Please another book

Ugly Love by Colleen Hoover

 

“Love isn’t always pretty. Sometimes you spend all your time hoping it’ll eventually be something different. Something better. Then, before you know it, you’re back to square one, and you lost your heart somewhere along the way.”

 

“Ugly love” è l’ultimo uscito dell’incredibile Colleen Hoover, uno stand alone che prometteva di essere l’ennesimo capolavoro e che invece mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Certo parla delle mille facce dell’amore, parla di una tragedia terribile, parla di come anche dagli eventi più terribili della propria vita ci si possa risollevare. Ma di certo non è ciò che mi aspettavo, ci sono dei passaggi e delle scelte che non posso approvare e ad un certo livello la Hoover mi ha delusa, profondamente.

 

Quando Tate Collins incontra il pilota di linea Miles Archer, sa che non è amore a prima vista. Non andrebbero neanche così lontano da considerarsi amici. L’unica cosa che Tate e Miles hanno in comune è un innegabile reciproca attrazione. Una volta che il loro desiderio è allo scoperto, si accorgono che hanno per le mani la situazione perfetta. Lui non vuole l’amore, lei non ha tempo per l’amore, così questo lascia solo il sesso. Il loro accordo potrebbe essere sorprendentemente senza pecche, se Tate può rispettare le sole due regole che Miles ha per lei.

Non chiedere mai del passato.

Non aspettarti un futuro.

Pensano di poter gestire il tutto, ma si accorgono quasi immediatamente che non possono gestirlo per niente.

I cuori vengono penetrati.

Le promesse non sono mantenute.

Le regole vengono spezzate.

L’amore diventa orribile.

 

Avete presente quando aspetti un libro con tutto te stesso e quando lo hai per le mani, lo leggi e lo finisci ti lascia esausto e incerto? Non sono riuscita a capire subito se mi fosse piaciuto o meno, appena finito non mi sono resa conto che ci fossero delle note stonate. È una settimana che ci rifletto sopra, che lo mastico e mi sono resa conto che non è il libro che volevo leggere.

“Ugly love becomes you. Consumes you. Makes you hate it all. Makes you realize that all the beautiful parts aren’t even worth it. Without the beautiful, you’ll never risk feeling the ugly. So you give it all up. You give it all up. You never want love again, no matter what kind it is, because no type of love will ever be worth living through the ugly love again.”

Queste le premesse della storia, questi i presupposti su cui ci muoviamo. L’amore può essere terribile, è quando lo perdi che resti intrappolato in vicende troppo ingiuste per riuscire ad essere obiettivi sulla propria vita. E la Hoover non si ferma. Abbiamo Miles, un pilota che si immerge nel lavoro e che per sei anni ha chiuso qualsiasi tipo di contatto, riuscendo a stare insieme ad Ian, il suo migliore amico da sempre e Corbin, il fratello di Tate. Miles non è cattivo fondamentalmente, non è uno che non crede all’amore, non è quei classici personaggi da romanzo per cui l’amore è un mito e che preferisce gettarsi tra le braccia di una donna diversa ogni sera. No Miles è un bravo ragazzo, uno che all’amore ci ha creduto così tanto che quando lo ha perso non lo ha voluto più. Incontrare Tate è un risveglio, dall’intorpidimento che deriva dalla mancanza di una relazione con l’altro sesso. Tate è una molla che da nuova vita ad un meccanismo inceppato. Miles è un personaggio interessante, pieno di contraddizioni ed è facile cadere per lui.

Ma dall’altra parte Tate è un personaggio insipido, non sappiamo quasi nulla di lei, tranne che si innamora di Miles, che vuole salvarlo. Ma in questo tentativo disperato si perde, perde di vista le cose importanti e si lascia sotterrare dal peso del dolore di Miles. E questo non lo posso sopportare in un libro, in una romance, in un rapporto d’amore. Tate non può accettare indifferente “la scena del tavolo della cucina” e pensare di giustificare Miles, non ci credo che in poco tempo il ragazzo riesca a smuoversi, non ci credo che la Hoover abbia spezzato negli ultimi capitoli una storia che era partita male e, che per quanto confermata nell’happy ending, precipita nel nulla.

“God gives us the ugliness so we don’t take the beautiful things in life for granted.”

Tutte le mie convinzioni mi spingono lontano, ma certo le brutture mettono in evidenza la positività di certe scelte. Ma in un certo qual modo questo non può giustificare le scelte di Tate. E no, non ce la faccio a giustificare quelle della Hoover.

Uno dei pochi personaggi che hanno risollevato il libro è Samuel, Cap, il vecchietto ottantenne che spinge i pulsanti dell’ascensore, il confidente di Tate, che mi ha fatto sbellicare dalle risate per la sua onestà.

La storia è ambientata a San Francisco, ma non c’è niente di concreto che faccia riconoscere la città, visto che l’ambientazione principale è quella dell’edificio in cui abitano i due protagonisti e in cui si consumano gran parte dei loro incontri.

La Hoover sceglie di raccontare le vicende in maniera alternata, usando i due punti di vista dei due ragazzi, ma se Tate è completamente concentrata sul presente, sugli incontri con Miles, la passione che sorge spontanea tra loro, Miles vive nel passato, quel passato che lo ha spezzato, lo ha consumato, lo ha lasciato un guscio vuoto. Quando passato e presente collidono, l’esplosione non è quella che mi aspettavo e mi ha lasciato completamente spenta, e insicura.

Il particolare da non dimenticare? Del succo d’arancia.

Un libro che non mi sarei mai aspettata, una storia d’amore amara che mostra quanto anche dai disastri può nascere qualcosa di buono. Bisogna andare avanti, anche quando fa incredibilmente male. Aspetto “Nine November” il prossimo libro di Colleen Hoover, sperando che sia meno deludente di questo.

Buona lettura guys!

 

 

The Jewel (The Lone City #1) by Amy Ewing

 

“Oh, love is handsome, love is charming

Love is beauty while it’s new

But love grows old and love grows colder

And fades away like morning dew.”

 

“The Jewel” è uno di quei libri che aspettavo con ansia, che casca nel genere che adoro, quello tra la distopia e i romanzi post-apocalittici, dalla copertina meravigliosa e quando l’HarperTeen mi ha concesso il lusso di leggerlo in anteprima non ho proprio resistito. E ho fatto bene ad innamorarmene, perché nonostante le mancanze di un romanzo d’esordio ha una trama convincente, una protagonista che regge le aspettative e un finale che reclama il secondo volume della serie immediatamente.

 

Il Gioiello significa ricchezza. Il Gioiello significa bellezza. Il Gioiello significa regalità. Ma per le ragazze come Violet, il Gioiello significa schiavitù. E non un tipo qualsiasi di schiavitù. Violet, è nata e cresciuta nel Marsh, è stata allenata come un surrogato per la famiglia reale – perché nel Gioiello l’unica cosa più importante dell’opulenza è la prole.

Acquistata all’audizione per i surrogati dalla Duchessa del Lago e accolta con uno schiaffo in faccia, Violet (ora nota sola come #197) impara velocemente la brutale verità che si nasconde sotto la facciata scintillante del Gioiello: la crudeltà, i tradimenti e la violenza nascosta che è diventa il modo reale di vivere la vita.

Violet deve accettare le brute verità della sua esistenza… e cercare di rimanere in vita. Ma poi una romance proibita scoppia tra Violet e un bellissimo gentiluomo assunto come compagno della petulante nipote della Duchessa. Anche se la sua presenza rende la vita a Gioiello un po’ più luminosa, le conseguenze della loro relazione potrebbero costare entrambi più di quello che avevano preventivato.

 

La Ewing ha capito che colpire il lettore con una distopia accattivante con una protagonista repressa che lotta per la propria libertà, ma che a cuore anche gli interessi delle proprie compagne è l’arma giusta per sfondare. E anche se unisce un velo di romance per accentuare il tutto, sono i colpi di scena e la sua storia personale ad incantare il lettore, che ne resta affascinato. Ci troviamo in una città futuristica, The Lone City, persa in un isola e custodita da mura inespugnabili, governata dall’Elettore e da sua moglie. La società da bene, la nobiltà che vive al centro della città, il Gioiello, The Jewel, è impossibilitata ad avere figli ed è per questo che assume dei surrogati, per poter avere degli eredi. Ci sono regole precise, medici senza scrupoli e dei poteri paranormali che si uniscono alla genetica, un fantasy sci-fi con i fiocchi, per poter portare a termine il compito. A questo si uniscono giochi di potere e intrighi di palazzo per regalare una storia davvero interessante. Violet, la protagonista, è una di questi surrogati, una delle migliori messe all’asta, e in un certo qual modo questo sarà il fulcro del suo arrivo nel Gioiello, sotto la tutela della Duchessa del Lago, una donna ambiziosa e senza scrupoli, che ha perso tanto e che è intenzionata ad avere una bambina nel più breve tempo possibile.

Violet è un’anima delicata, generosa e altruista, che si affeziona con poco, di tutti i relitti della società, affezionata alla sua famiglia, ma anche in un certo qual modo ingenua ed egoista. Non è una protagonista perfetta, di quelle da amare subito, spesso ci si ritrova a storcere il naso con le sue scelte, ma allo stesso tempo è incredibilmente vera e ci si affeziona in maniera veloce. Gettata in un mondo che non le appartiene, inizia a scoprirne i misteri e a farli suoi, solo per ritrovarsi invischiata in un mondo più grande di lei. Ed è sorprendente vederla alle prese con la sua nuova condizione, mentre si aggrappa disperatamente al suo violoncello, al suo passato, alla sua famiglia.

L’incontro con Ash, l’accompagnatore (sisi quello che vi immaginate voi *smirk*) della nipote della Duchessa, è rapido e lascia subito un segno. Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma immaginatevi una ragazza che non è mai stata a contatto con l’altro sesso e che si trova davanti un ragazzo bellissimo, che per la prima volta la vede come una persona e non come un surrogato, che la tratta in maniera gentile. È facile cadere vittima di certe attrazioni e fin dall’inizio la cosa promette solo guai.

