cliché classico, hot boy, super protettivo ma anche capace di tirarsi indietro, affettuoso, sempre presente con quella sua espressione tipica “It’s a little more complicated than that” che da sui nervi a Emerson e che dice tutto e niente è assolutamente adorabile. Michael non è quello che sembra coraggioso, responsabile e preparato resiste alle tentazioni fino ad un certo punto ma ci tiene troppo alla ragazza per metterla in pericolo in qualche modo. Quello che mi piace di lui e che nonostante tutto fa decidere Emerson con la sua testa, senza influenzarla in alcun modo e che non si lascia fermare da niente. Se crede in qualcosa va fino in fondo. Michael è fondamentalmente un leader con tutte le caratteristiche per salvare il mondo. E visto che dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna Emerson è la ragazza giusta.

I personaggi secondari, ma che poi non sono neanche così secondari sono incredibili. Sul suo blog ho letto che la McEntire voleva creare un modello diverso di famiglia, dove le figure parentali non avessero un potere decisionale troppo forte e inderogabile nei confronti della figlia. Ecco perché il fratello maggiore, molto più grande, Thomas e sua moglie Dru. Thomas sicuramente è uno dei miei personaggi preferiti, forte, indipendente, con un senso di responsabilità molto forte anche nei confronti della comunità. Da architetto vuole restaurare tutti gli edifici più antichi della sua cittadina, compreso il ristorante che gestisce insieme alla moglie il “Phone Company” dove prima c’era la compagnia telefonica. Un’ottima figura di riferimento per Emerson che guarda a lui con ammirazione e rispetto. L’altro personaggio irrinunciabile è Lily, la migliore amica di Emerson, che lavora insieme alla nonna in un coffee shop che si chiama Murphy’s Law. Appassionata di fotografia, Lily è una amica fedele e fidata che sostiene Emerson anche nei suoi momenti di pazzia.

Da ultimo, ma non meno importante Kaleb, l’altro, che francamente non sono riuscita ad apprezzare a fondo nel suo ruolo di terzo lato del triangolo perché reputo che quel ruolo gli stia troppo stesso. E a quanto pare anche la McEntire la pensa così.

The villain? Super super cattivo meno male. Non voglio aggiungere nulla perché è bene che lo scopriate da soli, ma è ben riuscito e ha una caratterizzazione intensa, complicata ed è bene ricordarsi che niente è ciò che sembra.

Il particolare da non dimenticare? Una donna col vestito da Scarlett O’Hara che continua a far capolino.

Apprezzatissimo anche da Beth Revis, l’autrice di “Across the universe”, “Hourglass” è un libro che non può assolutamente mancare tra i vostri libri da leggere e/o letti perché è una storia a 360 gradi che cattura il lettore e lo porta in questa realtà assolutamente magica. Primo libro di una trilogia è quello che serve se amate non solo i viaggi nel tempo ma anche una storia d’amore che supera i confini del tempo. A giugno 2012 esce “Timepiece” secondo volume e non vedo l’ora di metterci le mani sopra anche perché viene raccontato dal punto di vista di Kaleb.

Correte a leggere la McEntire, non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Filed under Myra McEntire YA paranormal viaggi nel tempo love best friend very cute guys best writer very very good

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Aces up by Lauren Barnholdt


Now that I’ve had a taste of this whole gambling thing, I kind of want to do it more. Uh-oh. Should I be worried? Yeah, it was fun. Yeah, I won two hundred dollars. But the fact that I changed my mind so quickly about gambling being shady, that it took only a little more than an hour for me to get high off winning and feel all jittery to do it again— it’s kind of scary. Am I a gambling addict already?


“Aces up” l’ho scovato leggendo l’elenco dei libri di Lauren Barnholdt e mi sono innamorata immediatamente della trama. E sono strafelicissima di poter dire che ha mantenuto tutte le mie aspettative e le ha anche superate.

Shannon Card (insomma un nome profetico) deve trovare in fretta i soldi per mantenersi il primo anno nell’università dei suoi sogni, visto che suo padre ha perso il lavoro e la sua famiglia ha problemi di soldi. Decide di lavorare come cameriera ad un casinò dove le mance sono molto generose. Ma quando Cole, un ragazzo super hot le chiede di unirsi ad una società segreta chiamata “Aces up” per giocare a poker la tentazione è troppo forte…ma che cosa succede quando il ragazzo che le piace Max torna in scena e Cole le fa una proposta pericolosa e illegale?

La Barnholdt continua a stupirmi con storie originali, insolite e frizzanti. Continuo a ripetermi, ma le YA romance sono i libri che più leggo e amo e mi innamoro immediatamente di una trama ben congeniata. Diciamocelo ce ne sono di tutti i colori, con uno schema tipico alla base, ma continuo a stupirmi di come certe scrittrici riescano a creare delle storie così entusiasmanti, che non riesci a staccare gli occhi dalla pagina. Essere efficaci e un minimo originali è difficile, perché è stato scritto di tutto ma la Bernholdt ancora una volta coglie nel segno. Incredibile.
Il mondo del poker è un mondo affascinante, anche se per me sconosciuto. A parte il grande bum che ha avuto negli ultimi anni con i siti on-line ha un fascino tutto particolare. Non solo per le innate capacità di imparzialità per mascherare le proprie emozioni ma anche per la memoria, la prontezza di spirito e di calcolo che richiede e ovviamente l’amore per il rischio e la scommessa che devono essere accompagnati dalla sicurezza di poter capire quando è il caso di tirarsi indietro.
Shannon ha queste capacità, è fondamentalmente una brava ragazza che si lascia trarre nel lato oscuro da un bad boy super hot. Immaginatevi una tentazione ambulante che va a colpire proprio dove si è più vulnerabili e le fa un mare di complimenti seducendola. Chi resisterebbe? Soprattutto visto che Shannon è spinta da una motivazione onorevole almeno in principio: quella di risparmiare per il college che vuole frequentare. Ma quando va a mettere da parte tutto il resto, diventa inconcludente e poco gratificante. Ma non può tirarsi indietro, per lo meno non subito.
Cole naturalmente è il cattivo della situazione, ma devo dire che un po’ lo compatisco perché ha perso oramai il controllo e pensa soltanto a mantenere il suo elevato stile di vita. Vuole i soldi, i party, le donne, il potere. E alla fine stringe in mano solo un pugno di mosche.
Max potrebbe rappresentare il good guy in questo fantomatico schema, ma è molto di più. Anche se ha alcune caratteristiche del classico oggetto del desiderio di una protagonista di una tipica YA romance, Max è un ragazzo qualunque con il suo bagaglio di errori, scarso giudizio ma animo sincero, compassionevole e pronto a correre in soccorso di Shannon. Adorabile.
La sorella di Shannon Robyn e Mackenzie, una delle cameriere del casinò sono due dei personaggi da tenere sotto controllo perché assolutamente indispensabili alla storia. Vorrei una sorella come Robyn o perlomeno poter avere con la mia di sorella quello stesso rapporto di complicità, fiducia e rispetto che consente alle ragazze di sostenersi vicendevolmente senza perdersi d’animo e con la gioia che può darti solo un rapporto genuino come quello tra sorelle di sangue.
Mackenzie è tutta un’altra storia, se all’inizio non si sopporta più la si impara a conoscere, più la si adora con i suoi modi schietti, la sua fissa per la moda e i vestiti, i consigli non richiesti e le apparizioni fuori dal nulla che mi hanno costretta a ricredermi su di lei. Assolutamente meravigliosa.


Il particolare da non dimenticare? Una playlist dal titolo “Boys suck”. Leggete e scoprite il perché del titolo.

Non solo la storia è assolutamente indimenticabile, piena di colpi di scena e buone azioni, sentimenti veri e love, ma anche la copertina, che mi ha conquistata appena ci ho buttato l’occhio sopra invita alla lettura. Lo stile della scrittrice è assolutamente imprevedibile e eccezionale e costringe a non alzare gli occhi dalla pagina pur di scoprire che cosa riserva nella riga successiva.
Leggete la Barnholdt non resterete delusi.
Buona lettura guys!

Aces up by Lauren Barnholdt


Now that I’ve had a taste of this whole gambling thing, I kind of want to do it more. Uh-oh. Should I be worried? Yeah, it was fun. Yeah, I won two hundred dollars. But the fact that I changed my mind so quickly about gambling being shady, that it took only a little more than an hour for me to get high off winning and feel all jittery to do it again— it’s kind of scary. Am I a gambling addict already?


“Aces up” l’ho scovato leggendo l’elenco dei libri di Lauren Barnholdt e mi sono innamorata immediatamente della trama. E sono strafelicissima di poter dire che ha mantenuto tutte le mie aspettative e le ha anche superate.

Shannon Card (insomma un nome profetico) deve trovare in fretta i soldi per mantenersi il primo anno nell’università dei suoi sogni, visto che suo padre ha perso il lavoro e la sua famiglia ha problemi di soldi. Decide di lavorare come cameriera ad un casinò dove le mance sono molto generose. Ma quando Cole, un ragazzo super hot le chiede di unirsi ad una società segreta chiamata “Aces up” per giocare a poker la tentazione è troppo forte…ma che cosa succede quando il ragazzo che le piace Max torna in scena e Cole le fa una proposta pericolosa e illegale?

La Barnholdt continua a stupirmi con storie originali, insolite e frizzanti. Continuo a ripetermi, ma le YA romance sono i libri che più leggo e amo e mi innamoro immediatamente di una trama ben congeniata. Diciamocelo ce ne sono di tutti i colori, con uno schema tipico alla base, ma continuo a stupirmi di come certe scrittrici riescano a creare delle storie così entusiasmanti, che non riesci a staccare gli occhi dalla pagina. Essere efficaci e un minimo originali è difficile, perché è stato scritto di tutto ma la Bernholdt ancora una volta coglie nel segno. Incredibile.

