Please another book

Mini-review: How my summer went up in flame by Jennifer Salvato Doktorski

 

 

 

I get light-headed every time I think about what people are saying about me. What’s going to happen when school starts again? Am I going to have one of those social outcast nicknames like “Psycho Torch Girl” or something?

 

“How my summer went up in flame” è uno di quei libri che è entrato nelle mie cose da leggere in uno dei miei raptus matti e disperati per uno young adult, quando trovarne di originali era difficile, veramente difficile. Da appassionata di Lauren Barnholdt, Jennifer Echols e Courtney Summers è difficile trovare storie che risultino all’altezza, ma devo dire che Jennifer Salvato Doktorski con il suo romanzo di esordio ce l’ha fatta. Pubblicato da Simon Pulse nel  maggio 2013 è la perfetta lettura estiva.

 

Rosie è sempre stata impulsiva. Non ha mai avuto l’intenzione di dar fuoco all’auto del suo ex che l’ha tradita. E non ha mai pensato che i suoi tentativi di fare ammenda potevano essere considerati da stalker. Cosi’ quando si ritrova con un ordine restrittivo temporaneo il primo giorno delle vacanze estive, ha il cuore spezzato – ed è furiosa.

Per allontanare Rosie dal suo ex; i genitori di Rosie la mandano in un viaggio attraverso il paese con il responsabile e sicuro vicino di casa Matty e i suoi due amici. Dimenticando la libertà del viaggio, Rosie vuole tornare a casa e conquistare di nuovo il suo ex. Ma la sua determinazione inizia a scomparire con ogni chilometro che percorre. Perchè la scintilla di rabbia di Rosie? Potrebbe incendiare un nuovo amore con qualcun altro…

 

Avete presente  quei libri a cui non dai un soldo di fiducia e inaspettatamente ti ritrovi ad amere? Questo è proprio uno di quei casi e anche se l’ho letto nel dicembre 2012 (avevo ricevuto un eARC tramite Edelweiss) me lo ricordo ancora come se lo avessi letto ieri.

La storia è un viaggio on the road, in macchina, che non lascia spazio a dubbi o incertezze. C’è azione, dramma e sofferenza. E’ Rosie che racconta la sua storia in prima persona e con lei che ci avventuriamo per l’America con altri tre ragazzi insofferenti alle sue paturnie femminili. Rosie è spontanea, irruente, la classica ragazza che prima agisce e poi riflette e proprie per questo assolutamente adorabile. Rosie si fa amare con una facilità incredibile che trascende le incursioni di una testa che viaggia lontana. L’Arizona allora, il punto d’arrivo del viaggio sembra irraggiungibile e maligna, capace solo di allontanarla da una realtà a cui vorrebbe porre rimedio. Ha frequentato una scuola cattolica per sole ragazze e questo la rende facilmente suscettibile alla presenza maschile. Ma Matty, l’adorabile Matty, è stato una fixture della sua vita fin da quando aveva sei anni. Quando le propone di viaggiare con lui e i suoi amici Logan e Spencer, Rosie vorrebbe scappare via. Con i genitori cosmopoliti e assolutamente adorabili, la madre che parla in Spanglish, il fratello Eddie, il classico ragazzino che si ostina a fare i dispetti alla sorella maggiore.

Ma il vero fulcro del racconto è Matty, il next door boy, letteralmente, che non fa nulla ma risulta irresistibile. Rosie non gli ha mai concesso neanche un attimo del suo tempo e non lo ha neanche mai visto come una possibilità. Ma Matty con la sua irresistibile simpatia e allegria spezza la rabbia di Rosie per regalarle la felicità che merita.

È bello pensare al viaggio come ad una metafora della vita, con i suoi alti e bassi, le sue spericolatezze, i colpi di testa e l’irrequietezza dell’adolescenza.

 

Il particolare da non dimenticare? Una chitarra…

 

Una lettura simpatica e senza pretese, che ci mostra come basti poco per svoltare e trovare il nostro posto nel mondo. I libri con i viaggi in auto sono sempre meravigliosi, quelli on the road mostrano sempre strade nelle strade e io letteralmente li adoro. Consigliatissimo!

Buona lettura guys!

 

 

 

MAZE READ ALONG #2: Dal capitolo 15 al capitolo 31

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Siamo alla seconda settimana di Read Along e sono sempre più stupefatta di quanto siete meravigliosi, di quanto vi entusiasmate, di quanto ci siete anche se io sono latitante e non riesco a partecipare e intrattenervi come vorrei. Sono come una di quelle madrine sbadate che cerca di fare il possibile e di guidarvi verso nuovi lidi, per scoprire cosa succede in un libro a tratti inquietante e a tratti meravigliosamente speciale, ma sempre con quel tocco maschile che non guasta.

Lo scrivo ogni volta, ma non credo che smettero’ mai di farlo, sono fiera di ognuna di voi girls, e soprattutto sono contenta dell’entusiasmo che mi regalate e sono davvero esterrefatta per la vostra partecipazione e per la fiducia rinnovata. Vi leggo e gongolo perchè mi regalate tantissimo con parole meravigliose che non mi sarei mai sognata. Penso a @_rebe_91 che mi ha scritto:

“…sono così esaltata per il mio primo RA che anche se tu mi fregassI l’ultimo libro sullo scaffale non mi importerebbe…ma parlo di un libro che voglio tantotantotanto eh?!”

Penso ad @anniecro, che ADORO, che ha sempre parole meravigliose per me. Ringrazio tutti, anche chi non riesce ad essere partecipe al massimo. Infatti questa settimana mancherà @ilovereading_ nella discussione per alcune disavventure che le sono capitate, ma di certo so che ci siete e questo corrobora la mia tesi, quella che la lettura di gruppo è uno strumento potentissimo di crescita e riflessione, che da modo di arricchire l’esperienza di lettura e renderla ancora più meravigliosa. Leggere con voi è entusiamante, soprattutto quando discutiamo di un personaggio o di una situazione.

Questa settimana c’erano più capitoli da superare. Abbiamo visto Thomas affrontare per la prima volta i Grievers (Dolenti) ed uscirne vincitore.

 

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“Una grande creatura gibbosa delle dimensioni di una mucca, che però non aveva una forma nettamente distinguibile, si agitava e si contorceva per terra nel corridoio all’esterno. Si arrampicò sul muro di fronte e poi balzò contro il vetro spesso della finestra con un gran tonfo.

Thomas non riuscì a trattenersi e urlò, allontanandosi dalla finestra con un salto. Ma la cosa rimbalzò all’indietro, senza danneggiare il vetro.

Thomas inspirò profondamente per due volte e si piegò di nuovo a guardare. Era troppo buio per vederci bene, ma c’erano strane luci che baluginavano da una fonte sconosciuta e che rivelavano, nella foschia, punte argentate e carne luccicante. Dal corpo della cosa protrudevano, come braccia, terribili appendici che alle estremità avevano degli strumenti: una lama da sega, un paio di cesoie, lunghe aste il cui scopo si poteva solo indovinare.

La creatura era il risultato di una spaventosa mescolanza tra un animale e una macchina e sembrava capire di essere osservata. Sembrava capire cosa ci fosse tra le pareti della Radura, sembrava desiderare di entrare per banchettare con la carne dei ragazzi.”

Abbiamo visto Thomas affrontare mille pericoli, essere sicuro di sè, e trovare il sostegno di Minho, Newt e Alby… insomma, i ragazzi ci danno dentro.

La terza settimana porterà sviluppi interessanti soprattutto per quanto riguarda Theresa. XD

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Ci pensavo oggi, io sto leggendo in inglese, ma come di dicono alcune parole in italiano?? E chi legge nella nostra lingua si sarà chiesto le traduzioni in lingua originale… no? Perciò un minuscolo glossario:

Baggers: Insaccatori

Banished: Esiliato

Banishement Pole: Asta dell’Esilio

Barn: Granaio

Beetle blades: Scacertole

Blood House: Macello

Box: Scatola

Bricknick: Battimattone

Builders: Costruttori

Changing: Mutazione

Cliff: Scarpata

Creators: Creatori

Dead-face: Faccemorte

Gardens: Orti

Gathering: Adunanza

Glade : Radura

Gladers: Radurai

Graveyard: Cimitero

Greenbean: Fagiolino

Greenie: Fagio

Grief-Serum: DoloSiero

Grievers: Dolenti

Homestead: Casolare

Keeper: Intendente

Klunk: Sploff

Maze: Labirinto

Med-jacks: Medicali

Newbie: Novellino

Pole: Asta

Riders: Cavallerizzi

Runners: Velocisti

Sentenced: Condannati

Shack: Baracca

Shank: Pive

Shuck: Caspio

Slammer: Gattabuia

Slicers: Squartatore

Slopper: Spalatore

Stung: Punto

Track-hoe: Scavatore

Wicked: Cattivo

Whacker: Babbeo

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La prossima settimana aspetto le vostre foto con la copertina del libro, e se non volete mostrare la vostra faccia sia creativi e mostratemi il vostro e-reader o cartaceo nel luogo in cui più vi piace leggere. Giusto per non essere lasciati fuori.

E ora vi lascio al recap settimanale. Come al solito vi avverto di approcciarvi al post con ATTENZIONE perchè NON POSSO GARANTIRE LO SPOILER FREE!