Due, anzi tre, sono i personaggi secondari che voglio citare. Prima di tutto Raven, la migliore amica di Violet nella scuola dove è cresciuta ed è diventata un surrogato. Una ragazza coraggiosa, forte, spavalda, che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno e che ho adorato dal primo momento, molto più di Violet. Lucien, il confidente della reggente della Lone City. Un personaggio misterioso, enigmatico, carismatico, che si conquista in breve la fiducia di Violet e che le fa grandi promesse. Altro meraviglioso personaggio che aggiunge fascino e mistero alla vicenda. E infine Garnet, il figlio della Duchessa, che tutti prendono per un poco di buono e che lascerà di sasso il lettore. Penso che abbia molto da raccontare e l’ho preferito di gran lunga ad Ash. Per una volta faccio il tifo per il cattivo della situazione, stupendo persino me stessa. Ma Garnet ha il fascino del represso e del ribelle. Un personaggio tutto da scoprire.

Il wordbuilding, fondamentale per romanzi del genere, è appena accennato e lascia molto a desiderare, francamente è il motivo principale per cui la valutazione non è piena. Le classi sociali, il perché ci sono le mura, che cosa c’è nel resto del mondo, la storia delle quattro case fondatrici… tutte domande senza risposte, che incuriosiscono, ma sono anche in un certo qual modo irritanti. Trattandosi solo del primo libro della serie e confidando nei seguiti, sono tutto sommato favorevolmente colpita.

Il particolare da non dimenticare? Un anello…

Una ragazza che lotta contro una società fondata su principi solidi, misteri che spuntano come funghi, colpi di scena e segreti inimmaginabili rendono questo libro un ottimo inizio per una serie che promette il meglio. Non vedo l’ora di poter leggere i seguiti… ahimè un’altra serie tutta da amare.

Buona lettura guys!

 

 

 

 

La Serie “The Lone City”:

- The Jewel

- The House of the Stone (Novella su Raven)

- Untitled

- Untitled

SEGRETO READ ALONG #2: Dal capitolo 13 al capitolo 24

 

 

 

Sono estremamente orgogliosa di essere qui oggi, a presentare la seconda settimana del “SEGRETO READ ALONG”. Nonostante i miei dubbi e le mie mancanze sono ancora qui. Ci tengo in maniera speciale a questo RA e francamente non mi sarei mai aspettata di avere tra noi un numero di partecipanti così alto. Vorrei regalarvi tantissimo eppure mi sembra sempre di non essere mai all’altezza della situazione.  Il RA, lo dico sempre, è un’esperienza da provare, perché lascia qualcosa di incredibile addosso, che non si può dimenticare.

 

 

 

Si in effetti non è facile da gestire, ma vorrei sottolineare quanto io lo faccia per passione e per leggere libri che reputo interessanti insieme ai partecipanti. La maggior parte delle volte il libro viene scelto per votazione da chi sarà dei nostri e in definitiva veicolo la scelta tra quelli che più mi entusiasmano. Ci tengo anche a sottolineare quanto nessuno degli autori mi chieda di farlo, tutti i RA sono nati per MIA INIZIATIVA PERSONALE, e sono estremamente grata ad Alessia Esse (e a Mirya) per aver anche solo preso in considerazione l’idea di COLLABORARE con me a questa iniziativa. Sono incredula e felice al pensiero che tante persone si siano avvicinate al mio blog anche grazie a questa iniziative e sono ancora più felice di intrattenere rapporti personali con molti dei partecipanti. Ci tengo a sottolineare ancora una volta quanto sia riconoscente per il tempo che investite in questa iniziativa e per i messaggi che mi inviate e per essere semplicemente dei partecipanti meravigliosi. Senza di voi questa iniziativa non ci sarebbe. Io posso averci messo il contenitore, il mezzo, ma siete voi, con le vostre personalità, il vostro ardore e la vostra passione a rendere questa iniziativa un successo. Senza di voi il RA non esisterebbe e di certo sarei una blogger solitaria alla ricerca di qualcosa.

Avrei bisogno di una giratempo per stare dietro a tutto, per conquistare la montagna di roba che mi aspetta implacabile. Sono una procrastinatrice, una di quelle che si riduce sempre all’ultimo secondo per fare tutto. E mi dispiace di non essere riuscita ad essere presente la scorsa settimana, ma purtroppo ero ancora alle prese con il mio rientro a casa e la preparazione di quell’odioso esame che “Dispositivi e circuiti a Radiofrequenza” affettuosamente detto RF, che finalmente sono riuscita a passare. *yeah* Lo so, lo so, sono pallosa ma gli esami e la vita fuori dal web sono più importanti.

Sono affezionatissima a Baguette e Lilac e sono contenta di condividere con voi, di nuovo il loro viaggio.

 

 

 

 

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Questa settimana la mitica Alessia Esse ci parla niente poco di meno che degli AIUTANTI del Capitano e di Gianmaria… rivelandoci alcuni segreti.

“Per la gestione e il governo della città eterna, il Capitano e Gianmaria hanno a disposizione dieci aiutanti. (Nella prima bozza di Segreto li avevo chiamati ‘discepoli’.)

Quelli che rispondono a Gianmaria sono:

-         X. Di lui non posso dirvi il vero nome, lo scoprirete leggendo i prossimi capitoli. Il soprannome ha a che fare col suo vero nome, questo posso dirvelo. X è il figlio del primo vice di Gianmaria, Luke. Da suo padre ha imparato ad uccidere, e proprio come suo padre adora Gianmaria e gli ubbidisce come un cane da guardia.

-         Internazionale. Il suo vero nome è Fitz. Ha 32 anni, e il soprannome gli è stato dato in occasione della partita di calcio con cui il Capitano e Gianmaria hanno deciso, una volta per tutte, i colori ‘ufficiali’ della città eterna, sportivamente parlando. Fitz era milanista, e tifava per la squadra di Gianmaria. Il Capitano scommise con entrambi che la sua squadra avrebbe vinto, e in tal caso: A. Fitz avrebbe preso a chiamarsi Internazionale e B. il piazzale di fronte al palazzone sarebbe diventato di sua proprietà. Il Capitano vinse, e da quel giorno Fitz diventò Internazionale. La sua maschera, infatti, porta i colori dell’Inter, l’altra squadra di Milano. In seguito a quella partita, Brunelleschi regalò al Capitano il dipinto tridimensionale che si trova sul piazzale, a ricordo dell’esito della partita.

-         Mamba. Nessuno conosce il suo vero nome, tranne Gianmaria, che gliel’ha dato al momento della nascita, quando la madre di Mamba è morta. Il soprannome deriva dalla sua passione per il cinema. Black Mamba è il soprannome del personaggio interpretato da Uma Thurman in Kill Bill, e la maschera (gialla, con due righe nere) richiama i colori della tuta indossata da Black Mamba nel film. L’aiutante di Gianmaria ha 28 anni.

-         Press. Il suo vero nome è Augusto. Era un bambino, quando il virus venne diffuso. Viveva con Gianmaria e con il Capitano prima di raggiungere il Foro Italico. Il suo soprannome deriva da un giubbotto antiproiettile dal quale non si separava mai, per paura delle assassine di uomini. Apparteneva ad un giornalista straniero morto a causa del virus, e sulle spalle c’era la scritta PRESS (‘Stampa’, in inglese.)

-         Giuso, l’ultimo aiutante di Gianmaria, ha poco più di 40 anni. Il suo vero nome è Giuseppe, e il soprannome non è altro che un diminutivo. Nasconde da sempre la sua omosessualità. A tutti, tranne all’uomo che ama, un altro aiutante.

Gli aiutanti che rispondono al Capitano, invece, sono:

-         Brunelleschi. Per questo aiutante posso solo dirvi di continuare a leggere :D

-         Kennedy. Il suo vero nome è Bartolomeo. Ha 38 anni, e ha conquistato il suo posto fra gli aiutanti dopo aver salvato il Capitano da un boccone di pane finito di traverso. La sua pelle è leggermente scura. Per questa ragione, da Bartolomeo il suo nome è diventato Barack. Da Barack, poi, è diventato Kennedy quando ha indossato la maschera.

-         Sam. E’ il più giovane fra gli aiutanti. Ha 20 anni, e un figlio di due. Il suo vero nome è Santiago. Ha scelto di indossare la maschera in cambio della fine delle violenze fisiche perpetrate da X nei confronti della sua compagna. Il giorno dopo aver giurato come aiutante, X e Gianmaria hanno ucciso la donna. Sam è rimasto negli aiutanti per evitare che la stessa sorte tocchi a suo figlio.

-         Wynne. Di questo aiutante saprete molte cose durante la lettura.

-         Ringo. Il suo vero nome è Harold. Ha 46 anni, ed è stato il Capitano a dargli il soprannome. Harold è affetto da vitiligine, e secondo il capo di Roma la sua pelle è identica a quella delle due facce di un antico biscotto.

Avrei altre cose da aggiungere sugli aiutanti, ma ancora una volta devo fermarmi per evitare di rovinarvi la lettura di Segreto e quella di Infinito :P”

 

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E ora vi lascio al recap settimanale, come al solito NON POSSO GARANTIRE LO SPOILER FREE quindi accostatevi alla lettura con cautela. Come sempre vi ricordo che potete unirvi al RA in corso d’opera e che Alessia ha messo in palio una copia digitale di INFINITO per un fortunato partecipante. Buona lettura!