Il mondo del poker è un mondo affascinante, anche se per me sconosciuto. A parte il grande bum che ha avuto negli ultimi anni con i siti on-line ha un fascino tutto particolare. Non solo per le innate capacità di imparzialità per mascherare le proprie emozioni ma anche per la memoria, la prontezza di spirito e di calcolo che richiede e ovviamente l’amore per il rischio e la scommessa che devono essere accompagnati dalla sicurezza di poter capire quando è il caso di tirarsi indietro.

Shannon ha queste capacità, è fondamentalmente una brava ragazza che si lascia trarre nel lato oscuro da un bad boy super hot. Immaginatevi una tentazione ambulante che va a colpire proprio dove si è più vulnerabili e le fa un mare di complimenti seducendola. Chi resisterebbe? Soprattutto visto che Shannon è spinta da una motivazione onorevole almeno in principio: quella di risparmiare per il college che vuole frequentare. Ma quando va a mettere da parte tutto il resto, diventa inconcludente e poco gratificante. Ma non può tirarsi indietro, per lo meno non subito.

Cole naturalmente è il cattivo della situazione, ma devo dire che un po’ lo compatisco perché ha perso oramai il controllo e pensa soltanto a mantenere il suo elevato stile di vita. Vuole i soldi, i party, le donne, il potere. E alla fine stringe in mano solo un pugno di mosche.

Max potrebbe rappresentare il good guy in questo fantomatico schema, ma è molto di più. Anche se ha alcune caratteristiche del classico oggetto del desiderio di una protagonista di una tipica YA romance, Max è un ragazzo qualunque con il suo bagaglio di errori, scarso giudizio ma animo sincero, compassionevole e pronto a correre in soccorso di Shannon. Adorabile.

La sorella di Shannon Robyn e Mackenzie, una delle cameriere del casinò sono due dei personaggi da tenere sotto controllo perché assolutamente indispensabili alla storia. Vorrei una sorella come Robyn o perlomeno poter avere con la mia di sorella quello stesso rapporto di complicità, fiducia e rispetto che consente alle ragazze di sostenersi vicendevolmente senza perdersi d’animo e con la gioia che può darti solo un rapporto genuino come quello tra sorelle di sangue.

Mackenzie è tutta un’altra storia, se all’inizio non si sopporta più la si impara a conoscere, più la si adora con i suoi modi schietti, la sua fissa per la moda e i vestiti, i consigli non richiesti e le apparizioni fuori dal nulla che mi hanno costretta a ricredermi su di lei. Assolutamente meravigliosa.

Il particolare da non dimenticare? Una playlist dal titolo “Boys suck”. Leggete e scoprite il perché del titolo.

Non solo la storia è assolutamente indimenticabile, piena di colpi di scena e buone azioni, sentimenti veri e love, ma anche la copertina, che mi ha conquistata appena ci ho buttato l’occhio sopra invita alla lettura. Lo stile della scrittrice è assolutamente imprevedibile e eccezionale e costringe a non alzare gli occhi dalla pagina pur di scoprire che cosa riserva nella riga successiva.

Leggete la Barnholdt non resterete delusi.

Buona lettura guys!

Filed under lauren barnholdt ya romance love dealing with shit cute guy

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What a boy wants by Nyrae Dawn


This time, my vision jerked toward her. “What? I’m not into her. She’s my B—” I groaned. Why did I keep saying BFF? I swear, it was like Paris Hilton took me over. “She’s my friend. I watch out for her. That’s all.”



“What a boy wants” era nella lista delle cose da leggere da un sacco di tempo e lo aspettavo come pochi altri libri. Mi aspettavo un sacco dalla storia, non so perché ma mi aveva profondamente colpita, forse per la copertina con questo gorgeous boy dai capelli neri. E sono felice di poter dire che non mi ha delusa per niente, ma anzi ha confermato la mia opinione.

Sebastian Hawkins, detto Bastian, è Hook-up Doctor, cioè fornisce consigli alle ragazze su come accaparrarsi il ragazzo dei propri sogni, grazie all’esperienza provvista dalla madre che passa da una storia all’altra credendo ogni volta di aver trovato l’uomo della sua vita. Insieme al suo migliore amico Jaden si diverte a trovare ragazze in giro per divertirsi  salvo poi esserci per Aspen e Pris le due ragazze del gruppo. Finché non riceve la mail di una ragazza che cerca il suo aiuto che lo porta a capire di provare qualcosa per l’ultima persona che si aspetterebbe. Riuscirà ad essere felice e a superare le sue difficoltà?

Nyrae Dawn è riuscita ad arrivare dritta al mio cuore con questa storia meravigliosa. Avete presente “Hitch” il film con Will Smith? Beh Sebastian ha un ruolo simile, ma invece di aiutare i ragazzi aiuta le ragazze spiegando loro che cosa fare per accaparrarsi cosa vogliono. Ma Sebastian è molto più di questo. Innanzitutto devo dire che ho letteralmente adorato il fatto che la Dawn scriva da un punto di vista di un ragazzo, che a volte risulta molto più interessante, perché i maschi si fanno molti meno complessi dei nostri, sono meno competitivi e quando ottieni la loro amicizia non devi preoccuparti è per sempre, non rischi di perderla per stupidi motivi. Poi devo anche dire che la scrittrice è stata brava a descrivere la psiche di Sebastian in modo convincente, non sembra di leggere di una ragazza travestita, Bastian è un ragazzo e come tale si comporta. Ma ha il cuore tenero, la generosità e la pazienza tipica di chi è cresciuto a contatto solo con un‘influenza femminile. Ammettiamolo un ragazzo capace di essere il migliore amico di una ragazza deve avere una sensibilità particolare, anche perché è capace di passare sopra a tante piccole cose. Ma difende e ama le persone a cui tiene con una forza straordinaria. Ma non dimentichiamoci che comunque è un ragazzo e come tale è portato a commettere errori e a non capire certi indizi. Anzi è completamente cieco di  fronte alla verità. Anche le cosa più semplici che sono letteralmente stese di fronte a lui gli sono precluse. Ma Sebastian è super hot, con un piercing al sopracciglio e la sicurezza di chi è sicuro del suo posto nel mondo finché una ragazza compare a sconvolgere il suo equilibrio. Ma ciò che ho adorato di lui è la sua capacità di mettersi in gioco, di ammettere i propri sbagli, di non rimanere fissato su situazioni particolari. Bastian è il ragazzo che tutte che vorremmo avere, il migliore amico a cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà. Non il classico next door boy, ma l’hot boy capace di sconvolgere il tuo mondo, ma anche di dimostrarti che vale la pena concedergli una possibilità.
Gli altri personaggi sono fondamentali per la storia e aggiungono caratteristiche positive al protagonista indiscusso. Aspen, Pris, Jaden e Sebastian formano un quartetto indissolubile, i ragazzi ci sono l’uno  per gli altri in modi che sono rari da trovare, i ragazzi difendono le ragazze in modo adorabile e quando vanno alle feste tutti insieme discutono un piano pre party per evitare di finire nei guai. Assolutamente adorabili.
Non voglio aggiungere altro perché finirei per spoilerare il libro che invece vi invito a leggere con attenzione, perché ne vale davvero la pena, in questo capo più che in altri.

Il particolare da non dimenticare? Una maglietta portafortuna dei Beastie Boys che fa una brutta fine…cosa succede? Leggete e scopritelo.

Uscito a fine aprile, “What a boy wants” è il giusto compromesso tra amore e amicizia, lealtà e divertimento, conoscenza reciproca e tradimento. È una storia assolutamente sconvolgente che vi farà innamorare alla prima riga. È raro che resti colpita così profondamente ma in questo caso la Dawn mi ha convinta. E Sebastian, beh è un protagonista con i controfiocchi. La scrittrice poi fornisce un ulteriore incentivo a leggere la storia.  Ho scoperto infatti qualche giorno fa che la Dawn ha annunciato la pubblicazione di un sequel “What a boy needs” che racconterà le gesta dei quattro mitici migliori amici, dopo gli eventi del primo libro. Soprattutto racconterà la storia di Jaden, il migliore amico di Bastian. Non  vedo l’ora di metterci  le mani sopra, non posso aspettare tanto.
Leggete leggete leggete. E Sebastian rocks.
Buona lettura guys!

What a boy wants by Nyrae Dawn


This time, my vision jerked toward her. “What? I’m not into her. She’s my B—” I groaned. Why did I keep saying BFF? I swear, it was like Paris Hilton took me over. “She’s my friend. I watch out for her. That’s all.”



“What a boy wants” era nella lista delle cose da leggere da un sacco di tempo e lo aspettavo come pochi altri libri. Mi aspettavo un sacco dalla storia, non so perché ma mi aveva profondamente colpita, forse per la copertina con questo gorgeous boy dai capelli neri. E sono felice di poter dire che non mi ha delusa per niente, ma anzi ha confermato la mia opinione.

Sebastian Hawkins, detto Bastian, è Hook-up Doctor, cioè fornisce consigli alle ragazze su come accaparrarsi il ragazzo dei propri sogni, grazie all’esperienza provvista dalla madre che passa da una storia all’altra credendo ogni volta di aver trovato l’uomo della sua vita. Insieme al suo migliore amico Jaden si diverte a trovare ragazze in giro per divertirsi  salvo poi esserci per Aspen e Pris le due ragazze del gruppo. Finché non riceve la mail di una ragazza che cerca il suo aiuto che lo porta a capire di provare qualcosa per l’ultima persona che si aspetterebbe. Riuscirà ad essere felice e a superare le sue difficoltà?