 

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Dal capitolo 15 al capitolo 31: Un piccolo riassunto

Thomas si trova da circa una settimana nella Radura e non ricorda niente della sua vita precedente. Mentre il suo desiderio di diventare un runner è sempre più pressante si ritrova a tentare altri lavori, finchè una sera, contravvenendo alla prima regola del gruppo in cui vive esce dal mure mentre le porte si stanno chiudendo e si ritrova di notte nel Labirinto ad affrontare i terribili Grievers…

 

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Dal capitolo 15 al capitolo 31: I nostri commenti su Twitter

Come per il “Leonardo Read Along”, per evitare un post chilometrico visto il numero dei partecipanti, vi rimando alla Tag Board che ho creato per il #PABMazeRA. Ci tengo a sottolineare che se i partecipanti hanno un profilo privato, i loro commenti non compariranno nell’elenco.

 

http://twubs.com/PABMazeRA

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Dal capitolo 15 al capitolo 31: La discussione

Durante la settimana l’adorabile @Dorothy_257 ha proposto questa domanda:

"Dopo 31 capitoli un’idea sui personaggi dovremmo averla quasi tutti. In particolare sono curiosa di sapere cosa ne pensate di Thomas e di Gally. Siete più a favore di uno o dell’altro?"

Ecco le risposte:

@Speziac: Gally mi inquieta. mi chiedo cosa diamine abbia visto dopo la mutazione. Però mi viene da dire che un minimo di ragione potrebbe avercela…anche se sembra psicopatico.

Per Thomas…mmmh. A volte mi sta simpatico e a volte no. Perchè poi deve tenere tutti quei segreti?

@ciaradh_: Gally secondo me ha paura di quello che ha visto durante la mutazione e ne è rimasto molto colpito. E’ convinto che Thomas c’entri qualcosa e questo lo sconvolge, ma lo spinge anche a reagire in maniera esagerata (vedi durante la riunione). Thomas invece non ricorda nulla, ma le sensazioni che ha lo spaventano secondo me. Teme che Gally abbia ragione e dopo quello che ha detto la ragazza ha ancora più paura di rivelare qualcosa agli altri.

@anniecro: “So chi sei.” Mi piacerebbe poterlo dire di entrambi, ma la realtà è che non li riesco a capire appieno. Gally… all’inizio lo respingevo, non mi piaceva come carattere, ma dopo aver saputo della mutazione e tutto l’allegro pacchetto allegato ho  rivalutato il suo comportamento. Tuttavia ciò non lo giustifica ai miei occhi u.u “La mia stima una volta perduta è perduta per sempre.” (cit)
Thomas..bo. Ok, è curioso. Caratteristica forse un po’ troppo sottolineata, soprattutto all’inizio. Ma è anche altruista e magari è stato questo a spingerlo ad aiutare i Creatori (li hanno chiamati così nell’edizione italiana?) o magari ad arrivare ad un compromesso con loro. Però potrebbe anche cercare di creare un po’ meno problemi ai Keeper e agli altri in generale xD

@_rebe_91: Io penso che Thomas nasconda qualcosa e di decisamente importante. Ben, Gally e Alby hanno subito la mutazione e sanno che il nuovo arrivato ha qualcosa a che fare con il labirinto e il loro esserci dentro. E se davvero là fuori è orribile come sembra, posso davvero dare torto a Gally per il modo in cui si relaziona con Tom e per non fidarsi di lui? No. Anche Alby lo ha detto…lui era con loro. Ma il non ricordare niente del passato cambia le regole…Tom non è più il ragazzo di prima e qualunque colpa abbia commesso ora puo’ ropartire da zero. E poi Dylan è un coccolino adorabile quindi…

Queste invece le mie domande per la discussione settimanale… come sempre perdonate la mia scialbezza! (si un mio neologismo!)

- Thomas deve lavorare nel Giardino sotto la tutela di Zart. Voi come ve la cavate con il giardinaggio?

@anncleire: Io odio il giardinaggio, odio le piante, odio dovermene prendere cura. Mia madre mi ha sempre obbligato ad innaffiarle le piante, soprattutto d’estate, ed è una cosa che detesto dal profondo del cuore. Spero di liberarmene prima o poi, perchè è odioso!

@dituttocuore: mi piacciono le piante e i fiori ma ho il pollice nero…  sto imparando peró!!!

@kikkasole: Non ho il pollice verde. Le uniche piante che possono sopravvivere a me sono quelle grasse, perchè si arrangiano da sole -.-

E siccome voglio bene a tutte le creature di Dio (tranne ai ragni/topi/lucertole e qualsiasi altra schifezza ti venga in mente) sto lontana dal giardinaggio

@Sily85: Diciamo che me la cavo!! Mi piacciono molto piante e fiori e piano piano stiamo ampliando il nostro balcone!

@ciaradh_: totalmente negata per il giardinaggio. Avevo del basilico che è tragicamente deceduto..per fortuna mi piacciono da morire le piante grasse e quelle riewco a tenerle in vita (se non contiamo quelle due o tre che ho affogato).

@Speziac: sono impedita. mia madre ha il pollice verde e ho sempre avuto piante e piantine varie attorno..da piccola parlavo con i ciclamini..ma crescendo ho capito che non sono molto brava…più che altro mi dimentico sempre di dare l’acqua…

@Imma_Er: me la cavicchio soprattutto perché avendo papà giardiniere siamo pieni di piante e spesso dobbiamo aiutarlo!

@Veroluc84: sono una serial killer di piante,mi dimentico di annaffiarle o peggio ancora le annego senza pietà.

@zikaren28: riesco a non farle morire. solo questo.

@alessiaesse: Io odio le piante. Le odio con ogni fibra del mio corpo. Odio occuparmene (è capitato cinque volte negli ultimi dieci anni, forse). Odio i racconti altrui circa le piante (al pari dei racconti altrui circa cani, gatti e figli… ma questo è un altro discorso). Odio i moscerini e le zanzare che molte di loro attirano. Per rispondere alla domanda, quindi: io sto qui e il giardinaggio sta…………………….. Qui.

@Mirya_76: Ogni tanto ho bisogno di sfogare i miei istinti peggiori ed allora compro una pianta, lasciandola tragicamente morire nel mio balcone. Ogni volta che vado al vivaio, giurerei di sentire i fiori che implorano pietà.

@_rebe_91: io vorrei un giardinetto di camomilla stile un diamante da Tiffany da quando ho letto il libro ma fino a che non inventeranno una camomilla intelligente che si autocura la vedo difficile!

@Aniryllis: Ehm… ho solo dei cactus e fino a qualche anno fa riuscivo ad uccidere anche quelli, LOL.

Paola SunshinePol Efp: Mi piace il giardinaggio, ma ho problemi con alcuni insetti…ok, la maggior parte degli insetti quindi direi che non sono portata per il giardinaggio!

@Dorothy_257: Mia nonna materna ha il pollice verde ed è piena di piante. Mio nonno materno ha un orto che produce tanta verdura super buona. Mio papà cura amorevolmente basilico e peperoncino sul terrazzo. Non riesco proprio a capacitarmi come l’eredità di famiglia non sia passata anche a me!

@xlivefearless: Non ho mai provato veramente anche se vorrei. Purtroppo però le piante sono a stretto contatto con gli insetti, con i quali ho una relazione complicata basata sul ribrezzo e l’ammirazione.

@Frytty: Io e il giardinaggio non andiamo molto d’accordo. Odio le piante, perché vanno curate, pulite, potate ecc; mia madre che non la pensa come me, ne ha riempito la casa, ma siccome é quasi-negata (anche se almeno ha avuto la decenza di prendere tutte piante che non hanno bisogno di chissà quali attenzioni), tocca a me innaffiarle, potarle, controllare che non abbiano parassiti ecc, ma é una cosa che non sopporto, infatti la faccio controvoglia. Amo soltanto i bonsai e i cactus.

@anniecro: Saltando mia madre l’ “eredita verde” è passata a me xD sono riuscita a convincerla a tenere l’orto anche in città, e dopo anni resiste ancora tranquillo (grazie nonna per il concime dei conigli!). Sotto la mia diretta responsabilità ci sono anche George (bonsai) e Samantha (orchidea. Avete visto il film Lei? Ecco ecco). Tengo a specificare che l’idea di dare un nome alle piante non è mia (mette un’ansia terribile, non fatelo). Inoltre mamma continua a comprare/le regalano altre piante, le quasi-uccide e poi le lascia a me.

 

- Avete mai preso una decisione impulsiva che vi è costata cara?

@anncleire: Ahimè sono tutto fuorchè impulsiva, sono una che sta a pensare, che macera pensieri, che viene infiltrata dalle seghe mentali come una vecchia casa con l’umidità e di certo non posso prendere una decisione senza rifletterci ad oltranza.

@dituttocuore: che io ricorda nessuna decisione impulsiva che mi è costata cara!

@kikkasole: Non credo. Ho sempre preso decisioni punto e basta, tutto quello che ne consegue fa parte del pacchetto scelto quindi ….va bene così.

@Sily85: No, non mi pare proprio! O non mi viene in mente come al solito…

@ciaradh_: Una decisione impulsiva che mi è costata cara direi di no, l’unica decisione presa senza riflettere è stata iscrivermi per andare l’anno all’estero, ma poi ho avuto mesi per rifletterci e farmi prendere dal panico quindi penso non conti.

@Speziac: no, non credo. è difficile che io prenda decisioni impulsive… potrebbe però essere capitato..solo che ora non mi ricordo!

@Imma_Er: mmmh decisioni impulsive quasi sempre ma non me ne sono mai pentita perchè prendendo una decisione ne accetto anche le conseguenze.