 


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Dal capitolo 12 al capitolo 24: Un piccolo riassunto

Lilac, Elia, Baguette e Eloisa si ritrovano a subire una nuova perdita e ad accettare le nuove regole della città eterna. E se possono riabbracciare Jonah non possono andare via. Nuovi personaggi entrano in scena, nuove dinamiche, tutto mentre Lilac cerca di capire come fare a scappare…

 

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Dal capitolo 13 al capitolo 24: I nostri commenti su Twitter

Continuo ad usare la Tag Board visto la sua comodità e facilità di utilizzo. Questo mi risparmia anche le mail pazze che ero solita mandare per ricordare di inviarmi i Tweet. (si facevo queste cose -.-“) Potete trovare tutti i commenti taggati #PABLilacRA qui:

 

http://twubs.com/PABLilacRA

 

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Dal capitolo 13 al capitolo 24: La discussione

 

- Vi siete mai trovate in un ambiente dove i maschi la fanno da padrone? Come avete reagito?
@anncleire:
Studiando Ingegneria mi ritrovo continuamente in un mondo prettamente maschile, dove sono gli uomini ad essere preferiti, anche in sede di assunzione. Come sempre mi impegno il doppio, sono le donne che devono dimostrare di valere, non quanto un uomo, cento volte di più.

@_adelemme_: ambiente ostile/maschilista no, ma ho trovato provoloni e depravati che sono stati messi a posto con freddezza e distacco dopo una lavata di testa

Ludmilla: Mh no per mia fortuna, a parte se si parla di calcio. In quel caso coloro che non sono marchiati dal cromosoma Y non hanno diritto di parola e se ce l’ hanno vengono liquidati con un sorriso che rivela chiaramente che non si è neanchè stati ascoltati. La mia reazione è molto semplice: ignorarli, a me del calcio non interessa proprio nulla ( a parte se si parla di Cristiano Ronaldo )

@aniryllis: Non ricordo di un’occasione particolare, in ogni caso reagire i male.

@zikaren28: come no! circondata sempre da maschietti (no, non è come pensate! sto parlando di sport, girls, solo di sport!  ). da piccola ci litigavo, poi ho imparato ad ignorarli. il più delle volte quello che esce dalla loro bocca non ha molto senso, per cui ho smesso di tentar di interpretarli.

@Kikkasole: L’ultima volta che ho avuto un problema del genere, pochissimo tempo fa, il mio fegato ha fatto le valigie e m’ha detto “ciao ciao ci rivedremo forse prossimamente!”

Ilaria Silvestri: No mi è successo l’esatto opposto, ho fatto le superiori in una scuola quasi interamente femminile compreso le bidelle e le professoresse. Ma a causa della adolescenza non ne ho affatto un bel ricordo.

@Endif1: Sì e mi ci ritrovo ancora tutti i giorni. L’unica arma a mia disposizione è usare la testa. In questo mi sento molto affine a Vega G 

@SpeziaC: No, non credo per fortuna. A lavoro mi è capitato però di essere ignorata (io e le altre colleghe) perché volevano parlare solo con l’uomo dell’ufficio. Leggermente fastidioso.

@Mirya_76: Più che altro in un ambiente in cui i maschi credono di farla da padrone. Ho reagito mettendo in dubbio la loro credenza, come faccio con ogni tipo di fede. A volte, tuttavia, non si riesce ad arrivare al loro cervello, e allora può essere utile arrivare al loro inguine, con una ginocchiata ben assestata.

 

- Qual è il vostro cartone animato preferito?
@anncleire:
Il mio cartone preferito resta indiscutibilmente Rossana, sono capace di fermare tutto e guardarlo ancora adesso. Il mio film animato preferito invece è Anastasia, adoro le musiche, la trama, la storia e il mito dei Romanov che non muore mai… almeno una volta l’anno me lo rivedo. E la canzone “Dicembre” mi fa sempre commuovere.

@_adelemme_: Slum Dunk, sono stata una vera fangirl e se fossi stata capace di scrivere, niente mi avrebbe impedito di scrivere fanfiction

Ludmilla: Spirit, cavallo selvaggio. Amo i disegni e la colonna sonora!

@aniryllis: Tom & Jerry asdfghjkl.

@zikaren28: ce ne sono diversi, ma quello che ho amato alla follia e atteso con fervore è, senza alcun dubbio, “Piccoli problemi di cuore”!!

@Kikkasole: Lady Oscar (ma anche la stella della senna. Georgie. Pollon combina guai. L’uomo tigre. Chobin. Mimì Ayuara ….e potrei continuare per sempre)

Ilaria Silvestri: Il mio cartone preferito è Rossana, impazzivo se non riuscivo a vedere un episodio e mi ricordo che ballavo in modo scatenato durante la sigla.

@Endif1: Lady Oscar, per l’appunto…

@SpeziaC: Rossana ( lo sai ), Pollon (che per fortuna non mi ha fatto crescere deviata con quella storia del sembra talco ma non è) e poi boh. Dragonball. E quello si che mi ha fatto essere malata, lui e le sue sfere maledette.

@Mirya_76: Restando in tema di confusione sul sesso forte, il mio cartone preferito è sempre stato e sempre sarà Lady Oscar: convinta di dover dimostrare di essere pari agli uomini emulandoli, Oscar trova invece la sua forza nella sua specifica identità, che non dipende da come si veste. Purtroppo, per insegnarlo al resto del mondo, ci rimette la vita, anche questo un avvenimento frequente nella storia della lotta per l’emancipazione femminile. In parte la mia rosa bianca viene da quel cartone.

 

- Credete nelle bugie a fin di bene? 

@anncleire: Sono una di quelle persone per cui l’onestà e tutto, ma capita che menta per omissione soprattutto a mia madre. A volte ci sta per proteggere chi amiamo.

@_adelemme_: Bugie a fin di bene non molto, ma credo in qualche omissione, tipo spesso ometto qualcosa ai miei per non farli preoccupare.

Ludmilla: Non molto, io preferisco sempre una scomoda verità ad una visione distorta delle cose. Per i bambini, forse, si può fare un’ eccezione. Forse.

@aniryllis: Nope. Le bugie vengono sempre fuori prima o poi ed è molto peggio.

@zikaren28: le bugie son bugie, indipendentemente se bianche o nere. sono convinta che la menzogna contamina per cui se proprio non posso o voglio dire il vero, preferisco non dire.

@Kikkasole: Se per bugie bianche intendi “chi è stato a mangiare la nutella di nascosto?” No non sono stata io!(e invece si disgraziata) ….Ma altrimenti non esistono bugie a fin di bene. Il falso bene che apparentemente fanno oggi può diventare il malissimo di domani!

Ilaria Silvestri: non dico molto le bugie preferisco dire la verità magari con qualche omissione

@Endif1: No. Credo che la verità a volte faccia più male della menzogna, ma alle bugie preferisco il silenzio.

@SpeziaC: Si. Se sono a fin di bene si, le accetto. Se con una piccola bugia riesco a far stare bene qualcuno allora dico più che volentieri quella piccola bugia. Per lo più ometto parti di verità di solito. Sono una brutta persona, lo so.

@Mirya_76: Credere è una parola grossa; a volte mi piego al fatto che certe omissioni, più che le bugie, siano necessarie nei confronti di persone troppo fragili per affrontare alcune informazioni - ad esempio i bambini e gli adolescenti. Per gli adulti ho scarsa pietà.

 

Alla prossima settimana guys :*************

Icarus by Danika Stone

 

“You could do it”, AJ said quietly, not even sure if she was listening. “You could make the wings, and fly away but I’d…” he stumbled in his words, not sure how to explain it. “I’d just make sure you didn’t get too close to the sun.”

 

“Icarus” è il nuovo lavoro firmato da Danika Stone, una delle mie scrittrici preferite, una di quelle donne appassionate che amano il proprio lavoro e ci regalano una storia segnata dal suo sudore e dalle sue lacrime. Come in tutti i suoi libri, i personaggi hanno un passato burrascoso, difficile, pauroso, ma riescono in qualche modo a cavarsela. Non ci sono risposte semplici, finali, definitive e cliché… la Stone sceglie sempre la strada più tortuosa, ma io la adoro per questo.

 

Essere la ragazza nuova a scuola è difficile, ma per Tess Novak – che si è trasferita più volte di quelle che può ricordare – è un ruolo che conosce a memoria. Trasferirsi durante l’ultimo anno significa un altro luogo che lascerà presto e nuovi compagni di classe che dimenticherà.

Ma il fato sembra avere altri piani.

Dal primo momento in cui Tess viene presentata allo studente modello Drew Martinez, è convinta che  lo ha già incontrato. Ma quando? Sicuro di sé ed attraente, Drew è esattamente il tipo di “ragazzo ricco” che il padre di Tess odia e Tess evita. Messi insieme per un progetto scolastico, la loro tentennante amicizia scoppia in un’attrazione irresistibile. Tess cerca di tenere lontano Drew, ma in poche settimane  vengono attratti in una bellissima romance.

Temendo la reazione di suo padre, Tess insiste a mantenere la loro relazione un segreto. Nel frattempo inizia a scoprire la connessione misteriosa che sente per Drew e che la riporta a giorni quasi dimenticati della sua oscura infanzia, un passato in cui sembra connessa a Drew. Mentre ogni pezzo del puzzle finisce al suo posto, e la minaccia di essere scoperti cresce, Tess deve decidere se vuole vivere una bugia o esporre i terribili eventi che hanno strappato Drew dalla sua vita tanti anni prima…

 

È difficile scrivere una recensione coerente di questa storia, prima di tutto perché è terribilmente emozionante e in secondo luogo perché io sono molto affezionata a questo libro e alla sua autrice.

È una storia costruita in più piani che  scorrono paralleli ad ampliare una vicenda indimenticabile. La Stone è straordinaria nel rendere unica una storia che potrebbe sembrare, apparentemente, già letta. Studente appena trasferito, romance da high school… quante trame simili avete già letto? Ma la scrittrice fa di più. Accavalla due storie, due percorsi e ce li regala di nuovo intrecciati. Non lo metto in dubbio, la storia è difficile, si parla di violenza, di stress post traumatico, di traumi irrisolti, di depressione e di famiglie spezzate. È una storia di un certo impatto emotivo che lascia il lettore esausto, ma è anche una storia d’amore e di speranza, una storia sulle possibilità di sfuggire al male.