Nyrae Dawn è riuscita ad arrivare dritta al mio cuore con questa storia meravigliosa. Avete presente “Hitch” il film con Will Smith? Beh Sebastian ha un ruolo simile, ma invece di aiutare i ragazzi aiuta le ragazze spiegando loro che cosa fare per accaparrarsi cosa vogliono. Ma Sebastian è molto più di questo. Innanzitutto devo dire che ho letteralmente adorato il fatto che la Dawn scriva da un punto di vista di un ragazzo, che a volte risulta molto più interessante, perché i maschi si fanno molti meno complessi dei nostri, sono meno competitivi e quando ottieni la loro amicizia non devi preoccuparti è per sempre, non rischi di perderla per stupidi motivi. Poi devo anche dire che la scrittrice è stata brava a descrivere la psiche di Sebastian in modo convincente, non sembra di leggere di una ragazza travestita, Bastian è un ragazzo e come tale si comporta. Ma ha il cuore tenero, la generosità e la pazienza tipica di chi è cresciuto a contatto solo con un‘influenza femminile. Ammettiamolo un ragazzo capace di essere il migliore amico di una ragazza deve avere una sensibilità particolare, anche perché è capace di passare sopra a tante piccole cose. Ma difende e ama le persone a cui tiene con una forza straordinaria. Ma non dimentichiamoci che comunque è un ragazzo e come tale è portato a commettere errori e a non capire certi indizi. Anzi è completamente cieco di  fronte alla verità. Anche le cosa più semplici che sono letteralmente stese di fronte a lui gli sono precluse. Ma Sebastian è super hot, con un piercing al sopracciglio e la sicurezza di chi è sicuro del suo posto nel mondo finché una ragazza compare a sconvolgere il suo equilibrio. Ma ciò che ho adorato di lui è la sua capacità di mettersi in gioco, di ammettere i propri sbagli, di non rimanere fissato su situazioni particolari. Bastian è il ragazzo che tutte che vorremmo avere, il migliore amico a cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà. Non il classico next door boy, ma l’hot boy capace di sconvolgere il tuo mondo, ma anche di dimostrarti che vale la pena concedergli una possibilità.

Gli altri personaggi sono fondamentali per la storia e aggiungono caratteristiche positive al protagonista indiscusso. Aspen, Pris, Jaden e Sebastian formano un quartetto indissolubile, i ragazzi ci sono l’uno  per gli altri in modi che sono rari da trovare, i ragazzi difendono le ragazze in modo adorabile e quando vanno alle feste tutti insieme discutono un piano pre party per evitare di finire nei guai. Assolutamente adorabili.

Non voglio aggiungere altro perché finirei per spoilerare il libro che invece vi invito a leggere con attenzione, perché ne vale davvero la pena, in questo capo più che in altri.

Il particolare da non dimenticare? Una maglietta portafortuna dei Beastie Boys che fa una brutta fine…cosa succede? Leggete e scopritelo.

Uscito a fine aprile, “What a boy wants” è il giusto compromesso tra amore e amicizia, lealtà e divertimento, conoscenza reciproca e tradimento. È una storia assolutamente sconvolgente che vi farà innamorare alla prima riga. È raro che resti colpita così profondamente ma in questo caso la Dawn mi ha convinta. E Sebastian, beh è un protagonista con i controfiocchi. La scrittrice poi fornisce un ulteriore incentivo a leggere la storia.  Ho scoperto infatti qualche giorno fa che la Dawn ha annunciato la pubblicazione di un sequel “What a boy needs” che racconterà le gesta dei quattro mitici migliori amici, dopo gli eventi del primo libro. Soprattutto racconterà la storia di Jaden, il migliore amico di Bastian. Non  vedo l’ora di metterci  le mani sopra, non posso aspettare tanto.

Leggete leggete leggete. E Sebastian rocks.

Buona lettura guys!

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Shatter me by Tahereh Mafi


The moon is a loyal companion.
It never leaves. It’s always there, watching, steadfast, knowing us in our light and dark moments, changing forever just as we do. Every day it’s a different version of itself. Sometimes weak and wan, sometimes strong and full of light. The moon understands what it means to be human.



“Shatter me” è uscito a novembre 2011 ed è rimasto per lungo tempo intrappolato nella cartella delle cose da leggere. Mi ero innamorata della copertina, con questa ragazza stupenda con un lungo vestito bianco, e la trama mi aveva incuriosita tantissimo. Tempo fa avevo iniziato a leggere, ma dopo le prime righe mi ero fermata credendolo un flop. Malissimo, perché la Mafi ha creato una storia con i controfiocchi che una volta iniziata a leggere non ho più potuto mollare, completamente persa in questo mondo distopico originalissimo e una protagonista super super awesome.

Juliette è una ragazza di 17 anni rinchiusa in una stanza di una specie di manicomio da 264 giorni senza poter uscire, senza poter parlare con nessuno, quasi digiuna. Il suo tocco è letale ed è stata allontanata dai genitori che non si sono mai preoccupati per lei. Juliette è convinta che marcirà lì dentro ma tutto cambia quando le assegnano come compagno di cella Adam, un ragazzo del suo passato, che non è chi dice di essere. Ma tutto quello che ha passato la porta in una caserma del Reestablishment l’organizzazione che ha preso in mano le redini del potere quando il buco dell’ozono è cresciuto in maniera esponenziale creando danni al tempo atmosferico e alla salute della popolazione terrestre. I cittadini della terra sono stati ammassati in 33 settori, ognuno governato da un membro del Reestablishment. Quello in cui si trova lei è capeggiato da Warner, un pazzo ossessionato da lei e dalle sue capacità. Ma lei non vuole essere uno strumento di tortura e tutto ciò che vuole è scappare. Non sarà facile, per fortuna che al suo fianco c’è Adam dalle insospettate capacità. Riusciranno a scappare insieme?

Primo libro della scrittrice “Shatter me” è più di una distopia, più di una storia di sopravvivenza, più di una romance, è qualcosa di completamente diverso, per vari motivi. È un libro che mi ha colpito molto quando sono andata avanti e non so se è per Juliette una protagonista che ha tantissimo da dire, o per Adam, perché diamine quel ragazzo è fenomenale, o per la storia in sé ma ho veramente adorato ogni singola pagina. Devo anche ammettere che lo stile di Tahereh Mafi è assolutamente incredibile, cura ogni singolo dettaglio con una precisione estrema, scandita tra l’altro dalla presenza ricorrente dei numeri. Juliette per calmarsi conta, conta i secondi, le crepe nei muri, i battiti del suo cuore e scandisce il tempo in maniera quasi ossessiva e assolutamente inconcepibile. E si concentra su particolari che sembrano irrilevanti ma che invece sono fondamentali per lo sviluppo della storia, compreso il ruolo di Adam. Raccontandoci la storia dal punto di vista di Juliette, il lettore viene ad immedesimarsi completamente in lei e a conoscere i dettagli della realtà che la circonda tramite i suoi occhi. Non possiamo predire nulla e veniamo sconvolti allo stesso tempo. Ogni passo che compie dilania l’anima soprattutto per il peso emotivo che rappresenta per lei. Ma Juliette è più forte di quello che si poteva pensare e riesce a tenere testa a tutte le situazioni cui viene posta davanti, compresa la solitudine e la pazzia. Tutti vogliono qualcosa da lei che non può dare. L’unico che può capirla davvero è Adam, l’unico che le tende una mano per trascinarla in un porto sicuro. Ed è questo uno degli aspetti che più mi hanno fatto adorare il libro. Questo rapporto speciale che non è solo fisico e passionale, ma una vera connessione, una profonda comunione di anime. Non voglio aggiungere altro perché non voglio spoilerare troppo e sono certa che se continuo a scrivere finisco per rivelarvi ogni particolare.
Voglio solo aggiungere questo, cioè sottolineare la bravura della scrittrice anche nel trattare il ruolo del cattivo Warner, che è più del semplice villain ma nasconde molte sfaccettature interessanti e assolutamente emozionanti. Sono certa che ce ne farà vedere delle belle.

Il particolare da non dimenticare? Un piccolo blocco per gli appunti, che avrà un’importanza vitale nel corso della storia.

Dovete assolutamente leggere questo libro, mi sono davvero pentita di non averlo letto prima, rivelazione di fine 2011 ha tutto quello che serve per tenere alta l’attenzione del lettore. Un mondo distopico poi pienamente verosimile che ci fa lanciare un’occhiata in un futuro possibilissimo se non stiamo attenti a quello che facciamo. Non lasciatevi scoraggiare dalle prime pagine necessarie per entrare davvero nella storia. Non fatevi dissuadere nemmeno dalle recensioni negative che girano, date una chance a “Shatter me” perché la merita davvero.
E non devo aspettare febbraio 2013, cioè febbraio 2013, per leggere il secondo volume di questa meravigliosa trilogia? Non posso aspettare così tanto, o forse si vista l’enorme quantità di libri che voglio leggere quest’anno. Ma non vedo l’ora di metterci le mani sopra.
Spero di avervi convinti nella lettura…non fatevi scappare questa storia.
Buona lettura guys!

Tahereh Mafi rocks e team Adam forever, che di fatto entra ufficialmente nella classifica dei migliori personaggi di sempre insieme ad altri meravigliosi protagonisti maschili. Adam sbav! 

Shatter me by Tahereh Mafi


The moon is a loyal companion.

It never leaves. It’s always there, watching, steadfast, knowing us in our light and dark moments, changing forever just as we do. Every day it’s a different version of itself. Sometimes weak and wan, sometimes strong and full of light. The moon understands what it means to be human.



“Shatter me” è uscito a novembre 2011 ed è rimasto per lungo tempo intrappolato nella cartella delle cose da leggere. Mi ero innamorata della copertina, con questa ragazza stupenda con un lungo vestito bianco, e la trama mi aveva incuriosita tantissimo. Tempo fa avevo iniziato a leggere, ma dopo le prime righe mi ero fermata credendolo un flop. Malissimo, perché la Mafi ha creato una storia con i controfiocchi che una volta iniziata a leggere non ho più potuto mollare, completamente persa in questo mondo distopico originalissimo e una protagonista super super awesome.