@Veroluc84: ho imparato a non prendere decisioni impulsive perché ogni volta mi portano guai.

@zikaren28: oh, yes, al liceo, quando ho deciso di tagliare i capelli. detta così, sembrerebbe una cosa da nulla. ma fidati, se hai sempre portato i capelli lunghi dacchè hai memoria una ragione ci sarà pure stata. come ho potuto constatare per un intero dannato anno, il taglio ha sciolto ogni vincolo che manteneva il mio capello riccio in una posizione conveniente ed accettabile, e gli ha garantito la libertà, a cui anelava da anni, di svolazzare un pò qui e un pò là, come un palloncino scappato dalle mani di una bimba un pò distratta. Ed ha reso me un cespuglio su due gambe, con sommo divertimento dei miei compagni di classe. #odioimieicompagni #odioipalloncini

@alessiaesse: Decisioni impulsive: tante. Che mi sono costate caro: non credo. Anche perché non sempre i problemi arrivano a causa dell’impulsività. A volte programmi tutto nei minimi dettagli e poi ti becchi ugualmente una virtuale sprangata sui denti. (Ho reso?)

@Mirya_76: Ho deciso di andare a vivere con un uomo un mese dopo essermi messa con lui. Dal momento che questo poi è diventato mio marito, mi è costata tutto il resto della mia vita da single.

@_rebe_91: un tatuaggio. Avevo sedici anni e decisi che lo volevo assolutamente. Tempo una settimana e me lo feci…mamma ancora non si capacita di essere stata lei a firmare il consenso e di anni ora ne ho 23!

@Aniryllis: Io prendo quasi sempre decisioni impulsive… o decisioni impulsive prese all’ultimo minuto. Non penso mi siano costate caro, anzi, con me funziona! Non so se sia una cosa positiva XD

Paola SunshinePol Efp: Non sono una persona particolarmente impulsiva, anzi di solito rimugino sulle decisione per secoli. Non penso di aver mai preso delle decisioni impulsive di particolare importanza o per lo meno non me le ricordo!

@Dorothy_257: Ahimè sono decisamente troppo razionale. Di decisioni impulsive ne ho prese poche e non mi sono costate caro, anzi in alcuni casi mi è costato più caro non aver preso una decisione impulsiva.

@xlivefearless: Sono tutto tranne che impulsiva. Ci provo, mi dico “fallo, senza pensarci su” ma non è mai capitato…

@Frytty: Non credo di aver mai preso una decisione impulsiva, perché rifletto troppo sulle cose, valutando tutto e quindi mi perdo un po’ la spensieratezza del farlo e basta, senza rimuginarci troppo sopra.

@anniecro: Decisione impulsiva… Bo, beh, ridendo ho detto ‘ok’ per essere caposquadra per due mesi ad un centro estivo. Credevo che il Boss stesse scherzando. E invece. (Sicuramente ho fatto altre cavolate, ma il mio cervello me le sta nascondendo

 

- In una situazione estrema che cosa vorreste avere con voi?

@anncleire: Perchè faccio queste domande complicate a cui non so rispondere? Direi un coltello… un coltello puo’ salvarti il culo in molte situazioni.

@dituttocuore: di materiale credo nulla, ma di “fisico” vorrei avere la mente lucida e non farmi prendere dal panico!!

@kikkasole: La speranza di farcela al primo posto.

@Sily85: Vorrei avere con me McGyver! XD XD no dai, penso uno zaino attrezzato e una buona dose di sangue freddo e inventiva!

@ciaradh_: Ehm.. Hermione Granger conta come persona possibile? Perché sono quasi certa che troverebbe una soluzione a tutto. Scherzi a parte, mi piacerebbe avere con me una persona in grado di rimanere calma, perché tendo ad agitarmi in risposta all’ansia altrui.

@Speziac: una persona che mantiene il sangue freddo e la calma. io faccio pena. strippo con niente, e quando strippo non capisco più un tubo..

@Imma_Er: oddio booooh Bear Grylls? Lui sicuramente potrà aiutarmi XD

@Veroluc84: visto che proprio ora sono di ritorno da un’escursione ti dico il wifi, ti salva davvero la vita;-)

@zikaren28: un’idea brillante.

@alessiaesse:  Il WiFi. Il WiFi è il migliore alleato in una situazione estrema.

@Mirya_76: Mio marito, ovviamente, per ripagarmi del costo pagato al punto 2).

@_rebe_91: concordo con Alessia per il Wi-Fi! Se però non ci fosse campo mi accintento anche del manuale delle giovani marmotte…si può salvare il mondo con quel coso!

@Aniryllis: Una batteria piena al 100%: posso fare quasi tutto dal cellulare.

Paola SunshinePol Efp: Dipende dal tipo di situazione. Per cui direi un po’ di coraggio, ottimismo e ingegnoo per cavarmela in qualsiasi situazione!

@Dorothy_257: Acqua, cibo, un po’ di equipaggiamento. E un giovincello forzuto. Sai, lui il braccio, io la mente.

@xlivefearless: Una persona di cui fidarsi, acqua a volontà, un coltello e ovviamente della cioccolata. Non sai mai cosa ti succederà ma saprai sempre che un pò di cioccolata rimedierà tutto.

@Frytty: In una situazione estrema vorrei avere con me qualcuno, un amico o un estraneo non fa differenza, l’importante é che io non sia sola, altrimenti credo che andrei in panico xD

@anniecro: Internet. Con quello poi costruirò un impero *-* ..o perlomeno troverò un modo per sopravvivere xD

 

 

 

Alla prossima settimana miei adorati Gladers :*************

 

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Rare and precious things (The Blackstone Affair #4) by Raine Miller

“I knew more happiness and love than I’d ever experienced in my life, and now understood how precious it was to have that love.”

“Rare and precious things” è l’ultimo volume della serie “The Blackstone Affair” della bravissima Raine Miller, una serie erotica veramente affascinante, anche se popolata dai soliti cliché offerti da questo tipo di libro. Ma finire di leggere la straordinaria avventura di Brynne e Ethan vale davvero, davvero la pena.

 

Un luminoso inizio per le due anime ferite che lottano per il loro amore e la promessa di una nuova speranza per assicurare il loro lieto fine.

Freschi di una luna di miele idilliaca lungo la cosa italiana, i Blackstone si preparano per la nascita del loro prezioso bambino e le sfide di sistemarsi in una nuova casa. Ma le cose si complicano quando spettri del passato compaiono per minacciare le fondamenta della loro relazione. Ethan e Brynne devono combattere ancora più duramente l’uno per l’altra. “Rare and Precious Things” è la storia di due persone che hanno bisogno l’una dell’altra per essere completi, ma devono imparare quanto “raro” è il loro tipo di amore quando devono mettere in gioco tutto pur di tenerselo stretto.

La storia inizia dove si fermava “Eyes wide open” con Brynne e Ethan felicemente innamorati, e in procinto di sposarsi. Ora finalmente i nostri due protagonisti hanno coronato il loro sogno d’amore e possono vivere felici e contenti. La prima parte del libro è un giubilo di emozioni forti, di scene piccanti e inesauribile gioia, della coppietta appena sposata che vive appieno la sua luna di miele. Anche in questo caso la Miller sceglie di raccontare la vicenda alternando i punti di vista dei due protagonisti, regalando un quadro chiaro di entrambi, le loro emozioni e le loro paure più profonde, che si alternano in un mondo che cerca di separarli. Brynne è sempre lei con la  sua forza inesauribile e la sofferenza ancora piena di aver perso il padre, ma con Ethan al suo fianco è pronta ad abbracciare il futuro. Piena di meraviglia per la vita che cresce dentro di lei, non può far a meno di pensare al passato, non quando arriva prepotente a travolgerla. Brynne deve per forza di cose abbracciare la sua forza e pensare a quello che potrebbe mancarle. Ethan è sempre l’uomo carismatico e forte che abbiamo conosciuto nei capitoli precedenti, ma in un certo qual modo ci regala qualcosa di più, perché più aperto al mondo e a Brynne. La situazione cambia e anche Ethan è costretto a fare i conti con le esperienze traumatiche che lo hanno visto protagonista durante il suo periodo di reclusione. Ethan non è solo un marito accorto, è anche un uomo preso dal suo lavoro, che non si ferma di fronte a niente, e che deve agire in fretta per mettere al sicuro ciò che ama.

È strano sapere come certe storie arriveranno ad una conclusione, perché inevitabilmente una serie, come la vita, prima o poi finisce. Ma la cosa bella dei libri è che certe storie dureranno per sempre, immortalate su carta per il resto dell’eternità. E mi strappa un sorriso sapere che l’arrogante e dolce Ethan rimarrà per sempre al fianco di Brynne anche dopo le infinite difficoltà che hanno dovuto affrontare. Certo alcune scene sono irreali e la Miller non esita ad usare alcuni degli espedienti tipici del genere, ma le scene passionali lasciano un senso di soddisfazione non indifferente riuscendo ad essere sempre di impatto.

Anche i personaggi secondari offrono spunti interessanti, come Neal o la nipotina di Ethan, per non parlare del pesciolino Simba, ma più che negli altri libri, i veri protagonisti indiscussi restano Ethan e Brynne. Entrambi devono mettersi molto in gioco, soprattutto emozionalmente per riuscire a sfondare le proprie paure e le proprie mancanze.