Abbiamo Tess, una ragazza che cerca di scappare alla sua situazione familiare. Quando i normali atti di ribellione adolescenziale non servono a niente, se non a peggiorare le cose, cerca di accontentare tutti, di rifugiarsi in quelle attività extrascolastiche che dovrebbero riempire il curriculum da mandare al college e che diventano un mezzo di sopravvivenza per Tess. Una pallavolista di indiscusso talento, una di quelle ragazze dall’immenso potenziale che non si applica. Ma in cosa si deva applicare Tess se sa che sfuggire è quasi impossibile. È l’indifferenza ciò che fa più male, quelle persone che si voltano dall’altra parte e che ignorano una situazione insostenibile. Quante volte ci rendiamo conto di farci scivolare addosso certe situazioni. Quante volte ci accorgiamo troppo tardi che qualcuno ha bisogno di noi? Tess è una vittima degli eventi e di suo padre, ma in un certo qual modo è la salvatrice di sé stessa. Combatte nell’unico modo che conosce, nascondendosi e schivando tutti, proteggendosi con la solitudine. È straziante leggere la sua storia e rispecchia pericolosamente quella di tantissime altre adolescenti.

Drew in modi diversi anche lui combatte contro la sua stessa famiglia, una famiglia che si impegna per soffocarlo. Al contrario di Tess si impegna in qualunque modo possibile per essere il figlio modello, anche se per anni ha cercato di essere il punto di riferimento per sua madre, vittima di una malattia terribile. La violenza non è solo fisica, è anche psicologica, quel degrado emotivo che spinge a nascondersi e a annichilirsi. Non è facile neanche per Drew, e diventa ancora più difficile quando non può far nulla per aiutare davvero Tess. Due mondi, accomunati dallo stesso grado di sofferenza. E quando il passato diventa una presenza insostenibile, quando il passato è un mostro che rischia di divorare tutto, diventa impossibile ignorarlo.

Capiamo dall’inizio che Tess e Drew, il ragazzo dal cuore d’oro, attento e premuroso, seppur con i suoi difetti, sono legati da un evento comune. Lo capiamo da quegli spazi sterminati in cui osservano gli aerei volare, ma non sappiamo perché sono accadute certe cose, perché non ricordano niente. Ed è impressionante osservare il raggiungimento della consapevolezza.

La Stone non implica risposte, non costruisce una storia “buona”. È crudele nel suo realismo, racconta un impressionante spaccato di vita vera, che mostra i volti di due ragazzi sconvolti. E lo fa benissimo.

L’ambientazione è quella di una sperduta cittadina dell’Ohio ma in un certo qual modo resta senza tempo e senza volto. Le descrizioni sono ridotte all’osso, non è il luogo che importa, ma il tempo e le emozioni che si affastellano.

Il particolare da non dimenticare? Un poster per una presentazione di fisica…

 

Un libro di un verismo impressionante, di una crudezza estrema, ma che lascia intravedere uno speranzoso futuro, perché in fondo da certe situazioni è possibile uscirne, bisogna solo avere coraggio. Una storia che lascia un segno, che invita a riflettere e che rimarrà con voi a lungo. Tess e Drew hanno molto da raccontare… lasciateli parlare.

Buona lettura guys!

 

 

 

 

Ringrazio immensamente Danika Stone per continua a pensare a me, e avermi dato l’occasione di conoscerla e di leggere i suoi scritti. La sua passione e la sua bravura sono certa che la porteranno lontana. Grazie, grazie, grazie. 

The Maze Runner (The Maze Runner #1) by James Dashner

 

She smiled and folded her arms. “If you’re going to decipher a hidden code from a complex set of different mazes, I’m pretty sure you need a girl’s brain running the show.” Her grin turned into a smirk.

 

“The Maze Runner” è il primo libro della serie omonima di James Dashner e nonostante lo avessi iniziato a leggere un anno fa circa è rimasto a marcire nei meandri del mio computer fino a che non è stato votato per essere il protagonista del “Maze Read Along”. E devo dire che mi sarei persa un bel libro se lo avessi ignorato ancora. Una storia a tratti inquietante e irresistibile e in cui immergersi senza uscirne.

 

Quando Thomas si sveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l’ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore.
Il mistero si infittisce un giorno, quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo… o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.

 

Deshner ha colpito nel segno. Se i primi capitoli sono lenti e si arranca nella lettura quando si inizia a capire come funziona il meccanismo della Radura è difficile uscirne. L’azione è concentrata e la storia inizia in medias res. Abbiamo una sorta di ascensore che termina in mezzo ad un gruppo di ragazzi che sopravvivono come possono, hanno una strana parlata e Thomas, il protagonista, giunge a sconvolgere ogni equilibrio. È strano come sembri tutto incerto, c’è il Labirinto, una società gerarchizzata, che dimostri quanto la legge sia importante per una struttura sociale, un comandante e una squadra di Runners che vanno alla scoperta dei misteri del Maze, del Labirinto appunto. Thomas sa che ci sono dei segreti, intuisce di avere un ruolo importante, ma è all’oscuro come gli altri. I ricordi sono nebulosi. Ma la differenza è che lui non ha paura, anche nei momenti più intensi e problematici, mantiene un certo grado di sangue freddo, è pervaso di coraggio. Non particolarmente brillante, non particolarmente intelligente, anzi a volte totalmente odioso, ma Thomas si dimostra in grado di guidare il gruppo. Una variabile che nessuno aveva messo in conto. È un uomo che scrive, e lo stile scarno e ridotto all’osso lo dimostrano. Mancano sentimentalismi, è tutta una questione psicologica. Anche la narrazione in terza persona lo dimostra. Il lettore si affeziona poco, legge per curiosità, per capirne i misteri, studiarne i segreti. Tutto è misterioso, dal linguaggio usato dai ragazzi, alle dinamiche del gruppo, a quel maledetto box che regala provviste e necessità. Ma ancora una volta gli equilibri del gruppo vengono sconvolti con l’arrivo di Theresa. La ragazza sembra inizialmente insignificante, ma scatena una serie di eventi che sconvolgeranno ancora di più il gruppo. Non ne conosciamo niente, ma allo stesso tempo è molto vicina a Thomas, che se ne sente legato.

I comprimari sono vari e preziosi dal bullo Gally, che tutti odiano, a Newt e Alby le due guide del gruppo, giusti e implacabili che non esitano a punire chi trasgredisce le regole, all’ingenuo Chuck che cerca subito di far amicizia con Thomas e entra facilmente nelle sue simpatie. Ma il mio preferito resta sicuramente Minho, il capo dei Runners. Ruvido e intollerante, ma intelligentissimo e scaltro, che prende Thomas sotto la sua ala protettiva. Insomma meraviglioso.

Anche i cattivi della situazione, i perfidi Grievers rendono l’atmosfera ancora più pericolosa e aggressiva, con quel fascino che deriva dai robot e dai videogiochi pane quotidiano per Dashner (infatti la sua nuova creatura parla proprio di videogiochi).

Il tutto è ben congeniato e la trama funziona fino allo sconvolgente epilogo, un cliff hanger impressionante che spinge a leggere il secondo volume senza indugio.

Il particolare da non dimenticare? Della carta oleata…

Il ritmo incalzante, le descrizioni asettiche, l’atmosfera inquietante rendono “The Maze Runner” un libro adatto a tutti, che sfugge alle logiche della distopia per aggiungere elementi fantascientifici e post-apocalittici, per regalare al lettore una lettura senza scampo.

Non vedo l’ora di mettere le mani sul secondo volume e continuare a leggere le avventure di Thomas e go… perché i segreti e i misteri non sono finiti.

Buona lettura guys!

 

 

 

 

La Serie:

- “The Maze Runner”  in italiano per Fanucci “Il Labirinto”

- “The Scorch Trials”  in italiano per Fanucci “La Fuga”

- “The Death Cure”  in italiano per Fanucci “La Rivelazione” 

Infinity + One di Amy Harmon

 

Some people might laugh or roll their eyes and accuse me of tired clichés. But there it was—hot food in an empty stomach, water on a parched throat, that first glimpse of home just around the bend, or that first bite of something you thought you’d never have the courage to try, only to realize it was the best thing you’d ever tasted. That was what Finn’s kiss was like. And in that moment, I realized I was starving and had been for a long time. I was starving.

 

“Infinity + One” è l’ultima meraviglia creata dalla penna di Amy Harmon che ho adorato per “Making Face” (entrambi i libri dovrebbero uscire per Newton Compton Editori entro il 2015). Non credevo che la Harmon potesse superarsi ancora, ma invece ci è riuscita, regalandomi una storia meravigliosa che unisce matematica e sentimenti, un viaggio on the road e due personaggi memorabili. Stand alone che di questi tempi non è poi così scontato avere XD

 

Quando due improbabili alleati diventano  due fuorilegge, due amanti indimenticabili sconfiggeranno delle probabilità imbattibili?

Bonnie Rae Shelby è una superstar. È ricca. È bellissima. È incredibilmente famosa. E Bonnie Rae Shelby vuole morire. Finn Clyde è un nessuno. È spezzato. È brillante. È impossibilmente cinico. E tutto quello che vuole è una chance nella vita.

Una ragazza. Un ragazzo. Un atto compassionevole. Un set bizzarro di circostanze. E una scelta – voltare la testa e andarsene o allungare la mano e rischiare tutto? Con quella scelta l’orologio inizia a ticchettare su un uomo con un passato e una ragazza che non può affrontare il futuro, scandendo i secondi in una avventura piena di dolore e umorismo, incomprensioni e rivelazioni. Con il mondo contro di loro, due persone molto differenti iniziano un viaggio che non solo cambierà le loro vite, ma potrebbe costar loro la vita allo stesso tempo.