Juliette è una ragazza di 17 anni rinchiusa in una stanza di una specie di manicomio da 264 giorni senza poter uscire, senza poter parlare con nessuno, quasi digiuna. Il suo tocco è letale ed è stata allontanata dai genitori che non si sono mai preoccupati per lei. Juliette è convinta che marcirà lì dentro ma tutto cambia quando le assegnano come compagno di cella Adam, un ragazzo del suo passato, che non è chi dice di essere. Ma tutto quello che ha passato la porta in una caserma del Reestablishment l’organizzazione che ha preso in mano le redini del potere quando il buco dell’ozono è cresciuto in maniera esponenziale creando danni al tempo atmosferico e alla salute della popolazione terrestre. I cittadini della terra sono stati ammassati in 33 settori, ognuno governato da un membro del Reestablishment. Quello in cui si trova lei è capeggiato da Warner, un pazzo ossessionato da lei e dalle sue capacità. Ma lei non vuole essere uno strumento di tortura e tutto ciò che vuole è scappare. Non sarà facile, per fortuna che al suo fianco c’è Adam dalle insospettate capacità. Riusciranno a scappare insieme?

Primo libro della scrittrice “Shatter me” è più di una distopia, più di una storia di sopravvivenza, più di una romance, è qualcosa di completamente diverso, per vari motivi. È un libro che mi ha colpito molto quando sono andata avanti e non so se è per Juliette una protagonista che ha tantissimo da dire, o per Adam, perché diamine quel ragazzo è fenomenale, o per la storia in sé ma ho veramente adorato ogni singola pagina. Devo anche ammettere che lo stile di Tahereh Mafi è assolutamente incredibile, cura ogni singolo dettaglio con una precisione estrema, scandita tra l’altro dalla presenza ricorrente dei numeri. Juliette per calmarsi conta, conta i secondi, le crepe nei muri, i battiti del suo cuore e scandisce il tempo in maniera quasi ossessiva e assolutamente inconcepibile. E si concentra su particolari che sembrano irrilevanti ma che invece sono fondamentali per lo sviluppo della storia, compreso il ruolo di Adam. Raccontandoci la storia dal punto di vista di Juliette, il lettore viene ad immedesimarsi completamente in lei e a conoscere i dettagli della realtà che la circonda tramite i suoi occhi. Non possiamo predire nulla e veniamo sconvolti allo stesso tempo. Ogni passo che compie dilania l’anima soprattutto per il peso emotivo che rappresenta per lei. Ma Juliette è più forte di quello che si poteva pensare e riesce a tenere testa a tutte le situazioni cui viene posta davanti, compresa la solitudine e la pazzia. Tutti vogliono qualcosa da lei che non può dare. L’unico che può capirla davvero è Adam, l’unico che le tende una mano per trascinarla in un porto sicuro. Ed è questo uno degli aspetti che più mi hanno fatto adorare il libro. Questo rapporto speciale che non è solo fisico e passionale, ma una vera connessione, una profonda comunione di anime. Non voglio aggiungere altro perché non voglio spoilerare troppo e sono certa che se continuo a scrivere finisco per rivelarvi ogni particolare.

Voglio solo aggiungere questo, cioè sottolineare la bravura della scrittrice anche nel trattare il ruolo del cattivo Warner, che è più del semplice villain ma nasconde molte sfaccettature interessanti e assolutamente emozionanti. Sono certa che ce ne farà vedere delle belle.

Il particolare da non dimenticare? Un piccolo blocco per gli appunti, che avrà un’importanza vitale nel corso della storia.

Dovete assolutamente leggere questo libro, mi sono davvero pentita di non averlo letto prima, rivelazione di fine 2011 ha tutto quello che serve per tenere alta l’attenzione del lettore. Un mondo distopico poi pienamente verosimile che ci fa lanciare un’occhiata in un futuro possibilissimo se non stiamo attenti a quello che facciamo. Non lasciatevi scoraggiare dalle prime pagine necessarie per entrare davvero nella storia. Non fatevi dissuadere nemmeno dalle recensioni negative che girano, date una chance a “Shatter me” perché la merita davvero.

E non devo aspettare febbraio 2013, cioè febbraio 2013, per leggere il secondo volume di questa meravigliosa trilogia? Non posso aspettare così tanto, o forse si vista l’enorme quantità di libri che voglio leggere quest’anno. Ma non vedo l’ora di metterci le mani sopra.

Spero di avervi convinti nella lettura…non fatevi scappare questa storia.

Buona lettura guys!

Tahereh Mafi rocks e team Adam forever, che di fatto entra ufficialmente nella classifica dei migliori personaggi di sempre insieme ad altri meravigliosi protagonisti maschili. Adam sbav! 

Filed under Tahereh Mafi YA very good paranormal Very cute guy love dystopian

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Grave mercy by Robin Lafevers


“However will you play the game of seduction if you flinch so?” His voice is soft velvet along my skin. “You will be hard-pressed to gain my secrets if you cannot bear my touch.” Then he swears and pulls his hand away from me. “What is your convent thinking, sending such an innocent out in the world to play the strumpet?”



Leggere “Grave Mercy” è stata un’opportunità irripetibile concessami da Netgalley e sono davvero felice di dire che questo è un libro eccezionale, che vale sicuramente la pena leggere e anzi, non farlo è un delitto.

Ismae è stata data in sposa a Gullio un contadino violento e senza scrupoli. La strega erborista del paese, che già l’aveva salvata alla nascita, riesce a metterla in salvo e a farla portare nel convento di Saint Mortain posizionato su un isola davanti alla costa della Britannia. Ismae dimostra di essere una figlia di Mortain il dio della morte, una delle nove divinità degli antichi culti precristiani e viene ammessa come novizia nel convento. Dopo tre anni di preparazione finalmente viene mandata ad affrontare le sue prime missioni. Ma non sa che andrà a scontrarsi con Gavriel Duval, intimo consigliere della duchessa Anna, che il convento sta aiutando a proteggere dalle mire della reggente di Francia. Quando la sua abatessa la manda a casa di Duval per coordinare i loro sforzi e proteggere la duchessa, Ismae dovrà fare i conti non solo con il suo cuore ma anche con le sue convinzioni riguardo il suo compito e il ruolo del convento.

Robin LaFevers è stata capace di creare un piccolo capolavoro. La trama mi aveva incuriosita fin dalla prima lettura ma è stata la copertina a darmi il colpo di grazia con questa ragazza dal vestito rosso. Ciò che più mi ha colpito della storia è proprio il ruolo della donna e quindi in prima fila il ruolo di Ismae. Considerando l’epoca in cui è ambientato, quindicesimo secolo, una donna che è un’assassina, completamente indipendente e sicura di sé è completamente inaudito e inaspettato. Ismae sa come combattere, come usare un’arma, come proteggere sé stessa e gli altri. Ha un potere ben preciso che le ha affidato suo padre e che la porterà a salvarsi la pelle in diverse occasioni, e sa come riconoscere i veleni, come rendere impotente un uomo e come darsi da fare per salvare la sua patria. Quando vede il segno di Mortain agisce senza esitare, come una vera giustiziera. Ma è Duval che la mette in guardia sul rischio di seguire troppo ciecamente le indicazioni del convento, che d’altronde sono travisate. All’inizio Ismae è come uno spirito vendicativo pronto a eliminare senza indugio chi ha commesso un errore, chi si è macchiato di crimini orrendi. Ma ci dovrebbe essere una possibilità di salvarsi. D’altronde però è una ragazzina ingenua e inesperta gettata in un mondo sconosciuto di cui non conosce le regole. E se ha imparato che non può fidarsi degli uomini e continua a sfuggire da Duval, dall’altra parte si deve affidare a lui, anche se a volte è di una ingenuità e di una stupidità disarmante. Anche perché continua a sottovalutare l’uomo senza conoscerlo davvero. Quando poi capisce che non è lui il nemico è pronta a cooperare, cosa che il suo cuore aveva già deciso.
Gavriel Duval d’altronde non è un uomo da lasciare in disparte ed è capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro con cui si incontra. Perché non solo è un guerriero ma è anche un uomo affezionato, coraggioso che tiene alla sua famiglia e alla donna che ama. Non si arrende neanche quando è disperato e tutto sembra congiurare contro di lui. Non si tira indietro neanche di fronte alla morte. È un cavaliere nel significato medioevale del termine. Dedito alla guerra, ma capace anche di convincenti strategie politiche è l’uomo della situazione. Ed è capace anche di non avercela con la ragazza per il suo ruolo di assassina e per il suo ruolo di donna forte. Non lascia che l’orgoglio gli offuschi il cervello e si tira indietro al momento. Un uomo da avere al fianco nei momenti di pericolo, attivo, con la soluzione giusta al momento giusto che gioca d’anticipo e che non si lascia scoraggiare e cogliere di sorpresa da niente. Fantastico! Per non citare la sua bellezza sconvolgente che manda in tilt il piccolo cervellino di Ismae non abituata ad aver a che fare con uomini super hot e intelligenti.
I fedeli uomini di Duval Benebic de Waroch soprannominato the Beast e Raoul de Lornay sono due personaggi che non posso non citare non solo perché The Beast è divertentissimo e si allea con Ismae per prendere in giro de Lornay che è incredibilmente handsome, ma anche per la loro fedeltà a Duval che sarà di fondamentale importanza nel corso della storia.

Il particolare da non dimenticare? Un nastro per capelli con nove nodi. Cosa significa? Leggete e scopritelo.

Robin LaFevers un nome da ricordare e da tenere sott’occhio, perché questa donna è stata straordinaria nel creare una storia piena di azione, avventura e non di ultimo anche romance, tutti elementi che contribuiscono a creare una storia eccezionale. E se consideriamo la cornice di questa Britannia in lotta con la Francia, tra guerre, incontri a palazzo reale, inseguimenti a cavallo e avvelenamenti non si può non innamorarsi a prima lettura. Cosa che è successa anche a me. Ho esitato fino all’ultimo prima di immergermi completamente nella storia ma una volta incominciato non ho potuto mollarlo un momento perché davvero meraviglioso.
Io aspetto l’anno prossimo per il secondo volume della trilogia e voi mi raccomando  correte a procurarvi Grave Mercy (è uscito ad aprile), non ve ne pentirete.
Buona lettura guys!


Ringrazio Netgalley e Houghton Mifflin Harcourt per avermi concesso l’onore e il piacere di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia recensione. Mai come in questo caso è stato un regalo ben accetto.