L’atmosfera è quella di Londra, ma soprattutto quella della campagna inglese dove sorge la loro nuova residenza, acquistata da Ethan in un impeto improvviso. Londra con la sua pioggia e il suo Big Ben, anche se in definitiva i due protagonisti sembrano muoversi in uno spazio sospeso, che non si ancora in una città ma resta avvinghiato ai loro sentimenti e al loro amore.

Il particolare da non dimenticare? Dei fiori viola e delle fotografie…

Una storia d’amore piena di passione e intensa come può esserlo solo un libro erotico. Due protagonisti che hanno trovato una relazione rara e preziosa e Ethan che da solo rende il libro degno di essere letto. Se vi piacciono le romance intense non potete lasciarvi scappare questa. Un libro unico, indimenticabile e coinvolgente da non lasciarsi scappare.

Buona lettura guys!

 

 

La Serie:

- Naked  in italiano per Corbaccio “Nudo d’Autore”

- All in  in italiano per Corbaccio “Senza Tregua”

- Eyes wide open in italiano per Corbaccio “Ad occhi aperti”

- Cherry Girl  prossimamente in italiano

- Rare and precious things in uscita in italiano il 29 agosto a spese della Miller “Doni rari e preziosi”

400 Followers Giveaway

Sono molto grata, sono ancora incredula e mi mancano le parole per esprimere il mio amore per voi, per esprimere la mia riconoscenza. Quando ho aperto il blog non avrei mai e poi mai pensato di raggiungere un numero cosi’ elevato di follwers, non mi è passato neanche per l’anticamera di avere cosi’ tanto seguito.  So di non avere un blog particolarmente glamour, che ce ne sono tantissimi con una grafica più accattivante, con un layout più organizzato, ma io sono pienamente soddisfatta di questo spazio perso nella foresta vergine che è il web. È affascinante sapere che posso scrivere la mia opinione sui libri e avere qualcuno che condivide o meno il mio pensiero. E sono troppo entusiasta, troppo meravigliata, troppo tutto!

 

 

 

 

Il blog è il mio passatempo prediletto, sicuramente l’attività in cui investo la maggior parte del mio tempo libero, perchè in fondo è una parte importante della mia vita, quella che mi ha concesso il privilegio di conoscere i membri de LA BANDA DEI READ ALONG, una parte fondamentale della mia quotidianità, che mi sostengono in tutto e per tutto e senza i quali non saprei cosa fare tutto il giorno.

Grazie a @Medormad, @Mirya_76, @Imma_Er @ciaradh_, @Kiadalpi, @Erika_Zini, @Veroluc84, @CaterinaVacchi, @Endif1, @AiralsBooks, @rosyx85.

 

(immagine realizzata dalla favolosa @dittuttocuore)

 

Ci sono tante persone che hanno contribuito a rendere il blog quello che oggi e a cui devo moltissimo.

@alessiaesse che prima ancora di scrivere e pubblicare la sua Trilogia di Lilac è stata una fonte preziosa di spunti e idee, e che ha dato il via non solo alla mia avventura personale del “Leggere in inglese”, mi ha fatto scoprire Netgalley e mi ha spinto in un certo qual modo ad aprire il blog.

@Sily85 la mia adorata BBB (Best Book Buddy) che mi ha accompagnato fin dall’inizio nelle mie matte avventure, che ho conosciuto grazie alla meravigliosa @chiandissa, una delle persone più ECCEZIONALI che conosco perchè c’è sempre stata, a prescindere e mi fa sempre una pubblicità sfegata anche se non gliel’ho mai chiesto!

@Kikkasole, my wife, che anche se non c’è mi è comunque vicina con il cuore e con la mente e che amo immensamente per il semplice fatto che esiste e che è nella mia vita.

@ilovereading_ la mia straordinaria collega che ancora non mi ha mandato a quel paese, che appoggia le mie strampalate idee ogni giorno, con il suo entusiasmo e la sua creatività. Non solo il fangirlismo per le distopie ma anche i commenti sulla nostra vita vera. Insomma una vera e propria amica.

La meravigliosa @dituttocuore che è entrata nella mia vita velocemente regalandomi tantissimo. Un’AMICA di quelle che è rarissimo trovare e che speri di avere al tuo fianco per sempre!

La mia adorata @zikaren28 a cui mi sono imposta come una pazza e che mi stupisce ogni giorno per le sue parole e il suo affetto nei miei riguardi. Giorno fortunato quello in cui ho deciso di tartassarla di Tweet XD

@SpeziaC che ha messo mi piace fin dal primo post su Facebook e che mi ha seguito con una dedizione impressionante e che ormai fa parte della mia vita con i suoi commenti porno e il suo adorabile umorismo.

Non posso non citare in questo elenco @soniadolfa per tutti i consigli che ci siamo date e per avermi fatto scoprire Mike Mullin e Liz Reinhardt.

E come dimenticare @_adelemme_ che mi ha regalato tantissime risate e condiviso tantissimo con me?

Per non parlare di @aniryllis mia fedelissima compagna di lettura e sostenitrice incallita come me di Adam della serie Shatter Me di Tahereh Mafi e colei che mi ha consigliato Unteachable di Leah Raeder.

Ci sono tantissime altre ragazze che mi hanno aperto la loro porta e con cui ho scambiato anche solo un ciao e le ricordo tutte e sono infinitamente grata a tutti. Davvero grazie, grazie, grazie!

Credete davvero che questo sia un post sdolcinato? O perlomeno un po’ lo è ma non in toto XD

Siamo qui anche per FESTEGGIARE e questa volta ho deciso di farlo in grande stile… già! Per dirvi grazie, perchè mi fate sentire amata e perchè ve lo meritate!

 

GIVEAWAY

 

Ho deciso di mettere in palio una COPIA SPECIALE DI INFINITO DI ALESSIA ESSE!

 

Si avete letto bene! Un fortunato di voi riceverà in premio una copia speciale dell’ultimo capitolo de LA TRILOGIA DI LILAC che contiene anche la novella “Petali di rosa” che  non sarà disponibile in nessun altro formato!

 

 

 

 

Per vincere? Dove riempire il form che trovate qui sotto e commentare rispondendo a questa domanda:

“Qual è il vostro personaggio preferito de le Trilogia di Lilac e perchè?

Secondo te cosa gli succederà in Infinito?”

a Rafflecopter giveaway

Non vedo l’ora di leggere tutte le vostre ipotesi! Avete tempo fino al 5 settembre per partecipare!

Vi voglio bene… e grazie di essere miei followers! :******

 

Split Second (Pivot Point #2) by Kasie West

 

“I’m so sorry.” He rushed forward and sat on the step below me. “I thought you would move fast and catch it.” I rubbed my cheek, trying to hide a smile. He was relentless. And funny. Why did he have to be so easy to be around?

“I’m sorry. Are you okay?” One of his hands went to my elbow while he inspected my cheek. He cringed. “There’s a red mark.” He retrieved the shoe, then held it out for me. “You have my permission to throw this at my face as hard as you can.”

 

“Split Second” è il secondo volume della serie paranormale di Kasie West, che segue direttamente “Pivot Point” regalandoci un seguito davvero avvincente ma che perde in confronto al primo volume. Nonostante abbia veramente apprezzato la storia  e mi sia di nuovo immersa nelle avventure di Addie e Laila pure non è stato amore a prima vista come col primo volume, ma vale sicuramente la pena leggerlo, senza ombra di dubbio.

 

La vita può cambiare in un solo secondo.

Addie a stento riconosce la sua vita da quando i genitori  hanno divorziato. Il suo ragazzo l’ha usata. La sua migliore amica l’ha tradita. Non può credere che questo è il futuro che ha scelto. Oltre a questo la sua abilità sta agendo in modo strano. È sempre stata capace di ricercare il futuro quando le si presenta davanti una scelta. Ora può manipolare e rallentare il tempo… ma pagando un prezzo.

Quando il padre di Addie la invita a trascorrere la pausa invernale da lui, non si lascia scappare l’occasione di rifugiarsi nel mondo normale di Dallas, Texas. Lì incontra il bellissimo e stranamente familiare Trevor. È un estraneo virtuale per lei, ma perché il suo cuore le si ferma ogni volta che lo vede? Ma dopo aver scoperto segreti che sarebbero dovuti restare nascosti, Trevo sembra diventare più sospettoso che attratto da Addie. E lei prova un inspiegabile desiderio di cambiare le cose.

Nel frattempo la sua migliore amica Laila, ha un proprio segreto: può recuperare i ricordi di Addie… una volta che abbia imparato come. Ma ci sono persone potenti che non sembrano volere che questo accada. Disperata, Laila cerca di manipolare Connor, un bad boy che frequenta la sua stessa scuola – ma lui sembra essere l’unico ragazzo nel Compound immune al suo fascino. E l’unico che può aiutarla. Mentre Addie e Laila cercano freneticamente di recuperare i ricordi persi, Addie deve mettere insieme i pezzi di un mondo che pensava di conoscere prima di perdere l’amore che aveva quasi dimenticato… e un futuro che potrebbe cambiare tutto.