Infinity + One è un racconto di stelle cadenti, fama e fortuna, di gabbie dorate e sbarre di ferro, della scoperta di un amico sul volto di un estraneo e della scoperta dell’amore nei posti più strani.

 

La Harmon ha la capacità incredibile di non essere mai scontata e seppur raccoglie i classici elementi del genere, quello della contemporary romance new adult, pure sfugge ai clichè per regalare una storia magica. Riprendere il mito di Bonnie e Clyde per sconvolgerlo, attualizzarlo e renderlo indimenticabile. Questa è prima di tutto una storia di redenzione e di rinascita, di coincidenze e misteri e inizia come un viaggio on the road. Bonnie sembra avere tutto, ma la Harmon ci mostra come sempre che l’apparenza inganna, che il successo e la fama sono così effimeri e sfuggenti che ti lasciano quasi sempre con un pugno di mosche in mano. Bonnie, una ragazza coraggiosa, con un passato di povertà e sacrifici alle spalle sa bene quanto niente sia immortale. Si ritrova a continuare un tour con un peso sullo stomaco insostenibile e decide che non ce la fa più. Ma quando tutto sembra perduto, quando tutto sembra sull’orlo del baratro, emerge dalla nebbia un ragazzo che le mostrerà che niente è perduto. Anche Finn, Finn Clyde, ecco che quindi il gioco di sovrapposizione di due novelli aspiranti del crimine, ha un passato burrascoso, composto da ingiustizie e pagamenti, senza sconti. Finn è un tipo chiuso, diffidente, alla ricerca di una via di fuga. Tutto con Bonnie diventa ancora più difficile. Perché si ritrova a fare i conti con sé stesso. Quello che mi ha sconvolto di più non è lo scoppio dell’attrazione e dell’amore nell’arco di dieci giorni, che pure potrebbe sembrare inconcepibile, ma il raggiungimento del climax, la capacità della Harmon di creare una storia memorabile con la musica e la matematica. Perché se Bonnie è la regina del country-pop, Finn ha i numeri nel sangue, la capacità di ricordarli in maniera fenomenale e la comprensione per quel linguaggio con cui parla la natura tutta.

“I believe in numbers. The ones you can see and the ones you can’t. The real and the imaginary, the rational and the irrational, and every point on lines that go on forever. Numbers have never let me down. They don’t waffle. They don’t lie. They don’t pretend to be what they’re not. They’re timeless.”

Un altro espediente molto ben riuscito è quello di usare il doppio pov, quello di Bonnie e quello di Clyde, ma in modo differente. Se Bonnie racconta i fatti in prima persona, facendoci immergere nel suo dramma personale, Clyde è descritto in terza persona, con più distacco ma stesso impatto emotivo. Entrambi sono personaggi a tutto tondo, che si cristallizzano nella pagina e raccontano una storia d’amore indimenticabile. In un viaggio che da Boston li porta in California faranno mille esperienze, esperienze di generosità e sacrificio, di delusioni e di emozioni autentiche e ovviamente esperienze di una dolcezza e passione unica. Ma soprattutto capiranno che:

“And sometimes hope is the difference between life and death.”

Lo stile della Harmon non è particolarmente semplice, i flashback si sovrappongono al presente, rendendo la narrazione una scoperta continua del perché dei comportamenti dei due personaggi, ma in un certo qual modo regala una lettura indimenticabile che si affastella di segreti svelati.

I personaggi secondari sono meravigliosi e aggiungono significati nuovi alla storia. Da Bear a G.O.D. ci sono degli schizzi di umanità impressionante che regalano al lettore prospettive nuove di riflessione.

Il particolare da non dimenticare? Un cartello di cartone…

 

Una storia meravigliosa, che lascia il segno, che somma l’infinito con uno  e regala due, un’emozione che cresce piano e accompagna il lettore fino all’ultima pagina. Un libro da rileggere, dove non si parla solo d’amore ma di ogni spettro degli affetti e delle emozioni umane. Perché la vita non è bianca o nera… ma grigia.

Buona lettura guys!

 

 

The Ice Cream Book Tag

 

 

 

La carinissima Nym di “Down the Rabbit Hole mi ha taggato in questa lista, davvero molto carina, e dopo aver fatto passare un po’ di tempo tra le varie ed eventuali eccomi a pubblicare la mia listina.

Considerando quanto io adori i dolci e il gelato in particolare sembra proprio il tag adatto a me! E visto che l’estate sta finendo e non ho voglia di scrivere una recensione beccatevi questa. XD

PISTACCHIO:

un libro con la cover verde

 

 

The Goddess Test

by Amiee Carter

 

Mitologia graca, young adult, osannato da Cassandra Clare. Ha tutte le caratteristiche per entrare nella vostra lista. Bello… Kate è coraggiosa e indimenticabile… e poi Ade *sbav*

 

NOCCIOLA:

una serie molto lunga che vorresti leggere quest’estate

ma che probabilmente non farai e perché.

 

Meredith Gentry

by Lauren K. Hamilton

Forse non è particolarmente lunga (sono dieci libri) ma mi ha sempre incuriosita. Si parla di fate… e si dire che non amo particolarmente le fate ma la Hamilton è una maestra. Ehm… l’estate è finita e io ancora non l’ho letta.

 

FRAGOLA:

Un libro con la storia d’amore più dolce

 

 

The One that I want

by Jennifer Echols

Prendete qualsiasi libro di Jennifer Echols e avrete la garanzia di trovarvi per le mani un libro da rileggere, un libro fantastico. E in questo caso la storia è dolcissima. Perché diamine non la traducono in italiano???

VANIGLIA:

Il tuo classico preferito

 

 

I Buddenbrook

by Thomas Mann

Quando penso ad un classico potrebbe venire in mente la classica Jane Austen o le sorelle Brontee che pure adoro, ma indiscutibilmente Mann è uno dei miei scrittori preferiti. E il tedesco visionario e compassato ha vinto il Nobel nel 1929 con i Buddenbrook che ha scritto a soli 24, la storia di una famiglia borghese di fine ottocento.  Bello, bello!

 

MENTA:

Un libro per bambini che ti piace

 

 

 

Il gran sole di Hiroshima

By Karl Brucknel

Questo libro è spettacolare. È per bambini, ma è veramente indimenticabile. Ho l’hardcover da cui non mi separerò mai e ha un posto speciale tra i miei libri. Leggetelo.

 

FIORDILATTE:

Un libro molto lungo che hai letto velocemente

 

 

Ugly Love

by Colleen Hoover

Questo solo perchè è l’ultimo che ho letto e ci ho messo praticamente sette ore per finirlo. E francamente non so ancora come valutarlo. Non so se mi sia piaciuto o meno. *sniff*

Chi taggo???

@ilovereading_ di Petrichor

@Kikkasole di Testa e piedi tra le pagine dei libri

@maistatachiara di Chiara legge troppo

E @_sunfflower  di Pazza Folle e Meravigliosa Idea (che non so se fa queste cose)

Take a chance (Rosemary Beach Series #7 Chance #1) by Abbi Glines

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“I want you. I’ve wanted you since the moment I laid eyes on you. When I was buried inside of you I knew then I was sunk. Those pretty hazel eyes and angelic smile had started digging inside me and making themselves at home in my heart. But that night . . . you claimed me, and I can’t shake it. I can’t forget it.” 

“Take a chance” è il primo volume della storia dedicata a Grant, il fratellastro di Rush, il primo protagonista della serie “Rosemary Beach”, che riprende il nome della cittadina in cui è ambientata, dell’unica e sola Abbi Glines. Come ho scritto qualche giorno fa su Facebook mi dovete tenere con il mio amore per la scrittrice dell’Alabama. E nonostante si tratti della “solita romance new adult” la Glines è riuscita a convincermi di nuovo, facendomi innamorare di nuovo del suo stile e delle sue idee.

 

Quando il padre rocker di Harlow Manning va in tour, la manda a Rosemary Beach, Florida, per vivere con la sorellastra, Nan. Ma il problema è che Nan la odia. Harlow deve tenere la testa abbassata se vuole sopravvivere ai prossimi nove mesi, ma questo sembra non essere abbastanza. Finché il bellissimo Grant Carter non esce dalla stanza di Nan con indosso solo un paio di boxer.

Grant ha fatto il grosso errore di rimanere coinvolto da una ragazza con il veleno nelle vene. Lui sapeva della reputazione di Nan, ma non le ha saputo resistere. Niente gli ha fatto rimpiangere di più l’avventura che incontrare Harlow, che gli manda il cuore a mille. Ma Harlow non vuole avere niente a che fare con un ragazzo che può innamorarsi della sua sorellastra cattiva, anche se non ci sono più legami tra Grant e Nan. Grant vuole disperatamente redimere sé stesso agli occhi di Harlow, ma ha rovinato le sue chance prima ancora di incontrarla?

 

La Glines è straordinariamente brava nel prendere una storia piena di cliché e renderla appetibile, con le sue descrizioni secche, l’alto tasso erotico e il plot prevedibile. Quello che mi lascia interdetta ogni volta, e che continua a farmi tornare da lei e a farmi rifugiare nei suoi romanzi è la facilità con cui appunta un’emozione, la ripetibilità di rendere scene banalissime ricche di sentimenti e in definitiva il grado di coinvolgimento che stimola in me. Quando ho bisogno di una romance o non so cosa leggere o sono in  uno di quei periodi in cui nessun libro mi coinvolge so che posso prendere in mano un volume della Glines e perdermi nelle sue storie.

Volevo leggere quella di Grant dal primo momento in cui Blaire gli ha puntato addosso una pistola e vi posso assicurare che Grant si merita una chance. Un ragazzo generoso, che non esita ad intervenire per le persone che ama e che di certo non si ferma di fronte a niente pur di ottenere ciò che vuole. Grant ha sempre dato tutto per scontato, non si è mai trovato di fronte alla perdita. Anche quando si ritrova ad andare di pari passo con i capricci e le angherie di Nan non perde di vista sé stesso. Grant è il tipico ragazzo con la testa sulle spalle ma che si lascia distrarre e irretire da una donna. Ma d’altronde non aveva ancora incontrato Harlow.