Grave mercy by Robin Lafevers


“However will you play the game of seduction if you flinch so?” His voice is soft velvet along my skin. “You will be hard-pressed to gain my secrets if you cannot bear my touch.” Then he swears and pulls his hand away from me. “What is your convent thinking, sending such an innocent out in the world to play the strumpet?”



Leggere “Grave Mercy” è stata un’opportunità irripetibile concessami da Netgalley e sono davvero felice di dire che questo è un libro eccezionale, che vale sicuramente la pena leggere e anzi, non farlo è un delitto.

Ismae è stata data in sposa a Gullio un contadino violento e senza scrupoli. La strega erborista del paese, che già l’aveva salvata alla nascita, riesce a metterla in salvo e a farla portare nel convento di Saint Mortain posizionato su un isola davanti alla costa della Britannia. Ismae dimostra di essere una figlia di Mortain il dio della morte, una delle nove divinità degli antichi culti precristiani e viene ammessa come novizia nel convento. Dopo tre anni di preparazione finalmente viene mandata ad affrontare le sue prime missioni. Ma non sa che andrà a scontrarsi con Gavriel Duval, intimo consigliere della duchessa Anna, che il convento sta aiutando a proteggere dalle mire della reggente di Francia. Quando la sua abatessa la manda a casa di Duval per coordinare i loro sforzi e proteggere la duchessa, Ismae dovrà fare i conti non solo con il suo cuore ma anche con le sue convinzioni riguardo il suo compito e il ruolo del convento.

Robin LaFevers è stata capace di creare un piccolo capolavoro. La trama mi aveva incuriosita fin dalla prima lettura ma è stata la copertina a darmi il colpo di grazia con questa ragazza dal vestito rosso. Ciò che più mi ha colpito della storia è proprio il ruolo della donna e quindi in prima fila il ruolo di Ismae. Considerando l’epoca in cui è ambientato, quindicesimo secolo, una donna che è un’assassina, completamente indipendente e sicura di sé è completamente inaudito e inaspettato. Ismae sa come combattere, come usare un’arma, come proteggere sé stessa e gli altri. Ha un potere ben preciso che le ha affidato suo padre e che la porterà a salvarsi la pelle in diverse occasioni, e sa come riconoscere i veleni, come rendere impotente un uomo e come darsi da fare per salvare la sua patria. Quando vede il segno di Mortain agisce senza esitare, come una vera giustiziera. Ma è Duval che la mette in guardia sul rischio di seguire troppo ciecamente le indicazioni del convento, che d’altronde sono travisate. All’inizio Ismae è come uno spirito vendicativo pronto a eliminare senza indugio chi ha commesso un errore, chi si è macchiato di crimini orrendi. Ma ci dovrebbe essere una possibilità di salvarsi. D’altronde però è una ragazzina ingenua e inesperta gettata in un mondo sconosciuto di cui non conosce le regole. E se ha imparato che non può fidarsi degli uomini e continua a sfuggire da Duval, dall’altra parte si deve affidare a lui, anche se a volte è di una ingenuità e di una stupidità disarmante. Anche perché continua a sottovalutare l’uomo senza conoscerlo davvero. Quando poi capisce che non è lui il nemico è pronta a cooperare, cosa che il suo cuore aveva già deciso.

Gavriel Duval d’altronde non è un uomo da lasciare in disparte ed è capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro con cui si incontra. Perché non solo è un guerriero ma è anche un uomo affezionato, coraggioso che tiene alla sua famiglia e alla donna che ama. Non si arrende neanche quando è disperato e tutto sembra congiurare contro di lui. Non si tira indietro neanche di fronte alla morte. È un cavaliere nel significato medioevale del termine. Dedito alla guerra, ma capace anche di convincenti strategie politiche è l’uomo della situazione. Ed è capace anche di non avercela con la ragazza per il suo ruolo di assassina e per il suo ruolo di donna forte. Non lascia che l’orgoglio gli offuschi il cervello e si tira indietro al momento. Un uomo da avere al fianco nei momenti di pericolo, attivo, con la soluzione giusta al momento giusto che gioca d’anticipo e che non si lascia scoraggiare e cogliere di sorpresa da niente. Fantastico! Per non citare la sua bellezza sconvolgente che manda in tilt il piccolo cervellino di Ismae non abituata ad aver a che fare con uomini super hot e intelligenti.

I fedeli uomini di Duval Benebic de Waroch soprannominato the Beast e Raoul de Lornay sono due personaggi che non posso non citare non solo perché The Beast è divertentissimo e si allea con Ismae per prendere in giro de Lornay che è incredibilmente handsome, ma anche per la loro fedeltà a Duval che sarà di fondamentale importanza nel corso della storia.

Il particolare da non dimenticare? Un nastro per capelli con nove nodi. Cosa significa? Leggete e scopritelo.

Robin LaFevers un nome da ricordare e da tenere sott’occhio, perché questa donna è stata straordinaria nel creare una storia piena di azione, avventura e non di ultimo anche romance, tutti elementi che contribuiscono a creare una storia eccezionale. E se consideriamo la cornice di questa Britannia in lotta con la Francia, tra guerre, incontri a palazzo reale, inseguimenti a cavallo e avvelenamenti non si può non innamorarsi a prima lettura. Cosa che è successa anche a me. Ho esitato fino all’ultimo prima di immergermi completamente nella storia ma una volta incominciato non ho potuto mollarlo un momento perché davvero meraviglioso.

Io aspetto l’anno prossimo per il secondo volume della trilogia e voi mi raccomando  correte a procurarvi Grave Mercy (è uscito ad aprile), non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

Ringrazio Netgalley e Houghton Mifflin Harcourt per avermi concesso l’onore e il piacere di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia recensione. Mai come in questo caso è stato un regalo ben accetto.

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Dusty Reads #2

Dusty Reads è una rubrica settimanale creata da Giselle from Xpresso Reads che posta libri che sono rimasti per diverso tempo non letti sui propri scaffali. Per partecipare? Ecco le regole:

  • Books don’t have to be ‘x’ years old. If you’ve had the book for a few months without reading it, it’s dusty! ;) 
  • Search for other Dusty Reads post on the blog: click here.

Questa settimana ho scelto un libro che è rimasto secoli a marcire nelle mie cose da leggere, di cui avevo ricevuto una copia in anteprima da leggere e cioè:

Gone gone gone by Hannah Moskowitz


Mi è capitato il galley di “Gone gone gone” per le mani diverso tempo fa, ma è rimasto a languire nei to read per un sacco di tempo, sommersa com’ero da altro. Con il galley in scadenza ho deciso di dargli una possibilità. E sono contenta di averlo fatto perché la storia raccontata da Hannah Moskowitz è davvero molto emozionante.

Lo sfondo su cui si dipana il racconto è vero. Nell’ottobre 2002 è avvenuta davvero questa tragedia: un pazzo andava in giro con una pistola a sparare la gente nei parcheggi e nelle stazioni di rifornimento a Washington D.C. Nell’aria ancora la tragedia dell’11 settembre, mai dimenticato. E per questa Washington in preda alla paura si muovono Craig e Lio due ragazzi di quindici disastrati, ognuno con degli issues da risolvere e solo una certezza, il fatto di voler stare insieme.

La Moskowitz ha scritto questa storia super malinconica, dove i due ragazzi hanno mille problemi, alternando i due punti di vista e costruendo le vite, assolutamente verosimili dei due. Lio e Craig sono la personificazione di un disagio e di una paura profonda, che ha radici comuni con un’intera società. Un fatto epocale come l’11 settembre non si cancella in un’istante e ha ripercussioni profonde soprattutto sui membri più deboli e impressionabili.

Craig è logorroico, altissimo e nero (non sono proprio riuscita a immaginarmelo nero) tale per cui tutti gli chiedono se giochi a basket, come se essere alto e nero in America comporti praticare quello sport per default. Ha scoperto da giovanissimo di essere omosessuale ed è cresciuto con il suo vicino di casa Cody con cui ha scoperto tutte le tappe dell’amore. Si sa come si dice il primo amore non si scorda mai e Craig è ancora profondamente legato a Cody, soprattutto per come è finita con lui. Il padre di Cody è morto nella strage del Pentagono e il ragazzo è completamente impazzito dal dolore. Craig ha cercato di stargli vicino in ogni modo ma in definitiva la madre lo ha dovuto portare in una specie di manicomio. Craig ne è stato devastato anche perché il suo ragazzo lo trattava come uno straccio. Continuano a sentirsi per mail ma Craig ha trovato rifugio negli animali, trasformando la casa in una specie di zoo. E quando all’inizio della storia vanno dei ladri in casa e gli animali scappano via per Craig è come ricominciare tutto da capo l’unico in grado di consolarlo è Lio.

Lio al contrario di Craig ha la carnagione chiarissima ed è basso e dalla figura piccolissima che si confonde tra gli altri ragazzi, porta sempre il cappello e non parla mai se non raramente con Craig che cerca in tutti i modi di fargli esprimere la sua opinione.  Lio aveva un fratello gemello, entrambi hanno preso la leucemia e se lui è guarito, suo fratello è morto. Immaginate di portarvi dietro questo peso per il resto della vostra vita. Ma Lio è più forte di quello che ci si immagini. Si è trasferito a Washington da New York e per un newyorkese è diverso vivere l’11 settembre che per un altro qualsiasi cittadino americano e anche questo ha influito sulla sua personalità e il suo modo di pensare. Lio si aggrappa disperatamente a Craig che lo capisce al volo, ma che soprattutto prova dei sentimenti sinceri per lui.

Uno sei personaggi secondari che più mi ha colpito è Todd il fratello maggiore di Craig che lavora di notte ad una linea telefonica che contatta chi ha pensieri suicidi e che è un sostegno straordinario per il suo fratellino che sostiene e protegge in ogni occasione.

Il contorno alla storia di Lio e Craig è quello comune di una società in frantumi che cerca di superare le conseguenze di una tragedia e di fare i conti con il terrorismo. Non solo il pazzo che gira con la pistola destabilizza ogni punto cardinale di una popolazione già provata e incapace di trovare sostegno nelle forze dell’ordine che brancolano nel buio. È tutto confuso e privo di prospettiva, ma in qualche modo ciò che emerge sono i rapporti di amore e sostegno che si evolvono nelle vite dei protagonisti.