 

La storia ricomincia direttamente da dove si era interrotta in “Pivot Point”, Addie è rimasta nel Compound e ora vive le conseguenze del comportamento di Duke e di Laila. Mentre Addie si ritrova a pensare a cosa fare si avvicina la Festa del Ringraziamento e per le vacanze sceglie di andare dal padre. Non ricorda niente della sua scelta precedente e vive tutto con una certa nota di deja vu, ma senza capire davvero cosa sia successo. Addie è sempre lei, con la sua serietà che sfocia quasi nell’asocialità, una di quelle ragazze responsabili, che non si lasciano sedurre dai cattivi ragazzi. Audace e coraggiosa rimane a perdersi nei meandri delle possibilità che vede, ma non cede, cerca sempre di rimanere nelle sue possibilità anche quando la sua capacità paranormale si fa più insistente e dai risvolti imprevisti. Il cambio di scenario e l’entrata in scena della narrazione di Laila mi ha lasciata piuttosto scettica, anche se i suoi capitoli sono estremamente divertenti e ci mostrano un lato di lei che non avevamo visto nel primo libro. Laila è solo in apparenza una sciacquetta in realtà ha un mondo interiore vasto e comprensibile, con una famiglia disfunzionale, un padre telepatico che non riesce a gestire il suo potere e un paio di fratelli scalmanati. Laila riesce a gestire tutto, nonostante la fatica che deriva dalla situazione, ma soprattutto a non perdersi d’animo. Il suo essere intraprendente con i ragazzi è una forma di difesa, controllare gli altri con la sua bellezza un sollievo, perché le sembra di poter avere in mano almeno un aspetto della sua esistenza altrimenti sconclusionata. L’incontro con Connor si rivela decisivo, sia per una maggiore consapevolezza in sé stessa e nelle sue capacità paranormali, sia nel comprendere che merita molto più di quello che crede lei. Connor è un ragazzo dal passato oscuro, che sembra davvero inquietante, con moti compassionevoli che mi hanno lasciata davvero esterrefatta, ma il suo modo di fare è davvero un aiuto prezioso e una fonte inesauribile di battute sarcastiche e poteri eccezionali.

E Trevor… Trevor rimane il mio preferito con la sua dolcezza, il suo modo di fare eccezionalmente easy e alla mano, con il suo rapporto con il fratellino Brody (un bambino adorabile), e il suo amore per i fumetti.

È molto interessante la coerenza che la West mantiene in ogni punto della trama, che non lascia mai a desiderare anche nei momenti più inaspettati. L’evoluzione dei poteri di Addie è molto impressionante, mi ha lasciato leggermente delusa come vengono svelati tutti i segreti e lo scioglimento della trama, un po’ approssimato, rispetto alla grandiosità prospettata in “Pivot Point”. La West non sfrutta appieno le potenzialità della trama e punta più alla romance che al mystery riducendo di fatto tutta la storia.

 

Il particolare da non dimenticare? Un chip…

 

Una storia avvincente, una storia d’amore che supera i confini di un mondo parallelo e di una memoria che non collabora, per regalare al lettore un racconto meraviglioso e romantico in un mondo pieno di poteri paranormali. Non bello quanto il primo, ma di certo una lettura che merita davvero.

Buona lettura guys!

 

 

 

La Serie:

- Pivot Point

- Split Second 

 

MAZE READ ALONG #1: Dal capitolo 1 al capitolo 14

Sono emozionatissima all’idea di essere DOPO UN ANNO ancora qui a scrivere il primo post dell’ennesimo Read Along. Perdonatemi il post vaneggiante, ma sono davvero contentissima di poter proseguire con questo gruppo di lettura che diventa sempre più affiatato e unito. E sono contentissima perché il gruppo cresce, si evolve e diventa sempre più eterogeneo. Sono molto grata alle ragazze che sono con me fin dall’inizio e a quelle che sono entrate nel gruppo nel corso dei mesi e sono diventate così parte della mia quotidianità che non mi riesco ad immaginare un mondo diverso, un mondo che non comprenda anche loro. Il RA è un’esperienza sconvolgente perché da modo di ampliare gli orizzonti e di condividere la lettura in modo totalizzante. Molti commenti danno origine a discussioni intelligenti e stimolanti, offrono spunti di riflessione molto interessanti e in definitiva offrono l’occasione di conoscersi meglio.

Quando ho dato il via al primo non mi sarei mai immaginata di avere così tante ragazze al mio seguito, non mi sarei mai immaginata di trovarmi con così tanti partecipanti. Sono veramente lusingata dal fatto che scegliate di leggere un libro che propongo e che seguiate più o meno fedelmente le mie indicazioni di lettura. Sono contenta del fatto che molti di voi, una volta provato il RA per la prima volta scelga di continuare a partecipare anche ai successivi. Davvero è veramente emozionata.

 

 

Resto dell’opinione che qualcuno mi rinchiuderà, ma cerco sempre di trovare quell’oretta al giorno da dedicare al mio blog e all’organizzazione dei RA. Non sempre riesco ad essere al top come vorrei, ma cerco di fare del mio meglio. Perdonatemi se non sono sempre presente, se non riesco a rispondere a tutti i vostri tweet nei tempi giusti! Sappiate che vi penso, sempre XD

Sono veramente meravigliata del vostro entusiasmo e della vostra partecipazione, come al solito siete splendidi con me. Grazie per i vostri commenti, messaggi e felicità.

Sono partita molto scettica e in salita, ammetto che non mi ha preso particolarmente la storia nei primi capitoli, la narrazione in terza persona mi ha scioccata, ma il concepimento della struttura narrativa, nonché la costruzione distopica che costella il libro mi hanno catturata e sul colpo di scena del nuovo arrivo sono stata veramente presa.

 

 

Ammetto anche che mi sto immaginando Thomas come Dylan O’Brien con quel suo faccetto pulito e i capelli scompigliati.

 

 

Spero che continui sempre meglio, perché inizio a nutrire molte speranze su questo libro, che comunque è parecchio inquietante.

Come sempre il primo post è solo introduttivo, siamo appena entrati nella Radura, abbiamo visto il Labirinto e stanno succedendo cose molto strane da quando è arrivato Thomas.

 

 

Insomma vi lascio al recap, come sempre non posso garantirvi lo SPOILER FREE quindi avvicinatevi al post con cautela. Buona lettura guys!

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 14: Un piccolo riassunto

Thomas è un ragazzo di circa 16 anni che si ritrova in un ascensore, privo di memoria per poi sbucare in una radura popolata da altri ragazzi come lui. Mentre Alby e Newt gli spiegano come funzionano le cose li, Chuck è l’unico che gli si mostra amico e gli svela alcuni segreti del mondo dove vive. Fino a quando strane cose iniziano a succedere, inaspettate e sconvolgenti, che mettono alla prova gli equilibri nati tra i ragazzi…

 

 

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 14: I nostri commenti su Twitter

Come per il “Leonardo Read Along”, per evitare un post chilometrico visto il numero dei partecipanti, vi rimando alla Tag Board che ho creato per il #PABMazeRA. Ci tengo a sottolineare che se i partecipanti hanno un profilo privato, i loro commenti non compariranno nell’elenco.

E occhio agli spoiler sennò fate come @alessiaesse:

Errore da principiante: navigare #PABMazeRA. Spoiler ovunque. My eyes, my eyes.

 

 

http://twubs.com/PABMazeRA

 

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Dal capitolo 1 al capitolo 14: La discussione

- Quali sono le vostre prime impressioni sul romanzo?

@Anncleire: Ammetto che all’inizio ero un po’ titubante (è la seconda volta che lo inizio) ma superati i primi capitoli mi ha preso sempre più. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà a Thomas e agli altri.
@alessiaesse:
Sono rapita. Il world-building è affascinante e costruito bene. Ogni capitolo fa un po’ di luce (sui personaggi, sul luogo, sulla storia) e getta qualche ombra (di nuovo, sui personaggi, sul luogo e sulla storia). L’ipotesi che Thomas abbia già vissuto tutto, o che conosca chissà cosa, è quella che mi intriga di più. I capitoli si leggono velocemente: sono brevi al punto giusto e finiscono in modo tale che non puoi non andare avanti (l’ideale, per invogliarci a continuare, vero?). L’arrivo della ragazza è stato inaspettato, e non vedo l’ora di saperne di più!

@Littleamaranth: Ho dovuto aspettare qualche capitolo per entrare nell’atmosfera del romanzo, all’inizio mi sembrava strano e distaccato. Ora sono molto curiosa: soprattutto del nuovo arrivo. Il gergo suona un po’ come se fosse un errore di traduzione.

@Frytty: Il romanzo mi sta piacendo molto, é davvero interessante l’insieme di ambientazione, personaggi e problemi vari. Mi sono identificata molto in Thomas, perché anch’io mi sarei sentita persa e forse avrei pensato si trattasse di un sogno, perciò devo dire che mi ha conquistata e solitamente, quando un libro mi conquista dai primissimi capitoli, é fatta, sono sicura che me ne innamorerò del tutto a breve. E poi la suspence é davvero alta e mi piace, perché così non l’interessa non scema.

@Dorothy_257: La trama è interessante e comincia a farsi inquietante. Sono molto curiosa di leggere i prossimi capitoli. I personaggi non li ho ancora inquadrati molto, quindi su loro non mi esprimo.

@anniecro: All’inizio ero un po’ spaesata.. Tra lessico e ambientazione non capivo molto, ma credo fosse in linea con l’intenzione dell’autore e le sensazioni del protagonista stesso.

@zikaren28: mi piace molto, anche se non sono ancora a metà dei capitoli della settimana!

@xlivefearless: Diciamo che c’è voluto qualche capitolo per farmi incuriosire e coinvolgere ma mi piace, promette bene.