“Three kinds of women in this world. The kind that suck you dry and leave you with nothing. The kind that only want a good time. And the kind that make life worth a damn. That last kind . . . the right woman’s the one who gives as much as she takes, and you can’t get enough. She’s the kind . . . if you lose her, you lose yourself.” 

Harlow allora diventa il modo per Grant di risvegliarsi, ma inevitabilmente si ritrova a lottare per sfuggire al controllo che avrebbe sulla sua vita. Non vuole impegnarsi, non vuole sottomettersi alle azioni di una relazione stabile, ma deve ricredersi, Harlow cambia definitivamente la sua percezione del mondo.

Harlow è la sorellastra di Nan e si ritrova a subirne le angherie. Kiro, suo padre, non ha la forza di fare nulla, se non opporsi alla ricerca forsennata di Nan per le sue attenzioni. Harlow deve fare i conti con un mondo che corre e che la lascia indietro. Fragile, innocente e anche un po’ ingenua è il classico personaggio femminile della Glines ma manca del coraggio di Blaire. Per alcuni versi assomiglia a Della, la fidanzata di Woods, per altri è diversissima. Appassionata lettrice preferisce chiudersi in casa con un libro che affrontare la vita, ma incontrare Grant le impedisce di continuare a nascondersi. Deve agire e lottare. 

L’incontro è solo il primo tassello di una storia tutta in salita, disseminata dagli errori e dalle recriminazioni e il segreto di Harlow arriverà a gettare tutti nella disperazione.

L’ambientazione è quella di Rosemary Beach e del golf club di Woods che fornisce lavoro a tutte le ragazze che arrivano in città.

Il particolare da non dimenticare? Una camicia bianca

Nel puro stile Glines, la scrittrice dell’Alabama crea una romance popolata di passione e sensualità che si consuma tra clichè e personaggi consolidati ma che non smette di regalarmi emozioni. Lo so, lo so, io la adoro ma che ci posso fare? Nei momenti più disperati so che posso confidare in lei. Il 2 settembre è uscito “One more chance” secondo e ultimo volume della storia di Harlow e Grant che ho appena iniziato.

Buona lettura guys!

 

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La serie:

- Fallen too far (Rush+Blaire) in italiano per Mondadori “Irresistibile”

- Never too far (Rush+Blaire) in italiano per Mondadori “Irraggiungibile”

- Forever too far (Rush+Blaire) in italiano per Mondadori a inizio 2015

- Rush too far (Fallen too far dal pov di Rush)

- Twisted Perfection (Woods+Della)

- Simple Perfection (Woods+Della)

- Take a Chance  (Grant+Harlow)

- One More Chance (Grant+Harlow)

- You were mine (Tripp+Bethy) in uscita il 2 dicembre

- When I’m gone (Tripp+Bethy) in uscita nel 2015

- Kiro’s Emily novella in uscita il 25 dicembre

- Untitled (Mase+?) in uscita nel 2015

 

SEGRETO READ ALONG #1: Dal capitolo 1 al capitolo 12

 

 

 

 

Sono sempre assolutamente inetta ad iniziare un nuovo post per un nuovo RA, quando poi si tratta di un libro che ho letto e amato diventa ancora più difficile. Che cosa scrivi? Come ti approcci a chi lo legge per la prima volta? Come sempre è stata una settimana infernale in cui ho girovagato senza sosta da Bruxelles a Bologna, da Rovigo e Ferrara. È stata una settimana intensa con il trasloco, il mio sfascio, il convegno a Bologna con l’incontro con tutti i ragazzi del gruppo di Bruxelles e soprattutto domenica, ieri, c’è stato il grande incontro. Quando abbiamo iniziato eravamo in sei e ora il RA è un appuntamento settimanale fisso, come se non avessi abbastanza impegni ci tengo a conservare anche questo. Perché se è vero che in qualche modo la lettura è qualcosa che si porta avanti in solitudine, un hobby per persone con una certa propensione alla calma e alla tranquillità pure è meraviglioso avere un gruppo con cui confrontarsi durante la lettura. Perché fangirlare e piangere diventa ancora più meraviglioso. E l’ho imparato sulla mia pelle. Sono orgogliosa di aver creato un format vincente, basato prima di tutto sulla partecipazione settimanale dei partecipanti. Lo dico ogni volta ma  l’iniziativa è basata sullo sforzo che quotidianamente ci mettete voi che leggete. Vi ringrazio per il vostro tempo e il vostro entusiasmo, perché sono dell’idea che è il gruppo a fare la differenza. E la fa in maniera tanto preponderante che ieri ne ho avuto la conferma. Ieri ho finalmente incontrato a Bologna alcuni dei membri della mitica Banda dei Read Along. E quelle adorabili ragazze non solo mi hanno riempito di risate, confidenze e chiacchiere, ma mi hanno fatto dei regali che non mi sarei mai immaginata, mi hanno regalato il loro cuore e il loro tempo. E se @Mirya_76 è solo in apparenza burbera @chiandissa è la tenerezza fatta persona. @ciaradh_ e @kiadalpi sembrano due folletti mentre @medormad è davvero logorroica. Avrei voluto riempire di abbracci la mia dolcissima @dituttocuore e continuare a fangirlare sul Dott. Danny Castellano con @Veroluc84. E avrei voluto spupazzare ancora la mia fantastica BBB @Sily85.

Abbiamo pensato senza fine anche alla mia adorata wife @Kikkasole, all’indimenticabile @zikaren28, alla straordinaria @endif1, a quel genio che è la mia collega @ilovereading_, alla mitica @Erica_Zini che ha avuto un contrattempo di lavoro, quella adorabile ragazza che è @Imma_Er, la carinissima @CaterinaVacchi e @AiralsBooks, lontane ma vicinissime.

Perché non si tratta solo di lettura ma anche di vita vera. E mi sono legata così tanto a loro che sono le prime che consulto e sento, per qualsiasi motivo. Grazie davvero di essermi così vicine.

 

 

 

 

Questa settimana ci troviamo a parlare di Segreto e dei primi 12 capitoli. Dei capitoli difficili in cui Alessia Esse parte subito con il botto. Per questa prima settimana avevo in mente un argomento molto specifico che volevo sviscerare e che Alessia è stata così gentile da accontentarmi. Fin da Perfetto sappiamo che il mondo di Lilac è governato dalla Presidentessa dell’USP, Vega G. una donna che ha deciso di prendere in mano la situazione e sbarazzarsi degli uomini, scatenando la Sindrome. È lei che prende tutte le decisioni ed è lei che indirizza le sue ministre e le sue guardie. Dall’altra parte sappiamo che in Italia alcuni uomini sono sopravvissuti. In Italia, a Roma, abbiamo una realtà totalmente diversa con al comando il Capitano e Gianmaria.

Come funzionano queste due realtà e a cosa si è ispirata Alessia Esse???

“L’USP e la società di Roma possono tranquillamente essere visti come due facce della stessa meda-glia, anche se l’ispirazione e la struttura dei due governi sono diverse.

Per creare la società patriarcale di Roma ho tratto ispirazione dal governo fascista (di cui, fra l’altro, il Foro Italico è un simbolo storico e architettonico), soprattutto per quanto riguarda gli aiutanti e la gestione paramilitare della città. A Roma, il comando è nelle mani di Gianmaria e del Capitano. I due hanno potere sugli aiutanti e sui cittadini, e non perdono occasione per dimostrarlo. Le regole rappresentano l’anima della città eterna; regole relative al pranzo e alla cena, regole relative alla possibilità di usare le docce, regole relative alla procreazione. Esse sono, da un lato, l’effetto della Sindrome sugli abitanti di Roma, e dall’altro un modo per ricordare alla popolazione che esiste una catena di comando, e che chi non ubbidisce verrà punito. In tal senso, dunque, il potere dei capi è frutto delle regole, della paura e della violenza. I romani temono la punizione, e per questo seguono la legge.

Per l’USP, invece, il discorso è diverso. Il potere è nelle mani di Vega G e delle ministre, e non è frutto di terrore o violenza. Per le cittadine del Nuovo Mondo, infatti, l’USP possiede lo stesso carisma che, in alcuni casi, al giorno d’oggi, possiede un ministro di culto per i propri fedeli. Le parole di Vega G sono legge, non perché punisce chi non rispetta il suo volere, ma perché Vega G è La Salvatrice, Colei Che Ha Riportato La Vita. Le donne adorano la Presidentessa e le ministre. Il volere del governo è un dovere santificato dal fatto che l’USP vive e opera da quasi quarant’anni per le donne.

Anche nel Nuovo Mondo esistono delle regole. Anche nel Nuovo Mondo le cittadine sanno che di-subbidire equivale a guadagnare una punizione. Tuttavia, a differenza della città eterna, la punizione non è percepita come un atto violento, come un’imposizione di potere, bensì come un modo per pre-servare l’animo e la vita delle donne. L’USP ci impedisce di parlare degli uomini perché, se lo facessimo, il Periodo Buio tornerebbe. L’USP ci vuole bene, e non vuole per noi un nuovo Periodo Buio.

A Roma, la violenza e la paura sono alla base della società.

Nel Nuovo Mondo, invece, possiamo parlare tranquillamente di sudditanza psicologica. E certa-mente di paura. Lo spettro della Sindrome e del Periodo Buio accompagnano ogni donna dal momento della nascita.

Inutile dire che in entrambi i casi si tratta di due nuclei sociali corrotti e moralmente inaccettabili.

Per ora mi fermo qui; avrei altre mille cose da dire, ma A. non voglio rovinarvi la lettura di Segreto e B. molte di quelle mille cose hanno a che fare con Infinito :P”

 

E ora vi lascio al recap settimanale, come al solito NON POSSO GARANTIRE LO SPOILER FREE quindi accostatevi alla lettura con cautela. Come sempre vi ricordo che potete unirvi al RA in corso d’opera e che Alessia ha messo in palio una copia digitale di INFINITO per un fortunato partecipante. Buona lettura!