L’unica cosa che non ho capito è la copertina. Insolita ma secondo me inadatta a rappresentare il vero spirito del libro.

Il particolare da non dimenticare? Oddio è difficile perché in questo libro ogni dettaglio si cristallizza in un momento e non c’è quindi qualcosa che emerge se non la sensazione di sconfitta malinconica che percorre tutta la storia. Probabilmente non c’è.

 

Invito alla lettura di questa storia strappalacrime, assolutamente atroce, ma vera in un modo in cui può esserlo solo un libro del genere. Una storia di aiuto, sostegno e speranza per superare le piccole e grandi tragedie quotidiane. La Moskowitz è una grande scrittrice capace di cogliere storie profondamente strazianti e trasformarle in storie straordinarie da leggere indiscutibilmente.

Ringrazio immensamente Simon & Schuster per avermi dato l’occasione di leggere questo libro in anteprima.

Filed under Dusty Reads Hannah moskowitz best friends love tragedy death YA good

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One night that changes everything by Lauren Barnholdt


“Yes, you are,” Cooper says. And then he says something horrible. Something I wouldn’t ever even imagine he would say in a million years. Something that is maybe quite possibly the worst thing he could ever say ever, ever, ever. “Because I have your purple notebook.” 
And then he hangs up.


“One Night That Changes Everything “ è un libro scritto da Lauren Barnholdt, l’autrice di “Two-street way” che mi è piaciuto veramente tantissimo e ho deciso di darle una nuova possibilità con questa storia. E sono felice di poter dire che mi è piaciuta anche di più.

Eliza ha un diario viola in cui scrive tutte le cose che ha paura di affrontare e improvvisamente scopre che è sparito. Quando la chiama il suo ex-ragazzo Cooper dicendole che ha lui il diario si spaventa perché viene coinvolta in una serie di prove dai 318, una specie di confraternita della sua high school. Ad accompagnarla in questa terribile notte le sue migliori amiche Marissa e Clarice. Riusciranno le tre a recuperare il diario? E qual è il vero ruolo di Cooper?

La Barnholdt ha uno stile molto particolare e riesce a far evolvere un rapporto in cui di base c’è una specie di incomprensione o equivoco, ma i personaggi sembrano in qualche modo destinati a tornare insieme. Sembra di leggere di ragazzi in carne ed ossa. La storia raccontata dai pensieri di Eliza si evolve nell’arco di una singola notte in questa Boston strana e piena di locali, giovani, feste e spasso.
La ragazza non ha niente di particolarmente speciale, una ragazza come ce ne sono tante. Perde sempre di tutto e non riesce a tenersi stretto niente tranne questo fantomatico diario viola. Ed è proprio questo che più la sconvolge la perdita dell’unica costante della sua vita. Ma Eliza ha mille piccole paure, piccole azioni che non è capace di affrontare chiusa com’è nel suo mondo protetto dove fare una scelta non comporta mai correre un rischio. Nonostante tutto ha sempre avuto il sostegno incondizionato della sorella maggiore Kate che ha fondato questo database impressionante Lanesboro Losers dove le ragazze si possono lamentare di tutte le mancanze dei ragazzi. E Kate è ancora una sorta di leggenda nella scuola. Eliza però deve mettersi in gioco per quella che è, affrontare le sue paure e cercare di ottenere ciò che vuole perché è più forte di ciò che crede.
Cooper paradossalmente si trasforma davanti ai nostri occhi. O meglio cambia la percezione che abbiamo di lui. All’inizio siamo totalmente condizionati da ciò che ci racconta Eliza, visto che la storia è narrata dal suo punto di vista, ma piano piano Cooper ci dimostra che vale molto di più. Certo di non essere solo una marionetta nelle mani di Tyler lotta per ottenere ciò che vuole e non l’ammissione in quella stupida setta. Certo farsi accettare e entrare a far parte di un club esclusivo gestito dai più popolari della scuola fa gola a tutti, ma Cooper è molto di più. Non è solo un pappamolle incapace di decidere, sa stare in piedi da solo e ci tiene alla ragazza.
Marissa e Clarice sono le due migliori amiche che tutti vorrebbero avere. Completamente diverse l’una dall’altra, una spavalda che ci prova con tutti senza andare con nessuno, l’altra sta con un ragazzo che la chiama solo per il sesso, ma entrambe si dimostrano delle alleate vere in una notte da incubo dove ciò che conta non è solo la vendetta ma anche lo scoprirsi ed affrontare le proprie paure.

Il particolare da non dimenticare? Un raccoglitore rosa e adesivi a forma di scarpette di ballerina. A cosa servono? Leggete e scopritelo.

Consiglio a tutti la lettura della Barnholdt un vero genio nel creare YA romance, guys io adoro il genere chi legge le mie recensioni e mi segue ormai lo avrà capito, insolite e originali. Le sue storie non sono mai scontate, sono sempre piene di equivoci, battute, sarcasmo e scenari inverosimili ma assolutamente divertenti. Soprattutto c’è sempre un significato nascosto che in apparenza non si riesce a notare, ma che ad una lettura più attenta lascia a bocca aperta. Assolutamente fantastico. E chi non ama una romantica storia d’amore piena di colpi di scena e di avventure?
Io intanto vado cercando “Aces up” la cui trama promette di essere esilarante e piena di avventura, divertimento e romanticismo in pieno stile Barnholdt.
Buona lettura guys!

One night that changes everything by Lauren Barnholdt


“Yes, you are,” Cooper says. And then he says something horrible. Something I wouldn’t ever even imagine he would say in a million years. Something that is maybe quite possibly the worst thing he could ever say ever, ever, ever. “Because I have your purple notebook.”

And then he hangs up.


“One Night That Changes Everything “ è un libro scritto da Lauren Barnholdt, l’autrice di “Two-street way” che mi è piaciuto veramente tantissimo e ho deciso di darle una nuova possibilità con questa storia. E sono felice di poter dire che mi è piaciuta anche di più.

Eliza ha un diario viola in cui scrive tutte le cose che ha paura di affrontare e improvvisamente scopre che è sparito. Quando la chiama il suo ex-ragazzo Cooper dicendole che ha lui il diario si spaventa perché viene coinvolta in una serie di prove dai 318, una specie di confraternita della sua high school. Ad accompagnarla in questa terribile notte le sue migliori amiche Marissa e Clarice. Riusciranno le tre a recuperare il diario? E qual è il vero ruolo di Cooper?

La Barnholdt ha uno stile molto particolare e riesce a far evolvere un rapporto in cui di base c’è una specie di incomprensione o equivoco, ma i personaggi sembrano in qualche modo destinati a tornare insieme. Sembra di leggere di ragazzi in carne ed ossa. La storia raccontata dai pensieri di Eliza si evolve nell’arco di una singola notte in questa Boston strana e piena di locali, giovani, feste e spasso.

La ragazza non ha niente di particolarmente speciale, una ragazza come ce ne sono tante. Perde sempre di tutto e non riesce a tenersi stretto niente tranne questo fantomatico diario viola. Ed è proprio questo che più la sconvolge la perdita dell’unica costante della sua vita. Ma Eliza ha mille piccole paure, piccole azioni che non è capace di affrontare chiusa com’è nel suo mondo protetto dove fare una scelta non comporta mai correre un rischio. Nonostante tutto ha sempre avuto il sostegno incondizionato della sorella maggiore Kate che ha fondato questo database impressionante Lanesboro Losers dove le ragazze si possono lamentare di tutte le mancanze dei ragazzi. E Kate è ancora una sorta di leggenda nella scuola. Eliza però deve mettersi in gioco per quella che è, affrontare le sue paure e cercare di ottenere ciò che vuole perché è più forte di ciò che crede.

Cooper paradossalmente si trasforma davanti ai nostri occhi. O meglio cambia la percezione che abbiamo di lui. All’inizio siamo totalmente condizionati da ciò che ci racconta Eliza, visto che la storia è narrata dal suo punto di vista, ma piano piano Cooper ci dimostra che vale molto di più. Certo di non essere solo una marionetta nelle mani di Tyler lotta per ottenere ciò che vuole e non l’ammissione in quella stupida setta. Certo farsi accettare e entrare a far parte di un club esclusivo gestito dai più popolari della scuola fa gola a tutti, ma Cooper è molto di più. Non è solo un pappamolle incapace di decidere, sa stare in piedi da solo e ci tiene alla ragazza.

Marissa e Clarice sono le due migliori amiche che tutti vorrebbero avere. Completamente diverse l’una dall’altra, una spavalda che ci prova con tutti senza andare con nessuno, l’altra sta con un ragazzo che la chiama solo per il sesso, ma entrambe si dimostrano delle alleate vere in una notte da incubo dove ciò che conta non è solo la vendetta ma anche lo scoprirsi ed affrontare le proprie paure.

Il particolare da non dimenticare? Un raccoglitore rosa e adesivi a forma di scarpette di ballerina. A cosa servono? Leggete e scopritelo.

Consiglio a tutti la lettura della Barnholdt un vero genio nel creare YA romance, guys io adoro il genere chi legge le mie recensioni e mi segue ormai lo avrà capito, insolite e originali. Le sue storie non sono mai scontate, sono sempre piene di equivoci, battute, sarcasmo e scenari inverosimili ma assolutamente divertenti. Soprattutto c’è sempre un significato nascosto che in apparenza non si riesce a notare, ma che ad una lettura più attenta lascia a bocca aperta. Assolutamente fantastico. E chi non ama una romantica storia d’amore piena di colpi di scena e di avventure?

Io intanto vado cercando “Aces up” la cui trama promette di essere esilarante e piena di avventura, divertimento e romanticismo in pieno stile Barnholdt.

Buona lettura guys!



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Le due copertine…


Slow twitch by Liz Reinhardt


“Well, a lot of guys are just losers. And then there’s you and your brother. You’re kind of overwhelming, you know? Really good-looking, kind of bad-ass, kind of sweet, just really attractive. And there’re two of you. I just can see how she might have got caught up in…you two.”