@Mirya_76: Sono moderatamente interessata. Un po’ come quando mio figlio deve proprio farsi sbavare in mano dai lumaconi, ecco: non ne capisco il senso, ma lo spettacolo ha un suo fascino.

@Sily85: mi sta piacendo ma che ansia!!! Non capisco niente, dove siamo, perché….

@rebe_91_: i primi capitoli ho faticato a ingranare…sarà stato perché in inglese sarà stato il lessico dei gladers. Ma ora mi ha preso tantissimo e sono tre giorni che aspetto lunedì x andare avanti!

@ciaradh_: mi piace, ma mi mette un’ansia assurda. Se dovessi esserci io li dentro aiuto!

@dituttocuore: mi sta piacendo, ma sinceramente non mi ha ancora preso molto… Ora come ora mi attira di più il film!!

@SpeziaC: Mi incuriosisce un sacco. Aspetto con ansia il film!

@rosybart_: Diciamo che non mi sta entusiasmando molto, ma vado avanti, fiduciosa!

@Imma_Er: Ancora non ho finito la razione settimanale ma dopo un inizio un po’ spaesante mi sta iniziando a prendere!

@aniryllis: A causa di alcune bruttissime letture fatte nel 2013 non leggo un YA da tantissimo tempo, quindi è un sollievo *enorme* trovare TMR piacevole. Credo che grazie a questo romanzo ritornerò a leggere YA di nuovo. E con questo ho detto tutto XD
@ilovereading_: Finora mi piace, forse sono ancora confusa riguardo ciò che accadrà, ma devo dire che ciò che riguardava la lingua dei PG mi ha interessato molto (soprattutto perché da linguista ho il pallino per tutto ciò che è diverso dal solito).

@Kikkasole: Allora sono ancora a cap 5, però sono stata contenta di rendermi conto che il particolare linguaggio non mi ha demoralizzato (sai per il discorso traduzione) Devo dire che comunque è facile immergersi nell’atmosfera della storia, quindi….Avanti così! XD

Paola SunshinePol Efp: sono indietrissimo però per ora mi sembra carino. Mi avevo ispirato un sacco il trailer, quindi era un po’ che volevo leggerlo!

@Kiadalpi: mi sta piacendo molto. Ho rimandato l’inizio della lettura perché non mi attirava troppo e quando ho deciso di iniziare in due ore ho letto i 14 capitoli. Però mi mette un’ansia pazzesca.

@veroluc84: Mi sta piacendo molto, soprattutto il fatto che scopriamo le cose man mano insieme a Thomas.

 

- Vi siete mai trovati in un posto dove tutti parlavano una lingua diversa dalla vostra?

@Anncleire: Come sa tutto il mondo ormai, sono in Belgio per svolgere la mia attività di tirocinio e tesi alla Universitè Libre de Bruxelles. Quando sono andata per la prima volta nella parte fiamminga del Belgio vi assicuro che credevo di trovarmi in un universo parallelo. I nomi delle strade e dei negozi erano incomprensibili, per non parlare dei pedoni che mi camminavano al fianco. Roba che neanche Thomas. Meno male che con l’inglese si riesce a comunicare… e con alcuni fiamminghi vale davvero la pena *smirk*
@alessiaesse:
Troppe volte. E’ stato imbarazzante, soprattutto quando non ero ancora in grado di capire (e farmi capire) in inglese. Imbarazzante e umiliante, come la volte in cui un attore inglese mi rivolse la parola e io non seppi dire nulla. Sono passati quasi dieci anni e vorrei ancora sotterrarmi

@Littleamaranth: Mi è capitato in vacanza studio in Inghilterra. Ho incontrato altri ragazzi italiani e ci siamo confrontati su parole comuni del gergo regionale. Mai pensato che il chewing-gum si potesse indicare in modo diverso da “cicles”. XD

@Frytty: Mi é capitato solamente in Belgio, perché lí hanno l’inglese come seconda lingua, e tra di loro parlano il belga, che é un insieme di tedesco e inglese, quindi, ogni volta che parlavano tra di loro mi sentivo molto spaesata, ma a me si rivolgevano in inglese, quindi, no problem xD

@Dorothy_257: Tutti i giorni, per il lavoro che faccio e per il tipo di persone con cui mi relaziono. Capire e farsi capire è molto impegnativo e stancante!

@anniecro: prima lezione di letteratura inglese al Triennio xD non capivamo nulla di quello di cui si stava parlando, ma avevamo troppa paura per chiedere alla prof. Il compito è stata una carneficina. Tra meno di un mese mi aspetta la Finlandia  spero solo di sopravvivere in qualche modo xD

@zikaren28: ogni volta che esco fuori dall’Italia! mi sento muta, sorda e cieca quando non riesco a capire!

@xlivefearless: In Corsica! Sono stata un giorno ad Ajaccio ed ho capito che il còrso è una delle poche lingue di cui non ho proprio interesse e mai l’avrò. Mi è capitato anche a Dublino in soggiorno studio ma in quel caso era un piacere per me sentire ovunque parlare inglese (non mi è mai capitato il gaelico).

@Mirya_76: Devo ricordarti che io insegno in un Liceo? Tutti gli alunni di tutte le classi parlando una lingua diversa dalla mia. E sono pressoché sicura che dicano ‘sploff’ ogni volta che entro in classe.

@Sily85: la prima volta in Inghilterra è stato faticoso soprattutto l’impatto, ma poi è andata liscia XD

@rebe_91_: Francia e Spagna. Maalla fine riuscivamo a capirci…una lingua mista tra inglese-italiano-linguadelposto-gesti. Fantastico e ddeprimente insieme.

@ciaradh_: ehm.. In Irlanda all’inizio del mio anno all’estero, in Austria quando vado dai cugini (ahimè il tedesco non fa per me) e recentemente a Parigi, dove per fortuna me la sono cavata con l’inglese.

@dituttocuore: si da brava italiana ignorante con l’inglese e le altre lingue straniere mi sono trovata in difficoltà a Londra e in Germania… Ma anche nella mia città poichè molti turisti parlano sloveno/croato!!

@SpeziaC: Florida, un tot di anni fa. Capivo una parola su dieci. Ho parlato a gesti per dieci giorni.

@rosybart_: La prima cosa che mi viene in mente è la crociera, le persone intorno a me parlavano millemila lingue diverse.

@Imma_Er: sono stata all’estero quindi si ma non sono mai stata sola e poi riuscendo a cavarmela bene con le lingue non ho avuto grosse difficoltà.

@aniryllis: Yeees, penso sia inevitabile quando si viaggia all’estero, ma io so tante lingue e purtroppo non penso di avere una “mia” lingua, LOL. L’unica volta in cui non conoscevo/capivo assolutamente nessuna parola è stato a Budapest, ma per questo, grazie al cielo, esiste l’inglese.
Se intendevi in senso figurato, oh well XD
@ilovereading_: Sono andata in vacanza studio più di una volta ed amo viaggiare, quindi mi trovo spesso in posti in cui parlano lingue diverse. Mi capita poi di scegliere mete in cui posso praticare le lingue che studio, ma è affascinante trovarsi in luoghi dove devi sforzarti per capire le persone e a volte puoi farlo solo attraverso i gesti.

@Kikkasole: No mai.

Paola SunshinePol Efp: In Germania, all’ultimo dell’anno perché non spiccico una parola di tedesco!

@Kiadalpi: mi è capitato spesso andando all’estero. La volta peggiore, però, è stata quando ho deciso di andare un mese in Spagna in famiglia senza pensare al fatto che non sapevo una singola parola di spagnolo. La prima settimana è stata un trauma.

@veroluc84: Mi è successo quando sono andata in vacanza a Praga anni fa: nessuno parlava inglese o tedesco e mi faceva andare fuori di testa il poter comunicare solo a gesti tipo mimo^_^

 

- Quando vi trovate davanti diversi compiti come scegliete quello da svolgere?

@Anncleire: Io sono la regina del procrastinare, generalmente mi riduco all’ultimo secondo per qualsiasi tipo di compito. Quindi decisamente scelgo quello più pressante che ha la deadline più vicina a me. Insomma un disastro.

@alessiaesse: Dipende. Se sono di buon umore, inizio dalle cose più difficili. Se sono svogliata o di cattivo umore (9 volte su 10, quindi), rimando ogni cose fino a quando i diversi compiti non si accumulano.

@Littleamaranth: Scelgo di dare precedenza ai compiti più urgenti, ma spesso seguo l’istinto o l’ispirazione del momento

@Frytty: Io di solito faccio sempre il compito più noioso, così me lo tolgo subito da davanti ai piedi e poi posso passare a qualcosa di più piacevole. Raramente faccio il contrario. E anche se sono donna, avrò qualche gene difettoso, ma non riesco a fare cento cose insieme, devo farne una alla volta e con calma, altrimenti vado in tilt

@Dorothy_257: Di solito cerco di fare tutto contemporaneamente, incastrando le cose tra di loro. Comunque il compito che ha la priorità vince su tutti!

@anniecro: I più facili per primi, così poi posso concentrare tempo e forze su quelli più difficili senza preoccuparmi di dover far altro dopo u.u

@zikaren28: prima il necessario, perchè tendo ad essere la classica cornacchia che rimanda fino all’inevitabile.

@xlivefearless: Quello che ho voglia di fare prima. Rimando il tutto sempre fino all’ultimo di conseguenza ahaha.

Sono!

@Mirya_76: Tesoro, ma siamo donne, siamo programmate per fare tutto insieme. Dobbiamo scegliere tuttavia il compito da far svolgere all’uomo, e in questo caso la scelta si orienta sul più semplice.