 


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Dal capitolo 1 al capitolo 12: Un piccolo riassunto

Vega G. ha appena lasciato Pontenero e Lilac si ritrova a pagarne le conseguenze insieme agli altri abitanti della piccola comunità. Mentre accade il peggio Elia, Baguette, Lilac e Eloisa partono per inseguire le guardie della presidentessa che hanno rapito Jonah. Ma non si sarebbero mai aspettati di essere fermati e portati a Roma…

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 12: I nostri commenti su Twitter

Continuo ad usare la Tag Board visto la sua comodità e facilità di utilizzo. Questo mi risparmia anche le mail pazze che ero solita mandare per ricordare di inviarmi i Tweet. (si facevo queste cose -.-“) Potete trovare tutti i commenti taggati #PABLilacRA qui:

 

http://twubs.com/PABLilacRA

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 12: La discussione

 

- Che cosa vi ha spinto ad andare avanti nella lettura de La Trilogia di Lilac?

@anncleire: Sono una persona estremamente curiosa quindi in primo luogo l’cliffhanger di Perfetto. Poi la straordinaria bravura di Alessia Esse non solo per la genialità della sua idea ma anche per come ha caratterizzato i suoi personaggi e ce li ha regalati. E poi come dimenticare Elia? Eh? Eh?

@SpeziaC: l’dea della Sindrome. un mondo senza uomini. questo mi ha spinto a iniziare la saga!

Ludmilla: Sicuramente tre motivi: la tipologia di società in cui Alessia Esse ha deciso di ambientare la trilogia, con tutti gli argomenti che possono scaturire da questo; il fatto che io tenda a leggere, a torto, solo libri stranieri e che invece Alessia mi abbia spinto a non sottovalutare la creatività e l’ originalità della narrativa italiana; perché quando inizio una trilogia/saga mi impongo l’ imperativo categorico di finirla (per Segreto non è stato difficile).

@kikkasole: La fiducia che nutro nei confronti di Alessia e del suo neurone.

@Aniryllis: Ehm… perché è Alessia Esse a scrivere questa trilogia? ahah

@Mirya_76: L’idea di base, quella di un mondo senza uomini. Un’idea che, prima o poi, abbiamo tutte accarezzato, anche come battuta.

@Endif1: Non amo particolarmente il genere distopico, ma la bravura di Alessia Esse nel mantenere alta la tensione mi ha sempre stregato: non potevo lasciare nell’oblio una storia talmente intensa!

Ilaria Silvestri: Sapere cosa fosse successo a Jonah e poi Elia!!!!

@anniecro: Innanzitutto i personaggi, soprattutto Baguette *-* Ma anche l’idea della Sindrome xD durante un’uscita con un’amica era uscito il discorso ‘chissà come potrebbe essere il mondo senza uomini’

 

- Siete mai stati a Roma? Qual è la vostra zona preferita?

@anncleire: Sono stata spesso a Roma, uno dei miei ricordi più vividi è stato per la gita di terza media e una volta che in gita siamo andati a Cinecittà (sono morta di fronte alla casa di “Un medico in famiglia” che è tipo una casa delle bambole). Credo che la mia zona preferita resta quella del Colosseo. È troppo immenso e troppo spettacolare. Anche se ho alcuni ricordi indelebili di fronte all’Altare della Pace.

@SpeziaC: ci sono stata un paio di volte, l’ultima con mia sorella tipo 5 anni fa. sfortunatamente non la conosco cosi bene da avere una zona preferita… anche se ho il ricordo di una maxi libreria. ricordo di aver detto a mia sorella che se morivo volevo essere seppellita li.

Ludmilla: Sono stata a visitare Roma qualche volta, ma ero sempre molto piccola e allora andare in giro non mi piaceva un granché. Ricollego questa città solo all’ aeroporto, il caldo soffocante e le palme (ahah non chiedetemi perché) perciò non ne ho proprio un bel ricordo.

@kikkasole: Non ci sono mai stata, è uno dei miei sogni nel cassetto …..Ho sempre amato Roma

@Aniryllis: Sì, una volta, per il concerto dei Muse, il 6 luglio 2013. Sono state le 24 ore più strane e indimenticabili della mia vita. Però non saprei dire la mia zona preferita: 24 ore sono poche per scoprire una città come Roma.

@Mirya_76: Molte volte. Adoro la zona dei Fori imperiali. Mi piace vedere che il tempo mangia le cose, ma non le cancella.

@Endif1: Sono stata a Roma diverse volte, ma nel cuore m’è rimasta la prima: Villa Borghese e Piazza di Spagna!

Ilaria Silvestri: A Roma ci sono stata 2 volte, l’ultima volta a Maggio a un incontro con Papa Francesco è stato super emozionante!

@anniecro: Sono stata a Roma un paio di volte, ma non la conosco abbastanza da avere un posto preferito

 

- Vi aspettavate un tale risvolto nella trama fin dall’inizio?

@anncleire: No assolutamente no. Alessia per me è il genio del male, riesce sempre a sorprendermi. Ho sofferto come non mai.

@SpeziaC: no, non me lo aspettavo!

Ludmilla: Assolutamente no: per Michael e Mister mi è uscita una lacrimuccia.

@kikkasole: In anni che se seguo Ale ho imparato a fare millemila ipotesi ….per poi scoprire che non mi ci ero nemmeno avvicinata nemmeno di striscio.

@Aniryllis: Un colpo di scena dopo l’altro. Credo mi abbia sconvolto di più la “cosa” di Michael. Molto di più.

@Mirya_76: Mi aspettavo di peggio, forse: più morti, dato che vedo sempre il bicchiere mezzo pieno… di sangue. Ma in linea generale sì, perché quando un libro è ben fatto il suo proseguimento è quasi obbligato, nel senso che se l’autrice dipinge bene i personaggi e il contesto, ci sono pochi sviluppi possibili.

@Endif1: Assolutamente no. Non appena facevo una previsione, puntualmente veniva soppiantata da un colpo di scena incredibile e appassionante!

Ilaria Silvestri: No assolutamente! E avendolo già letto letto questo libro mi ha sorpreso in un sacco di cose

@anniecro: Assolutamente no xD e non vedo l’ora di leggere Infinito *luccic*

 

 

Alla prossima settimana girls :************

MAZE READ ALONG #4: Dal capitolo 49 all’epilogo

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Eccomi, sono qui per chiudere l’ennesimo Read Along e lo faccio come al solito con quel misto di felicità e malinconia che mi prende sempre quando finisco un libro, ma soprattutto quando lo finisco con le mie amiche di lettura. Il Read Along ormai rappresenta per me un vero modo di fare, una quotidianità che prescinde lo spazio ed il tempo e mi catapulta in un mondo nuovo che è anche quello della mia vita al di fuori del web. Questo progetto nato come uno scherzo si è evoluto così tanto da regalarmi delle amiche meravigliose che non mi hanno mai abbandonato e che sento tutti i giorni per qualsiasi cosa e non solo per il blog o per i libri. Un vero e proprio club, una sorta di gruppo che si muove in contemporanea. Avete presente “Quattro amiche e un paio di jeans?”… bene moltiplicate le amiche e scambiate i jeans con i libri ed eccoci che diventiamo tutte delle ragazze unite dalla passione per la lettura che viaggiano e scoprono posti nuovi anche se comodamente ancorate nelle nostre case, nei nostri letti, nonostante la mia trasferta bruxelliana.

Sono onorata di aver potuto condividere questo nuovo RA con voi, anche con le mancanze e i ritardi, perché anche questi fanno parte del gioco. La vita vera è una piaga immensa, ma condividerla con voi è il top. Mi sento molto più ben disposta verso i libri e verso la lettura in generale se posso condividerla con voi. Ammetto che per questo libro avevo molte riserve e scarsa voglia. Lo avrei abbandonato di nuovo se non fosse stato per il RA e in effetti mi sarei persa una storia avvincente. L’inizio è stato estremamente noioso e veramente lento ma mi devo ricredere, perché alla fine mi ha preso talmente che ho letto gli ultimi capitoli velocemente… e il finale WTF? Davvero impressionante!

 

Ci tengo davvero a ringraziare i partecipanti di questa avventura. Sono sempre senza parole per il vostro affetto, la vostra stima, la vostra vicinanza. Grazie per essere delle persone eccezionali. Grazie ai membri storici, ai nuovi arrivati, alle persone che quotidianamente regalano un po’ del loro tempo a me, al mio blog e al Read Along, e di certo a loro stesse. Vi voglio bene…

Grazie infinite a:

@ilovereading_ del blog “Petrichor

@dituttocuore del blog “Di tutto cuore

@Imma_Er

@Kikkasole del blog “Testa e piedi tra le pagine dei libri

@Sily85

@zikaren28

@Mirya_76 la scrittrice di “Di Carne e di Carta

@SpeziaC

@ciaradh_

@Kiadalpi

@Veroluc84

Paola SunshinePol Efp

@Aniryllis

@Dorothy_257

@Anniecro

@Filomenaruffini

@Frytty

@GinevraBittante

@xlivefearless

@Rebe_91_

@CclaudiaA_90

@rosybart_

@littleAmaranth del blog “La Bella e il Cavaliere” e

@GiusyPiazza del blog “Divoratori di libri”.