“Slow Twitch” è uno dei libri che aspettavo in questo mese di aprile e che non vedevo l’ora di leggere dopo aver terminato l’ultima pagina di “Junk Miles”. La Reinhardt è riuscita ad arrivare dritta al mio cuore con questa trilogia e devo dire che ho finito questo libro con un po’ di malinconia e ne ho adorato ogni singola pagina, anzi forse anche più degli altri perché la scrittrice è riuscita a creare una storia stupenda, facendo evolvere i protagonisti in modo perfetto.

Il libro racconta l’estate di Brenna, Jake e Saxon. Mentre la ragazza è in Irlanda, a Dublino, al corso di scrittura creativa, Jake si trova a dover conoscere tutto il clan dei Maclean e soprattutto suo padre Gerald. Saxon invece viene mandato a Lodi a lavorare in una tavola calda come lavapiatti come ultima chance per disintossicarsi. Tutti e tre dovranno fare i conti con il loro passato e decidere cosa fare del proprio futuro, costruendo la propria vita e rimanendo fedeli a sé stessi. Perché niente rimane immutato.

Vorrei iniziare la recensione con questa citazione oltre a quella iniziale:

“The day I met Jake Kelly and Saxon Maclean, my heart thumped, strummed, sang, and dove through every single exhilarating hour of that entire day right up until I fell asleep that night. The moment I laid eyes on them, it was like I’d been waiting for the day I was supposed to meet them and the chemistry was like an electrical storm. I thought that it had to do with like. Or lust. Or chemistry. And I thought it happened because I was a girl and they were very attractive guys.”

 

Questo è l’inizio di tutto, quando Brenna torna dalla Danimarca, inizia il nuovo anno scolastico e conosce i due incredibili fratelli. Ma non è solo questo perché in fondo Brenna dimostra in ogni occasione di ragionare con la sua testa, di prendere le sue decisioni e commette la sua bella dose di errori. Brenna è una ragazza speciale, a dispetto di tutto. Con la sua passione per la moda e gli outfit originali, il suo costante chiedersi la spiegazione per una cosa, la sua incredibile capacità artistica, che sia disegnare, dipingere o creare magliette. In questa ultima parte di storia Brenna cresce ulteriormente diventa più sicura di sé e in grado di affrontare quello che la vita le porta davanti. Le conseguenze di “Junk Miles” ci sono e naturalmente sono determinanti per tutto il corso successivo. Ma Brenna sta in piedi da sola, questa è la sua storia, come lo può essere solo un libro del genere. Ma è proprio questo che mi ha fatto amare così tanto il libro: la Reinhardt non fa nulla per scolpire in una stupida perfezione fittizia i personaggi, ma anzi li modella come sarebbero in realtà pieni di problemi, contraddizioni, orgoglio e insicurezze. Ma anche forza, coraggio, affetto e impegno.

E sta proprio qui anche il significato del titolo. Infatti “Slow twitch” fa ancora una volta riferimento a termini usati nella corsa e indica un gruppo di fibre muscolari che determinano se una persona sia portata o meno per la corsa a lunga distanza, quella corsa cioè che possiamo vedere come la vita, una metafora azzeccatissima che nasconde più significati di quelli che credevo all’inizio.

Ma la vera novità di questo terzo volume è l’alternanza dei capitoli e dei punti di vista non solo di Brenna ma anche di Saxon e Jake. E i due quindi rivestono un ruolo ancora più importante.

Saxon all’inizio ci viene descritto con solo il suo nome, che in qualche modo rappresenta tutto il suo essere:

“Saxon?” Devon’s voice dripped with sarcasm, grudging respect, and the fascination that that particular name always seemed to dredge up in everyone.

Saxon è il badass per eccellenza, con i suoi capelli scuri, gli occhi neri che nascondono una punta dorata, la sigaretta tra le dita, le sue caramelle all’arancia, la sua aria sempre scazzata e la sua incredibile faccia tosta, ma è il mio personaggio preferito soprattutto perché è profondamente vero e geniale. Impreca su tutto appena arrivato a Lodi ma capisce ben presto che non può continuare ad essere sempre lo stesso e rinasce, o meglio smussa alcuni lati del suo carattere soprattutto con Zia Helena, questa vecchina adorabile che lo riempie di cibo e per cui fa un sacco di lavoretti. Saxon forse è colui che deve affrontare il cambiamento più difficile, perché implica anche la disintossicazione non solo fisica ma anche mentale e in questo sarà fondamentale Cadence la ragazza che lavora con lui nella tavola calda e che gli darà un sacco di filo da torcere e la prima a chiamarlo “Crackhead” e quando lo chiama per la prima volta col suo nome è una conquista. Ma non si può davvero essere ciechi al fascino del moro e ben presto riesce ad affascinare tutti.

Jake, beh Jake è l’altra faccia della medaglia e anche se è il good guy anche lui ha degli aspetti non proprio positivi. Conoscere la propria famiglia riapre vecchie ferite e lo costringono a mettersi in gioco, a capire chi è davvero e cosa vuole. Per il resto è sempre lui con i suoi capelli biondi, il fisico modellato dal duro lavoro e la paura di perdere Brenna.

Riappare Devon in Irlanda, colpo di scena imprevisto da parte della scrittrice che ci rivela qualcosa di lui che proprio non mi aspettavo compreso un inaspettato make over del suo look.

Ma la vera new entry di questo terzo volume è Evan Lennox che Devon e Brenna conoscono in Irlanda e che avrà un ruolo fondamentale con la sua pazzia, la sua personalità esplosiva, la sua capacità creativa e le sue aspettative. Very very awesome.

Il particolare da non dimenticare? Un bikini giallo, una cascata misteriosa e un paio di pattini a rotelle. Eh leggete e scoprite cosa vi aspetta!

Tra il verde dell’Irlanda e il caldo della cucina della tavola calda e la monotonia del lago della tenuta di famiglia dei Maclean “Slow twitch” è un frammento di vita talmente verosimile da poter essere accaduto davvero. La Reinhardt scrive come se avesse una telecamera in mano e ci regala emozioni uniche. L’amore non è in una sola direzione e non ha una sola forma è complesso e romantico e fare i conti con chi siamo e cosa vogliamo non è facile. Vivere e crescere ha mille sfumature diverse, ma è più facile farlo con le persone che amiamo.

Leggete e amate la saga di Brenna Blixen, non ve ne pentirete.

Buona lettura guys!

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Spot light #1

Ok ho deciso di dedicare un post ad un autore/autrice che mi ha particolarmente colpito e di cui vi elencherò i motivi per cui mi piace particolarmente. Il primo sarà Mike Mullin

5 motivi per cui adoro Mike Mullin

Allur perchè questo post? Perchè Netgalley ha concesso la grande opportunità di leggere anzitempo “Ashen winter” il sequel di “Ashfall” il primo straordinario libro di Mike Mullin. Per onorare la cosa e visto che potrò postare la recensione solo quando si avvicinerà il momento della pubblicazione vi indico i motivi per cui vale la pena leggere il primo libro. (questa la mia recensione http://pleaseanotherbook.tumblr.com/post/16641241790 )

  1. E’ uno degli scrittori maschili di YA che ci sono in giro, scrive benissimo e ha un ottimo gusto (avete visto le copertine dei suoi libri? sono FAVOLOSE!) è gentilissimo e risponde sempre a tutte le domande.
  2. Scrive una distopia, genere che adoro insieme alle YA romance, che ha è veramente ben congeniata.
  3. Il suo protagonista Alex è un ragazzo, particolare interessantissimo che ho imparato ad apprezzare i ragazzi si fanno molti meno problemi, sensibile e altruista.
  4. Si pone problemi intelligenti e la ragazza Darla, personaggio del libro si intende di motori e problemi tecnici al contrario di Alex che non capisce niente di queste cose e da ingegnere donna, in un mondo prettamente maschile, non posso che approvare.
  5. Legge e ama gli stessi libri che leggo e amo io. Abbiamo gusti totalmente simili.

Come faccio a non adorarlo? 

Non lo avete ancora fatto? Correte a procurarvi questo libro meraviglioso e seguite Mike Mullin, non ve ne pentirete. 

Stay tuned guys!

Filed under mike mullin dystopian best writer love sequel ashfall

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The Earth, My Butt & Other Big Round Things by Caroline Mackelr


The Fat Girl Code of Conduct
by Virginia Shreves

1.Any sexual activity is a secret. No public displays of affection. No air-kisses blown across the cafeteria. No carefully folded notes passed in the hall. No riding the moped in public.
2.Don’t discuss your weight with him. Let’s face it. You both know it’s there, so don’t start
bemoaning your body and pressure him into lying, i.e., “What are you talking about? You don’t look fat at all.”
3.Go further than skinny girls. Find ways to alert him to this, such as slutty comments peppered into the conversation. If you can’t sell him on your body, you’d better overcompensate with sexual perks.
4.Never, ever, ever, ever, ever push the relationship thing. Everybody knows that guys hate discussing relationships, so make it easy on him. Same goes for dates to movies and school dances. Bottom line: Let him get the milk without having to buy the cow.



“The Earth, My Butt & Other Big Round Things” è finito nelle cose da leggere perché mi ha colpito la trama che mi ha ricordato i miei funesti anni di studentessa di liceo, e di scuole medie prima, dove i ragazzini possono essere particolarmente maligni. Sono felice di averlo letto perché è davvero molto carino.
 
Virginia Shreves ha quindici anni è sovrappeso e non viene accettata dai suoi coetanei, ma porta avanti una relazione segreta con Froggy Welsh the Fourth, un suo compagno di scuola. La famiglia la ignora o cerca di farla entrare nel loro modello di perfezione senza cercare di capirla davvero. Ma quando il fratello maggiore Byron, dalla reputazione perfetta compie un atto davvero orribile la percezione di Virginia viene sconvolta e capisce che non deve cambiare per gli altri ma per stessa.
 