@Sily85: in base a quello più importante o quello che mi annoia meno fare?? Dipende dal momento e dai compiti!!

@rebe_91_: prima i compiti più importanti e poi vado x gradi.

@ciaradh_: Nonostante mamma mi abbia sempre ripetuto “prima il dovere, poi il piacere”, io che sono una che va al contrario, vado sempre sull’attività che mi piace di più e in base al gusto personale scelto l’ordine delle cose. Ovviamente mi ritrovo alla fine a fare la cosa che odio di più e mi maledico, perché avrei potuto farla prima e tirarmi su il morale con qualcosa che mi piace..ma ovviamente non funziona mai.

@dituttocuore: costantemente al lavoro!!! Vado per priorità/durata compito… Se ad esempio o dei lavori di bassa priorità e che per svolgerli ci impiego poco li faccio per prima per liberarmene e poi faccio quello a priorità superiore!!

@SpeziaC: Vado a priorità. Quella che deve essere fatta per prima per un qualche motivo ha sempre la precedenza.

@rosybart_: In genere, mi dedico prima alle cose più facili o che mi piacciono di più, per poi passare a quelle più noiose/difficili. Purtroppo tendo a rimandare continuamente, quindi capita che mi ritrovi a fare tutto all’ultimo minuto XD

@Imma_Er: di solito parto da quello più difficile così superato lo scoglio la strada DOVREBBE essere in discesa.

@aniryllis: Sempre e comunque da quello più lungo e difficile. (In inglese sarebbe venuto fuori un bel doppio senso, LMAO.)

@ilovereading_: Bella domanda! Boh, mi faccio guidare dall’istinto (che nel 90% dei casi sbaglia) e da ciò che mi va di fare. In effetti svolgo solo compiti che sono nelle mie corde in quel momento perché sforzarmi di fare altro mi riesce sempre impossibile.

@Kikkasole: E’ facile scelgo sempre quello che si avvicina maggiormente al mio modo di essere, quello che mi entusiasma…. se non c’è, allora mi adatto.

Paola SunshinePol Efp: Di solito cerco di fare prima le cose più importanti, ma di solito fallisco miseramente e faccio con ordine sparso.

@Kiadalpi: l’idea è quella di fare prima le cose che mi fanno schifo. Ci riesco solo quando sono di buonissimo umore o quando odio il mondo intero.

@veroluc84: Vorrei poterti dire che mi programmo tutto per tempo e parto sempre dal compito più difficile per avvantaggiami. Ovviamente non è così, sono la disorganizzazione fatta persona e mi ritrovo sempre all’ultimo a far tutto di corsa…però me la cavo sempre^_^

 

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Alla prossima settimana girls :*************

 

 

Spot light: Beyond the Pale, a fantasy anthology

Sono molto contenta oggi di presentarvi una bellissima antologia fantasy, di un gruppo di scrittori americani dai caratteri diversi ma eterogenei. Anche se come sapete il fantasy non è il mio primo amore sono sempre pronta a promuovere storie dai colori diversi e aiutare chi ne ha bisogno.

Il caso di oggi si intitola “Beyond the Pale”:

 

 

E contiene i racconti di una serie di scrittori vincitori di premi e bestsellers del New York Times:

Saladin Ahmed (Throne of the Crescent Moon)

Peter S. Beagle (The Last Unicorn)

Heather Brewer (Vladimir Tod series)

Jim Butcher (Dresden Files series)

Kami Garcia (Beautiful Creatures series)

Nancy Holder (Wicked series)

Gillian Philip (Rebel Angels series)

Jane Yolen (Owl Moon)

 

Potete trovare il libro sul sito http://www.birchtreepub.com/  e naturalmente su Goodreads.

 

Beyond the Pale è un’antologia di storie fantasy, urban fantasy e paranormali che naviga sul confine tra il nostro mondo e gli altri. È la mia immaginazione o ho sentito qualcosa sotto il letto? Era un movimento nel mio armadio scuro? C’è solo un velo sottile a separare il vero dal fantastico, e gli abitanti di queste storie. Il nome “pale” (palo) si riferisce ad un colpo (come quello che impala i vampiri) o ad un pezzo di legno appuntito (cole il palo di un recinto). “Pale” si riferisce anche all’area racchiusa sa un cancello. Ha anche acquisito il significato figurato di dominio recintato e quindi sicuro. Nel linguaggio colloquiale “beyond the pale” significa strano, inaccettabilie o minaccioso. State per andare Beyond the Pale.

 


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E ora potete leggere un brano tratto da "The Children of the Shark God" di Peter S. Beagle.

Buona lettura!

Once there was a village on an island that belonged to the Shark God. Every man in the village was a fisherman, and the women cooked their catch and mended their nets and sails, and painted their little boats. And because that island was sacred to him, the Shark God saw to it that there were always fish to be caught, and seals as well, in the waters beyond the coral reef, and protected the village from the great gray typhoons that came every year to flood other lagoons and blow down the trees and the huts of other islands. Therefore the children of the village grew fat and strong, and the women were beautiful and strong, and the fishermen were strong and high-hearted even when they were old.

In return for his benevolence the Shark God asked little from his people: only tribute of a single goat at the turn of each year. To the accompaniment of music and prayers, and with a wreath of plaited fresh flowers around its neck, it would be tethered in the lagoon at moonrise. Morning would find it gone, flower petals floating on the water, and the Shark God never seen—never inthatform, anyway.

Now the Shark God could alter his shape as he pleased, like any god, but he never showed himself on land more than once in a generation. When he did, he was most often known to appear as a handsome young man, light-footed and charming. Only one woman ever recognized the divinity hiding behind the human mask. Her name wasMirali, and this tale is what is known about her, and about her children.

Mirali’sparents were already aging when she was born, and had long since given upthe hope of ever having a child—indeed, her name meant “the long-desired one.” Her father had been crippled when the mast of his boat snapped during a storm and crushed his leg, falling on him, and if it had not been for their daughter,the old couple’s lives would have been hard indeed.Miralicould not go out with the fishing fleet herself, of course—as she greatly wished to do, having loved the sea from herearliest memory—but she did every kind of work for any number of island families, whether cleaning houses, marketing, minding young children, or even assisting the midwife when a birthing was difficult or there were simply too many babies coming at the same time. She was equally known as a seamstress, and also as a cook for special feasts; nor was there anyone who could mend apandanus-leaf thatching as quickly as she, though this is generally man’s work. No drop of rain ever penetrated anypandanusroof that came underMirali’shands.

Nor did she complain of her labors, for she was very proud of being able to care for her mother and father as a son would have done. Because of this, she was much admired and respected in the village, and young men came courting just as though she were a great beauty. Which she was not, being small and somewhat square-made, with straight brows—considered unlucky by most—and hips that gave no promise of a large family. But she had kind eyes, deep-set under those regrettable brows, and hair as black and thick as that of any woman on the island. Many, indeed, envied her; but of thatMiraliknew nothing. She had no time for envy herself, nor for young men, either.

Now it happened thatMiraliwas often chosen by the village priest to sweep out the temple of the Shark God. This was not only a grand honor for a child barely turned seventeen but a serious responsibility as well, for sharks are cleanly in their habits, and to leave his spiritual dwelling disorderly would surely be to dishonor and anger the god himself. SoMiraliwas particularly attentive when she cleaned after the worshippers, making certain that no prayer whistle or burned stick of incense was left behind. And in this manner did the Shark God become aware ofMirali.

 

Something Forever (Something Great #3) by M. Clarke

 

“Nope. You’re so wrong.” Matthew shifted his body weight. He was now hovering over

me, pinning my arms above my ahead against the pillow. “I like to read stories about Becca.” His

eyes pierced into mine with so much heat and lust. “I’m going to read you like a book and lick

every word off your body. From chapter to chapter, I’m going to tease you and then leave you

hanging like a cliffhanger. I might even give you a teaser to the next book if you beg.”

 

“Something Forever” è l’ultimo volume della serie create dalla penna di M. Clarke lo pseudonimo di Mary Ting con cui scrive romance molto particolari, che sconfinano nell’erotica. Anche in questo caso la storia è molto ricca e accompagniamo Max & Jenna e Becky & Matthew nel loro “happily ever after” accompagnandoli in un cammino di consapevolezza e conferma di un amore esploso per caso ma che non si spegne, neanche nei momenti più intensi e difficili.

 

Un momento bollente.

Una decisione disperata.

Scelte che cambiano la vita.

Max e Jenna sono costretti a mettere alla prova la loro relazione. Saranno in grado di abbracciare le sfide che la vita mette loro davanti?

I segreti possono rovinare le fondamenta di una relazione. Matthew sceglierà di nascondere a Becky informazioni vitali che la riempiranno di dubbi sul loro futuro?

Quando si tratta di amore, qualcosa di grande può trasformarsi in qualcosa di meraviglioso ma può essere qualcosa che dura per sempre?

 

La Clarke è meravigliosa e riesce a coinvolgere il lettore in un viaggio che spia le due coppie, alternando il punto di vista dei quattro protagonisti, riuscendo a non essere particolarmente confusionaria. Sono sincera… il libro non è riuscito a soddisfarmi in pieno, perché sembra quasi la Clark abbia insistito sull’argomento, riempiendo di particolari che sono facilmente immaginabili, senza per forza essere riprodotti fedelmente. La scrittrice indugia, mostra dettagli, risulta quasi troppo. Ci sono scene che potevano essere anche lasciate alla fantasia del lettore. Ma tutto sommato è una fine e come ogni fine lascia l’amaro in bocca, perché mette un punto su una storia molto amata e con cui ci si riconosce facilmente.