Alessia Essela scrittrice de “La Trilogia di Lilac

 

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E ora vi lascio al recap, scusate se sono di poche parole, ma ho tante cose da fare e poco tempo… questo finesettimana poi sarà estremamente speciale *___________* non vedo l’ora. Vi avverto come al solito di fare attenzione quando vi approcciate al post perché non posso garantire lo SPOILER FREE. Buona lettura :********

 

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Dal capitolo 49 all’epilogo: Un piccolo Riassunto

Thomas e i ragazzi hanno scoperto il codice che si nasconde nel labirinto, ma capire come uscire è estremamente complicato, difficoltoso e soprattutto pericoloso. Uscire dal labirinto però è solo il primo passo. Cosa vogliono i creatori? Quali ricordi serpeggiano nelle teste di Thomas e Teresa? Cosa li uniscono? E cosa vuol dire davvero Cattivo (Wicked)? Tante domande e poche risposte per un finale al cardiopalma!

 

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Dal capitolo 49 all’epilogo: I nostri commenti su Twitter

Come per il “Leonardo Read Along”, per evitare un post chilometrico visto il numero dei partecipanti, vi rimando alla Tag Board che ho creato per il #PABMazeRA. Ci tengo a sottolineare che se i partecipanti hanno un profilo privato, i loro commenti non compariranno nell’elenco.

http://twubs.com/PABMazeRA   

 

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Dal capitolo 49 all’epilogo: La discussione

- Qual è il vostro personaggio preferito?

@anncleire: Il mio personaggio preferito è Minho. Adoro il suo modo di fare aggressivo, quasi scorbutico e leggermente manipolativo. Un Runner, quindi una personalità di un certo rilievo, ma allo stesso tempo non è prepotente, nel senso si adatta alle decisioni del leader. Ho apprezzato molto anche Newt con il suo modo di fare conciliativo ma decisivo. Thomas in qualche modo mi è piaciuto, anche se di meno rispetto agli altri. A volte poco incisivo.
@Veroluc84: Newt perchè lo trovo coccolosissimo e riesce sempre a mantenere la calma.

@Kikkasole: Pensandoci e ripensandoci di sicuro Chuck!
@Dorothy_257: Captain Gally, lo ribadisco. Vorrei sottolineare che non è morto quindi, mi aspetto torni nel seguito! Dopo di lui Newt e Minho. Thomas purtroppo continuo a non sopportarlo.
@aniryllis: Uhm… non saprei ahah. Minho, sì, Minho è il mio preferito XD

@dituttocuore: Thomas ha una bella mente, è l’eroe delle situazione e quindi un po’ scontato e non puó non piacere, ma a me piacciono anche Minho e Chuck
@xlivefearless: mmm Newt e Chuck assolutamente!

@Frytty:  É difficile scegliere un personaggio preferito, perché mi sono piaciuti tutti, nel bene e nel male, ma costretta, direi Thomas, perché ammiro il suo essere pragmatico, ma anche sensibile e Chuck, perché mi somiglia caratterialmente.

@ciaradh_: Ci ho pensato un po’ e alla fine direi Newt. Mi piace come persona, mi piace come ragiona e come riesce a mantenere l’ordine e spronare Thomas. Anche Minho mi piace molto.
@anniecro: Minho e Newt xD e sono felicissima che non siano (ancora) morti
@zikaren28: Thomas e indubbiamente Chuck!
Paola SunshinePol Efp: Personaggi preferiti direi Newt e Thomas! Thomas ha un bel cervello e mi piace come riesce a reagire in qualsiasi situazione. 

@Sily85: non saprei, non sono stata molto coinvolta emotivamente a parte per Chuck. Però mi sono piaciuti Newt e Minho!
@Mirya_76: Ho una certa inclinazione per i Dolenti, cambia la ‘l’ in ‘c’ e sono proprio alcuni miei colleghi. Al di là dei miei soliti scherzi, mi è impossibile scegliere un personaggio perché è un libro per cui non provo empatia emotiva, ma solo intellettuale. Il che non me lo rende meno avvincente.
@rebe_91_: personaggio preferito Alby. E Newt. Sono dei coccolini adorabili insieme 
@Speziac: mmh. personaggio preferito…Minho e Newt. non so perchè ma mi stanno simpatici a pelle 

- Leggerete gli altri libri della serie?

@anncleire: Si, ma con calma, sono un po’ sommersa, e per le mani ho libri che voglio leggere da una vita e non voglio mollare, ma sicuramente sono curiosa di capire cosa succede a lui e gli altri. Sono molto curiosa anche della nuova serie dello scrittore, che mi sembra molto avvincente.

@Veroluc84: Ho già letto il secondo, il racconto prequel e quello sul primo ricordo di Thomas,mi manca solo il 3°che leggerò in italiano.

@Kikkasole: Ho appena finito “il labirinto”, sto pensando ad una caspio di recensione e poi inizio subito “la fuga” …..quindi si si ed ancora SI ! 
@Dorothy_257: Assolutamente sì! Ma prima devo finire quei 5 libri iniziati e dare due esami all’università! 

@aniryllis: Yup! Ho tutta la serie sul Kindle muahah.
@dituttocuore: sisi leggeró anche il seguito
@xlivefearless:  Oggi ero proprio in libreria per comprarlo ma credo prenderò direttamente il box in lingua inglese così da risparmiare (non vedo l’oraaa!)

@Frytty:  Assolutamente sí! Non vedo l’ora!

@ciaradh_: Ovviamente!! Sono un attimo in crisi ora con le letture, ma appena mi sblocco mi ci butto.
@anniecro: Assolutamente! Appena torno alla civiltà con una connessione internet decente, la prima tappa è per il rifornimento libri xD
@zikaren28: of course! il secondo è già sul kobo. XD
Paola SunshinePol Efp: Voglio assolutamente leggere il secondo, che credo di avere già, ma non sono sicura, e appena uscirà anche il terzo!
@Sily85: assolutamente sì!! Devo sapere cosa succede!!
@Mirya_76: Come ben sai, ho già letto il secondo e l’unico motivo per cui non ho ancora letto il terzo è che non è ancora uscito. La prossima volta che mi fai un RA con una trilogia, assicurati che la trilogia sia già stata tutta pubblicata, perché divento un tantino fastidiosa quando la mia curiosità non viene soddisfatta! Ad esempio, rischio di spoilerare a sorpresa…
@rebe_91_: assolutamente si! Il secondo è già in viaggio verso casa! 
@Speziac: di sicuro! ho già il secondo e appena esce il terzo mi procurerò anche quello

 


- Che cosa pensate del finale? Ve lo aspettavate??

@anncleire: Il finale mi ha lasciato senza parole, molto WTF? Ma allo stesso tempo un cliffhanger con i fiocchi. Dashner è stato veramente bravo a scrivere un libro interessante e dalla trama coerente. Non me lo aspettavo per niente.

@Veroluc84: assolutamente no!sono rimasta cinque minuti in silenzio e poi mi sono precipitata a comprare il secondo^_^

@Kikkasole: Da un certo punto in poi l’unica cosa che ho pensato è stato “Oh caz….” e il finale così forse me lo aspettavo un pò, insomma sembrava troppo bello per essere vero, no?

@Dorothy_257: Diciamo di sì, era ovvio che la soluzione fosse la Tana dei Dolenti e che la fuga dei Radurai non fosse già terminata. Spero non siano così polli da fidarsi ciecamente dei “Salvatori”.
@aniryllis: NOOO. OMG. PERCHÉ. Per questo non vedo l’ora di leggere il seguito asdfghjkl.

@dituttocuore: non mi aspettavo una fine così… Non me lo aspettavo e ora ho troppe domande a cui devo dare una risposta!!!!

@xlivefearless: All’uscita dal labirinto con i creatori mi immaginavo una scena un pò diversa ma soprattutto non mi aspettavo il capitolo finale! Insomma non credevo che i “salvatori” fossero completamente dalla parte del buono, ma non mi sarei mai aspettata che fossero gli stessi creatori a mettere in scena quel teatrino anche dopo l’uscita dal labirinto e dalla radura. Non so davvero cosa aspettarmi dal secondo capitolo…

@Frytty:  Leggendolo, ho pensato che ci fosse qualcosa che non tornava e quando ho letto l’epilogo ne ho avuto la conferma; sono curiosa di saperne di più 

@ciaradh_: Mi aspettavo uscissero, immaginavo che non andasse tutto bene una volta usciti, ma non mi aspettavo che la CATTIVO fosse un’organizzazione e ora ho mille domande. A partire dal “Cattivo è buono” di cui non è stato svelato il significato, dalla frase sul gruppo B e varie altre cose.
Ne ho parlato con @KiaDalpi ed eravamo abbastanza confuse sul finale perché alcune cose non ci tornavano, ma spero si chiariscano andando avanti con la serie.

@anniecro: Il finale. OMG. Il finale. Mi aspettavo uscissero, mi aspettavo morisse qualcuno (giusto per diminuire ancora di più il numero), ma poi.. Wo o.o ero shockata

@zikaren28: no, assolutamente! non posso credere che tutto rientri nel progetto! pensavo che fossero riusciti ad evadere! e il gruppo B? chi sono? dove sono? mille domande mi girano in testa!

Paola SunshinePol Efp: Non mi aspettavo che finisse proprio così, ma ero sicura che sarebbe finito lasciandoci con più domande che risposte. In realtà non pensavo sarebbero riusciti a uscire dal labirinto già alla fine del primo libro. Mi immaginavo un trabocchetto oltre la tana dei Dolenti!

@Sily85: il finale mi ha stesa! Non me lo aspettavo, cioè ovvio che dovesse succedere qualcosa del genere ma OMG che roba è!! Altro che sadici qui!! 
@Mirya_76: Lo desideravo fortemente, quel finale: speravo proprio che alla fine uscisse la CATTIVO. Qualcuno laggiù ha ascoltato le mie preghiere.

@rebe_91_: me lo aspettavo ma anche no. Era ovvio che non potesse finire così semplicemente…e loro non possono davvero pensare che quei sadici dei creatori non abbiano in servo un altro giochetto. O altri mille…

@Speziac: il finale è da WTF. lo sai. senza parole.

 

Ormai siamo pronte per il film, in uscita in Italia il 24 Settembre!

Vi voglio bene ragazze, grazie ancora per questo meraviglioso RA… alla prossima!!! :*************