Carolyn Mackler ha perfettamente chiaro in mente il suo obiettivo e lo raggiunge egregiamente. Era da tanto che non leggevo un YA dal gusto leggero, ma allo stesso tempo pienamente formativo, dalla morale solida e dal significato vero e ineluttabile. La Mackler coautrice di “The future of us” ha creato una storia ben scritta e assolutamente imprevedibile.
Virginia è una ragazza insicura, l’ultima ruota del carro nella sua famiglia, crede di essere la pecca, l’errore, l’elemento disturbatore. I suoi fratelli maggiori Anäis e Byron ai suoi occhi sono perfetti: dal fisico smilzo, dalla media perfetta, interessati a musei, classici e musica jazz, hanno perfettamente realizzato le aspettative che i genitori avevano su di loro. Virginia da pecora nera è tutto fuorché smilza, adora programmi trash alla tv, non riesce a vivere un giorno senza internet, legge solo riviste di moda e pettegolezzi, ascolta musica pop. Ma la verità è che si nasconde dietro il cibo con uno spirito autodistruttivo. I dolci e i cibi spazzatura sono l’unico conforto che riceve. Sua madre è una psicologa specializzata in adolescenti ma non parla mai della sua di adolescenza e non si mette mai ad ascoltare i suoi figli, pretende che tutto sia normale e perfetto e nasconde le storture della sua famiglia sotto il tappeto con una ipocrisia terribile capace di essere così cieca da non accorgersi dei pensieri autodistruttivi della figlia minore. Il padre segue la madre in tutto, lavora tutto il giorno ed è il classico uomo che ama una donna con le curve al posto giusto e non riesce ad andare oltre le apparenze, neanche con sua figlia. Solo verso la fine c’è un vero spiraglio di apertura con il padre, la madre resta ancorata alle sue idee, anche se si adegua allo spirito di Virginia.
Perché questo è anche una storia di formazione e di crescita, di una che alla fine cerca di accettarsi per quella che è senza essere ossessionata. Non è facile bilanciarsi in una vita che affonda, soprattutto quando il mito di tuo fratello cade per un atto terribile che ha commesso e che ha mandato in frantumi la sua immagine di bravo ragazzo. Ma siamo umani e tutti hanno delle pecche, e dei pregi come la bitch della situazione.
Ma è la migliore amica di Virginia, Shannon di cui vorrei parlare per un attimo, un personaggio davvero unico costretta a trasferirsi con i genitori a Walla Walla, stato di Washington. Un’amica leale e sincera anche a distanza, è raro essere partecipi di una così bella manifestazione d’affetto, anche perché questa è una di quelle cose di cui Virginia ha davvero bisogno. Oltre a Shannon non ha altri amici perché si lascia condizionare dal suo aspetto fisico nelle relazioni con gli altri. Questo succede anche con Froggy the fourth (si c’è gente che chiama i figli così, o meglio ci sono scrittori che scelgono nomi assurdi per i loro personaggi, ma davvero sono perfetti per identificare il loro carattere) nascondendosi dietro la sua paura di essere troppo grassa, troppo brutta, troppo imperfetta. Ma Virginia affronta un percorso di crescita e di consapevolezza, di scoperta del suo carattere, delle sue preferenze, della sua persona che la porta ad accertarsi e a vivere meglio con gli altri. Ed è bellissimo alla fine vederla sbocciare.
 
Lo sfondo su cui muovono le vicende è la fantastica New York City, con tutto il suo glamour, lo sfavillio, le luci, ma anche una pressione non indifferente su una ragazza giovanissima che deve essere perfetta per una famiglia che non si degna neanche di scoprirla.
 
Il particolare da non dimenticare? Un viaggio a Seattle, il paese delle cipolle e un piercing al sopracciglio. Un mix esplosivo.
 
Consiglio a tutti la lettura di questo libro interessante, vero e in qualche modo istruttivo. Tutti non accettiamo qualcosa dei nostri corpi e tendiamo di nasconderci dietro qualcosa per affrontare la vita di tutti i giorni, solo che non ci si può nascondere in eterno. A volte c’è bisogno di affrontare la vita a piene mani e prendere i problemi di petto, realizzando quello che vogliamo e lottare per ottenerlo. 
Buona lettura guys!

The Earth, My Butt & Other Big Round Things by Caroline Mackelr


The Fat Girl Code of Conduct

by Virginia Shreves

1.Any sexual activity is a secret. No public displays of affection. No air-kisses blown across the cafeteria. No carefully folded notes passed in the hall. No riding the moped in public.

2.Don’t discuss your weight with him. Let’s face it. You both know it’s there, so don’t start

bemoaning your body and pressure him into lying, i.e., “What are you talking about? You don’t look fat at all.”

3.Go further than skinny girls. Find ways to alert him to this, such as slutty comments peppered into the conversation. If you can’t sell him on your body, you’d better overcompensate with sexual perks.

4.Never, ever, ever, ever, ever push the relationship thing. Everybody knows that guys hate discussing relationships, so make it easy on him. Same goes for dates to movies and school dances. Bottom line: Let him get the milk without having to buy the cow.



“The Earth, My Butt & Other Big Round Things” è finito nelle cose da leggere perché mi ha colpito la trama che mi ha ricordato i miei funesti anni di studentessa di liceo, e di scuole medie prima, dove i ragazzini possono essere particolarmente maligni. Sono felice di averlo letto perché è davvero molto carino.

 

Virginia Shreves ha quindici anni è sovrappeso e non viene accettata dai suoi coetanei, ma porta avanti una relazione segreta con Froggy Welsh the Fourth, un suo compagno di scuola. La famiglia la ignora o cerca di farla entrare nel loro modello di perfezione senza cercare di capirla davvero. Ma quando il fratello maggiore Byron, dalla reputazione perfetta compie un atto davvero orribile la percezione di Virginia viene sconvolta e capisce che non deve cambiare per gli altri ma per stessa.

 

Carolyn Mackler ha perfettamente chiaro in mente il suo obiettivo e lo raggiunge egregiamente. Era da tanto che non leggevo un YA dal gusto leggero, ma allo stesso tempo pienamente formativo, dalla morale solida e dal significato vero e ineluttabile. La Mackler coautrice di “The future of us” ha creato una storia ben scritta e assolutamente imprevedibile.

Virginia è una ragazza insicura, l’ultima ruota del carro nella sua famiglia, crede di essere la pecca, l’errore, l’elemento disturbatore. I suoi fratelli maggiori Anäis e Byron ai suoi occhi sono perfetti: dal fisico smilzo, dalla media perfetta, interessati a musei, classici e musica jazz, hanno perfettamente realizzato le aspettative che i genitori avevano su di loro. Virginia da pecora nera è tutto fuorché smilza, adora programmi trash alla tv, non riesce a vivere un giorno senza internet, legge solo riviste di moda e pettegolezzi, ascolta musica pop. Ma la verità è che si nasconde dietro il cibo con uno spirito autodistruttivo. I dolci e i cibi spazzatura sono l’unico conforto che riceve. Sua madre è una psicologa specializzata in adolescenti ma non parla mai della sua di adolescenza e non si mette mai ad ascoltare i suoi figli, pretende che tutto sia normale e perfetto e nasconde le storture della sua famiglia sotto il tappeto con una ipocrisia terribile capace di essere così cieca da non accorgersi dei pensieri autodistruttivi della figlia minore. Il padre segue la madre in tutto, lavora tutto il giorno ed è il classico uomo che ama una donna con le curve al posto giusto e non riesce ad andare oltre le apparenze, neanche con sua figlia. Solo verso la fine c’è un vero spiraglio di apertura con il padre, la madre resta ancorata alle sue idee, anche se si adegua allo spirito di Virginia.

Perché questo è anche una storia di formazione e di crescita, di una che alla fine cerca di accettarsi per quella che è senza essere ossessionata. Non è facile bilanciarsi in una vita che affonda, soprattutto quando il mito di tuo fratello cade per un atto terribile che ha commesso e che ha mandato in frantumi la sua immagine di bravo ragazzo. Ma siamo umani e tutti hanno delle pecche, e dei pregi come la bitch della situazione.

Ma è la migliore amica di Virginia, Shannon di cui vorrei parlare per un attimo, un personaggio davvero unico costretta a trasferirsi con i genitori a Walla Walla, stato di Washington. Un’amica leale e sincera anche a distanza, è raro essere partecipi di una così bella manifestazione d’affetto, anche perché questa è una di quelle cose di cui Virginia ha davvero bisogno. Oltre a Shannon non ha altri amici perché si lascia condizionare dal suo aspetto fisico nelle relazioni con gli altri. Questo succede anche con Froggy the fourth (si c’è gente che chiama i figli così, o meglio ci sono scrittori che scelgono nomi assurdi per i loro personaggi, ma davvero sono perfetti per identificare il loro carattere) nascondendosi dietro la sua paura di essere troppo grassa, troppo brutta, troppo imperfetta. Ma Virginia affronta un percorso di crescita e di consapevolezza, di scoperta del suo carattere, delle sue preferenze, della sua persona che la porta ad accertarsi e a vivere meglio con gli altri. Ed è bellissimo alla fine vederla sbocciare.

 

Lo sfondo su cui muovono le vicende è la fantastica New York City, con tutto il suo glamour, lo sfavillio, le luci, ma anche una pressione non indifferente su una ragazza giovanissima che deve essere perfetta per una famiglia che non si degna neanche di scoprirla.

 

Il particolare da non dimenticare? Un viaggio a Seattle, il paese delle cipolle e un piercing al sopracciglio. Un mix esplosivo.

 

Consiglio a tutti la lettura di questo libro interessante, vero e in qualche modo istruttivo. Tutti non accettiamo qualcosa dei nostri corpi e tendiamo di nasconderci dietro qualcosa per affrontare la vita di tutti i giorni, solo che non ci si può nascondere in eterno. A volte c’è bisogno di affrontare la vita a piene mani e prendere i problemi di petto, realizzando quello che vogliamo e lottare per ottenerlo.

Buona lettura guys!

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