Jenna è cresciuta molto nel corso della trilogia e la troviamo più spontanea e intraprendente, pronta a stare al passo delle voglie di Max. Jenna ha un lavoro, è soddisfatta e sappiamo che la sua vita sta per cambiare drasticamente. Sarà pronta a mettersi in gioco completamente? Jenna è una di quelle donne che hanno bisogno di essere spronate per vivere al meglio, che in qualche modo hanno bisogno di qualcosa in più per fiorire e sbocciare e di certo Max non è un tipo da lasciarsi scappare. Dolcemente dominante, uno di quegli uomini che non si lasciano impressionare da niente e che conquista la propria donna con uno sguardo e la tiene in alta considerazione, dedicandosi completamente a lei. Max è un uomo che non ama molto sentirsi dire no, ma allo stesso tempo riesce a cedere di fronte alle lusinghe della propria donna. Un uomo tutto d’un pezzo.

Becky è la mia preferita, non solo perché lavora con i libri e come fai a non amare una donna così, ma anche perché è molto più sveglia e meno ingenua di Jenna. Una che ha fatto dell’auto punizione una tecnica ben collaudata. Becky si limita, per paura di soffrire ancora, per paura di perdere le certezze che ha faticosamente conquistato una volta che ha rinunciato al suo passato. E’ una ragazza capace di nascondersi e scappare ma con Metthew è costretta a fare i conti con la realtà, a mettersi in gioco e a fare un tentativo. Con Metthew deve per forza di cose farsi avanti. Metthew al contrario del fratello non è dolce, anche se è attento, è un po’ rude, ed è stato sicuramente plasmato da quello che è successo tre anni prima, ma in un certo qual modo l’uomo non si fa fermare, ma anzi è seriamente intenzionato a vivere il suo futuro ed essere felice. Metthew è il perfetto book boyfriend, ed è bellissimo vedere come la Clarke giochi con la contrapposizione dei suoi personaggi, autocitando il suo young adult paranormale “From Gods”.

L’ambientazione è quella di una grande città americana, Los Angeles, cosmopolita e piena di gente, anche se in definitiva non si esce quasi mai dagli appartamenti delle due coppie, tranne per una breve trasferta a Parigi *ammicca*.

Lo stile della Clarke è molto semplice e arriva sempre dritto al punto, nonostante l’eccessivo uso di particolari.

 

Il particolare da non dimenticare? Un lucchetto…

 

Una fine intensa per una storia d’amore romantica che indulge alla dolcezza, ma anche alle scene più infuocate, senza mai stravolgere i propri personaggi e accompagnandoli verso la loro felicità e regalando loro un “qualcosa che duri per sempre”.

Buona lettura guys!

 

 

 

Ringrazio infinitamente M. Clarke (Mary Ting) per avermi regalato la meravigliosa opportunità di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia onesta opinione e di continuare a tenermi in considerazione per qualsiasi suo nuovo libro. Ti adoro, grazie infinite!

 

La Serie:

- Something great

- Something wonderful

- Something forever 

Revenge Bound (Tattoo Thief #3) by Heidi Joy Tretheway

 

Jayce cups my face in his hands and plants a kiss on my lips. “You’re like the best kind of fairy tale, Violet. You’re the kickass princess.”

“Revenge Bound” è il terzo volume della serie “Tattoo Thief” creata dalla penna della bravissima Heidi Joy Tretheway che ho imparato a conoscere nell’ultimo anno e che leggo sempre molto volentieri. Nonostante i libri facciano parte di un’unica serie possono essere letti in maniera indipendente, ma vi consiglio vivamente di andare con ordine. Anche in questo caso la Tretheway ha mantenuto le aspettative e anche se il mio preferito resta il primo volume, pure mi sono innamorata della storia del bassista della band rock più famosa di New York.

 

In internet, i segreti non muoiono mai…

Violet non può immaginare niente di peggio che avere le foto private di lei nuda che viaggiano attraverso Internet. Finché non iniziano a moltiplicarsi come un virus. Con il suo nome, indirizzo e numero di telefono inclusi. E il suo capo lo scopre. E uno stalker la trova.

Il rifugio di Violet è una rock stari conosciuta per cambiare groupie più velocemente dei cambi della sua chitarra. Permettere a Jayce di avvicinarsi abbastanza da proteggerla, espone i suoi segreti – e il suo cuore – ad un uomo la cui celebrità potrebbe rovinarla. Questo perché essere un nessuno è l’unica cosa che impedisce alle foto di Violet di finire sulle prime pagine dei giornali. Ed è la ragione per cui non potrà mai innamorarsi di una rock star. I segreti si propagano come fiamme se una rock star attizza il fuoco.

 

Il libro ripercorre le ultime scene di “Stella & Tyler”, il secondo volume della serie, per regalarci le prime impressioni dell’entrata in scena di Violet. Da un lato abbiamo una fotografa che cerca di sbarcare il lunario come può, aiutandosi con lavori saltuari e offerte di freelance, dall’altro abbiamo un uomo che non è abituato a sentirsi dire no, che ha tutto a portata di una telefonata e che in definitiva può tutto. L’utilizzo dei capitoli alternati e la narrazione in prima persona, stratagemma utilizzatissimo da gran parte delle scrittrici di romance, permette di immergersi immediatamente nell’atmosfera caotica del libro e soprattutto le parti dedicate a Violet sono pregne di emozioni vere, anche perché la Tretheway si è ispirata ad una storia vera ed ad una realtà ahimè tristemente nota alla cronaca, quella dello stalkeraggio e del “Revenge Porn”. Il “Revenge Porn” è l’azione di rendere pubbliche foto di nudo di una persona per vendetta. Sarete allucinati di sapere quante donne sono vittime di questa azione. Violet allora viene sempre più pressata da una situazione insostenibile vivendo nella paura di essere messa alle strette. Nonostante la sua forza, pure si lascia tramortire da chi non le lascia tregua. Sono rimasta molto colpita dalla bravura della scrittrice americana di rendere la situazione della donna in maniera perfetta, senza eccedere in violenza, ma rendendola molto vicina al nostro immaginario. Quando si è in certe situazioni non si può molto, si può solo cedere al terrore cieco che ci governa. Ma la nostra empatia si consuma rapida e si fa il tifo per questa ragazza che nonostante tutto cerca di tirare fuori la grinta e di non lasciarsi abbattere.

“The opposite of fear is love”

Ecco che allora dall’altra parte abbiamo Jayce. Un uomo che ha vissuto nella consapevolezza di essere arrivato. Le origini della band, i Tattoo Thief, sono lontane e la consacrazione a rock band ormai consolidata. Eppure ci sono strascichi di una situazione irrisolta. La partenza di Gavin ha lasciato un vuoto e una certa frattura nel gruppo, le direttive contrastanti lasciano tutti leggermente allucinati e Jayce vorrebbe avere la libertà di imporre le sue scelte. Ma allo stesso tempo sa che non vuole perdere il suo migliore amico Tyler. Inizia una ricerca interiore che lo spinge a chiedersi chi è e cosa vuole e lo porta a contatto con Violet. Il Dio del Rock, con il suo fisico scolpito e la sua bravura con il basso lo rendono molto appetibile, ma allo stesso tempo la scelta sbagliata. Ma Jayce non si arrende, perché Violet richiama quell’istinto di protezione ancestrale che vive in ogni uomo che si rispetti e lo spinge a mettersi in gioco. Ma Jayce sa di non trovarsi davanti una damselle in distress e che deve avere la capacità di tirarsi indietro al momento giusto e di offrire il giusto tipo di conforto se vuole tenersi la donna di cui si sta innamorando.

Ritroviamo anche le coppie precedenti protagoniste dei primi due volumi e naturalmente Dave l’ultimo membro della band, protagonista dell’ultimo libro della serie *che non vedo l’ora di leggere*.

L’ambientazione è sempre quella newyorkese, in giro per le strade a fotografare graffiti con Violet o l’appartamento di lusso di Jayce, ma sempre d’effetto, anche se contano di più i sentimenti che i luoghi.

 

Il particolare da non dimenticare? Un vestito verde…

 

Lo stile semplice della Tretheway si unisce ad una trama avvincente per creare una storia emozionante e incerta, dai contorni quasi da thriller, ma sempre condita da una buona dose di romance. Un racconto che non può lasciare indifferenti e che spinge a riflettere su cosa è l’amore e fin dove ci si può spingere per vendetta. Una storia che rimarrà con voi.

Buona lettura guys!

 

 

 

 

Ringrazio immensamente Heidi Joy Tretheway per avermi concesso la straordinaria opportunità di leggere questo libro in anteprima in cambio della mia onesta opinione e di tenermi sempre in considerazione per ogni nuova uscita. Grazie, grazie, grazie!

La Serie

- Tattoo Thief

- Tyler & Stella

- Revenge Bound

- Untitled

Ciao, sono Roberto del social media team di Expo 2015 Milano! Abbiamo visto il tuo blog, anche noi parliamo di libri, soprattutto riguardanti cibo, ambiente ed ecologia. Magari ne puoi trovare qualcuno di interessante anche tra i nostri a questo indirizzo! :) Dai un'occhiata se ti va! Ciao!

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